“Come ultimo rapporteur Onu in Venezuela vi dico: nessuna crisi umanitaria e le sanzioni di Stati Uniti e Unione Europea sono omicidio premeditato”

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. “Chi è morto per la malnutrizione o per mancanza di dialisi o altre medicine è morto per colpa delle sanzioni di Stati Uniti e Unione Europea”

Sulla crisi in Venezuela nessuno più di Alfred de Zayas, laureato ad Harvard, professore di diritto internazionale a Ginevra dal 2007 e unico rapporteur delle Nazioni Unite in Venezuela negli anni della Rivoluzione bolivariana, può essere una voce attendibile nel marasma di fake news in cui siamo immersi in questi giorni.

Abbiamo avuto come redazione dell’Antidiplomatico la possibilità di intervistarlo.

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Le famiglie sono la base di una società sana…e quindi libera

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Segnalazione di Redazione BastaBugie

Intervista allo psicologo Silvio Rossi, autore del libro ”I Signori dell’Anello. Guida alla vita familiare”

di Giuseppe Brienza

Silvio Rossi, psicologo e psicoterapeuta di esperienza (ha 25 anni di attività di studio oltre che al servizio della Pubblica amministrazione) ha scritto il libro “I Signori dell’Anello. Guida alla vita familiare in piccole note”, pubblicato dalla casa editrice cattolica “D’Ettoris Editori”. Il suo è stato definito dallo scrittore Paolo Gulisano “un libro geniale” e, addirittura, lui “una sorta di Ennio Flaiano della psicologia”, per la originalità e vividezza dei contenuti, a cominciare dal titolo prescelto.
L’Anello di cui parla, infatti, non è naturalmente quello di Sauron, il personaggio cattivo per antonomasia creato dallo scrittore inglese Tolkien ne Il Signore degli Anelli, bensì quel cerchietto d’oro che suggella una comunione di vita per sempre fra un uomo e una donna che si amano e ambiscono a divenire genitori. Il saggio raccoglie 107 brevi e fulminanti “note” per una sana e politicamente scorretta vita familiare distillando nel complesso alcune preziose verità sulla famiglia, in gran parte oggi negate o dimenticate. In Terris lo ha intervistato in occasione della festa della Santa Famiglia. Continua a leggere

Il lavoro in Italia: molto, per pochi e poco pagato. La “glebalizzazione”

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di Fabrizio Vincenti 

Fonte: Il Primato Nazionale

Lavorare in pochi, lavorare troppo.L’esatto contrario del sessantontino “Lavorare tutti, lavorare meno”, il cui precursore fuEzra Pound, da sempre schierato per la giornata di lavoro corta. Si lavora di più e in meno persone. Lo conferma il2° Rapporto Censis-Eudaimon sul welfare aziendale. Nel nostro Paese si creano meno posti di lavoro che altrove e per i giovani c’è un futuro da camerieri o commessi. L’alternativa è non lavorare o andarsene. Di più. Crescono le disuguaglianze retributive tra operai, impiegati e dirigenti. E aumenta lo stress da lavoro.

Secondo quanto emerge dal Rapporto, l’Italia crea meno posti di lavoro degli altri Paesi europei. Negli ultimi dieci anni (2007-2017) il numero di occupati in Italia è diminuito dello 0,3 per cento, nel solito periodo è invece aumentato inGermania(+8,2 per cento),Regno Unito(+7,6),Francia(+4,1). Ne usciamo male anche dal confronto con la media dell’Unione europea: +2,5 per cento. Nel Sud il tasso di occupazione è pari al 34,3 per cento (2,9 punti percentuali in meno di differenza rispetto al 2007), al Centro è al 47,4 (-0,4), nel Nord-Ovest al 49,7 (-1,1), nel Nord-Est al 51,1(-1,3). Creiamo meno lavoro degli altri Paesi e ne distruggiamo di più dove già si fatica a trovarlo, ovvero nel Mezzogiorno. Continua a leggere

Globalismo o sovranismo

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di Mario Porrini 

Fonte: Italicum

Nella galassia globalista convivono tutta una serie di gruppi o movimenti, di estrazione culturale ed ideologica apparentemente molto diverse tra loro.
Una parte importante di questo fronte è formata dalla destra ultraliberista, dai settori bancari e finanziari internazionali e dai grandi gruppi industriali che mirano all’abbattimento delle frontiere ed al libero scambio delle merci senza alcun tipo di ostacolo o di vincolo. Gli stati nazionali rappresentano delle sovrastrutture da abbattere proprio perché limitano questa libertà. È il mercato a dover decidere, in tutta libertà, in quale luogo trasferire la produzione sulla base dei minori costi della stessa. Il piano di favorire in tutti i modi l’immigrazione di massa, è finalizzato a far crescere in modo esponenziale l’offerta di lavoro con conseguente riduzione dei salari ed abbattimento vertiginoso dei costi. Un altro aspetto da non sottovalutare riguarda il business dell’accoglienza che rappresenta una fonte di guadagno di dimensioni colossali. Continua a leggere

L’ isolamento e l’interesse dell’Italia si chiamano Libia ed Egitto, non Venezuela

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di Alberto Negri, 

Fonte: Alberto Negri

I giornali, sempre proni al più becero e tranquillizzante conformismo, accomunano la vicenda Venezuela alla Tav ma non alla Libia o all’Egitto e parlano di isolamento italiano. L’Italia venne già isolata nel 2011 quando decisero di far fuori Gheddafi, la maggiore sconfitta del Paese dalla seconda guerra mondiale che ha destabilizzato l’intero quadro politico. Gli stessi Paesi che allora feceroquesto, Francia, Usa e Gran Bretagna, non hanno mai sostenuto l’Italia, e mai la sosterranno, nel contenere il disastro libico e dei profughi. Restare fuori dal Venezuela è il minimo che si debba fare: spiegatelo con delicatezza anche a Guaidò che non sa neppure dov’è il Mediterraneo e quali guerre ci siano state, civili e internazionali. Imparerà qual è la solidarietà degli ipocriti occidentali ed europei. I morti qui li abbiamo già avuti affogati in mare e per le guerre scatenate dagli Usa e dai loro alleati. Non le abbiamo volute noi. Noi non siamo isolati per il Venezuela o la Tav ma sulla Libia e sull’Egitto: abbiamo forse ricevuto qualche solidarietà per il caso Regeni? Ma certo non si parla di democrazia per l’Egitto, l’Arabia Saudita, gli Emirati che massacrano i civli in Yemen. E tanto meno se ne parla a proposito di Erdogan che riempie le prigioni di opppositori e curdi ma ci ricatta sui profughi. Quindi smettiamola di fare i buffoni di corte con gli Usa e l’Europa come vuole Mattarella e una accozzaglia di partiti guidati da gente imbelle e inefficace. Se proprio vogliono fare gli interventisti lo facciano contro gli scafisti e le milizie criminali sulle coste della Libia, lo prevede anche la missione europea Sophia. Altrimenti trovino qualcuno che lo faccia al posto loro ma la piantino di fare i ridicoli difensori della democrazia a migliaia di chilometri da qui per gli interessi altrui. I nostri non li abbiamo saputi difendere.

 

Ogni forma di liberalismo è nemica della comunità

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di Alain de Benoist

Fonte: Barbadillo

Contre le liberalisme. La societé n’est pas un marché (ed. du Rocher) è il nuovo libro di Alain de Benoist, da pochi giorni in libreria in Francia. Yann Vallerie, della testata on line Breiz-info.com ha intervistato il filosofo francese.
Breizh-info.com. Lei pubblica un nuovo libro intitolato “Contro il liberalismo. La società non è un mercato”. Perché è importante sottolineare subito che è una critica all’ideologia liberale e non alla burocrazia o un attacco alla libertà di intraprendere, di circolare, d’agire, di pensare, di avere il libero arbitrio? Continua a leggere

Gli islamici sono discriminati. Parola di Chiamparino junior

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Scritto e segnalato da Antonio Amorosi

“Gli islamici sono discriminati”. Parola di Chiamparino junior.

Il figlio del governatore Pd Chiamparino al vertice dell’organismo Ue che lotta contro le intolleranze verso i musulmani. “Gli islamici sono discriminati”.

Quanto è piccolo il mondo. Bisogna “coinvolgere i giovani musulmani nel dibattito sul futuro dell’Europa”. Era questo uno dei propositi per il 2017 del coordinamento Ue che combatte l’odio anti-islamico in Europa.

Ma per qualcun altro questa intenzione sarebbe pericolosa. In un recente reportage dalla Tunisia Alessandra Bocchi de Il Giornale raccontava come i tunisini intervistati considerassero un follia il tentativo degli europei di aprirsi tout court alla cultura islamica,

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Aiuti di stato alle imprese. Ohibò, in Germania si può!

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Lo  ha annunciato il ministro tedesco dell’economia, Peter Altmaier:  ha pronta una nuova strategia federale “ per proteggere e promuovere le imprese tedesche in un’economia globale sempre più competitiva “, scrive letteralmente Deutsche Welle. Usando le parole proibite, protezionismo e  promozione pubblica dell’innovazione. La  classe dirigente  tedesca s’è accorta che  il sistema industriale patrio è invecchiato e dedito a settori troppo maturi. …

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fonte – https://www.maurizioblondet.it/?email_id=2519&user_id=13803&urlpassed=aHR0cHM6Ly93d3cubWF1cml6aW9ibG9uZGV0Lml0L2FpdXRpLWRpLXN0YXRvLWFsbGUtaW1wcmVzZS1vaGliby1pbi1nZXJtYW5pYS1zaS1wdW8v&controller=stats&action=analyse&wysija-page=1&wysijap=subscriptions

I pm calabresi contro la coop emiliana. Appalto milionario

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Pulizie ospedali, appalto milionario. I pm calabresi contro la coop emilianaScritto e segnalato da Antonio Amorosi

Pulizie ospedali, appalto milionario. I pm calabresi contro la coop emiliana

La procura calabrese punta l’indice contro Coopservice di Reggio Emilia. Il sospetto è che nelle pulizie degli ospedali abbia truffato i calabresi

Dritta e breve è la strada che da Reggio Emilia porta in Calabria.Negli ultimi anni sono tante le associazioni più o meno suggestive che collegano le due aree del Paese.

Tra queste il disvelamento, dopo decenni di connivenze, della presenza della ‘ndrangheta in Emilia, confermata dal processo Aemilia; il clan dei cutresi Grande Aracri in pianta stabile a Brescello, paesino noto per la saga di Guareschi su Don Camillo e Peppone; la principale strada di accesso a Reggio Emilia, inaurata da Graziano Del Rio, che prende il nome di Città di Cutro (vista la consistente presenza di cutresi nel capoluogo reggiano).

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fonte – http://www.affaritaliani.it/cronache/appalto-milionario-colosso-coop-di-reggio-emilia-trufferebbe-i-calabresi-586070.html

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