Marcello Veneziani: “Certo, sconforta vedere sotto Natale le chiese vuote, ma ancor più sconforta l’annuncio dei saldi di fine cristianità”.

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Il destino delle nostre Chiese vuote, il Papa annuncia che i luoghi sacri, senza fedeli, vanno riconvertiti per l’accoglienza.

Alle soglie di Natale la Chiesa annuncia che chiuderà per mancanza di preti e di fedeli. Non era mai capitato di sentire una cosa del genere, e non da gente qualunque o da un sacerdote irriverente ma dal Vicario di Cristo in terra, il Papa in persona. Molte chiese, ha detto Bergoglio, «fino a pochi anni fa necessarie, ora non lo sono più, per mancanza di fedeli e di clero». La Chiesa deve adattarsi ai tempi cambiati, ha proseguito Francesco, deve dismettere le chiese e aiutare i poveri, giacché «non ha valore assoluto il dovere di tutelare e conservare i beni culturali della Chiesa, perché in caso di necessità devono servire al maggior bene dell’essere umano e specialmente al servizio dei poveri».

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Il gilet, la mezzaluna e il presepe

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In attesa della pubblicazione di un’intervista esclusiva a Matteo Castagna sul giornale di Barcellona “La Vanguardia” di Domenica 30 Dicembre…

di Jérôme Bourbon

Articolo pubblicato sul settimanale francese Rivarol, n° 3358 del 26 dicembre 2018

Come ha fatto ogni anno dal 2014, il sindaco di Béziers, Robert Ménard, aveva allestito un presepe nel suo municipio. Il tribunale amministrativo di Montpellier gli ha immediatamente ordinato di rimuovere il presepe entro 48 ore e ha inoltre imposto una penalità di 2.000 euro per ogni giorno di ritardo. Il giudice ha ricordato che «l’installazione di un tale presepe, a titolo temporaneo, su iniziativa di una persona pubblica, in un luogo pubblico, è legalmente possibile solo quando esso ha un carattere culturale, artistico o festivo, senza che esprima il riconoscimento di un culto o segni una preferenza religiosa. ».
Ma chi determinerà, e secondo quali criteri, se si tratta di un’iniziativa culturale, festiva o religiosa? Il giudice del procedimento, che dovrebbe pronunciarsi sull’urgenza, dà un giudizio di fondo sul presepe e decide arbitrariamente che si tratta di una manifestazione di culto e non culturale. Continua a leggere

Il nuovo missile nucleare di Putin: neanche la Nato può fermarlo

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Il presidente annuncia la riuscita del test: “Abbiamo una nuova arma”. Il missile vola 20 volte la velocità del suono. La Russia ha testato con successo Avangard, un nuovo missile ipersonico che secondo il presidente Vladimir Putin renderà obsoleti tutti i sistemi missilistici precedenti. “La Russia ha un nuovo tipo di arma strategica, e nel 2019 il nuovo sistema strategico intercontinentale Avangard entrerà al servizio delle Forze armate – queste le parole con cui il presidente russo ha annunciato al governo la buona riuscita dei test del sistema missilistico -. Il test è stato un successo completo, siamo i primi ad avere questo tipo di arma strategica“. Continua a leggere

La Cina mette paura

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La Cina è diventata la fabbrica del mondo, ma la sua presenza aggressiva in tutto il pianeta risveglia l’allarme. Pechino ha accelerato la sua politica di influenza globale: in Africa acquista pezzi di economia, controlla regimi e porzioni di territorio in cui fonda città, costruisce infrastrutture, sfrutta risorse energetiche, prepara un futuro prossimo di potenza planetaria egemone. Il Ventunesimo sarà sempre più il secolo del Dragone. Alibaba e Huawei, due giganti tecnologici, sono ormai in grado di competere con i colossi di Silicon Valley. La sua ricerca scientifica, all’insaputa dei ricercatori del resto del mondo, è pervenuta all’inquietante modifica del patrimonio genetico di due gemelline. Continua a leggere

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 I gilet gialli si candidano alle Europee. Con i comunisti francesi

Hanno in comune la critica all’establishment politico, al capitalismo e al mondo della finanza. Ma anche lo spirito contestatore, fattore chiave per chi sogna la rivoluzione. Il Partito comunista francese (Pcf), formazione storica alla sinistra della “gauche” socialista, ha fatto sapere che alcuni esponenti dei gilet gialli si candideranno nelle liste della falce e martello alle prossime elezioni europee di fine maggio.

“Non possiamo affrontare le elezioni europee senza tenere conto di quello che è successo nelle ultime settimane”, ha dichiarato alla Reuters il segretario del Pcf Fabien Roussel. Il leader comunista assicura quindi che, oltre ai rappresentanti della società e dei sindacati, “ci saranno anche i gilet gialli”.  Continua a leggere

La Germania cerca di insabbiare il caso Deutsche Bank

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Perché la Germania insabbia lo scandalo di Deutsche Bank?

Il silenzio dei media italiani sul caso Deutsche Bank non accenna a diradarsi, ma ciò appare una conseguenza diretta delle mosse di Berlino per provare a insabbiare la montagna di scandali che hanno coinvolto il suo maggiore colosso creditizio e a prevenirne il fallimento sotto il peso di un vero e proprio oceano di derivati tossici, degli scandali internazionali di cui il caso Danske Bank rappresenta solo l’ultima conferma e dei miliardi di euro di perdite causate da gestioni scriteriate.

Nelle ultime settimane sta prendendo piede l’ipotesi di salvare Deutsche Bank attraverso una fusione con Commerzbank, un altro dei colossi creditizi tedeschi, attraverso una manovra guidata dallo Stato tedesco, che con il 15% delle quote è l’azionista di maggioranza relativa nel secondo istituto. Come riporta Bloomberg, più volte il ministro delle Finanze tedesco Olaf Scholz ha paventato l’ipotesi di una fusione, sottolineando la necessità di un sistema creditizio stabile. E Deutsche Bank, questa stabilità, la compromette in partenza.

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