Guerra in extremis di Obama per far male a Putin e Trump

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Risultati immagini per Obama vuole far male a TrumpSegnalazione di Raimondo Gatto

Rappresaglia di Barack a un mese dalla fine del mandato. Una mossa per punzecchiare Putin e imbrigliare il tycoon

di Sergio Rame

Una mossa per punzecchiare Vladimir Putin e, al tempo stesso, imbrigliare Donald Trump.
La durissima rappresaglia sferrata da Barack Obama in risposta alle presunte interferenze russe nelle elezioni presidenziali statunitensi complica enormemente i progetti politici del tycoon che succederà ad Obama quale inquilino della Casa Bianca tra soli venti giorni. Mentre Obama chiude il mandato creando un incidente diplomatico senza precedenti, che incancrenisce i rapporti tra Washington e il Cremlino, Trump inizia con un enorme problema da risolvere. Continua a leggere

La gente vive di fede. Anche oggi come mille anni fa

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chuck-norris-123178di Maurizio Blondet

Un lettore, a proposito a proposito della uccisione del tunisino-terrorista a Sesto San Giovanni, torna sulla “collusione del governo, dei superiori e della magistratura”; ma, aggiunge, “ c’è anche la collusione dei mezzi di informazione che hanno trovato normalissimo il fatto che un poliziotto in prova spari immediatamente uccidendo una persona. Anzi hanno lodato questo comportamento. Nessun giornalista od opinionista di regime ha alzato il dito per eccepire. E così si ottiene la formazione dell’opinione della gente comune.

E continua:

Nessuno dei miei conoscenti ha opinione diversa su questo attentato da quella impartita dai media di regime. E non solo per questa faccenda. Continua a leggere

Siamo ancora padroni a casa nostra?

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http://gianfrancoamato.it/siamo-ancora-padroni-a-casa-nostra/

Siamo ancora padroni a casa nostra?

Leggo su “Il Sole 24 Ore” un inquietante articolo di Carlo Festa intitolato Il Qatar rifinanzia Porta Nuova. Si tratta della notizia relativa al rifinanziamento, da parte della Qatar Investment Authority, del debito su Milano Porta Nuova Garibaldi e Varesine, l’area del capoluogo lombardo dove sono sorti numerosi nuovi grattacieli e dove il fondo di Doha ha investito lo scorso anno svariati miliardi di euro (secondo alcune indiscrezioni circa 2 miliardi) per diventarne proprietario.

Spiega Festa nell’articolo che «tra gli immobili più noti di proprietà del Qatar ci sono le torri dove ha sede Unicredit e anche il quartier generale dell’ex-controllata nel risparmio gestito Pioneer, che da qualche settimana è stata ceduta alla francese Amundi», e che «tra i grattacieli di proprietà del Qatar nell’area c’è anche la nuova sede del gruppo bancario transalpino Bnp Paribas».

L’articolo prosegue precisando che «con questa operazione la Qatar Investment Authority, che in Italia ha investito anche sulla Costa Smeralda comprata dagli americani di Colony Capital per 650 milioni di euro e sul milanese hotel extra-lusso Gallia, riorganizza sul lato finanziario uno dei suoi maggiori investimenti in Italia», mentre «i grattacieli di Milano sono passati in mano degli emiri nel 2015», quando «il fondo sovrano del Qatar un anno fa è diventato il proprietario unico di Porta Nuova». Carlo Festa aggiunge che il fondo emiratino, «che già controllava il 40%, è infatti salito al 100% dei veicoli che possiedono Milano Porta Nuova e Varesine: con una delle maggiori transazioni immobiliari degli ultimi tempi in Italia». Infatti, «l’area oggetto dell’investimento del fondo di Doha comprende tutta la zona attorno a Porta Garibaldi a Milano, e nel suo complesso i 25 edifici hanno un valore di mercato di oltre 2 miliardi».

L’articolo conclude citando alcune indiscrezioni secondo cui «proprio la Qatar Investment Authority potrebbe virare su un’altra operazione italiana e seguire con maggior interesse il dossier della ricapitalizzazione di Unicredit, iniezione da 13 miliardi che verrà lanciata il prossimo anno». Continua a leggere

Taiwan, una parata nazista per festeggiare l’anniversario del liceo

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1482925157-585e6f83451b6Segnalazione di Raimondo Gatto

L’avvenimehttps://youtu.be/umvi2TfA62wnto

di Marta Proietti 

Sfilano in uniforme nazista, dietro a un carro armato di cartone e sventolando bandiere con la svastica.
Così gli studenti di un liceo di Taiwan hanno deciso di festeggiare l’anniversario della scuola.

L’episodio ha generano diverse polemiche nel Paese, e non solo. Il preside dell’istituto di Hsinchu City, città nel Nord dell’isola, aveva inizialmente suggerito una parata sul tema della cultura araba ma la sua proposta non è stata accolta volentieri dagli studenti che hanno invece optato per il tema del nazismo. Per questo il preside ha presentato le dimissioni.

Come riporta il quotidiano Taipei News, la scelta dei ragazzi sarebbe stata giustificata in ragione del fatto che la loro divisa scolastica fosse facilmente convertibile in uniforme nazista. Ed è così che
intonando i cori “Ecco Hitler! Studenti, salutatelo! O il carro vi schiaccerà o sarete portati nelle camere a gas”, i liceali si sono esibiti mettendo in scena uno dei periodi più bui della storia.

L'”Ufficio economico e culturale d’Israele” a Taipei, capitale di Taiwan, ha denunciato l’avvenimento con un post su Facebook: “È deplorevole e sconvolgente che a settant’anni dalla scoperta del mondo degli orrori dell’Olocausto, una scuola metta in scena una celebrazione di questo genere”. Dal canto suo, la diplomazia tedesca a Taiwan ha espresso in un comunicato ufficiale una considerazione riguardo al fatto che gli studenti non avessero capito che quei simboli nazisti fossero “manifestazioni di odio e di oppressione dell’umanità”. Il ministro dell’Istruzione del Paese ha presentato le scuse e ha chiesto al liceo di provvedere a migliorare l’educazione storica e culturale degli studenti in modo che non abbiano una visione impropria del nazismo.

Fonte: Il Giornale.it del 28 dicembre Continua a leggere

Coro dell’Armata Rossa annientato in un attentato aereo

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Segnalazione di Federico Prati

Il disastro di Sochi

Addio a una leggenda dell’Urss: Coro dell’Armata Rossa annientato nell’incidente aereo del Mar Nero L’incidente  dell’aereo Tu-45 dell’esercito russo caduto nel Mar Nero mentre era diretto in Siria, è stato un duro colpo per una delle icone passato sovietico. A bordo c’erano infatti 60 membri del celebre Coro dell’Armata Rossa – See more at: http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Coro-armata-rossa-annientato-incidente-aereo-mar-nero-fine-leggenda-unione-sovietica-96aa7546-15a0-4dfc-9ae7-5b4755701958.html

Nessun superstite, sono tutti morti gli uomini a bordo del Tupolev inabissatosi stamattina nel Mar Nero in quello che le autorità russe considerano un incidente.  A bordo oltre a militari diretti alla base russa di Latakia (Laodicea) in Siria c’erano molti membri del celebre Coro dell’Armata Rossa.che si sarebbero dovuti esibire per i militari russi di stanza in un’altra base in Siria. Una leggenda lunga 90 anni Fondato nel 1928 da Alex Alexandrov con la missione di sollevare il morale delle truppe, il Coro dell’Armata Rossa, noto anche come Alexandrov Ensemble, è forse il più famoso dei gruppi musicali del suo genere e un’autentica “leggenda” dell’ex Unione Sovietica. Composto  esclusivamente da voci maschili il coro ha inoltre un’orchestra e un gruppo di ballo. Nel suo repertorio ci sono canzoni legate all’ideologia comunista, figlie dell’era del regime sovietico  ma anche canti popolari e pezzi del floclore russo, come il famoso “Battellieri del Volga”, adattamento di una melodia popolare con testi che evocano il duro sforzo dei lavoratori. Il coro dell’Armata Rossa fin dalla sua nascita ha avuto una significativa presenza internazionale e fu utilizzato spesso come ambasciatore degli ideali e dei valori dell’Unione Sovietica. Nel 1937  i suoi artisti si  sono esibiti al Salone Internazionale di Parigi, dove hanno guadagnato enorme prestigio. Ma è stato durante la seconda guerra mondiale che  il gruppo è diventato un baluardo della resistenza e della lotta contro l’occupazione della Germania nazista. Continua a leggere

Quadri di Castelvecchio: l’ombra del riscatto per farli rientrare dall’Ucraina dopo 13 mesi

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di Redazione VeronaSera

http://www.esteri.it/mae/it/sala_stampa/archivionotizie/comunicati/ministro-alfano-a-ucraina-dall.html

Capolavori di Castelvecchio, la polemica infinita: “Serve fare chiarezza”
Un coro di voci si alza per chiedere che il Governo italiano chiarisca la vicenda sul supposto pagamento di un “riscatto” per ottenere dall’Ucraina la restituzione dei quadri rubati oltre un anno fa dal Museo di Castelvecchio

Sono giorni “confusi e felici” in quel di Castelvecchio, dopo l’agognato ritorno a casa dei quadri rubati e custoditi per un lungo, troppo lungo, periodo in terra ucraina. La soddisfazione di poter finalmente ammirare di nuovo i 17 dipinti nelle stanze del Museo scaligero, non ha placato le tantissime polemiche legate a quello che in fondo è sempre stato un vero e proprio caso internazionale.

In queste ore la possibilità che vi sia stato una sorta di “compenso”, in cambio della restituzione dei quadri, pagato sottoforma di “contributo d’emergenza” all’Ucraina da parte dell’Italia, ha fatto sobbalzare sulla sedia in molti, e le polemiche paiono essere destinate a perdurare ancora a lungo. Dal fronte del Movimento 5 Stelle a far sentire la sua voce è l’Onorevole Mattia Fantinati, il quale chiede “chiarezza immediata per il milione di euro versato come contributo di emergenza  all’Ucraina”, aggiungendo inoltre che si adopererà per “allontanare definitivamente ogni dubbio sulla ravvicinanza del fondo con il ritorno a Verona dei 17 capolavori. Chiederò spiegazioni all’ambasciatore Yevhen Perelygin ed ai Ministri di riferimento con ogni mio mezzo a disposizione.”
Questa mattina inoltre anche il Presidente della Regione Veneto Luca Zaia si è occupato della questione, così come riportato da Askanews, chiedendo che il Governo italiano faccia chiarezza su una vicenda giudicata poco trasparente:  “Sento puzza di bruciato” nella restituzione da parte dell’Ucraina dei 17 quadri rubati al museo di Castelvecchio, a Verona. “Qualcuno ci spieghi, per favore, perchè abbiamo dovuto aspettare 13 mesi per la restituzione di queste opere. Per quale motivo abbiamo dovuto mendicarli?”, chiede a gran voce il Governatore, precisando però di non avere elementi per sostenere che un riscatto sia stato effettivamente pagato e concludendo: “Invito comunque il Governo a fare chiarezza”.

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Genova ospita i migranti in centro ma abbandona le periferie

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Risultati immagini per centro di Genova immigratiSegnalazione di Raimondo Gatto

A Genova le strutture d’accoglienza sono al collasso, mentre gli sbarchi dei migranti non si fermano e le periferie sono in mano alle bande criminali

La Genova di Cristoforo Colombo, della Lanterna e del porto antico è solo un romantico ricordo che ha lasciato spazio alle risse in centro, ai migranti ospitati nei palazzi storici e alla disoccupazione dilagante.

A Genova i migranti vivono nei palazzi storici del centro. Genova imbruttita dall’invasione dei migranti

Il capoluogo ligure, da tempo, soffre per l’emergenza dei migranti che attanaglia la Regione e la sua capacità recettiva, con 1961 richiedenti asilo accolti finora, è esaurita anche se molti enti del Terzo settore lavorano per trovare nuovi spazi. “I migranti che arrivano sono stati messi ovunque e bivaccano nel centro storico, mente il degrado dilaga. Molti di loro vivono nel sottobosco dell’immigrazione e transitano per andare a Ventimiglia”, spiega al giornale.it il leghista Edoardo Rixi, assessore allo Sviluppo Economico in Regione Liguria. Anche per l’ex presidente di Regione,
Sandro Biasotti “la situazione è preoccupante perché il Comune e la prefettura hanno dato una pensione in via XX settembre, la via dello shopping, e alcune strutture nella zona dove c’era la Fiera del Salone Nautico, la Fiera del Mare”. In autunno, infatti, in via XX Settembre, è stato aperto in un appartamento di un palazzo storico del ‘400, vincolato dalle Belle Arti, un centro d’accoglienza tra le proteste dei residenti che, con un’assemblea di condominio, avevano negato loro l’allaccio alla rete idrica. Continua a leggere

Christus natus est nobis, venite adoremus

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Quest’anno militanti, sostenitori e simpatizzanti si sono divisi in diverse città d’Italia per assistere alla S. Messa di Natale in nocte o in die. Molti dai sacerdoti dell’Istituto Mater Boni Consilii. Sempre e solo, ovviamente, Messe tridentine “non una cum” a Rovereto, Milano, Torino, Treviso, Ferrara, Modena, Roma, nelle Puglie. All’estero, nostri simpatizzanti hanno assistito alla sola S. Messa Cattolica “non una cum” in Svizzera, in Germania, negli Stati Uniti, in Ucraina, in Argentina. Chi non aveva una Messa, ha pregato in famiglia a Domodossola, Genova e Firenze, in Portogallo che in Spagna che in Francia. 

Segnalazione del Centro Studi Federici

vitrail

Catechismo Maggiore di San Pio X – Del santo Natale

4 D. Che festa è il santo Natale?
R. Il santo Natale è la festa istituita per celebrare la memoria della nascita temporale di Gesù Cristo.

5 D. Che cosa ha di particolare il santo Natale tra tutte le altre feste?
R. Il santo Natale tra tutte le altre feste ha due cose di particolare:
che si celebrano gli uffici divini nella notte precedente, secondo l’uso antico della Chiesa nelle vigilie;
che si celebrano tre messe da ogni sacerdote.

6 D. Perché la Chiesa ha voluto ritenere l’uso di celebrare nella notte del Natale i divini uffizi?
R. La Chiesa ha voluto ritenere l’uso di celebrare nella notte del Natale i divini uffizi per rinnovare con viva riconoscenza la memoria di quella notte, in cui, nascendo il divin Salvatore, cominciò l’opera della nostra redenzione.

7 D. Quali cose ci propone la Chiesa a considerare nelle tre Messe del Natale?
R. Nel vangelo della prima Messa del Natale la Chiesa ci propone a considerare che la santissima Vergine, recatasi in compagnia di S. Giuseppe da Nazaret a Betlemme per far ivi registrare il loro nome, secondo l’ordine dell’imperatore, né avendo ritrovato altro alloggio, diede alla luce Gesù Cristo dentro una stalla e lo ripose nel presepio, cioè in una mangiatoia d’animali. Nel vangelo della seconda ci propone a considerare la visita fatta a Gesù Cristo da alcuni poveri pastori, che erano stati avvisati da un Angelo della nascita di esso. Nel vangelo della terza ci propone a considerare che questo fanciullo, che si vede nascere nel tempo da Maria Vergine, è ab eterno Figliuolo di Dio. Continua a leggere

I mandanti di Ankara. Hanno lasciato la firma

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trump killeddi Maurizio Blondet

“Dobbiamo sapere chi ha dato gli ordini”: così Vladimir Putin ha commentato l’assassinio dell’ambasciatore Karlov a Ankara.  Da vecchio agente dei servizi, non crede nemmeno per un attimo allo “spontaneo assassino solitario”.

Meno  legato da obblighi  diplomatici, Vladimir Zhirinovsky, capo del Partito Liberal Democratico (nazionalista): è stata “un’operazione false flag dell’Occidente”.  Aleksei Pushkov, già capo della commissione esteri alla Duma: “E’ stata un’azione pianificata…ed è altamente probabile che  ci siano dietro elementi dei servizi della NATO.  E’ una vera provocazione e una sfida per la Russia”.

Nessun organo italiano ha riportato queste accuse, ci han continuato a far credere al pazzo  solitario. Eppure non  vengono da siti complottasti, bensì  dal britannico Independent:  http://www.independent.co.uk/news/world/europe/russia-ambassador-shooting-turkey-nato-security-services-andrey-karlov-a7485296.html

Un americano “professionista” anche lui, Scott Bennett,  ex ufficiale dell’Ufficio guerra psicologica dell’US Army, ha detto a caldo: “Questa è la tipica azione di elementi  ‘terzi’  (third party elements) come il Mossad israeliano e Netanyahu, o genuini simpatizzanti IS per  alienare Russia e Turchia”.

http://www.presstv.ir/Detail/2016/12/21/500815/US-Russia-Turkey-ambassador-Scott-Bennett Continua a leggere

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