Il sermone di fine anno di Mattarella, tra sbadigli e auguri agli immigrati

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SERGIO MATTARELLA

Roma, 1 gen – Sequela di banalità, consueta capacità di strappare sbadigli, saluto al Papa e auguri agli immigrati. Il discorso di fine anno del presidente della Repubblica si potrebbe facilmente sintetizzare così, senza soffermarsi troppo sulle altre ovvietà ribadite qua e là. Eppure è stato proprio Mattarella a voler specificare la necessità del suo sermone, iniziato così: “Care concittadine e cari concittadini, siamo nel tempo dei social, in cui molti vivono connessi in rete e comunicano di continuo ciò che pensano e anche quel che fanno nella vita quotidiana. Tempi e abitudini cambiano ma questo appuntamento – nato decenni fa con il primo Presidente, Luigi Einaudi – non è un rito formale”. Continua a leggere

Uccide più la paura della malattia. Esami e il senso biologico delle «alterazioni»… Marcello Pamio

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Se non capiamo le immagini dell’inconscio o rifiutiamo la responsabilità morale che abbiamo dei loro confronti vivremo una vita dolorosa” C.G. Jung La paura è una emozione importantissima che ci avverte di un pericolo. In Natura la sua funzione è basilare perché, avvertendoci di una situazione rischiosa, dà l’opportunità per sopravvivere.Ma mentre negli animali, una volta superato il pericolo, dopo aver …

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fonte – https://www.maurizioblondet.it/uccide-piu-la-paura-della-malattia-esami-e-il-senso-biologico-delle-alterazioni-marcello-pamio/

I figli della ghigliottina sfrattano il presepe

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Centro studi Giuseppe Federici – Per una nuova insorgenza

 I figli della ghigliottina sfrattano il presepe

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Un prefetto della “république”, nata dalle ghigliottine, ha ordinato di spostare dal municipio di Béziers, in Occitania, un presepe voluto dal sindaco e considerato illegale.
Preghiamo il Bambinello anche per il funzionario compassato e tricolorato: malgrado l’avversione delle logge e delle sinagoghe, Cristo rimane il Re dei re, il Signore dei signori.
E gli asini, nei presepi come nelle prefetture, rimangono somari, alcuni simpatici altri patetici.

fonte – http://www.centrostudifederici.org/figli-della-ghigliottina-sfrattano-presepe/

La sinistra in crisi anche nella sua capitale.

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All'ombra del fumetto sessista sui musei. La sinistra in crisi anche a BolognaScritto e segnalato da Antonio Amorosi

Da tempo tira una brutta aria a Palazzo d’Accursio, la sede del Comune simbolo della sinistra italiana…

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All’ombra del fumetto sessista sui musei. La sinistra in crisi anche a Bologna

Aria di crisi nella città simbolo della sinistra italiana. Gaffe in Comune per una vignetta sessista. Ma il collasso dei gruppi dirigenti è più profondo di…

fonte – http://www.affaritaliani.it/politica/all-ombra-del-fumetto-sessista-sui-musei-la-sinistra-in-crisi-anche-a-bologna-579641.html

IL PERICOLO MERKEL NON E’ CESSATO

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IL PERICOLO MERKEL NON E' CESSATO

Oggi gli stati nazionali devono oggi essere pronti a rinunciare alla propria sovranità “:  così la cancelliera Merkel in una riunione della Conrad Adenauer Stiftung (una vecchia  centrale di pensiero  “atlantica”).  Non dovendo più  preoccuparsi di farsi eleggere (ha detto che non cercherà la rielezione nel 2021),  la signora  ha dato la stura alla sua fede mondialista, senza limiti né dolcificazioni. Ha …

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fonte – https://www.maurizioblondet.it/il-pericolo-merkel-non-e-cessato/

Israele festeggia il Natale coi botti…

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Centro studi Giuseppe Federici – Per una nuova insorgenza5919103

Israele festeggia il Natale coi botti…

Otto anni di guerra sono tanti. A viverli sulla propria pelle un’enormità. Ed è il periodo in cui, dal febbraio 2011, la Siria fronteggia continue ondate di terroristi internazionali sponsorizzati da Arabia Saudita, Qatar, Turchia, Stati Uniti, Inghilterra, Francia e Israele. Ma siccome gli esiti non sono stati quelli previsti, cioè la distruzione della Siria con tutto ciò che ne sarebbe seguito (vedi Iraq e Libia), ecco che taluni proseguono la loro battaglia anche nel giorno simbolico per eccellenza: il 25 dicembre. Per questo lo Stato d’Israele, dove il Natale non viene celebrato come negli altri Paesi occidentali, festeggia a suo modo con dei botti anticipati sugli abitanti di Damasco. Bombe democratiche, ça va sans dire. Perché c’è bomba e bomba, e chi le confonde compie un atto discriminatorio! Così, tanto per mantenere ben calda l’atmosfera natalizia… (Paolo Sensini).

Fonte: https://www.facebook.com/photo.php?fbid=2188401418086218&set=a.1387036151556086&type=3&theater

fonte – http://www.centrostudifederici.org/israele-festeggia-il-natale-coi-botti/

 

Solzenicyn oltre gli stereotipi: un padre spirituale della nuova Russia

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Mosca, 30 dic – Per quanto l’elite politica-statale russa abbia deciso tatticamente, dal 2000 ad oggi, di reintegrare moderatamente la civiltà russa entro la sfera globale mercatista, il modello di civilizzazione che con il putinismo avanza, come abbiamo già avuto modo di specificare,  è di sostanza neo-tradizionale e “social-ortodosso”, ossia basato su una Sobornost’ declinata nel senso di comunione morale e sociale, assolutamente non atomistica e non individualistica, modello di civilizzazione che costituisce, tra i presenti, la più grande sfida ideologica e culturale all’anglosfera liberaldemocratica. Per taluni decisivi motivi, primo tra questi la traduzione politica della visione del mondo di Solzenicyn attuata dalla nuova elite panrussa dal 2000 ad oggi, l’anti-occidentalismo della Federazione è, da un punto di vista spirituale e “metafisico”, ben più forte e presente che nella passata Unione Sovietica.

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La luna e i falò dei capodannati

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Ma quanto sono fessi gli uomini che sceneggiano il trapasso d’anno, diceva ieri sera la luna affacciata sulla terra. Li guardava dall’alto, paffuta e solitaria, al lume di sé stessa, mentre davano fuoco all’euforia rituale di Capodanno. Urla, spari, auguri, tutto per niente, solo per santificare un nonnulla, una festa non per uomini né dei, nascite né morti; agitati a celebrare solo il tempo che passa. A illudersi di un transito tra il Non più e il Non ancora. Ma quanto sono scemi gli abitanti della terra, diceva tra sé la luna, cos’hanno da brindare per un giorno come gli altri, una manciata d’attimi tra la luce di un anno che va e il buio ignoto di un altro che viene, e poi viceversa. Insensata giostra del tempo, che solo dementi atavici possono osannare, fingendo cerimonie d’addio e di benvenuto a grumi seriali di giorni.

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L’inglese “Guardian”: «Boom di calendari del Duce. L’Italia vuole l’uomo forte»

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Ci sarà pure un motivo, uno solo, capace di spiegare perché più ci allontaniamo temporalmente dal fascismo e più cresce la curiosità intorno al suo fondatore, Benito Mussolini. Eppure i sette decenni e passa trascorsi dalla fine del regime e dalla guerra perduta sono stati tutti scanditi nel segno della demonizzazione del Duce e alla sua damnatio memoriae. Evidentemente, qualcosa dev’essersi inceppato se a dispetto del tempo persino all’estero oggi c’è chi – è il caso del britannico Guardian -, in un articolo («Regali per gli amici fascisti») ispirato dal boom di vendite dei calendari di Mussolini, si interroga sul crescente interesse degli italiani nei confronti del Duce.

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