Associazione “San Michele Arcangelo” al fianco del Donbass

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Riceviamo e pubblichiamo un comunicato ricevuto dall’Associazione ”San Michele Arcangelo” 
Grazie alle donazioni dell’Associazione “San Michele Arcangelo” in data odierna insieme al deputato Oleg V. Koval e ad una delegazione del Ministero dell’Istruzione della LNR abbiamo consegnato un congelatore, oggetti per l’uso scolastico e dolci alla scuola «ЕДИНСТВО» di Lugansk.
La nostra scelta è ricaduta su questa struttura scolastica in quanto si trova a meno di un chilometro dal confine con l’Ucraina: completamente distrutta dai bombardamenti è stata recentemente ricostruita.
Nessuna bomba può negare il diritto all’istruzione di questi bambini che rappresentano il futuro del Donbass.

Verona: neonato abbandonato per strada

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È stato ritrovato all’angolo di una strada del quartiere di Golosine, a Verona, poco dopo la mezzanotte. Un neonato, di circa un mese, è stato trovato sul ciglio della strada da due agenti di polizia.

Allertati i soccorsi, il bimbo è stato subito trasportato in ambulanza all’Ospedale della Donna e del Bambino, dove si trova adesso ricoverato in terapia intensiva. Le sue condizioni di salute sono buone.

Aperta un’inchiesta per risalire all’identità dei genitori del neonato.

DA

A Verona un neonato di un mese è stato abbandonato per strada

“Pure i centri sociali chiuderanno alle 24?”

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Giorgia Meloni, leader indiscussa di Fratelli d’Italia, con la massima attenzione possibile, passa al setaccio il nuovo Dpcm appena firmato da Giuseppe Conte e mette in evidenza le contraddizioni delle norme anti-contagio decise dal governo delle quattro sinistre come dimostra un post pubblicato su Facebook che riportiamo integralmente.

Brevi domande che mi vengono leggendo alcune disposizioni dell’ultimo decreto Covid:
1) perché un locale dovrebbe chiudere alle 24 se rispetta tutte le misure per prevenire il contagio stabilite dal Governo?
2) anche i centri sociali dovranno chiudere alle 24 o potranno continuare a violare le regole come fatto finora, perché non pagano le tasse e sono amici del governo?
3) perché possono entrare fino a 200 persone in un teatro ma ai ricevimenti se ne possono invitare massimo 30? La capienza non dovrebbe dipendere dallo spazio che si ha a disposizione?
4)il divieto di assembramento vale anche per i clandestini che arrivano a centinaia stipati su un barcone, e quindi dobbiamo fermare gli sbarchi, o in quel caso le regole non valgono perché non vogliamo rischiare di far perdere fatturato agli scafisti?
5) a quale velocità km/h l’attività motoria diventa attività sportiva? E chi la stabilisce?
6) nel DpCM dello scorso 4 marzo, in pieno lockdown, Conte raccomandava di “usare la mascherina solo se si sospetta di essere malati o se si presta assistenza a persone malate”, mentre oggi impone di portarla sempre e comunque. Diceva falsità allora o le dice ora?
Domande semplici che, temo, non troveranno risposte sensate. Dopo nove mesi di poteri speciali e copiose task force i grillopiddini ancora brancolano nel buio. Soluzioni ridicole pensate per devastare interi settori della nostra economia senza risolvere alcun problema. La Misura è veramente colma

DA

https://www.ilsovranista.info/2020/10/pure-i-centri-sociali-chiuderanno-alle.html?m=1

Il discorso della giudice Barret, nominata da Trump alla Corte suprema

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Lei si dichiara cattolica, tradizionalista, è pro-life, ostile all’ideologia gender, ha 7 figli e perfino una bella presenza. Quindi è già bocciata dai soloni del politicamente corretto. Per loro è già cattivissima. (n.d.r.)

Donald Trump ha nominato Amy Coney Barrett come candidata a prendere il posto alla Corte Suprema lasciato libero dalla morte di Ruth Bader Ginsburg. La nomina, la terza di questo tipo in appena quattro anni di mandato per Trump, era attesa (e aveva già sollevato il solito tristo coro contrario) ed è stata ufficializzata dal presidente americano alle 17 di sabato a Washington.

La Barrett, cattolica e pro-life, ha contro tutto il bel mondo abortista e liberal, perché nel 2020 puoi avere tutte le idee e i valori che vuoi, tranne alcuni.

Ora la sua candidatura dovrà passare al vaglio di un’apposita commissione, il Senate Committee on the Judiciary, comunemente chiamato “Senate Judiciary Committee”, che, con audizioni e disamine, deciderà se inviare lei, come fa con qualsiasi federale, al voto finale dell’intero Senato con parere positivo, negativo o neutrale, 100 seggi che si esprimeranno, come è oramai prassi, a maggioranza semplice.

Pubblichiamo di seguito una nostra traduzione di lavoro del discorso che la Barret ha tenuto alla Casa Bianca in occasione della sua nomina.

Di Amy Coney Barret*

Molte grazie, signor presidente. Sono profondamente onorata della fiducia che avete riposto in me. Sono molto grata a voi e alla First Lady, al Vice Presidente e alla Second Lady e a tanti altri qui per la vostra gentilezza in questa occasione piuttosto travolgente.

Capisco perfettamente che questa è una decisione importante per un presidente. E se il Senato mi farà l’onore di confermarmi, mi impegno ad adempiere alle responsabilità di questo incarico al meglio delle mie capacità. Amo gli Stati Uniti e amo la Costituzione degli Stati Uniti.

Sono veramente onorata dalla prospettiva di prestare servizio alla Corte Suprema, se dovessi essere confermata. Mi ricorderò di chi è venuto prima di me. La bandiera degli Stati Uniti sventola ancora a mezz’asta in memoria del giudice Ruth Bader Ginsburg per ricordare la fine di una grande vita americana. Il giudice Ginsburg ha iniziato la sua carriera in un momento in cui le donne non erano le benvenute nella professione legale. Ma non solo ha rotto queste barriere, le ha frantumate. Per questo ha conquistato l’ammirazione delle donne in tutto il paese e anche in tutto il mondo.

Era una donna di enormi talenti e successi, e la sua vita di servizio pubblico è un esempio per tutti noi. Particolarmente toccante per me è stata la sua lunga e profonda amicizia con il giudice Antonin Scalia, il mio mentore. I giudici Scalia e Ginsburg dissentirono ferocemente sulla stampa senza rancori personali. La loro capacità di mantenere un’amicizia calda e ricca, nonostante le loro differenze, ha persino ispirato un’opera. Questi due grandi americani hanno dimostrato che gli argomenti, anche su questioni di grande importanza, non devono necessariamente distruggere l’affetto. Sia nei miei rapporti personali che professionali, mi sforzo di soddisfare questo standard.

Ho avuto la fortuna di lavorare per il giudice Scalia e, data la sua incalcolabile influenza sulla mia vita, sono molto commossa all’idea di avere qui oggi membri della famiglia Scalia, inclusa la sua cara moglie Maureen. Ho lavorato per il giudice Scalia più di 20 anni fa. Ma le lezioni che ho imparato risuonano ancora. La sua filosofia giudiziaria è anche la mia. Un giudice deve applicare la legge come è scritta. I giudici non sono decisori politici e devono essere risoluti e mettere da parte le opinioni politiche che potrebbero avere. Il presidente mi ha chiesto di diventare il nono giudice e, guarda caso, sono abituato a stare in un gruppo di nove: la mia famiglia.

La nostra famiglia include me, mio ​​marito Jesse, Emma, ​​Vivian, Tess, John Peter, Liam, Juliet e Benjamin.

Vivian e John Peter, come ha detto il presidente, sono nati ad Haiti e sono venuti da noi a cinque anni di distanza quando erano molto piccoli, e il fatto più rivelatore di Benjamin, il nostro più giovane, è che i suoi fratelli e sorelle lo identificano senza riserve come loro fratello preferito. I nostri figli ovviamente rendono la nostra vita molto piena. Sebbene sia un giudice, sono meglio conosciuto a casa come rappresentante dei genitori, autista di car-pool e organizzatore di feste di compleanno. Quando le scuole sono passate alla modalità da remoto la scorsa primavera, ho provato un altro ruolo. Jesse e io siamo diventati co-presidi della Barrett E-Learning Academy. E sì, l’elenco degli studenti iscritti era molto lungo. I nostri figli sono la mia gioia più grande, anche se mi privano di ogni ragionevole quantità di sonno.

Non potrei gestire questa vita molto piena senza il sostegno incrollabile di mio marito, Jesse. All’inizio del nostro matrimonio, immaginavo che avremmo gestito la nostra famiglia come partner. Come si è scoperto, Jesse fa molto di più della sua parte di lavoro. Con mio grande dispiacere, ho appreso recentemente a cena che i miei figli lo considerano il cuoco migliore. Per 21 anni, Jesse mi ha chiesto ogni singola mattina cosa può fare per me quel giorno. E anche se dico quasi sempre “niente”, trova ancora il modo di sparecchiare. E non perché ha molto tempo libero. Ha uno studio legale molto attivo. È perché è un marito superbo e generoso e io sono molto fortunata.

Io e Jesse abbiamo una vita piena di relazioni non solo con i nostri figli, ma anche con fratelli, amici e babysitter senza paura, una delle quali è con noi oggi. Sono particolarmente grata ai miei genitori, Mike e Linda Coney. Ho trascorso la maggior parte della mia età adulta come un Midwesterner, ma sono cresciuto nella loro casa di New Orleans. E come possono testimoniare anche mio fratello e le mie sorelle, la generosità di mamma e papà si estende non solo a noi, ma a più persone di quante ne potremmo contare. Sono un’ispirazione. È importante in un momento come questo riconoscere la famiglia e gli amici. Ma questa sera voglio ringraziare anche voi, miei concittadini americani. Il presidente mi ha nominato per far parte della Corte suprema degli Stati Uniti e quell’istituzione appartiene a tutti noi.

Se confermata, non assumerei quel ruolo per il bene di chi fa parte della mia cerchia e certamente non per il mio bene.  Assumerei quel ruolo solo per servire. Adempirei al giuramento giudiziario, che mi richiede di amministrare la giustizia senza riguardi per le persone, dare lo stesso diritto ai poveri e ai ricchi e adempiere fedelmente e imparzialmente i miei doveri ai sensi della Costituzione degli Stati Uniti.

Non mi illudo che la strada davanti a me sarà facile, sia a breve che a lungo termine. Non avrei mai immaginato di trovarmi in questa posizione. Ma ora che lo sono, vi assicuro che affronterò la sfida con umiltà e coraggio. Membri del Senato degli Stati Uniti, non vedo l’ora di lavorare con voi durante il processo di conferma e farò del mio meglio per dimostrare che sono degna del vostro sostegno.

Grazie.

*Giudice, candidata alla Corte Suprema degli Stati Uniti

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La Passione di Cristo, Resurrezione: Jim Caviezel conferma il sequel del film di Mel Gibson

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di Carola Proto

A 16 anni dall’uscita in sala de La Passione di Cristo, che incassò globalmente oltre 600 milioni di dollari, Jim Caviezel conferma definitivamente che il già annunciato sequel si farà e che sarà un film decisamente più ambizioso del primo. Già nel mese di aprile l’attore aveva parlato de La Passione di Cristo: Resurrezione, definendolo il più grande film della storia del cinema. Adesso ci tiene a ripetere il concetto e a spiegare: “Mel Gibson mi ha appena mandato la terza versione della sceneggiatura del film”. Nell’intervista, rilasciata a Breitbart News, l’attore riflette sul fatto che dà un po’ di tempo i film biblici vanno meno per la maggiore, e quindi Hollywood non è poi così disposta a investire ingenti quantità di denaro. Nel mese di marzo Caviezel aveva detto che a Gesù la gente preferisce Superman, ma non capisce che Gesù è il più grande supereroe di tutti i tempi.

Come sappiamo, La Passione di Cristo: Resurrezione sarà incentrato sui tre giorni che separano la morte di Gesù dalla sua Resurrezione, il che significa che la nuova fatica del regista australiano potrebbe scatenate più polemiche de La passione di Cristo. Non tutti credono, infatti, che Gesù discese agli Inferi in quel penoso lasso di tempo.

Ad aprile vi avevamo detto che La Passione di Cristo: Resurrezione sarebbe uscito a Pasqua del 2021. Siccome le riprese non sono ancora cominciate, iniziamo a sospettare che l’arrivo al cinema verrà posticipato, anche se non avrebbe senso per Mel Jim puntare su un periodo diverso dell’anno.

https://www.comingsoon.it/cinema/news/la-passione-di-cristo-resurrezione-jim-caviezel-conferma-il-sequel-del-film/n111239/

Silvia Romano ambasciatrice di un progetto UE contro l’islamofobia

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Silvia Romano, la cooperante rapita in Kenya e tenuta prigioniera in Somalia per un anno e mezzo, prenderà parte a un progetto europeo volto a contrastare l’islamofobia. Lo riporta il quotidiano La Repubblica. YES – Youth Empowerment Support for muslim communities è il nome dell’iniziativa a cui la 24enne milanese lavorerà nei prossimi mesi.

Il progetto, co-finanziato dalla Commissione Europea e realizzato dalle associazioni Fondazione L’Albero della Vita, Le réseau e Progetto Aisha, punta a coinvolgere alcuni giovani rappresentanti della comunità islamica “che saranno impegnati in attività di supporto alle vittime di islamofobia”, si legge sulla pagina Facebook di una delle associazioni. Tra gli otto giovani lombardi selezionati, con i ruolo di ‘master equity defender’, anche Silvia Romano. Gli otto ragazzi raccoglieranno segnalazioni di casi di islamofobia e denunce, fornendo anche supporto psicologico ed eventualmente legale alle vittime tg24.sky.it

Fonte: http://www.imolaoggi.it/2020/09/12/silvia-romano-ambasciatrice-un-progetto-ue-contro-islamofobia/

Silvi, Arcigay Teramo contro presenza Sindaco a convegno su “Proposta di Legge Zan e libertà educativa della famiglia”

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SILVI – Apprendiamo con sconcerto l’adesione del Comune di Silvi e la presenza del Sindaco di Silvi Andrea Scordella ad un evento che si terrà venerdì 28 agosto sulla “Proposta di Legge Zan e libertà educativa della famiglia”. Il nostro
sconcerto è correlato al fatto che l’evento, il quale si svolgerà all’interno di una chiesa di Silvi Marina, mirerà a parlare della legge attualmente in discussione in parlamento “Modifiche agli articoli 604-bis e 604-ter del codice penale, in materia di violenza o discriminazione per motivi di orientamento sessuale o identità di genere” descrivendola come una legge inutile e liberticida.
Lo stesso ospite che presenzierà all’evento definisce la legge inutile e non necessaria nel momento storico in cui viviamo, ritenendo che in Italia non ci sia alcun pericolo di discriminazione. Crediamo che un Comune e nello
specifico un Sindaco, debba tutelare in toto la comunità che rappresenta, in questo caso tutta la comunità di Silvi, garantendo la libertà ed il pluralismo di idee di ogni cittadina e cittadino.
Rimaniamo sconcertate e sconcertati di come un Comune possa aderire ad un evento che mira a nascondere l’emergenza omolesbobitransfobica in Italia associandola ad una presunta demolizione della libertà individuale.
Basti pensare come al 17 Maggio 2020 il dato sulle violenze e gli abusi di stampo omolesbobitransfobico fosse aumentato del 9% secondo i dati della Gay Help Line e come solo in un anno gli episodi di violenza siano più di
138. Una legge è necessaria, sono anni che la aspettiamo.
Nell’ottica di un Comune che rappresenti tutta la comunità e non solo una parte di questa contraria ai diritti per tutti e tutte, richiediamo l’esposizione della bandiera arcobaleno dal palazzo del Comune di Silvi per tutta la settimana dal 24 Agosto al 30 Agosto e l’adesione e il patrocinio del Comune di Silvi all’Abruzzo Pride.
Il Comune di Silvi si dimostri attento a tutta la sua comunità, alleato nella lotta all’ omolesbobitransfobia e garantisca il pluralismo delle idee.

Da

Silvi, Arcigay Teramo contro presenza Sindaco a convegno su “Proposta di Legge Zan e libertà educativa della famiglia”

Cristianofobia: chiese sotto attacco in tutto il mondo

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Segnalazione di Corrispondenza Romana

di Mauro Faverzani

Cristianofobia: si moltiplicano profanazioni, attentati ed atti vandalici ai danni delle chiese cattoliche in tutto il mondo. Compreso l’Occidente cristiano.

Negli Stati Uniti il senatore della Louisiana John Neely Kennedy, repubblicano, ha inviato lo scorso 11 agosto una lettera al procuratore generale William Barr, lettera in cui chiede di intensificare gli sforzi, per contrastare questa esplosione di violenza, scatenata da maggio contro edifici sacri, proprietà, strutture, parrocchie, cimiteri e persino contro numerose statue raffiguranti Santi, imbrattate, sradicate ed abbattute.

«I cattolici sono sotto attacco negli Usa», ha dichiarato il sen. Kennedy. In luglio la chiesa di Ocala, in Florida, è stata data alle fiamme, mentre all’interno i fedeli si stavano preparando per la S. Messa del mattino. Doloso è stato anche l’incendio appiccato ad una missione californiana, fondata da San Junipero Serra, mentre in una parrocchia di Chattanooga, nel Tennessee, una statua della Vergine Maria è stata decapitata, un’altra a Boston è stata data alle fiamme, una terza a Brooklyn è stata imbrattata con la scritta «Idolo», impressa con vernice spray nera. Atti analoghi sono stati registrati anche nel Colorado e nel Missouri. In alcuni casi gli autori sono stati identificati, in altri non ancora: sul banco degli imputati finiscono tanto singoli esagitati quanto gruppi organizzati e con finalità politiche.

«I cristiani sono stati e restano purtroppo uno dei gruppi religiosi storicamente più perseguitati al mondo – ha ricordato il sen. Kennedy – Per sfuggire alla persecuzione religiosa, gruppi di rifugiati hanno compiuto un insidioso viaggio attraverso l’Atlantico verso l’America», salvo poi ritrovarsi anche qui facili obiettivi nel mirino di bande di facinorosi.

Per questo, il senatore ha chiesto al procuratore generale Barr di agire in fretta, per perseguire i responsabili degli atti criminali compiuti ed anche per prevenire ulteriori atti di intolleranza e persecuzione religiosa. Continua a leggere

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