Propongo Viktor Orban come premio Nobel per la pace

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di F. William Engdahl 

Propongo Viktor Orban come premio Nobel per la pace

Fonte: Comedonchisciotte

Ora, prima che tutti voi abbiate una qualsiasi reazione, confermo di essere pienamente cosciente del fatto che il Comitato Norvegese del Nobel, che decide appunto i vincitori del Premio Nobel, scelga ispirandosi all’agenda globalista. Qualcuno potrebbe sostenere che siano addirittura corrotti. Sono altresì consapevole che in passato hanno conferito il premio a candidati non propriamente amanti della pace, come Henry Kissinger, Barack Obama, persino l’Unione Europea. Ciononostante voglio proporre il coraggioso Primo Ministro dell’Ungheria, Viktor Orban, per il premio. Lasciatemi spiegare le mie ragioni.

Egli resiste strenuamente, insieme a più di tre milioni di suoi concittadini ungheresi, contro la volontà distruttiva dei burocrati non eletti e senza volto di Bruxelles, per bloccare l’imposizione in futuro, in Ungheria, di rifugiati provenienti dalla Siria e chissà da dove. La sua posizione potrebbe essere il catalizzatore per le forze che vogliono fermare la disintegrazione del modello degli Stati nazionali in Europa, e arginare un conflitto sociale che minaccia di fare a pezzi l’Europa stessa, in una frenesia collettiva di odio e distruzione.

Il referendum, un fatto ragguardevole Continua a leggere

“Pizzagate”, la Rete Pedofilo-Satanica attorno a Hillary Clinton

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di Maurizio Blondet

Qualcuno mi manda per mail una copertina di Uomo Vogue Italia: ritrae James Franco,un attore di qualche notorietà, insieme a Marina Abramovic.  Questa, il lettore ricorderà, è la ‘artista’ e strega  che invitò  John Podesta, il capo della campagna di Hillary,  a un “cooking spirituale”  con sangue e sperma.

Mi mandano anche un’altra foto:  Riccardo Tisci, uno stilista italiano di  successo  (ha realizzato costumi per Madonna) che  si fa’allattare al seno della Abramovic.

  • riccardo-tisci-abramovic
  • Mi tocca parlarvi dunque dello scandalo pedofilo-satanico che viene in questi giorni represso e sepolto dai media americani, perché coinvolge l’entourage intimo di Hillary Clinton. La Abramovic è solo una del vastp giro: ha ricevuto dalla Fondazione Clinton 10 mila dollari, probabilmente come compenso di una “performance privata”. Sui media alternativi e social (i soli che hanno compiuto l’indagine, collettivamente e con risultati  probanti)  lo scandalo è battezzato PIZZAGATE.  Perché tutto gira attorno alla Pizzeria Comet Ping Pong, 5037 Connecticut Ave NW, Washington, proprietà di James Alefantis.

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Banca Etruria, tutti assolti “Nessun ostacolo a Vigilanza”

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L’assoluzione dai guai di famiglia della Boschi che ha scritto la riforma e una mancetta sulla firma del nuovo contratto per gli statali: ecco i due mezzi del governo Renzi per cercare di accaparrarsi il voto del Sì a tre giorni dal referendum costituzionale (che non ha quorum!) di domenica 4 dicembre (N.D.R.). 

Nel primo filone d’inchiesta per il dissesto dell’istituto di Arezzo prosciolti l’ex presidente, l’ex dg e il direttore centrale. Erano accusati di aver ostacolato l’autorità di vigilanza

di Sergio Rame

Sotto accusa c’erano tutti gli ex vertici che hanno governato Banca Etruria dal 2011 fino al commissariamento avvenuto nel febbraio 2015.

Ma, nel primo filone d’inchiesta per il dissesto dell’istituto di credito di Arezzo, il gup Anna Maria Loprete ha deciso di assolvere dall’accusa di ostacolo all’autorità di vigilanza l’ex presidente Giuseppe Fornasari, l’ex direttore generale Luca Bronchi e il dirigente David Canestri. Il procuratore capo Roberto Rossi e il pm Jiulia Maggiore avevano chiesto due anni e otto mesi di carcere per Fornasari e Bronchi e due anni per Canestri.

Quello di oggi è un colpo durissimo per i risparmiatori. Gli inquirenti non si aspettavano proprio che il giudice assolvesse i tre imputati con formula piena perché “il fatto non sussiste”. Una sentenza che ora potrebbe arrivare a compromettere o modificare l’esito degli altri procedimenti aperti sul dissesto di Banca Etruria. Fornasari (ex presidente del cda dal 2011 al 2014), Bronchi (ex dg) e Canestri (attuale direttore centrale) erano accusati di aver finanziato con 10,2 milioni di euro gli acquirenti della società, che inglobava buona parte del patrimonio immobiliare dell’istituto aretino, e di aver occultato i crediti deteriorati nel bilancio del 2012 facendoli apparire come crediti incagliati e, quindi, ancora recuperabili. Continua a leggere

Verona: clandestini bloccano la città, F.N. e Christus Rex chiedono espulsioni e dimissioni di sindaco, prefetto e questore

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CASTELLINI (FORZA NUOVA) CON MATTEO CASTAGNA (CHRISTUS REX): VERONA IN BALIA DEI CLANDESTINI; UNICA RICOLLOCAZIONE POSSIBILE E’ NEL LORO PAESE D’ORIGINE. SUBITO DIMISSIONI DI SINDACO, PREFETTO E QUESTORE DOPO LE LORO GESTIONI FALLIMENTARI.

Una trentina di giovani e aitanti immigrati clandestini, poiché non risulta che in Eritrea vi sia alcuna guerra, se non quella per contendersi l’acqua potabile, stanno bloccando il traffico per protestare contro il Paese che li ospita a spese del contribuente.

Si tratta di allogeni provenienti da Costagrande di Avesa, nel Comune di Grezzana, ove i militanti di Forza Nuova e del Circolo Cattolico Christus Rex hanno protestato per primi, oltre un anno fa, denunciando l’inadeguatezza della struttura e la totale mancanza di un serio progetto da parte dell’attuale maggioranza di Palazzo Barbieri, guidata da un Sindaco che sulla questio Costagrande ha sempre dichiarato di aver “fatto e brigato”, ma che non è mai nel posto giusto al momento giusto per FARE! ordine.

Oggi si dimostra la nostra lungimiranza per prevenire l’eventualità di scontri sociali:  l’impossibilità di integrazione da parte di centinaia di clandestini, ammassati in una tenuta collinare, senza far nulla, in nome dell’ “accoglienza-business” (quindi con la complicità colpevole del Governo e di alcuni italiani fiutatori del business del tradimento) che addirittura si sono uniti ad altri immigrati in Veronetta…contro chi li sta ospitando e in nome di una solidarietà etnica che oggi più che mai noi Italiani dovremmo tradurre in una opposta e reale Resistenza etnica di fronte a questa invasione organizzata!”.

Davanti ad una protesta incredibile e vergognosa, notiamo non solo l’immobilismo e l’inefficienza dell’amministrazione comunale che lì li ha parcheggiati e fatti mantenere dai veronesi tramite l'”amico” Alfano, ma anche l’incapacità da parte dei tutori dell’ordine di far fronte all’autentica emergenza-sicurezza che costoro stanno provocando, mista alla consapevole mala fede di voler imporre l’accoglienza forzata in tutta la nostra provincia, tutori dell’ordine sempre così solerti nel blindare chi difende la propria terra quanto inerti nei confronti di stranieri clandestini che bloccano la città per ore!

Veronetta e Costagrande sono la dimostrazione del fallimento delle politiche della cosiddetta accoglienza, per cui, a seguito della gravità di quanto avvenuto, chiediamo l’espulsione di tutti i clandestini, a partire dai trenta eritrei protagonisti della squallida sceneggiata e le immediate dimissioni dei primi responsabili: sindaco, il prefetto e il questore.

Il Coordinatore per il Nord Italia di Forza Nuova
Luca Castellini

Il Responsabile Nazionale del Circolo Cattolico Christus Rex
Matteo Castagna

Oggi sia L’Arena che il Corriere di Verona riportano stralci del soprastante comunicato assieme a quelli, su simile lunghezza d’onda, del Comitato ” Verona ai Veronesi” ma anche di esponenti politici di Lega e Forza italia, che chiedono denunce e sgomberi, forse dimenticando che quando erano al Governo entrarono migliaia di clandestini, che la “Bossi-Fini” fu una legge colabrodo che favorì le sanatorie maggiori nei confronti di clandestini di tutta la storia repubblicana. Poi il sindaco Tosi dice che si è attivato subito. Ma se i clandestini hanno bloccato il traffico per ore! Se questa è la celerità degli interventi concertati tra Tosi e istituzioni per la pubblica sicurezza, meglio che qualcuno pensi di dedicarsi ad altre mansioni…

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Dopo il fallimento della Francia Il Mali chiede aiuto alla Russia: Putin invia armi

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1449654622016-jpg-vladimir_putinSegnalazione di Raimondo Gatto

Il governo del Mali ha ufficialmente richiesto assistenza tecnica e militare alla Russia per la lotta contro i militanti islamici nel nord del paese.
Il Cremlino avrebbe già autorizzato la fornitura per la controparte africana. Gli interessi russi alla causa del Mali sono evidenti sia dal punto di vista economico che strategico-tattico e si collocano nella nuova strategia di espansione nel continente africano. Mosca, ad esempio, ha investito miliardi di dollari nel Ghana, nella Costa d’Avorio e nella Guinea. La società russa RT Global Resources si è aggiudicata un appalto di tre miliardi di dollari per la costruzione di una raffineria di petrolio in Uganda. Il Programma Condor è attivo in Sud Africa, mentre forniture militari sono in corso in Egitto ed in Libia. Il Sahel è uno dei principali centri della minaccia terroristica, con almeno 50 gruppi estremisti identificati. Una destabilizzazione del Mali potrebbe mettere in pericolo la sicurezza dei paesi vicini ed i progetti delle imprese russe. Sostenendo il legittimo governo del Mali, la Russia si ritaglia una nuova posizione nello scacchiere africano. Secondo Izvestia, le autorità
del Mali hanno chiesto veicoli blindati da combattimento di diversa tipologia così armi ed equipaggiamento per la fanteria. L’accordo sarebbe già stato trovato. Da rilevare che si tratta di una fornitura non più in servizio o di generazione precedente che proviene direttamente dall’inventario del Ministero della Difesa russo: per lo più BTR-70 e BRDM della prima generazione. La
situazione nel Mali rimane instabile fin dalla guerra civile nella vicina Libia. Nonostante l’intervento delle Nazioni Unite e della Francia, il nord è stato conquistato dai militanti islamici. Rilevano da Izvestia: “È interessante notare che quest’anno, gli abitanti del Mali hanno raccolto 2 milioni di firme per chiedere alla Russia e personalmente al presidente Vladimir Putin di intervenire. L’appello è stato parzialmente ascoltato”. La richiesta di assistenza da parte del governo di Bamako è comprensibile, dal momento che la cooperazione militare tra i due paesi ha una lunga tradizione che risale agli anni ’60. Ancora oggi, l’esercito maliano utilizza in prevalenza asset di origine sovietica. Nel 2011, la Russia ha fornito armi per un valore di trenta milioni di dollari. Per una decina di milioni di dollari, questo il reale valore della nuova fornitura, Mosca otterrebbe degli innegabili vantaggi nel Mali. Continua a leggere

Referendum, se vince Sì il Veneto farà ricorso

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Risultati immagini per consiglio regionale VenetoIl Veneto si schiera apertamente per il “No” al referendum costituzionale del 4 dicembre. Come scrive il Corriere del Veneto, la maggioranza in Consiglio regionale ha votato ieri con la sponda del Movimento Cinque Stelle, una risoluzione che impegna la giunta a ricorrere alla Consulta in caso di vittoria del “Sì”. Dopo un acceso scontro il Pd ha abbandonato l’aula per protesta mentre i tosiani, contrari alla riforma, non si sono presentati in aula per non sconfessare Flavio Tosi, pubblicamente elogiato da Renzi come uno dei volti della campagna per il sì. La mozione è dunque passata con i voti di Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia, indipendentisti e M5S.

Con la risoluzione, l’assemblea invita la giunta «a valutare i profili di incostituzionalità e dunque di depositare presso la cancelleria della Corte costituzionale un ricorso avverso la legge, poiché in contrasto con il principio fondamentale previsto all’articolo 5 della Costituzione».

Fonte: www.vvox.it  Continua a leggere

Report ancora a Verona: Telescrocco, ancora tutto fermo. Perché?

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VEDI IL VIDEO DELLA PARTE DELLA TRASMISSIONE SU Com’è andata a finire : Telescrocco
Telescrocco
di Sigfrido Ranucci, Giulio Valesini
Report torna dopo un anno a Verona per occuparsi ancora dell’incredibile storia di abusivismo delle Torre Massimiliana occupata da circa quaranta antenne di ripetitori radio-televisivi. Chi li ha installati ha violato il vincolo di tutela per i beni storici e culturali e non ha mai chiesto un’autorizzazione al demanio, proprietario dell’importante monumento. Tra gli abusivi c’è il gruppo Athesis, presieduto da Gianluca Rana, figlio di Giovanni, e di proprietà dei più importanti industriali di Verona e Vicenza e Telenuovo tra le più importanti realtà editoriali della provincia di Verona. A oggi una soluzione per liberare il monumento dalle antenne abusive ancora non è stata trovata e nessuno degli editori ha ancora pagato gli indennizzi richiesti dal Demanio. (Ma soprattutto, ci chiediamo noi, come mai in tutto questo tempo chi doveva intervenire non lo ha fatto? N.d.R.)

Fonte: http://www.report.rai.it/dl/Report/puntata/ContentItem-6daad697-9b91-4da4-9f34-1faf5ba6ee8d.html Continua a leggere

Report: Milena Gabanelli lascia il posto a Sigfrido Ranucci

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Gabanelli lascia Report
Gabanelli lascia Report Screenshot by Raiplay.it

Report torna in onda su Rai Tre stasera, lunedì 28 novembre 2016, alle 21:30. L’ultima puntata di questa stagione vede i riflettori puntati soprattutto sull’addio di Milena Gabanelli. La puntata di Report di ieri, 28 novembre, infatti, è stata l’ultima condotta dalla Gabanelli ed è stato già annunciato che la trasmissione tornerà in onda in primavera con la conduzione di Sigfrido Ranucci, storico coautore della giornalista.  Report è tornato sulle vecchie inchieste per scoprire Com’è andata a finire.

Anas per l’Italia di Giovanna Boursier. Milena Gabanelli torna ad affrontare il caso Anas, a un anno di distanza e dopo le dimissioni del presidente Pietro Ciucci, sostituito da Gianni Armani. Un mese fa è crollato un cavalcavia ad Annone Brianza causando la morte di una persona. Mentre si cerca di capire a chi appartenga il ponte è chiaro invece che la manutenzione spetta ad Anas.

Occhio al portafoglio di Emanuele Bellano. Le banche propongono ai risparmiatori di investire i propri risparmi acquistando diamanti e lo scorso mese Report ha denunciato che questi vengono venduti a un prezzo doppio rispetto al loro valore di mercato. Da quel momento i risparmiatori sono tornati in banca per rivendere i diamanti acquistati, ma nessuno è riuscito nell’intento di disinvestire. La Consob ha analizzato il caso?

A caval donato… di Sigfrido Ranucci. Dopo sei mesi Report si occupa di nuovo dei gettoni d’oro della Rai prodotti dalla Zecca. Ad aprile scorso che sia la Rai che i vincitori sono stati frodati, ma adesso Report ha scoperto un’altra frode che potrebbe essere ben superiore a quella precedente.

La via di uscita di Claudia Di Pasquale. È in corso la più grave crisi migratoria dal secondo dopoguerra e l’Europa ha risposto firmando un accordo con la Turchia per bloccare la rotta balcanica, mentre i vari stati hanno chiuso le frontiere. Quali sono stati gli effetti per l’Italia?

La guerra dei brevetti di Luca Chianca. Al marchio Made in Italy viene associato Luca Cordero di Montezemolo visto che partecipa come ospite ai convegni che promuovono il brand Italia, presidente del comitato promotore per la candidatura alle olimpiadi di Roma 2024.

Telescrocco di Sigfrido Ranucci e Giulio Valesini. Dopo un anno Report torna a Verona per dell’abusivismo delle Torre Massimiliana occupata da quaranta antenne di ripetitori radio-televisivi. Tale installazione rappresenta la violazione del vincolo di tutela per i beni storici e culturali, ma è stato scoperto che non è mai stata chiesta un’autorizzazione al demanio, proprietario del monumento. Tra gli abusivi c’è il gruppo Athesis, presieduto da Gianluca Rana, figlio di Giovanni, e di proprietà dei più importanti industriali di Verona e Vicenza, ma c’è anche Telenuovo tra le più importanti realtà editoriali della provincia di Verona. Fino ad oggi non è stata trovata una soluzione per liberare il monumento dalle antenne e nessuno degli editori ha provveduto al pagamento degli indennizzi richiesti dal Demanio. (post successivo)

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