San Patrizio

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Centro studi Giuseppe Federici – Per una nuova insorgenzasan patrizio
Comunicato n. 27/20 del 17 marzo 2020, San Patrizio

San Patrizio

Festeggiamo san Patrizio, patrono e apostolo dell’Irlanda, con un testo tratto dall’ “Anno liturgico” di Dom Prosper Guéranger, dove si invoca il santo anche per la conversione della Gran Bretagna. Da tempo il laicismo ha contagiato gli irlandesi come i britannici, e ha privato l’indipendentismo irlandese della sua motivazione religiosa (la difesa del Cattolicesimo dalle eresie britanniche, anche quelle degli eretici scozzesi) che l’aveva caratterizzato nei secoli passati. Preghiamo san Patrizio che l’Irlanda, come tutte le nazioni, sia liberata dagli errori religiosi e ideologici, per il ritorno del regno sociale di Cristo.

L’APOSTOLO DELL’IRLANDA. Oggi la Chiesa vuole che onoriamo l’Apostolo d’un intero popolo: Patrizio, il luminare dell’Irlanda, il padre di quella fedele generazione che perseverò per tanto tempo nel Martirio. In lui rifulse il dono dell’apostolato, che Cristo ha depositato nella sua Chiesa e dovrà perpetuarsi sino alla consumazione dei tempi.
Gl’inviati del Signore si dividono in due classi: gl’incaricati a dissodare una sola mediocre porzione della gentilità, gettandovi la semente che germoglierà in diversa misura, secondo la malizia o la docilità degli uomini; quegli altri la cui missione è come una rapida conquista che aggrega al Vangelo nazioni intere. Patrizio appartiene a questa categoria di Apostoli; e noi dobbiamo venerare in lui uno dei più insigni monumenti della divina misericordia verso gli uomini.
Ammiriamo anche la saldezza dell’opera sua. Nel v secolo la Gran Bretagna era quasi interamente immersa nelle tenebre del paganesimo; l’immensa Germania ignorava la venuta di Cristo sulla terra; tutti i paesi del Nord dormivano nelle ombre dell’infedeltà. Prima che tanti popoli andassero risvegliandosi, l’Irlanda riceveva la buona Novella. La parola divina portata dall’Apostolo prospera in quell’isola, più fertile secondo la grazia che nella natura. Vi abbondano i Santi e si propagano su tutta l’Europa; e gl’Irlandesi fanno partecipi altre contrade di ciò che la loro patria ricevette dal suo fondatore. E quando s’abbatte l’epoca della grande apostasia del XVI secolo, quando la defezione germanica si propaga dall’Inghilterra alla Scozia e a tutte le regioni settentrionali, l’Irlanda rimane fedele; e non esiste genere di persecuzione, abile ed atroce che sia, che riesca a distaccarla dalla fede appresa da Patrizio.

VITA. San Patrizio, chiamato l’Apostolo dell’Irlanda, nacque in Gran Bretagna. Liberato dalla schiavitù in cui era caduto nella sua infanzia, divenne sacerdote e viaggiò molto; si formò alla vita monastica a Lerino e a Tours, quindi si dedicò all’evangelizzazione dell’Irlanda. Per tale opera il Papa san Celestino lo consacrò vescovo nel 431. Le sue fatiche e le sue pene furono ricompensate dalla conversione di tutta l’isola, che fu perciò chiamata l’isola dei Santi. Ebbe un’austerità ed una pietà meravigliosa, incessante la sua preghiera, fu favorito dal dono del profezia e dei miracoli. Morì verso l’anno 461 e fu seppellito a Downe.

LA FEDE. La tua vita, o Patrizio, trascorse nelle penose fatiche dell’Apostolato; ma quanto fu bella la messe seminata dalle tue mani e bagnata dai tuoi sudori! Tu non risparmiasti nessuna fatica, perché si trattava di procurare il dono della fede a molti uomini; ed il popolo al quale l’affidasti la conservò con una fedeltà che sarà sempre la tua gloria! Deh! prega per noi, affinché quella fede, “senza la quale è impossibile piacere a Dio” (Ebr 11,6), domini per sempre i nostri spiriti e i nostri cuori. Il giusto vive di fede (Ab 2,4), dice il Profeta; durante questi giorni essa ci rivela le giustizie e le misericordie del Signore, affinché si convertano i nostri cuori ed offrano al Dio della maestà l’omaggio del pentimento. La Chiesa ci impone dei doveri, e la nostra debolezza ci spaventa: l’unica causa è la fede che languisce in noi. Se essa dominerà i nostri pensieri, non ci costerà la penitenza. Al contrario la tua vita così pura e così piena di opere buone, fu molto mortificata; aiutaci a seguire di lontano le tue orme.

PREGHIERA. Prega, o Patrizio, per l’Isola santa di cui fosti padre e che ti onora con fervida devozione. Intercedi anche, o santo Pontefice, per quell’altra Isola che fu la tua culla, perdonandole tutti gli errori verso i tuoi figli; affretta con le tue preghiere il giorno, in cui essa potrà rientrare nella grande unità dei cattolici. Ricordati finalmente di tutti i paesi cristiani, e fa’ che la tua preghiera di Apostolo li renda accetti al cospetto di colui che ti ha inviato.

Da

San Patrizio

LA CONFESSIONE

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Un po’ di catechismo

Che cosa è la Confessione? La Confessione, detta anche Penitenza, è il Sacramento istituito da Gesù Cristo per rimettere i peccati commessi dopo il Battesimo.

Quante cose si richiedono per fare una buona Confessione? Per fare una buona Confessione si richiedono cinque cose: l’esame di coscienza, il dolore dei peccati, il proposito di non commetterne più, l’accusa dei peccati e la soddisfazione o penitenza.

Come si fa l’esame di coscienza? L’esame di coscienza si fa richiamando alla mente tutti i peccati commessi dopo l’ultima Confessione ben fatta.

Che cosa è il dolore? Il dolore è il dispiacere di aver offeso Dio e d’aver meritato i suoi castighi.

Di quante specie è il dolore? Il dolore è di due specie: perfetto o contrizione e imperfetto o attrizione.

Qual è il dolore perfetto o contrizione? Il dolore perfetto o contrizione è il dispiacere d’aver offeso Dio infinitamente buono e degno d’essere amato sopra ogni cosa.

Il dolore perfetto rimette subito i peccati? Il dolore perfetto rimette subito tutti i peccati: ma se sono mortali resta l’obbligo di confessarli.

Qual è il dolore imperfetto o attrizione? Il dolore imperfetto o attrizione è il dispiacere di aver peccato per il timore dei castighi meritati, o per la bruttezza della colpa commessa.

Il dolore imperfetto quando ci ottiene il perdono dei peccati? Il dolore imperfetto ci ottiene il perdono dei peccati quando è unito alla Confessione.

Quale dolore si richiede per la Confessione? Per la confessione basta avere il dolore imperfetto ma è molto meglio avere il dolore perfetto.

È necessario avere il dolore di tutti i peccati commessi? È necessario avere il dolore di tutti i peccati mortali, ma conviene averlo anche dei veniali.

Chi si confessa dei soli peccati veniali deve avere il dolore di tutti? Chi si confessa di soli peccati veniali è buona cosa che abbia il dolore di tutti, ma è sufficiente che lo abbia di uno solo.

Che cosa è il proposito? Il proposito è la volontà risoluta di non commettere mai più peccati e di fuggirne le occasioni.

Che cos’è l’occasione del peccato? L’occasione del peccato è ciò che ci mette in pericolo di peccare, sia persona, sia cosa.

Siamo obbligati a fuggire le occasioni dei peccati? Siamo obbligati a fuggire le occasioni dei peccati, perché siamo obbligati a fuggire il peccato: chi non le fugge finisce per cadere, perché “chi ama il pericolo perirà in esso” (Eccli. 3, 27).

L’accusa dei peccati in che consiste? L’accusa dei peccati consiste nel dire umilmente i propri peccati al confessore per averne l’assoluzione.

Di quali peccati siamo obbligati a confessarci? Siamo obbligati a confessarci di tutti i peccati mortali non ancora confessati o confessati male: è bene per confessare anche i veniali.

Come dobbiamo accusare i peccati mortali? Dobbiamo accusare i peccati mortali pienamente, senza farci vincere da una falsa vergogna a tacerne alcuno, dichiarandone la specie, il numero e anche le circostanze che aggiungessero una nuova grave malizia.

E chi per vergogna tacesse al Confessore un peccato mortale? Chi tacesse un peccato mortale al Confessore commetterebbe un grave sacrilegio.

Che deve fare chi sa di non essersi confessato bene? Chi sa di non essersi confessato bene deve rifare le confessioni mal fatte e accusarsi dei sacrilegi commessi.

Che cosa è l’assoluzione? L’assoluzione è la sentenza con cui il Sacerdote in nome di Gesù Cristo rimette i peccati al penitente.

Che cosa è la soddisfazione o penitenza? La soddisfazione o penitenza è la preghiera o l’opera buona imposta dal Confessore per i peccati commessi.

N.B.: Il peccato mortale suppone sempre tre elementi essenziali: la gravità della materia, la piena avvertenza, il deliberato consenso. Se manca uno solo di questi elementi, il peccato è veniale.

MODO DI CONFESSARSI

Preghiera

Misericordioso Iddio ho peccato e molto peccato contro di Te per mia colpa, per mia grandissima colpa ribellandomi alla tua santissima legge e preferendo a Te, mio Dio e mio celeste Padre, misere creature e miserabili capricci. Sebbene non meriti che castighi deh! non negarmi, o Signore, la grazia del perdono e quella di emendarmi.

ESAME DI COSCIENZA

Lo si fa meditando:

1. Le precedenti confessioni.

2. I Comandamenti di Dio.

3. I precetti della chiesa.

4. I doveri del proprio stato.

Metodo per chi si confessa frequentemente Esaminati dapprima se hai commesso colpe gravi (Messa, bestemmie, odio, pensieri, discorsi, atti impuri). Poi esaminati sui doveri verso Dio (pratiche di pietà); verso il prossimo (superiori,uguali e inferiori); e su quelli del proprio stato.

Metodo per una confessione generale

I Comandamenti di Dio

1° Comandamento: non avrai altro Dio all’infuori che me (Preghiere, religione) Ho mancato alle preghiere? Le ho recitate male? Ho temuto di mostrarmi cristiano per rispetto umano? Ho trascurato di istruirmi sulle verità della religione? Ho acconsentito a dubbi volontari?… in pensieri? in parole? Ho letto libri e giornali empi? Ho parlato e agito contro la religione? Ho mormorato contro Dio e la sua Provvidenza? Ho appartenuto a società empie (massoneria, comunismo, sette eretiche, ecc.)? Ho praticato la superstizione… consultato le carte e gli indovini?… partecipato a pratiche magiche? Ho tentato Dio?

Peccati contro la Fede: ho rifiutato di ammettere una o più verità rivelate da Dio e insegnatedalla Chiesa?… o di accettare la Rivelazione una volta conosciuta?… o di studiarne le prove di credibilità? Ho tralasciato di istruirmi sulla religione? Ho rinunciato alla vera Fede? Qual è il mio rispetto per la Chiesa? Mi sono iscritto a partiti o associazioni anticattoliche? Sono stato favorevole alla cremazione dei corpi dopo la morte?

Peccati contro la Speranza: ho mancato di fiducia nella bontà e Provvidenza di Dio? Mi sono lamentato o criticato la Provvidenza? Ho disperato nella possibilità di vivere da vero cristiano, quantunque se ne domandi la grazia? Credo veramente alle promesse di Dio di aiutare chi lo prega umilmente e confida nella sua Bontà e Onnipotenza? In senso inverso: ho peccato di presunzione abusando della Bontà di Dio, illudendomi di ricevere comunque il perdono, confondendo buono con bonaccione?

Peccati contro la Carità: ho rifiutato di amare Dio al di sopra di ogni cosa? Ho trascorso settimane e mesi senza mai compiere il minimo atto d’amore verso Dio, senza pensare a Lui? Indifferenza religiosa. Ateismo. Materialismo. Empietà. Laicismo (non riconoscere i diritti di Dio e di Cristo Re sulla società e sugli individui). Ho profanato le cose sante? In particolare: confessioni e comunioni sacrileghe?

Carità verso il prossimo: vedo nel prossimo un’anima fatta ad immagine di Dio? Lo amo per amore di Dio e di Gesù? Questo amore è natura le o è soprannaturale, ispirato dalla fede? Ho disprezzato, detestato, deriso il prossimo?

2° Comandamento: Non nominare il nome di Dio invano (Giuramenti, bestemmie)Ho giurato falsamente e inutilmente? Ho imprecato contro me stesso o contro gli altri? Ho mancato di rispetto al nome di Dio,della Vergine o dei Santi?… li ho nominati con irriverenza o per gioco? Ho bestemmiato mormorando contro Dio nelle prove? Ho osservato i voti?

3° Comandamento: Ricordati di santificare le feste (Messa, lavoro) A questo comandamento si riferisce il 1° precetto della Chiesa. Ho mancato alla Messa per mia colpa?… sono giunto in ritardo? Ho assistito senza rispetto? Ho lavorato o fatto lavorare senza necessità e senza permesso nei giorni festivi? Ho trascurato l’istruzione religiosa? Ho profanato le feste con riunioni o divertimenti pericolosi per la fede e i costumi?

4° Comandamento: Onora il padre e la madre (Genitori, superiori) Figli: ho mancato di rispetto?… ho disobbedito?… ho causato dispiaceri? Ho trascurato di assisterli nella loro vita e, soprattutto, al momento della morte? Ho trascurato di pregare per loro, nelle pene della vita e, soprattutto, dopo la morte? Ho disprezzato o non tenuto conto dei loro saggi pareri?

Genitori: mi sono sempre preoccupato dell’educazione di figli? Ho pensato a dare o procurare loro l’istruzione religiosa? Li ho fatti pregare? Mi sono preoccupato di accostarli presto ai sacramenti? Ho scelto per loro le scuole più sicure? Ho diligentemente vigilato su loro?… Li ho consigliati, ripresi, corretti? Mi è capitato di dare loro scandalo? Nelle loro scelte, li ho assistiti e consigliati per il loro vero bene? Ho ispirato loro buone abitudini? Al momento della scelta dello stato, ho fatto prevalere la mia volontà o quella di Dio? Sposi: ho mancato al sostegno reciproco? L’amore per il coniuge è veramente paziente, longanime, premuroso, pronto a tutto?… Ho mosso critiche al coniuge in presenza dei figli?… L’ho maltrattato?

Inferiori: (impiegati,servitori,operai,soldati). Ho mancato di rispetto, d’obbedienza ai superiori? Ho fatto loro torti con critiche ingiuste, o in altro modo? Ho mancato nell’adempimento dei miei doveri? Ho abusato della loro fiducia?

Superiori: (padroni, dirigenti, ufficiali). Ho mancato alla giustizia commutativa, non dando loro il dovuto?… alla giustizia sociale (assicurazioni,previdenze,ecc.).Ho punito ingiustamente? Ho mancato alla carità non procurando gli aiuti necessari? Ho vigilato con cura sulla moralità? Ho favorito il compimento dei doveri religiosi?… l’istruzione religiosa dei dipendenti? Ho sempre trattato i dipendenti con bontà, equità, carità?

5° Comandamento: Non uccidere (Ira, violenza, scandalo) Mi sono abbandonato all’ira? Ho avuto desideri di vendetta? Ho desiderato il male del mio prossimo? Ho conservato sentimenti di rancore, di ruggini e di odio? Ho violato la grande legge del perdono? Ho ingiuriato, percosso, ferito? Pratico la pazienza? Ho dato cattivi consigli? Ho scandalizzato con parole o atti? Ho trasgredito gravemente e volontariamente il Codice stradale (anche senza conseguenze)? Sono responsabile di infanticidio, aborto [Per aborto si intende l’espulsione di un ovulo umano fecondato dal seno materno, prima che abbia le capacità di vivere fuori di questo seno.Pratiche abortive,partecipazione sotto qualsiasi forma a questo atto omicida (consigli, aiuto, ecc.).] o eutanasia?

6° e 9° Comandamento: Non fornicare. Non desiderare la donna d’altri (Impurità: pensieri, parole, azioni) Mi sono soffermato volontariamente in pensieri o desideri contrari alla purezza? In discorsi? Sono pronto a fuggire le occasioni di peccato: conversazioni,letture e immagini immodeste,divertimenti pericolosi, quali compagnie cattive, balli, teatri,cinema scandalosi? Ho avvertitamente fermato gli sguardi sopra oggetti pericolosi? Ho indossato abiti indecenti? Ho commesso azioni disoneste, da solo?… con altri? Mantengo legami o amicizie colpevoli? Sono responsabile di abusi o frodi nell’uso del matrimonio? Ho rifiutato senza motivi sufficienti il debito coniugale? La fornicazione (relazioni sessuali fra uomo e donna) al di fuori del matrimonio è sempre peccato mortale (anche fra fidanzati). Se l’uno o entrambi sono sposati, il peccato si raddoppia con l’adulterio (semplice o doppio) che deve essere accusato [Frodare nell’uso del matrimonio ed impedire la procreazione è immorale e nessuna “indicazione” o necessità pu trasformare un’azione intrinsecamente immorale in atto morale e lecito, perché non è un semplice precetto di diritto umano, ma l’espressione di una legge naturale e divina (Pio XI, Casti Connubi ). Pio XII, in un discorso alle ostetriche (documento che tutti gli sposi dovrebbero conoscere), ha detto: “Dobbiamo ancora una volta dichiarare che è assolutamente da escludere, come via lecita per la regolazione delle nascite,l’interruzione diretta del processo generativo già iniziato, e soprattutto l’aborto direttamente voluto e procurato, anche se per ragioni terapeutiche”. [Anche la “pillola del giorno dopo” è da considerarsi pratica abortiva]. La sterilizzazione diretta, sia perpetua che temporanea, dell’uomo e della donna non è lecita, così come ogni azione che, in previsione dell’atto coniugale o nel suo compimento o nello sviluppo delle sue conseguenze naturali, si proponga come scopo e come mezzo di rendere impossibile la procreazione.]. Adulterio, divorzio, incesto, omosessualità, bestialità. Pratiche di fecondazione artificiale.

7° e 10° Comandamento: Non rubare. Non desiderare la roba d’altri (Furti, desiderio di rubare) Ho desiderato di appropriarmi del bene altrui? Ho commesso o aiutato a commettere ingiustizie, frodi, furti? Ho pagato i debiti? Ho ingannato o danneggiato il prossimo nella roba?… l’ho desiderato? Ho commesso abusi o inganni nelle vendite, nei contratti, ecc.? Ho ritardato o frodato la mercede agli operai?

8° Comandamento: Non dire falsa testimonianza (Menzogne, maldicenze, calunnie)Ho mentito? Ho fatto o diffuso sospetti,giudizi temerari?… ho mormorato, calunniato? Ho reso false testimonianze? Ho violato segreti (corrispondenza, ecc.)? Ho mancato di riparare il danno fatto all’onore del prossimo?

Precetti della Chiesa

Partecipare alla Messa la domenica e le altre feste comandate (vd 3° Comandamento).

Santificare i giorni di penitenza, secondo le disposizioni della Chiesa. Hai mangiato carne nei giorni proibiti? Hai fatto il digiuno nei giorni prescritti?

Confessarsi almeno una volta all’anno e comunicarsi almeno a Pasqua.

Soccorrere alle necessità della Chiesa, contribuendo secondo le leggi o le usanze.

Non celebrare solennemente le nozze nei tempi proibiti.

Peccati capitali

Orgoglio. Quale stima ho di me? Agisco per orgoglio? Sciupo denari nella ricerca del lusso? Ho disprezzato gli altri? Mi sono compiaciuto in pensieri di vanità? Sono suscettibile? Sono schiavo del “cosa ne dirà la gente” o della moda?

Avarizia. Sono troppo attaccato ai beni terreni? Ho sempre fatto l’elemosina secondo le mie possibilità? Per possedere, non ho mai leso le leggi di giustizia? Ho praticato il gioco d’azzardo? (vd 7° e 10° Comandamento).

Lussuria. Vedi 6° d 9° Comandamento.

Invidia. Ho conservato sentimenti di gelosia? Ho cercato di nuocere agli altri per invidia? Mi sono compiaciuto del male, o rattristato del bene altrui?

Gola. Ho ecceduto nel mangiare e nel bere? Mi sono ubriacato?… Quante volte? (se è un’abitudine, sai che esistono cure mediche per guarire?).

Ira. Vedi 5° Comandamento.

Pigrizia. Sono pigro nell’alzarmi la mattina?… nello studio e nel lavoro?… nell’adempiere ai doveri religiosi?

Doveri di stato

Ho mancato agli obblighi speciali di stato? Ho trascurato gli obblighi professionali (nello studio, nel lavoro: professori, medici, avvocati, notai, artigiani, impiegati, operai…).

Metodo cronologico

– Per la confessione generale: esaminare anno per anno.

– Per la confessione annuale: esaminare settimana per settimana.

– Per la confessione settimanale: esaminare giorno per giorno.

– Per l’esame quotidiano: esaminare ora per ora.

Preparazione immediata

Nella misura in cui si rammentano i propri peccati, è bene pentirsi e domandarne perdono a Dio, implorando la grazia di un fermo proposito di non commetterne più. Dopo l’esame di coscienza, per eccitare la contrizione, si leggano lentamente i seguenti pensieri:

I miei peccati sono una rivolta contro Dio, mio Creatore, Sovrano e Padre. Infangano la mia anima, la feriscono, e, se gravi, le danno la morte.

Mi ricorderò ancora:

1) il Cielo, che sarà perso per me, se muoio in stato di peccato grave;

2) l’inferno, ove cadrò per l’eternità;

3) il purgatorio, ove la divina giustizia dovrà completare la mia purificazione da ogni peccato veniale e debito;

4) Nostro Signore Gesù Cristo, morente sulla croce per espiare i miei peccati;

5) la bontà di Dio, che è tutto amore, bontà infinita, sempre pronto al perdono di fronte al pentimento.

Questi motivi di contrizione possono essere anche soggetto di meditazione. Ma soprattutto si mediti il Crocefisso, la presenza e l’attesa di Gesù nel Tabernacolo, l’Addolorata. Maria piange sui tuoi peccati e tu resti indifferente? Se la confessione ti costa un po’, recita una preghiera alla SS. Vergine. Il suo aiuto non ti mancherà. Ultimata la preparazione, entra nel confessionale con umiltà e raccoglimento, considerando che il sacerdote occupa il posto di Gesù Cristo nostro Signore, e accusa tutti i peccati con sincerità.

Atto di proponimento

O Signore Gesù, non trattarmi come mi sono meritato, ma rendi manifesti in me gli effetti della Tua Misericordia.

O Signore Gesù, ho in animo di non più offenderTi,di evitare ogni occasione di peccato e di adempiere in tutto la tua volontà santissima. Ma mi è necessaria per questo la tua grazia: e di cuore la chiedo a Te o mio Dio.

Come confessarsi (ad uso dei fedeli)

Nel fare il segno della croce † si dice:

1) Padre, mi confesso perché ho peccato.

2) Mi sono confessato da… ho ricevuto l’assoluzione, ho fatto la penitenza.

Da allora mi accuso…

Terminata l’accusa, si dice:

Mi accuso ancora di tutti i peccati che non ricordo e di quelli della vita passata, specialmente di quelli contro il (tal) Comandamento e la (tal) virtù, e di tutti chiedo umilmente perdono a Dio e a lei, padre, l’assoluzione e la penitenza se la merito.

3) Al momento dell’assoluzione, recitare con fede l’atto di dolore:

Mio Dio, mi pento e mi dolgo con tutto il cuore dei miei peccati,perché peccando ho meritato i Vostri castighi, e molto più perché ho offeso Voi, infinitamente buono e degno di essere amato sopra ogni cosa. Propongo col Vostro santo aiuto di non offenderVi mai più e di fuggire le occasioni prossime di peccato. Signore, misericordia, perdonatemi.

Oppure:

O Gesù di amore acceso non Ti avessi mai offeso, o mio caro e buon Gesù, con la tua santa grazia non Ti voglio offendere più perché ti amo sopra ogni cosa.

4) Eseguire senza ritardo la penitenza ricevuta.

Dopo la confessione

Caro mio Gesù, quanto vi sono obbligato! Per i meriti del vostro sangue spero di essere stato già perdonato, ve ne ringrazio sommamente. Spero di venire in Cielo a lodare per sempre le vostre misericordie.Dio mio,se finora tante volte vi ho perduto non vi voglio perdere più. Da oggi in avanti voglio mutar vita veramente.Voi meritate tutto il mio amore, vi voglio amare davvero; non voglio vedermi più separato da voi. Io già vi ho promesso, ora ritorno a promettere di voler prima morire che più offendervi. Vi prometto ancora di fuggire le occasioni e di prendere il tal mezzo (determina quale) per non più cadere. Ma, Gesù mio, voi sapete la mia debolezza, datemi forza di esservi fedele sino alla morte. Maria Santissima, aiutatemi. Voi siete la madre della perseveranza, in voi stanno le speranze mie.

L’inquietudine è il più gran male che derivi all’anima, eccetto il peccato (S. Francesco di Sales).

Signore! Abbandono il mio passato alla vostra Misericordia,

il mio presente al vostro Amore,

il mio avvenire alla vostra Provvidenza!

(Padre Pio).

Da

http://www.oratoriosantambrogiombc.it/2020/03/12/la-confessione/

Novena a San Giuseppe – dal 10 al 18 Marzo

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Novena a San Giuseppe
dal 10 al 18 Marzo
da recitarsi ogni giorno (non ci saranno invii quotidiani)
O S. Giuseppe, mio protettore ed avvocato, a te ricorro, affinché m’implori la grazia, per la quale mi vedi gemere e supplicare davanti a te. E’ vero che i presenti dispiaceri e le amarezze che sono forse il giusto castigo dei miei peccati. Riconoscendomi colpevole, dovrò per questo perdere la speranza di essere aiutato dal Signore? “Ah! No!” – mi risponde la tua grande devota Santa Teresa – “No certo, o poveri peccatori. Rivolgetevi in qualunque bisogno, per grave che sia, alla efficace intercessione dei Patriarca S. Giuseppe; andate con vera fede da Lui e resterete certamente esauditi nelle vostre domande”. Con tanta fiducia, mi presento, quindi, davanti a Te e imploro misericordia e pietà. Deh!, per quanto puoi, o San Giuseppe prestami soccorso nelle mie tribolazioni. Supplisci alla mia mancanza e, potente come sei, fa che, ottenuta per la tua pia intercessione la grazia che imploro, possa ritornare al tuo altare per renderti l’omaggio della mia riconoscenza.
Pater – Ave – Gloria

 

Non dimenticare, o misericordioso S. Giuseppe, che nessuna persona al mondo, per grande peccatrice che, fosse, è ricorsa a te, rimanendo delusa nella fede e nella speranza in te riposte. Quante grazie e favori hai ottenuto agli afflitti! Ammalati, oppressi, calunniati, traditi, abbandonati, ricorrendo alla tua protezione sono stati esauditi. Deh! non permettere, o gran Santo che io abbia ad essere il solo, fra tanti, a rimanere privo dei tuo conforto. Mostrati buono e generoso anche verso di me, ed io, ringraziandoti, esalterò in te la bontà e la misericordia dei Signore.
Pater – Ave – Gloria
O eccelso Capo della Sacra Famiglia, io ti venero profondamente e di cuore t’invoco. Agli afflitti, che ti hanno pregato prima di me, hai concesso conforto e pace, grazie e favori. Degnati quindi di consolare anche l’animo mio addolorato, che non trova riposo in mezzo alle ingiustizie da cui è oppresso. Tu, o sapientissimo Santo, vedi in Dio tutti i miei bisogni prima ancora che io te li esponga con la mia preghiera. Tu dunque sai benissimo quanto mi è necessaria la grazia che ti domando. Nessun cuore umano mi può consolare; da te spero d’essere confortato, da te, o glorioso Santo. Se mi concedi la grazia che con tanta insistenza io domando, prometto di diffondere la devozione verso di te, di aiutare e sostenere le opere che, nel tuo Nome, sorgono a sollievo di tanti infelici e dei poveri morenti. O. S. Giuseppe, consolatore degli afflitti, abbi pietà dei mio dolore!
Pater – Ave – Gloria
Sancte Joseph, ora pro nobis.

Da

http://www.oratoriosantambrogiombc.it/2020/03/10/novena-a-san-giuseppe-dal-10-al-18-marzo/

Nuovo studio sulla Sacra Sindone: “Non è l’immagine di un defunto, ma di un vivo che si alza”

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“La Sindone di Torino mostra l’immagine di una persona nel momento in cui era viva”

Il dottor Bernardo Hontanilla Calatayud, dell’Università di Navarra, in Spagna, ha pubblicato sulla rivista Scientia et Fides un articolo inedito sulla misteriosa figura che in modo mai spiegato dalla scienza è rimasta impressa sulla Sindone di Torino. La tesi dell’esperto è che la figura non corrisponda a una persona inerte, come si pensava tradizionalmente, ma a una persona viva che si sta alzando.

“In questo articolo sono esposti vari segni di vita indicati dalla Sindone di Torino. Basandosi sullo sviluppo della rigidità cadaverica, si analizza la postura del corpo impressa sulla Sindone. La presenza di solchi facciali indica che la persona è viva. La Sindone di Torino mostra segni di morte e di vita di una persona che ha lasciato la sua immagine impressa in un momento in cui era viva”.

Questa affermazione si inserisce in modo notevole nella dottrina sulla Resurrezione di Cristo e nelle proposizioni di altri esperti sul momento in cui l’immagine sarebbe rimasta impressa sul telo, come se corrispondesse a una radiazione sconosciuta, emessa dal corpo fino ad allora coperto.

“Nel corso di questo articolo, analizzeremo una serie di segni impressi sulla Sindone di Torino che potrebbero giustificare il fatto che la persona avvolta nel sudario fosse viva al momento dell’impressione della sua immagine”.

Rigidità e postura della figura

La prima caratteristica studiata nell’analisi è la presenza o meno di “rigidità cadaverica o rigor mortis”. Questa rigidità viene constatata nei defunti “inizialmente nella mandibola e nella muscolatura oculare, poi interesserà il volto e passerà al collo. In seguito si estenderà al torace, alle braccia, al tronco e infine alle gambe”, ha affermato l’esperto. Questo effetto arriva all’espressione massima dopo 24 ore dalla morte, e inizia a scomparire a poco a poco, in ordine inverso, circa 36 ore dopo il decesso, richiedendo 12 ore per smettere di essere notevole. La gravità dei traumi subiti dall’uomo della Sindone e le perdite di sangue avrebbero provocato una rigidità precoce, da 25 minuti dopo la morte, che sarebbe arrivata alla massima espressione tra le tre e le sei ore dopo. “I segni apparenti di rigidità che appaiono nell’immagine potrebbero non corrispondere ai segni di rigidità post mortem classicamente attribuiti”.

L’esperto ha registrato una “semiflessione del collo e una semiflessone asimmetrica delle articolazioni dell’anca, delle ginocchia e delle caviglie”. Le caratteristiche della posizione registrata nella Sindone non corrispondono alla rigidità che il corpo dovrebbe avere dopo essere stato tirato giù dalla croce”.

Posizione come per alzarsi

Le analisi hanno coinvolto test con “uomini tra i 30 e i 40 anni con fenotipo atletico, alti tra 1,70 m e 1,80 m”. Quando è stato chiesto loro di alzarsi in una posizione simile a quella dell’uomo della Sindone, hanno mostrato “un dislocamento delle mani verso gli organi genitali nel flettere il tronco, una semiflessione della testa e l’appoggio di una pianta del piede con minore flessione della gamba e un grado di rotazione interna, come quella osservata nella Sindone”.

Un’analisi più dettagliata della posizione evidenzia che nell’immagine non c’era rigidità cadaverica nelle membra superiori, il che è contraddittorio, visto che i muscoli delle braccia hanno sopportato una pressione maggiore durante la crocifissione.

“La postura rigida di un crocifisso implicherebbe avambracci e articolazioni del carpo in semiflessione tipica, come osservato in molti cadaveri”, ha ricordato Hontanilla, indicando che la posizione delle dita non corrisponde a quella che ci si aspetta da un cadavere. “È ragionevole che anche l’assenza dei pollici nella Sindone possa essere attribuita a segni di vita e non solo alla paralisi di un cadavere rigido”.

Volto vivo

Una prova di vitalità nell’immagine potrebbe essere percepita nel volto, con la “presenza di solchi nasogeniani e nasolabiali”, linee d’espressione provocate dall’azione dei muscoli e che scompaiono nei pazienti con paralisi facciale o dopo la morte. “In un cadavere recente, la muscolatura facciale si rilassa, i solchi scompaiono e la bocca si apre. È il momento iniziale della flaccidità

post mortem”, ha dichiarato l’esperto, concludendo:

“La postura asimmetrica della semiflessione osservata nelle gambe, la semiflessione della testa e soprattutto la presenza dei solchi nasogeniani e la collocazione delle mani nella zona genitale potrebbero indicare che siamo davanti a una persona che sta iniziando il movimento di alzarsi”.

Un’analisi dei testi evangelici coerente con le prove della Sindone collocherebbe il momento in cui l’immagine è rimasta registrata “tra la prima veglia della domenica (dalle 19.00 alle 21.00 del sabato) e la seconda veglia (dalle 21.00 a mezzanotte), o al massimo all’inizio della terza veglia della domenica (da mezzanotte alle tre del mattino) del terzo giorno della morte”.

Autenticità della Sindone

Se la Sindone fosse falsa, le macchie di sangue e le altre caratteristiche verificabili avrebbero richiesto “una vera opera d’arte realizzata da una persona con minuziose conoscenze mediche, forensi e di processamento delle immagini su tessuti antichi”, e che fosse inoltre in grado di realizzare una falsificazione perfetta con le tecniche disponibili nel XIV secolo.

“Una seconda opzione, tenendo conto del racconto evangelico, è che si tratti di un panno appartenuto a un rabbino che venne sepolto in base alla tradizione ebraica dopo essere stato crocifisso e flagellato secondo la pratica romana. E possiamo aggiungere che l’immagine è stata impressa quando era vivo, visto che contiene segni statici propri di una persona morta ma anche segni dinamici di vita in contraddizione con la sequenza naturale dell’apparizione dei segni di rigidità cadaverica”.

L’esperto vede in questi segni l’apparente volontà di Cristo di registrare il miracolo.

“Se la Sindone ha coperto il corpo di Gesù, è ragionevole pensare che sarebbe stato interessato a mostrarci i segni non solo della morte, ma anche della resurrezione, nello stesso oggetto. Analizzando i tempi trascorsi dalla morte alla resurrezione e seguendo il racconto evangelico, sembra che Gesù Cristo volesse morire in quel momento, coincidendo con il sacrificio degli agnelli nel popolo ebraico, calcolando un tempo sufficiente perché il suo cadavere sopportasse la corruzione. Insistiamo sul verbo ‘volesse’, perché Pilato stesso si sorprese per il fatto che non fosse morto molto presto”.

Da https://it.aleteia.org/2020/02/28/nuovo-studio-sulla-sacra-sindone-non-e-limmagine-di-un-defunto-ma-di-un-vivo-che-si-alza/

Concluso l’acquisto della Chiesa in Trentino da parte dell’ I.M.B.C.

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Carissimi fedeli

a novembre del 2018 avevamo lanciato, con l’invio del calendario 2019, una sottoscrizione per l’acquisto di una chiesa in Trentino; siamo felici di poter annunciare che l’operazione è stata conclusa felicemente. La cifra di acquisto è stata inferiore a quella preventivata ed è stata coperta interamente dalla sottoscrizione.

Grazie alle generose offerte giunte dai fedeli del Trentino, da ogni parte d’Italia e anche dall’estero, il rogito è stato firmato a Rovereto dal notaio il 25 novembre 2019, festa di s. Caterina d’Alessandria. A fine gennaio del 2020 abbiamo ricevuto anche il placet con la ratifica all’acquisto da parte delle Belle Arti (trattandosi di un bene soggetto a vincolo culturale e artistico lo stato ha infatti diritto di prelazione).

Ringraziamo di cuore tutti coloro che hanno contribuito a quest’opera per la più grande gloria di Dio e il bene delle anime.

La chiesa che abbiamo comprato è quella dove eravamo ospitati benevolmente e già celebravamo la s. Messa fin dal 2007. Si tratta di una chiesetta privata, edificata nel settecento, situata sul muro di cinta della vicina villa, ubicata nella frazione Mori Stazione di Rovereto (TN), essa è dedicata a sant’Ignazio di Loyola e contiene un pregevole altare marmoreo con l’immagine del santo e un’ampia sacrestia sulla destra del fabbricato. Si tratta della seconda Chiesa di proprietà dell’Istituto Mater Boni Consilii, dopo quella di Albarea in provincia di Ferrara. Vi saranno adesso alcuni lavori da effettuare per la messa a norma dell’impianto elettrico ed un eventuale riscaldamento.

Deo gratias.

Da http://www.sodalitium.biz/concluso-lacquisto-della-chiesa-trentino/

Don Bosco e i protestanti

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Don Bosco e i protestanti
 
Quando i valdesi nel 1853 si insediarono a Torino con un tempio e una scuola, san Giovanni Bosco insorse e mobilitò i benefattori per costruire nelle vicinanze una chiesa cattolica e una scuola, in modo di contrastare la propaganda degli eretici. Pubblichiamo l’articolo apparso sul Bollettino Salesiano dell’epoca (anno II, n.5. maggio 1878) che descrive la vicenda con un eloquente titolo.
 
Gli agnelletti cattolici nelle zanne dei lupi  
 
Da qualche tempo uno scempio crudele si va facendo in molti paesi cattolici. Ministri protestanti , gente prezzolata , per lo più fuorusciti, e il rifiuto della Chiesa Cattolica, già s’insediarono in varie città e borgate d’ Italia; e coll’ oro degli Stati Uniti, o dell’ Inghilterra, o della Prussia erigono templi e cappelle, fondano asili, aprono scuole ed ospizi, e con premii e regali di fogli e di libri perversi, e bibbie falsificate , con sussidii di denaro e di pane Con pensioni e posti gratuiti vi attirano i fanciulli cattolici. Avuti che li hanno, riempiono la tenera lor mente di tutti gli errori dell’empia setta, e instillano nei vergini cuori odio e disprezzo contro la Chiesa Cattolica, i suoi ministri e le sante sue leggi. In modo siffatto i nostri giovanetti vengono poco per volta alienati dalla Religion nostra santissima, distaccati dal Capo supremo e primo Pastor della Chiesa, e infine impegnati nella eresia, e avvincolati coi ministri di lei. Dopo breve tempo che frequentano tali congreghe e scuole, ne risentono i funestissimi effetti. Certi ragazzi traditi così mostransi tosto talmente sprezzanti delle cattoliche pratiche, e di tanti e sì gravi errori imbevuti, che fuori di un miracolo non saranno Cattolici più, nè in vita, nè in morte , e periranno naufraghi della fede. Ci è occorso di trovarci più volte al letto di morte di questi infelici; ma di rado ci fu dato di poterli ricondurre al seno della Cattolica Chiesa da loro abbandonata. Il più delle volte i lupi che ne fecero preda, temendo che il Sacerdote cattolico loro si appressi in quell’ultima ora, li assistono sino a che hanno perduta la cognizione o la parola, facendoli così passare dai loro artigli in quelli di Satana. 
Quello poi che trafigge l’anima del più acerbo dolore, si è il vedere un buon numero di parenti e genitori cattolici a prestarsi a questi maneggi ereticali, e per una vile moneta, per un tozzo di pane, per un misero sussidio consegnare i proprii figli nelle zanne dei lupi. 
Taluni degli antichi Ebrei, fattisi idolatri, deponevano nelle braccia infuocate dell’idolo Moloch i proprii figliuoli, immolandoli così a quella divinità falsa e bugiarda; (1) ma questi Cattolici, se ancor lo sono, fanno di peggio. Non i corpi soltanto essi sacrificano dei figli loro, ma l’ anima insieme, dal sangue di Cristo redenta. Non li consegnano nelle mani roventi di un infame simulacro, ma nelle braccia di fuoco del re dell’inferno. 
Il lettore ci condoni questo sfogo. La piena del dolore per quello che vediamo nella stessa Torino, è sì grande, che ci trabocca dal cuore. Lunghesso ad uno dei più bei Corsi di questa città, il Corso del Re, il quale congiunto con quello del Principe Amedeo si estende di tre chilometri in circa, fiancheggiato a destra e a sinistra da moltissime case, in mezzo a numerosissima popolazione cattolica i protestanti innalzarono un così detto loro tempio con ospizio, scuole ed asilo infantile. A questa disgrazia un’ altra si aggiunge, ed è che in tutto queste spazio non trovansi né Case di beneficenza, né Chiese cattoliche vicine. Per, questo motivo e per la prossimità dello stabilimento eretico molte famiglie mandavano in questo i proprii figli, che uniti coi fanciulli protestanti, e da maestri protestanti istruiti, perdono la vera Religione, la Fede di Gesù Cristo. Quale sciagura per un gran numero di anime! Quale cordoglio per un cattolico! 
Cooperatori e Cooperatrici, è d’uopo impedire, per quanto dipende da noi, sì lagrimevoli fatti, e dove già sono succeduti, diminuirne almeno le conseguenze fittali. E in che modo! Coll’innalzare Chiese in quei siti medesimi, stabilire scuole ed ospizi di carità, e così togliere ai padri di famiglia il grave cimento d’ inviare i loro figli alle case dell’errore, sotto allo specioso pretesto che la necessità non ha leggi. 
A questo religioso e benefico scopo mirano parecchie Chiese ed Istituti Salesiani o già costruiti, o che si stanno fabbricando. Tra questi è l’ Ospizio e la Chiesa di san Giovanni Evangelista in Torino, a breve distanza dal tempio protestante. 
I difficili tempi che corrono , le miserie che si fanno altamente sentire, sono di certo un grande ostacolo al compimento di un’ opera tale. Ma la carità dei Cattolici non deve venir meno in tanto bisogno. Ecchè ? Ci lascieremo noi vincere in generosità dai nemici della nostra cattolica Fede ? Essi spendono e spandono a pro dell’ errore e a danno delle anime ; e noi non faremo qualche sacrifizio a sostegno della verità, e per la eterna salute dei nostri fratelli ? Tutti quelli, a cui sta a cuore la gloria di Dio, l’onor della Chiesa, la salvezza delle anime, sono quindi invitati, anzi caldamente pregati a volervi concorrere colle loro offerte e limosine. Essi non potrebbero fare un’azione più commendevole e santa. Qui si tratta di preservare un gran numero di fanciulli, e forse anche di adulti ed intiere famiglie, dal più evidente pericolo di perdere la Fede, che è la disgrazia più grande che possa accadere ad un’ anima. Chi si adopra, secondo le sue forze, a conservare la Religione Cattolica nel cuor dei fedeli, ha il merito degli Apostoli, che per la stessa cagione diedero il sangue e la vita. 
La santità del regnante Pontefice, essendo stata pienamente informata della costruzione di detta Chiesa, scuole ed Ospizio, se ne rallegrò altamente, ed uscì a proposito in queste memorande parole « Io non posso non apprezzare e sostenere queste istituzioni. In questi momenti ognuno deve fare grandi sforzi per combattere l’errore, e dove ciò non si passa direttamente, lavorare almeno per diminuirne le conseguenze. Ciò si ottiene con queste Chiese ed istituti. Si alzano così due stendardi ; l’uno della Fede, l’altro della Carità. Il primo fa palese la Chiesa Cattolica, ne fa conoscere l’esistenza, la dottrina inalterabile; il secondo ne svela l’amore di madre nel trarre al suo seno i fanciulli , e nell’impedire che vadano a bere il veleno della eresia. Oh ! che gran merito hanno mai quei fedeli, che impiegano le loro sostanze a sostenere queste opere di carità e di Fede ! Mi rincresce che le attuali strettezze della Santa Sede non mi permettano di concorrervi in larga proporzione ; ma farò tutto quello che posso moralmente e materialmente. » Così l’ augusto Vicario di Dio, LEONE XIII , i cui sentimenti sono appieno concordi con quelli dell’immortale suo predecessore Pio IX. 
Abbiamo voluto riferire queste testuali parole rivolte a D. Bosco nella particolare udienza del 16 marzo, e così fare viemeglio conoscere che le opere nostre sono approvate e promosse dal Romano Pontefice, che Dio pietoso ci ha dato per nostra Guida sicura e Maestro infallibile. Noi andiamo persuasi che assai più delle nostre varranno le sue parole a stimolare ogni fedele a concorrere alla cristiana educazione ed istruzione della tenera età, e a porre una resistenza efficace alle insidie dei protestanti di tutte le sètte, i quali, sotto l’ipocrito velo della istruzione e della carità, attentano alla vita dell’ anima degli Agnelletti Cattolici.   
 
 

DA http://www.centrostudifederici.org/san-bosco-protestanti/

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