La questione dell’immigrazione secondo la Chiesa cattolica
Le questioni dell’immigrazione e dell’accoglienza, particolarmente sentite ai nostri giorni, furono affrontate con sapiente lungimiranza dalla Chiesa e, a seguito della civilizzazione dei popoli, dai nobili Sovrani e Principi cattolici.
Si rassegnino i negazionisti di professione, gli scribacchini pseudo storici ed i tanti tuttologi rigurgitati dalle logge che hanno in odio le legittime Autorità, poiché la Chiesa, in quanto designata custode della morale (2° diritto/dovere) e vigile dell’ordine sociale, ha sempre indirizzato i Re ed i Governanti alla responsabile amministrazione delle migrazioni.
I tanti muri che le Comunità erigevano, tutti insieme, figuravano, sotto il segno della Croce, quella equilibrata carità tanto gradita a Dio, parimenti così fruttuosa per i popoli dell’Impero. Così fu e così è stato, a tratti più o meno evidenti, fin dal fatidico episodio di Ponte Milivio con la frase narrata da Eusebio di Cesarea nella Vita di Costantino: «In hoc signo vinces»!
San Pietro ha affermato: “È proprio vero che Dio non fa distinzione di persone; ma che tra qualunque gente, chi lo teme e pratica la giustizia gli è accetto” (S. Th. Iª-IIae q. 105 a. 3 arg. 1). Nell’Esodo si legge: “Non opprimere il forestiero e non l’affliggere: anche voi infatti foste forestieri nella terra d’Egitto”; ed ancora: “Non darai molestia al forestiero: voi infatti conoscete il suo stato d’animo, perché foste voi pure forestieri in Egitto” (Ibid., 3 arg. 3).
Spiega l’Angelico che «a quelli che sono più vicini dobbiamo mostrare un affetto e un amore più grande», secondo le parole dell’Ecclesiastico: “Ogni animale ama il suo simile: così come ogni uomo il suo vicino” (a. 3 arg. 4). La società dove si “ama” troppo il lontano a discapito del vicino dimostra, difatti, di essere crudele: usa la filantropia per “ripulire”, certo solo apparentemente, le coscienze!
L’Aquinate insegna: «Con gli stranieri ci possono essere due tipi di rapporti: l’uno di pace, l’altro di guerra». Infatti «gli ebrei avevano tre occasioni per comunicare in modo pacifico con gli stranieri. Primo, quando gli stranieri passavano per il loro territorio come viandanti. Secondo, quando venivano ad abitare nella loro terra come forestieri». E sia nell’un caso come nell’altro «la legge impose precetti di misericordia; infatti nell’Esodo si dice: “Non affliggere lo straniero”; e ancora: “Non darai molestia al forestiero”». Terzo: «quando degli stranieri volevano passare totalmente nella loro collettività e nel loro rito. In tal caso si procedeva con un certo ordine».
fonte – https://www.sursumcorda.cloud/articoli/teologia-politica/467-teologia-politica-n-27-la-questione-dell-immigrazione-secondo-la-chiesa-cattolica.html





Anna e Gioacchino sono i genitori della Vergine Maria. Gioacchino è un pastore e abita a Gerusalemme, anziano sacerdote è sposato con Anna. I due non avevano figli ed erano una coppia avanti con gli anni. Un giorno mentre Gioacchino è al lavoro nei campi, gli appare un angelo, per annunciargli la nascita di un figlio ed anche Anna ha la stessa visione. Chiamano la loro bambina Maria, che vuol dire «amata da Dio». Gioacchino porta di nuovo al tempio i suoi doni: insieme con la bimba dieci agnelli, dodici vitelli e cento capretti senza macchia. Più tardi Maria è condotta al tempio per essere educata secondo la legge di Mosè. Sant’Anna è invocata come protettrice delle donne incinte, che a lei si rivolgono per ottenere da Dio tre grandi favori: un parto felice, un figlio sano e latte sufficiente per poterlo allevare. È patrona di molti mestieri legati alle sue funzioni di madre, tra cui i lavandai e le ricamatrici.
Segnalazione del Centro Studi Federici
E’ possibile scaricare il numero 36 di “Opportune Importune”, lettera d’informazioni della Casa San Pio X:
La vita
Leone II, Leone III e Leone IV, papi, santi, i loro resti, ritrovati nel 1580 furono, il 27 maggio del 1607, collocati all’altare della Madonna della Clemenza a S. Pietro in Vaticano. Prima erano, per volere di Pasquale II, nell’oratorio e altare dedicato a S. Leone I papa.
194. Chi furono gli Apostoli?