La questione dell’immigrazione secondo la Chiesa cattolica

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Le questioni dell’immigrazione e dell’accoglienza, particolarmente sentite ai nostri giorni, furono affrontate con sapiente lungimiranza dalla Chiesa e, a seguito della civilizzazione dei popoli, dai nobili Sovrani e Principi cattolici.

Si rassegnino i negazionisti di professione, gli scribacchini pseudo storici ed i tanti tuttologi rigurgitati dalle logge che hanno in odio le legittime Autorità, poiché la Chiesa, in quanto designata custode della morale (2° diritto/dovere) e vigile dell’ordine sociale, ha sempre indirizzato i Re ed i Governanti alla responsabile amministrazione delle migrazioni.

I tanti muri che le Comunità erigevano, tutti insieme, figuravano, sotto il segno della Croce, quella equilibrata carità tanto gradita a Dio, parimenti così fruttuosa per i popoli dell’Impero. Così fu e così è stato, a tratti più o meno evidenti, fin dal fatidico episodio di Ponte Milivio con la frase narrata da Eusebio di Cesarea nella Vita di Costantino: «In hoc signo vinces»!

San Pietro ha affermato: “È proprio vero che Dio non fa distinzione di persone; ma che tra qualunque gente, chi lo teme e pratica la giustizia gli è accetto” (S. Th. Iª-IIae q. 105 a. 3 arg. 1). Nell’Esodo si legge: “Non opprimere il forestiero e non l’affliggere: anche voi infatti foste forestieri nella terra d’Egitto”; ed ancora: “Non darai molestia al forestiero: voi infatti conoscete il suo stato d’animo, perché foste voi pure forestieri in Egitto” (Ibid., 3 arg. 3).

Spiega l’Angelico che «a quelli che sono più vicini dobbiamo mostrare un affetto e un amore più grande», secondo le parole dell’Ecclesiastico: “Ogni animale ama il suo simile: così come ogni uomo il suo vicino” (a. 3 arg. 4). La società dove si “ama” troppo il lontano a discapito del vicino dimostra, difatti, di essere crudele: usa la filantropia per “ripulire”, certo solo apparentemente, le coscienze!

L’Aquinate insegna: «Con gli stranieri ci possono essere due tipi di rapporti: l’uno di pace, l’altro di guerra». Infatti «gli ebrei avevano tre occasioni per comunicare in modo pacifico con gli stranieri. Primo, quando gli stranieri passavano per il loro territorio come viandanti. Secondo, quando venivano ad abitare nella loro terra come forestieri». E sia nell’un caso come nell’altro «la legge impose precetti di misericordia; infatti nell’Esodo si dice: “Non affliggere lo straniero”; e ancora: “Non darai molestia al forestiero”». Terzo: «quando degli stranieri volevano passare totalmente nella loro collettività e nel loro rito. In tal caso si procedeva con un certo ordine».

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fonte – https://www.sursumcorda.cloud/articoli/teologia-politica/467-teologia-politica-n-27-la-questione-dell-immigrazione-secondo-la-chiesa-cattolica.html

15 AGOSTO, FESTA DELL’ASSUNZIONE DI MARIA VERGINE

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15/8/2019, festa dell’Assunta (di precetto)

Sante Messe dell’IMBC

-Torino alle ore 10,00.

-Verrua Savoia (TO) alle ore 18,00.

-Milano alle ore 11,00.

-Rovereto alle ore 10,30.

-Modena alle ore 17,30.

-Rimini alle ore 11,00.

-Loro Ciuffenna (AR) alle ore 10,00.

 

Munificentissimus Deus

…«Pertanto, dopo avere innalzato ancora a Dio supplici istanze, e avere invocato la luce dello Spirito di Verità, a gloria di Dio onnipotente, che ha riversato in Maria vergine la sua speciale benevolenza a onore del suo Figlio, Re immortale dei secoli e vincitore del peccato e della morte, a maggior gloria della sua augusta Madre e a gioia ed esultanza di tutta la chiesa, per l’autorità di nostro Signore Gesù Cristo, dei santi apostoli Pietro e Paolo e Nostra, pronunziamo, dichiariamo e definiamo essere dogma da Dio rivelato che: l’immacolata Madre di Dio sempre vergine Maria, terminato il corso della vita terrena, fu assunta alla gloria celeste in anima e corpo». Perciò, se alcuno, che Dio non voglia, osasse negare o porre in dubbio volontariamente ciò che da Noi è stato definito, sappia che è venuto meno alla fede divina e cattolica. Affinché poi questa Nostra definizione dell’assunzione corporea di Maria vergine al cielo sia portata a conoscenza della chiesa universale, abbiamo voluto che stesse a perpetua memoria questa Nostra lettera apostolica; comandando che alle sue copie o esemplari anche stampati, sottoscritti dalla mano di qualche pubblico notaio e muniti del sigillo di qualche persona costituita in dignità ecclesiastica, si presti assolutamente da tutti la stessa fede; che si presterebbe alla presente, se fosse esibita o mostrata. A nessuno dunque sia lecito infrangere questa Nostra dichiarazione, proclamazione e definizione, o ad essa opporsi e contravvenire. Se alcuno invece ardisse di tentarlo, sappia che incorrerà nell’indignazione di Dio onnipotente e dei suoi beati apostoli Pietro e Paolo.

Dato a Roma, presso S. Pietro, nell’anno del massimo giubileo 1950, 1° novembre, festa di tutti i santi, nell’anno dodicesimo del Nostro pontificato

dalla Const. apost. Munificentissimus Deus di PIUS PP. XII, 1 novembris 1950

CLICCA QUI PER LEGGERE LA BOLLA COMPLETA

Dell’Assunzione di Maria Vergine

  1. Che cosa celebra la Chiesa nella festa dell’Assunzione della santissima Vergine?

Nella festa dell’Assunzione della santissima Vergine, la Chiesa celebra la morte preziosa e la gloriosa Assunzione al Cielo di Maria Vergine.

  1. Coll’anima di Maria Vergine fu assunto in cielo anche il corpo?

È pia e comune credenza dei fedeli, che coll’anima di Maria Vergine sia stato assunto in cielo anche il corpo, benché ciò non sia definito, come di fede, dalla santa Chiesa. [La “Munificentissimus Deus” -Bolla dogmatica per la definizione dell’Assunzione in corpo ed anima di Maria SS.ma in cielo, di Papa Pio XII – è del 1° novembre 1950]

  1. Qual è la gloria alla quale è stata esaltata Maria Vergine nel cielo?

Maria Vergine è stata esaltata sopra tutti i cori degli Angeli, e sopra tutti i Santi del paradiso, come regina del cielo e della terra.

  1. Perché la Vergine è stata esaltata in cielo sopra tutte le creature?

La Vergine è stata esaltata in cielo sopra tutte le creature, perché è Madre di Dio, ed è di tutte le creature la più umile e la più santa.

  1. Che cosa dobbiamo noi fare nella solennità dell’Assunzione di Maria Vergine?

Nella solennità dell’Assunzione di Maria Vergine dobbiamo:

  1. rallegrarci della sua gloriosa assunzione ed esaltazione;
  2. venerarla come nostra signora e nostra avvocata presso il suo divin Figliuolo;
  3. pregarla ad ottenerci da Dio la grazia di condurre una vita santa, e di prepararci in tal maniera alla morte, che meritiamo di essere da lei assistiti e protetti, e di aver parte nella sua gloria.

165. Come possiamo noi meritare la protezione di Maria santissima?

Noi possiamo meritare la protezione di Maria santissima con imitare le sue virtù, e specialmente la purità e l’umiltà.

  1. Debbono anche i peccatori confidare nel patrocinio di Maria Vergine?

Anche i peccatori debbono confidare moltissimo nel patrocinio di Maria Vergine, perché ella è madre di misericordia e il rifugio dei peccatori per ottenere loro da Dio la grazia della conversione.

dal CATECHISMO MAGGIORE: ISTRUZIONE SOPRA LE FESTE DEL SIGNORE, DELLA BEATA VERGINE E DEI SANTI, DELLE FESTE SOLENNI DELLA BEATA VERGINE E DELLE FESTE DEI SANTI

 

Il Sillabario del buon Chierichetto (Imprimatur 1957)

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Mio piccolo Amico, hai mai visto qualcuno de tuoi compagni di scuola con una candida veste indosso, trasformato in un minuscolo pretino, servire all’altare? Certo, chissà quante volte, non è vero? E forse ti sei detto: «Quanto mi piacerebbe saper rispondere alla Messa! Ma chi me lo insegna… Come si fa?…». Eccoti accontentato, mio caro fanciullo. Questo libretto è stato scritto per insegnarti due cose: 1) che cosa devi essere e 2) che cosa devi fare per diventare davvero un buon Chierichetto. Dico buon Chierichetto, perchè Chierichetti poco o punto buoni ve ne sono e parecchi, purtroppo. Se però tu vuoi essere un vero Chierichetto, studia questo libretto e poi presentati al tuo Parroco o al tuo Assistente Ecclesiastico e digli cosi:  «Io vorrei fare il Chierichetto, proprio come è scritto in questo libro. Me lo permette?». Vedrai come sarà contento il tuo Parroco, e come si presterà volentieri per darti qualche istruzione pratica che ti aiuti a compiere ancor meglio tutto ciò che in queste pagine è descritto.

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fonte – https://www.sursumcorda.cloud/articoli/centro-studi-vincenzo-ludovico-gotti/2376-il-sillabario-del-buon-chierichetto-imprimatur-1957.html

2 AGOSTO, INDULGENZA DELLA PORZIUNCOLA O DEL PERDONO DI ASSISI

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Fu ottenuta da San Francesco d’Assisi dal Sommo Pontefice nel 1221, per coloro che avrebbero visitato la Chiesa di Santa Maria degli Angeli, che il Santo aveva riparata. Il privilegio dell’Indulgenza della Porziuncola, (detto anche Perdono di Assisi) in seguito fu esteso e si può acquistare visitando, il 2 Agosto di ogni anno, la Chiesa designata dall’Autorità Ecclesiastica volta per volta. Hanno questo privilegio tutte le Chiese dei Frati Francescani. Il Decreto della Sacra Penitenzieria del 1924 stabilisce: 1. le Chiese in cui si può acquistare l’Indulgenza del Perdono di Assisi sono designate dalla Sacra Penitenzieria su commendatizia dei Vescovi, purché distino almeno tre chilometri da quelle che hanno il privilegio (Chiese Francescane e Cattedrali); 2. i Vescovi e i Parroci o Rettori delle Chiese che hanno il privilegio, invece del 2 Agosto possono fissare la Domenica successiva; 3. nelle Chiese designate si può acquistare l’Indulgenza dal mezzogiorno della vigilia fino alla mezzanotte del giorno seguente; in esse dev’essere esposta alla pubblica venerazione una reliquia di San Francesco o della Beata Vergine, o almeno una statua del Santo o della Madonna degli Angeli; vi si deve inoltre compiere una pubblica funzione per il Papa, invocando la Vergine, gli Angeli, San Francesco, recitando le Litanie dei Santi, e terminando con la Benedizione Eucaristica; 4. condizioni per l’acquisto dell’Indulgenza: Confessione e Comunione, visita alla Chiesa privilegiata o designata, colla recita di 6 Pater, Ave, e Gloria, secondo le intenzioni del Sommo Pontefice; l’Indulgenza si acquista tante volte quante si fa la visita alla Chiesa.

[nell’attuale stato di sede vacante, le condizioni non mutano: per l’acquisto dell’Indulgenza si richiede lo stato di grazia, e che siano stati perdonati anche i peccati veniali che, assieme ai peccati mortali, sono la causa della pena che viene rimessa; non essendoci un Papa, si può pregare ardentemente per averne uno il più presto possibile, e per le intenzioni della Chiesa (la conversione dei peccatori, la perseveranza dei giusti, il sollievo delle anime del Purgatorio, ecc.)]

Fonte – Spiegazione del Catechismo di San Pio X, CLS

26 luglio, Sant’ Anna, Madre della Beata Vergine Maria

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Anna e Gioacchino sono i genitori della Vergine Maria. Gioacchino è un pastore e abita a Gerusalemme, anziano sacerdote è sposato con Anna. I due non avevano figli ed erano una coppia avanti con gli anni. Un giorno mentre Gioacchino è al lavoro nei campi, gli appare un angelo, per annunciargli la nascita di un figlio ed anche Anna ha la stessa visione. Chiamano la loro bambina Maria, che vuol dire «amata da Dio». Gioacchino porta di nuovo al tempio i suoi doni: insieme con la bimba dieci agnelli, dodici vitelli e cento capretti senza macchia. Più tardi Maria è condotta al tempio per essere educata secondo la legge di Mosè. Sant’Anna è invocata come protettrice delle donne incinte, che a lei si rivolgono per ottenere da Dio tre grandi favori: un parto felice, un figlio sano e latte sufficiente per poterlo allevare. È patrona di molti mestieri legati alle sue funzioni di madre, tra cui i lavandai e le ricamatrici.

Etimologia: Anna = grazia, la benefica, dall’ebraico

Emblema: Libro

Martirologio Romano: Memoria dei santi Gioacchino e Anna, genitori dell’immacolata Vergine Maria Madre di Dio, i cui nomi sono conservati da antica tradizione cristiana

O benedetta fra le madri, gloriosa sant’Anna che aveste per figliola a voi soggetta ed obbediente la Madre di Dio, ammiro l’altezza di vostra elezione e le grazie di cui vi adornò l’Altissimo! Mi unisco a Maria Santissima sempre Vergine nell’onorarvi, nell’amarvi, nell’affidarmi alla vostra tutela. A Gesù, a Maria ed a voi consacro tutta la mia vita come un umile tributo della mia devozione; voi ottenetemi che passi per me santa e degna del Paradiso. Così sia

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Una gravissima vicenda minaccia il quartiere cristiano di Gerusalemme

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Segnalazione del Centro Studi Federici

Una gravissima vicenda minaccia il quartiere cristiano di Gerusalemme
 
Premesso che non possiamo condividere la preghiera ecumenica tra le cd. ‘chiese cristiane’ e che il sedicente patriarcato dei greci scismatici nel passato è stato contestato dai suoi stessi fedeli per affari poco chiari con gli israeliani, l’acquisizione di immobili nel quartiere cristiano della Città Vecchia di Gerusalemme da parte di gruppi di giudei estremisti è di una gravità inaudita. Non ci sorprende il silenzio dei politici italiani (tutti amici di Bibi, da sinistra a destra) e della stampa italiana (gli shekel interessano meno dei rubli) sulla vicenda.
Gerusalemme, Chiese contro la Corte suprema per l’esproprio di beni cristiani
Nel mirino la cessione di tre immobili al gruppo estremista ebraico Ateret Cohanim, che intende “giudaizzare” la città santa. Preservare l’integrità e il carattere cristiano di Gerusalemme.
Gerusalemme (AsiaNews) – I capi delle Chiese di Gerusalemme hanno promosso una cerimonia di preghiera, come segno di protesta contro la decisione della Corte suprema israeliana di respingere l’appello presentato dal Patriarcato greco-ortodosso. Al centro della controversia legale, la vendita contestata di tre proprietà a un gruppo di coloni ebraici. Una battaglia legale che si trascina da tempo in tribunale e che, già in passato, aveva sollevato disappunto e malumori fra i cristiani.
Alla manifestazione, che si è tenuta ieri pomeriggio presso la porta di Jaffa, uno dei punti di accesso alla città santa, hanno partecipato patriarchi, vescovi e sacerdoti delle differenze denominazioni di Gerusalemme. Fra questi vi erano il patriarca greco-ortodosso Teofilo III, l’arcivescovo Aba Embakob, l’arcivescovo Suheil Dawan, mons. Giacinto-Boulos Marcuzzo e il custode di Terra Santa Francesco Patton.
La protesta, riferisce una nota del Patriarcato latino di Gerusalemme, si è conclusa all’interno dell’hotel Imperial, dove il patriarca Teofilo ha tenuto una breve conferenza. Il leader cristiano ha ribadito la propria opposizione a iniziative di gruppi radicali che finiscono per snaturare “l’integrità e il carattere del quartiere cristiano di Gerusalemme”. “I coloni – ha aggiunto – vogliono impossessarsi del nostro patrimonio”. Egli ha auspicato che prevalgano legge e stato di diritto di fronte ai tentativi di esproprio delle proprietà ecclesiastiche, rinnovando l’invito a partecipare alla giornata internazionale di preghiera per le comunità cristiane di Gerusalemme a settembre.

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Opportune Importune n. 36

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E’ possibile scaricare il numero 36 di “Opportune Importune”, lettera d’informazioni della Casa San Pio X: opportune36

Fratelli, che tale empietà non maturò in un solo giorno ma da gran tempo covava nelle viscere della società. Infatti si cominciò a negare l’impero di Cristo su tutte le genti; si negò alla Chiesa il diritto – che scaturisce dal diritto di Gesù Cristo – di ammaestrare, cioè, le genti, di far leggi, di governare i popoli per condurli alla eterna felicità. E a poco a poco la religione cristiana fu uguagliata con altre religioni false e indecorosamente abbassata al livello di queste; quindi la si sottomise al potere civile e fu lasciata quasi all’arbitrio dei principi e dei magistrati. Si andò più innanzi ancora: vi furono di quelli che pensarono di sostituire alla religione di Cristo un certo sentimento religioso naturale. Né mancarono Stati i quali opinarono di poter fare a meno di Dio, riposero la loro religione nell’irreligione e nel disprezzo di Dio stesso”. 

Così scriveva papa Pio XI nell’enciclica “Quas primas” dell’11 dicembre 1925, riaffermando col massimo rigore la dottrina della regalità di Cristo sulle nazioni, che era stata negata dalle ideologie nate dalle rivoluzioni. Sulla scia dell’enciclica, per qualche tempo vi fu un certo fermento tra i cattolici che intendevano rispondere all’appello papale. Ma questo fermento fu vanificato dalla progressiva penetrazione del modernismo religioso nella Chiesa, sino al rinnegamento di Cristo Re con i documenti del concilio Vaticano II, e dal dilagare del democratismo cristiano, cioè il modernismo in ambito politico e sociale.  Al di fuori degli ambienti cattolici, i sostenitori delle ideologie in causa continuarono a eludere i diritti di Cristo nell’organizzazione sociale e nelle istituzioni.

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VI luglio, Santa Maria Goretti

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La vita

1890 – 16 ottobre – Maria Goretti nasce a Corinaldo da Luigi Goretti ed Assunta Carlini. 1890 – 17 ottobre – Viene battezzata nella chiesa di S. Francesco in Corinaldo. Le sono imposti i nomi di Maria e Teresa. 1896 – 4 ottobre – Riceve la Cresima da Mons. Giulio Boschi, vescovo di Senigallia. 1896 – 12 dicembre – La famiglia Goretti lascia Corinaldo ed emigra a Colle Gianturco, vicino Paliano (FR). 1900 – febbraio – Trasferimento a Le Ferriere di Conca. 1900 – 6 maggio – Luigi Goretti muore colpito dalla malaria. 1901 – 16 giugno – Maria riceve la Prima Comunione nella chiesa di Conca, oggi Borgo Montello. 1902 – 5 luglio – ore 15,30 – Viene ferita mortalmente da Alessandro Serenelli. 1902 – 6 luglio – Muore a Nettuno a 11 anni, 8 mesi e 21 giorni, dopo aver perdonato il suo uccisore. 1902 – 8 luglio – Viene sepolta nel cimitero di Nettuno. 1935 – 31 maggio – Inizio del processo informativo di Albano. 1945 – 25 marzo – Pio XII riconosce l’autenticità del martirio di Maria Goretti. 1947 – 27 aprile – Beatificazione. 1950 – 24 giugno – È dichiarata Santa in piazza S. Pietro da papa Pio XII.

L’infanzia

Maria Goretti, terzogenita di sette figli, nacque a Corinaldo, in provincia di Ancona, il 16 ottobre 1890, da Luigi Goretti e da Assunta Carlini, poveri ma onesti e religiosi contadini, che vivevano coltivando un piccolo appezzamento di terra. Fu battezzata entro 24 ore dalla nascita nella Chiesa parrocchiale di S. Pietro con i nomi di Maria e Teresa. Madrina fu la zia Pasqualina Goretti. All’età di sei anni, il 4 ottobre 1896, nella stessa Corinaldo, insieme col fratello Angelo, ricevette la Cresima da S.E. Mons. Giulio Boschi, vescovo di Senigallia.

L’emigrazione

Col crescere della famiglia, il terreno di Corinaldo si dimostrò insufficiente a provvedere al suo sostentamento. Perciò i Goretti decisero di lasciare il loro paese, al quale erano tanto affezionati, e, verso la fine del 1896, si trasferirono a Paliano, in provincia di Frosinone, stabilendosi in località Colle Gianturco, dove presero a colonia il podere Selsi. Vi restarono circa tre anni. Dapprima lavorarono da soli; poi,durante il terzo anno, si unirono in società con Giovanni Serenelli, il quale aveva due figli: Gaspare, che presto si separò, e Alessandro. Le due famiglie dividevano lavoro e raccolto; però vivevano ognuna per conto proprio. Nel febbraio del 1900 sia i Goretti che i Serenellì da Colle Gianturco scesero a Ferriere di Conca, a circa undici chilometri da Nettuno, avendovi trovato lavoro presso il Conte Attilio Mazzolenì. Fu loro assegnata una abitazione, che aveva nel mezzo una cucina per uso comune e ai lati tre stanze per ciascuna famiglia. Vi si accedeva dalla strada con una scala in muratura, che terminava, in alto, in un pianerottolo, sul quale si apriva la porta d’ingresso. Attualmente una delle stanze dei Serenelli non esiste più, essendo stata demolita per allargare il vano centrale.

La famiglia

Luigi Goretti nato a Corinaldo il 26 febbraio 1859 morto a Le Ferriere il 6 maggio 1900 Assunta Carlini nata a Senigallia il 15 agosto 1866 morta a Corinaldo 1’8 ottobre 1954 Antonio Goretti nato a Corinaldo 30 gennaio 1887 morto a Corinaldo il 3 ottobre 1887 Angelo Goretti nato a Corinaldo il 28 agosto 1888 morto a Genova il 14 novembre 1965 Maria Goretti nata a Corinaldo il 16 ottobre 1890 morta a Nettuno il 6 luglio 1902 Mariano Goretti nato a Corinaldo il 27 gennaio 1893 morto a Pozzuoli il 12 aprile 1975 Alessandro Goretti nato a Corinaldo il 30 luglio 1895 morto in America nel 1917 Ersilia Goretti nata a Pagliano il 23 febbraio 1898 morta a Genova il 21 agosto 1981 Teresa Goretti nata a Le Ferriere il 2 febbraio 1900 morta a Porano (Orvieto) il 25 febbraio 1981

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3 luglio SAN LEONE II Papa

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Leone II, Leone III e Leone IV, papi, santi, i loro resti, ritrovati nel 1580 furono, il 27 maggio del 1607, collocati all’altare della Madonna della Clemenza a S. Pietro in Vaticano. Prima erano, per volere di Pasquale II, nell’oratorio e altare dedicato a S. Leone I papa.

Leone II, Siciliano, fu sulla sedia di Pietro dal 17 agosto 682 al 3 luglio 683. M.R.: “3 luglio – A Roma il natale di san Leone secondo, Papa e Confessore, il quale nel primo anno del suo Pontificato, pieno di meriti, volò al cielo.”

[Tratto dall’opera «Reliquie Insigni e “Corpi Santi” a Roma»di Giovanni Sicari]

Secondo alcune fonti, i Santi Papi Agatone e Leone II erano siciliani. Secondo altri erano invece del Cicolano. Questo territorio, e cioè la valle del Salto, è la parte più orientale della Provincia di Rieti. Il Cicolano che fino al 1927 faceva parte dell’Abruzzo, nell’antichità era abitato dal popolo degli Equicoli, parenti degli Equi. San Leone II, figlio di un medico di nome Paolo, sarebbe originario della piccola città di Cedella (oggi Civitella di Pescorocchiano) “in un cantone dell’Abruzzo Ulteriore, chiamata la Valle di Sicilia; ed è perciò che dalla maggior parte degli scrittori è creduto siciliano di nascita” (RICHARD-GIRAUD; Biblioteca Sacra ovvero Dizionario universale delle scienze ecclesiastiche, riportato nel II vol. Dell’Abruzzo-Aquilano Santo, 378-9).

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Feste de’ santi Apostoli Pietro e Paolo: catechismo e preghiera

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194. Chi furono gli Apostoli?

Gli Apostoli furono discepoli di Gesù Cristo da Lui eletti ad essere testimoni della sua predicazione e de’ suoi miracoli, depositari della sua dottrina, investiti della sua autorità, e mandati ad annunziare l’Evangelo a tutte le genti.

195. Quale fu il frutto della predicazione degli Apostoli?

Il frutto della predicazione degli Apostoli fu la distruzione dell’idolatria, e lo stabilimento della religione cristiana.

196. Con quali mezzi hanno gli Apostoli indotto le nazioni ad abbracciare la religione cristiana?

Gli Apostoli hanno indotto le nazioni ad abbracciare la religione cristiana confermando la divinità della dottrina che predicavano colla forza dei miracoli, colla santità della vita, e finalmente colla costanza ne’ patimenti, e col dare per essa la vita medesima.

197. Perché si celebra con maggior solennità la festa de santi Pietro e Paolo?

Si celebra con maggior solennità la festa dei santi Pietro e Paolo, perché essi sono i principi degli Apostoli.

198. Perché i santi Pietro e Paolo si chiamano principi degli Apostoli?

I santi Pietro e Paolo si chiamano principi degli Apostoli, perché S. Pietro é stato specialmente eletto da Gesù Cristo capo degli Apostoli e di tutta la Chiesa, e S. Paolo ha faticato più di tutti nella predicazione del Vangelo e nella conversione dei gentili.

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