Ora si sa chi ha paura del presepe in Francia: la massoneria

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Segnalazione di Corrispondenza Romana

massoneria

Qualche tempo fa osservammo come la Francia ipergiacobina avesse ancora paura del presepe. Al punto da spingere il Consiglio di Stato, «in nome della laicità», ad “autorizzarlo” negli uffici pubblici, ma sotto condizione ovvero che lo si intenda solo come semplice «evento culturale, artistico o, al massimo, festivo» ed assolutamente senza alcuna «intenzione religiosa» e senza provare a fare «proselitismo»: trattandosi della rappresentazione della Sacra Famiglia, una frase simile appare obiettivamente priva di senso.

Qualcosa non quadrava: donde e perché tanti ridicoli timori? Doveva esserci una spiegazione, una causa. Le cose sono parse quanto meno più chiare dopo il comunicato emesso lo scorso 16 novembre dal Godf, il Grand’Oriente di Francia, comunicato in cui si denuncia con forza la «confessionalizzazione della società», che proprio tale decisione del Consiglio di Stato avrebbe imposto, minando alla base – recita il testo – «il principio costituzionale di laicità in tutti i suoi elementi costitutivi: neutralità degli enti pubblici di fronte ai culti, libertà di coscienza ed eguaglianza dei diritti dei cittadini davanti alla legge».

Non si vede proprio come un semplice presepe possa costituire una minaccia nei tre ambiti sollevati, tuttavia questa presa di posizione permette quanto meno di capire con chiarezza chi si stesse, in realtà, agitando dietro le quinte, chi fosse il “grande vecchio” – o “grande fratello” che dir si voglia – scalpitante nelle retrovie. Si capisce perché la massima autorità con giurisdizione amministrativa, anziché emettere un verdetto chiaro, lineare, organico e coerente abbia dovuto far numeri da equilibrista e ricorrere ad acrobazie lessicali, per affermare negando e negare affermando. Da una parte non poteva impedire che il presepe si facesse, dall’altra qualcuno, particolarmente influente, faceva evidentemente pressioni, perché lo proibisse. Continua a leggere

La massoneria voterà SI al referendum costituzionale

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Risultati immagini per Massoneria per il si al referendum…e pure Luxuria (mentre i signori in foto sostengono la riforma…)

di Davide Consonni
Il Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia Stefano Bisi, durante l’allocuzione inaugurale delle celebrazioni del 20 Settembre massonico, ha dato una chiara ed oggettiva indicazione di voto ai 23 mila massoni affiliati all’obbedienza da lui guidata. Tale indicazione di voto è stata pronunciata in perfetto stile criptomassonico (alcuni direbbero cabalistico) che consiste in una sostanziale negazione del principio di non contraddizione, affermare A e negarlo contemporaneamente, in simboli logico-matematici l’argomentazione media del Gran Maestro è così espressa: (A ∧ ⌐A). Una sostanziale ed apodittica supercazzola con svolta in rotonda.
[…] Noi, Grande Oriente d’Italia, non facciamo politica di partito e non intendo prestarmi a strumentalizzazioni e parlare di un prossimo referendum che riguarderà tutti e che ci chiamerà a esprimere un voto sulla riforma costituzionale. Ogni massone è libero di votare secondo la propria opinione e secondo la propria coscienza. Una cosa voglio dirla. Il mondo sta cambiando, tante cose stanno cambiando con una velocità incredibile. Quante volte è necessario fare degli aggiornamenti continui al telefonino che ci sono richiesti dal sistema? Tantissime. Qualche volta cambiamo e ci troviamo meglio, altre volte decidiamo di non fare aggiornamenti. […] (FONTE)

Fonte: http://www.complottisti.com/la-massoneria-votera-si-al-referendum-costituzionale/ Continua a leggere

Kirill contro il matrimonio gay

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Segnalazione di Raimondo Gatto

Il patriarca Kirill a RT: “L’Occidente va contro la natura morale degli esseri umani”. E su Donald Trump: “Da lui parole di speranza”

“Quello che sta accadendo dei Paesi occidentali è che, per la prima volta nella storia umana, la legislazione va contro la natura morale degli esseri umani”.

In una lunga intervista a RT, che spazia dalla guerra civile in Siria ai rapporti tra gli Stati Uniti e la Russia, il patriarca Kirill ha durament criticato quelle leggi che hanno legalizzato in tutto l’Occidenti i matrimoni omosessuali. “Non è la stessa cosa, certo, ma in qualche modo possiamo paragonarlo all’apartheid in Sudafrica o alle leggi naziste – spiega il capo della Chiesta Ortodossa – erano frutto di un’ideologia e non parte della natura morale. La Chiesa non potrà mai approvarlo”.

Nell’intervista con RT, il patriarca Kirill analizza attentamente la situazione politica a livello globale. “Continuiamo a sentire che la coalizione ha un suo approccio e la Russia ha una posizione diversa – spiega – ora è il momento in cui non possiamo più avere due posizioni in conflitto. Dobbiamo allinearci”. Ecco perché è stato contento di sentire ciò che Donald Trump ha detto a questo proposito dopo aver vinto alle elezioni. Il presidente eletto degli Stati Uniti ha chiaramente sottolineato la necessità di combattere il radicalismo e il terrorismo islamico. “Speriamo sia l’obiettivo verso cui andremo, anche in termini di relazioni tra la Russia e gli Stati Uniti, ha proseguito il leader religioso. “Il terrorismo costituisce una reale minaccia per il mondo intero, inclusi la Russia, il Medioriente, l’Europa occidentale, gli Stati Uniti – sottolinea – quindi è tempo di mettere assieme le idee, unire le forze e collaborare per risolvere questo problema che molti Paesi e popoli stanno affrontando”. Continua a leggere

SOROS E “FRANCESCO” UNITI NELLA LOTTA…

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url francesco_sorosdi Maurizio Blondet

Ormai da settimane ignoti hackers hanno messo in linea 2500 e-mail riservate fra Georges Soros, i dipendenti delle sue fondazioni  –  capeggiate dalla casa-madre,  la Open Society Foundation  e i  riceventi dei suoi  doni. I media ne tacciono, perché sono ovviamente imbarazzanti. Si vede per esempio che lui ha dato direttive ad Hillary Clinton quando era segretaria di stato,  su una crisi in Albania (sic) e su come risolverla: direttive che Hillary ha seguito alla lettera. Si vede anche che alla campagna di Hillary ha versato 30 milioni di dollari, il che ne fa’ il maggior donatore singolo.

Ma non basta. Se una cosa risalta in queste mail,  è la megalomania di questo    gran burattinaio. Non c’è  area del mondo dove non finanzi attività (sovversive, o ‘filantropiche’); non una politica pubblica che non si proponga di ‘riformare’ in ogni parte del pianeta, sganciando soldi ai locali ‘riformatori’, che hanno sempre un carattere sinistroide e libertario. Megalomane e insieme,  micro-gestore  di tutta la realtà.  Come abbiamo visto, Soros finanzia Arcigay in Italia, e Planned Parenthood (in Usa (l’ente  pro-aborto che l’hanno scorso s’è scoperto faceva commercio di organi di feti);  ha pagato rivoluzioni colorate e l’opposizione ad Orban in Ungheria; istiga la giunta di Kiev a fare la guerra alla Russia; gestisce (attraverso apposite ONG) l’inondazione di immigrati in Europa, e  nello stesso tempo  eccita organizzazioni di minoranze etniche latinos in Usa, allo scopo di far cambiare  la demografia dei collegi elettorali  in modo da favorire Hillary contro Trump.  Per lo stesso scopo, paga organizzazioni razziali come Black Lives Matter  (650 mila dollari) perché interrompano i comizi di Donald. Ha  finanziato ripetuti  tentativi di manifestazioni LGBT a Mosca, pagando le trasferte di celebri   travestiti e sodomiti; in Europa, ha ‘gestito’ certe elezioni, facendo eleggere candidati favorevoli all’immigrazione senza limiti, e finanzia gruppuscoli che in Usa si battono non solo  per il “diritto delle donne” e LGBT di entrare nelle unità combattenti, ma il dovere di allogarle in caserme unisex; o gruppi che stanno conducendo la meritevole battaglia per toilettes pubbliche per trans.  Tutto in nome di un evidente scopo finale: la dissoluzione di ogni ordine, gerarchia e stabilità nelle società umane. Continua a leggere

Soros riunisce i grandi sponsor “progressisti” e milionari del globalismo per boicottare Trump

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Soros contro Trumpdi Arturo Garcia

Il miliardario George Soros ha speso milionate di dollari per sostenere la Hillary Clinton nelle elezioni presidenziali e poter cosi’ continuare a dettare le politiche mondiali.  Non ha avuto fortuna e adesso cerca di recuperare la sua quota di potere con altri mezzi .

Ha ritardato di alcuni giorni ma, alla fine, l’onnipotente George Soros, e’ riapparso sulla scena. Risulta spiegabile questa pausa di silenzio del miliardario visto che ha speso una parte della sua fortuna per finanziare la campagna elettorale della Clinton che e’ pero’ terminata in modo inaspettato con  l’elezione di Donald Trump. Tuttavia il globalismo mondiale sembra avere un nuovo  piano e la riunione di vari personaggi dell’establishment, che si svolge a Washington in questi giorni, sembra avere per obiettivo quello di cercare mecenati e cercare di affondare l’attivita’ del nuovo presidente eletto.

Sembra chiaro che la vittoria di Trump ha segnato una battuta di arresto sui piani di Soros che contava su una elezione della Clinton per seguitare a sostenere le politiche sull’immigrazione di massa , la promozione dell’ideologia di genere, l’abolizione degli Stati nazionali,  la riforma sanitaria, ecc.. La Clinton era colei che avrebbe portato avanti questi programmi, quale candidata  dei globalisti e dell’establisment di potere.

In particolare il progetto principale di Soros, quello dell’abolizione delle sovranità degli Stati Nazione, progetto sostenuto in diverse conferenze pubbliche e che fu abbracciato dalla Clinton nel 2013. Durante una conferenza con banchieri brasiliani la candidata democratica aveva seguito il suo discorso abituale ed aveva affermato che il suo sogno era “un mercato comune emisferico con libero commercio e frontiere aperte”. Continua a leggere

Al convegno dei “vescovi” le storie di giovani gay e dei genitori con figli omosessuali

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images“UNA CUM” GAY FRIENDLY ?

Continua l’apertura dopo le indicazioni di papa Francesco. Al convegno sulla famiglia di Assisi ascoltate e mandate in diretta streaming le testimonianze di padri e figli omosessuali. 

di Paolo Rodari

CITTÀ DEL VATICANO. Ascoltare le persone omosessuali e ciò che vivono le famiglie quando al loro interno un figlio fa coming out. Per la prima volta, all’interno di un convegno della Cei dedicato alla famiglia e alla pastorale della famiglia, si è aperta una breve ma significativa finestra su questo campo che don Paolo Gentili, direttore dell’Ufficio per la pastorale della famiglia, ha definito “delicato”. In una tre giorni svoltasi ad Assisi e intitolata “Vi occuperete di pastorale familiare” e dedicata ai sacerdoti e alle coppie di sposi responsabili degli uffici diocesani di pastorale familiare, sono state ascoltate, introdotte dal gesuita padre Pino Piva, coordinatore nazionale per i gesuiti degli esercizi ignaziani in Italia e dell’equipe di “spiritualità delle frontiere”, le testimonianze di Edoardo, un giovane gay cattolico, e di Corrado e Michela, due genitori cattolici con un figlio gay, accompagnati da una riflessione a due voci di suor Anna Maria Vitagliani e di don Christian Medos sempre dell’equipe di “spiritualità delle frontiere” sul tema dell’accoglienza e dell’ascolto.

Genitori e figli a confronto. La novità più che di sostanza è di stile: se la dottrina della Chiesa in merito alle coppie omosessuali non cambia, muta radicalmente l’approccio al tema. O, per meglio dire, alle persone omosessuali. Tutto – ha detto padre Piva – parte dall’accoglienza e vuole arrivare all’integrazione”. Continua a leggere

PIECZENIK: “Mai più 11 Settembre, mai più false flag”. E invece Obama..

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di Maurizio Blondet

Steve Pieczenik  ha postato un altro dei suoi video. Si rallegra della vittoria di Trump, che attribuisce alla mobilitazione dei “16 servizi di intelligence”, ed elenca “ciò che il popolo americano non vuole più”:   “Non più false flag,  non più 11 Settembre,  non più Sandy Hook, Sparatorie  di Orlando, o altri imbrogli, propaganda e stronzate! Quel che vogliamo oggi è  la verità”.  Abbiamo già spiegato che Pieczenik è un esponente dello “Stato profondo”,  l’uomo che al tempo del rapimento Moro fu mandato in Italia dal Dipartimento di Stato per assicurarsi che Moro non tornasse a casa;  a modo suo un servitore dello Stato –   e di quegli apparati nazionali  che i neocon hanno sbattuto fuori  l’11 Settembre, prendendo a forza il comando della politica estera Usa nella “lotta al  terrorismo islamico”, per il bene di Israele.  Se evoca oggi “Mai più 11 Settembre”,  sta avvertendo: sappiamo che siete stati voi,  possiamo riaprire l’inchiesta.

L’accenno a Sandy Hook è parimenti significativo: è il massacro in una scuola  elementare nel Connecticut, avvenuto il 14 dicembre 2012, dove un  malato mentale ha ucciso 27  bambini e insegnanti. Un evento su cui i blogger alternativi hanno fin dall’inizio gettato il dubbio:  la versione ufficiale non concorda coi fatti. Stessa cosa per la sparatoria di Orlando, la strage nella discoteca gay “Pulse”, nel giugno di quest’anno,  attribuita a un musulmano – che poi risultato essere frequentatore della stessa discoteca.  I cospirazionisti americani  hanno subito denunciato un”false flag”  nel quadro della strategia della tensione. Tesi ferocemente screditate dai media. Oggi, Pieczenik,  allusivamente, conferma: sappiamo che siete stati voi.

Ma chi sono i “voi”? Li  vediamo affrettarsi ad infiltrare anche l’amministrazione Trump. Esempio:   sono usciti articoli adulatori sul generale Michael Flynn,  che tutti danno come  suggeritore di Trump  per il Medio Oriente e   la pacificazione con Mosca.  Quando era capo della DIA (Intelligence militare) fino al 2014, Flynn  ha raccontato come ha sabotato – insieme al capo degli stati maggiori di allora, ammiraglio Dempsey-   il piano di Obama di armare  i jihadisti in Siria per abbattere  Assad,collaborando sotto sotto coi russi.

http://www.politico.com/story/2016/07/donald-trump-general-michael-flynn-vp-225253

Adesso risulta che Michael Flynn ha scritto un libro – Field of Fight – che ha come sottotitolo “come possiamo vincere la guerra contro l’Islam radicale e i suoi alleati”, dove egli racconta sì degli “insabbiamenti e falsificazioni” di Obama a favore dell’IS e di Al Qaeda, ma segnala il “ruolo centrale dell’Iran nella crescita dell’Islam radicale” (non dell’Arabia Saudita!).  Ora, il libro è stato scritto dal generale   insieme a Michael Ledeen.

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La Polonia intronizza Gesù Cristo, Re della Nazione

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cristo-redi Matteo Castagna

Negli scritti di Rozalia Celakówna possiamo leggere: “la Polonia non perirà a patto che accolga Cristo quale Re in pieno significato di questa parola, se si sottometta alla legge Divina, alla legge del Suo Amore”. (…) “Verrà il terribile castigo al mondo (…). Solo quegli Stati non periranno (…) che Lo riconosceranno il loro Re e Signore (…). C’è però la salvezza per la Polonia: se Mi riconoscerà quale suo Re e Signore totalmente attraverso l’Intronizzazione. I Paesi e popoli che non la accoglieranno e non si sottometteranno all’ autorità del dolce amor di Gesù scompariranno per sempre dalla superficie della terra e non sorgeranno mai più”.

Oggigiorno, l’Intronizzazione, nell’Europa occidentale viene realizzata dalle singole persone, dalle famiglie, dalle comunità di preghiera legate alla Tradizione Cattolica, ma soltanto l’Intronizzazione di Gesù Cristo a livello nazionale significherebbe un preludio, di fatto, nella direzione dello Stato confessionale. E la Polonia si appresta a farlo, nonostante i mugugni e la contrarietà di buona parte delle autorità religiose ufficiali.

Negli anni ’30, Rozalia Celakowna ebbe visioni importanti sul futuro drammatico dell’umanità. Propagò il culto del Sacro Cuore e l’idea della necessità di compiere l’intronizzazione di Cristo Re in ogni Paese del mondo da parte delle autorità ecclesiastiche e dei governanti con un atto ufficiale e pubblico per impedire il degrado morale, la secolarizzazione e la distruzione definitiva del nostro Pianeta. Nel 1938, il Primate della Polonia, Card. August Hlond nominò una commissione speciale che dichiarò la conformità delle apparizioni di Rozalia con la Dottrina Cattolica.

Nell’anno del 1050esimo anniversario della cristianizzazione della Polonia, il popolo si propone di riconoscere il Suo regno e di assoggettarsi alle Sue leggi, affidando e consacrando a Lui, Gesù, il loro Paese –  dice il testo dell’ Atto solenne di accoglimento di Gesù Cristo come Re e Sovrano, che, nell’indifferenza generale dei grandi media, verrà proclamato sabato 19 novembre 2016 a Cracovia e il giorno dopo in tutte le chiese della Polonia. L’Atto di accoglimento di Gesù, Christus Rex, continuando la tradizione di consacrazione dell’umanità al Sacro Cuore di Gesù da parte di Leone XIII e quella della consacrazione a Cristo Re di Pio XI è la risposta che viene soprattutto dalle autorità politiche vicine al premier e non solo, alle richieste dettate dalla pietà popolare dei numerosissimi movimenti religiosi per l’intronizzazione di Gesù, Re della Polonia. In quest’epoca buia, dominata dal laicismo, dopo la consacrazione del Perù ai Cuori Immacolati di Gesù e Maria effettuata il 21 Ottobre dal suo nuovo Presidente, sempre d’origine polacca, Pedro Pablo Kuczynski, si tratta di un atto molto significativo nella direzione della Regalità Sociale di Cristo, sepolta col Concilio Vaticano II, che dona speranza ai cattolici di tutto il mondo. (Ci giungeranno le foto dell’evento da alcuni amici polacchi) Continua a leggere

Quanto Veneto sulle news nazionali!

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di Marco Milioni

Sarà per la congiunzione astrale delle notizie, sarà perché stavolta è girata così ma le news di rango nazionale che hanno a che fare col Veneto e che stanno affollando il panorama del Belpaese sono molte. C’è la vicenda della povera Valeria morta un anno fa durante gli attentati di Parigi. C’è la storiaccia di cronaca nera che riporta in auge, sempre che fossero davvero finiti, i tempi della mafia del Brenta: e poi lo stranissimo affaire Caorle. Non potevano mancare le grane legate ad ambiente ed infrastrutture con le dichiarazioni clamorose sulla Pedemontana Veneta del capo dell’Anticorruzione Raffaele Cantone. Sulla Spv poi si è scatenato Renzo Mazzaro de La Nuova con un servizio pubblicato sabato 12 novembre ed un altro pubblicato il giorno appresso. Parlare di grandi opere nel Veneto però significa parlare inevitabilmente di Venezia e di Mose. Lo fa L’Espresso in edicola ieri con un lunghissimo approfondimento a quattro mani. Ma non è finita perché Il Corsera con un editoriale Gian Antonio Stella ed una breve scheda di Bernardo Iovene introducono l’approfondimento che lo stesso Iovene firma per Report. E che andrà in onda a breve. Potevano mancare i rovesci bancari. Certo che no. Per quelli ci pensa Stefano righi sul Corriere Economia di oggi, che dice la sua, come al solito in modo molto chiaro con un breve servizio in taglio basso a pagina 10. E se si parla di economia si può parlare anche di drammi umani che la crisi comporta. Questa chiave di lettura ha suscitato l’interesse del regista Fabrizio Cattani e dell’inviato di Rai Tre Domenico Iannacone. L’approccio dei due autori viene messo a confronto su Vvox.it in un servizio firmato dal sottoscritto e pubblicato proprio oggi. Se invece vi interessa la politica, allora i cascami del caso Padova, col Carroccio che perde la sua città più importante, fanno proprio per voi.

Fonte: http://marcomilioni.blogspot.it/2016/11/quanto-veneto-sulle-news-nazionali.html?m=1 Continua a leggere

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