Bagno per il terzo sesso alle elementari: a Monaco la follia gender

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Segnalazione dell’ Avv. Gianfranco Amato

A Monaco tre scuole elementari hanno un bagno per il terzo sesso: la Germania riconosce il genere “inter” e lo sdogana tra i bambini.

Una toilette per il terzo genere, quello “divers” o “inter”. A Monaco tre scuole elementari hanno un bagno per il terzo sesso, con buona pace di ciò che può scatenare nella mente dei bambini. La notizia ha fatto il giro dei quotidiani locali e internazionali e desta non poco scalpore.

Le scuole interessate sono quelle di Pullach, Garching e Taufkirchen: i bambini potranno andare al bagno delle femmine, dei maschi e del terzo sesso, senza che nessuno li guidi o gli spieghi quali siano le effettive differenze. Anzi, incoraggiandoli a non vederne proprio. Continua a leggere

Ministro Fontana: “La Lega prepara una stretta alla droga”

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L’annuncio : “Ci stiamo lavorando con Salvini”.

Guerra a droga e spacciatori. Questa la prossima battaglia della Lega, come annunciato nelle scorse ore dal ministro per la Famiglia e le Disabilità, Lorenzo Fontana, intervistato dal Corriere della sera. L’esponente del Carroccio ha confermato l’intento del suo partito e del governo di attuare una vera e propria stretta alla circolazione di sostanze stupefacenti: “L’idea è quella di ripensare profondamente il sistema della prevenzione e dell’assistenza. Ma anche rivedere norme come la ‘modica quantità’. Da un lato – prosegue il ministro –  fa pensare che ci sia una quantità ammissibile, dall’altra impedisce di togliere gli spacciatori dalle strade”.

Per Fontana “la modica quantità è un aiuto prezioso per gli spacciatori che difficilmente si fanno trovare con dosi superiori. Così vengono arrestati e in serata sono già liberi”.

Ma la proposta del leghista rischia di scontrarsi con i progetti degli alleati 5 stelle. Da circa un mese, i pentastellati hanno presentato al Senato un ddl che punta a depenalizzare la coltivazione e e l’uso ricreativo della cosiddetta “cannabis light”, un’idea che non piace per niente né al vice premier Matteo Salvini, né allo stesso Fontana: “Devo anche dire che la cosiddetta canapa legale, sorretta da importanti investimenti in marketing, credo non trasmetta un buon messaggio”.

fonte – https://vocecontrocorrente.it/ministro-fontana-la-lega-prepara-una-stretta-alla-droga/

No, dietro ai gilet gialli non ci sono i troll russi: soltanto il vuoto lasciato dalla sinistra

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Il notizione del giorno, a quanto pare, è questo: una ricerca “internazionale” ha dimostrato che la protesta dei gilet gialli, in Francia, è stata infiltrata e appoggiata dalla destra, a volte estrema, che nella Rete ha contribuito ad amplificare gli effetti mediatici della contestazione al presidente Macron. È il solito minestrone di troll locali, hacker russi, suprematisti bianchi americani e altri babau senza i quali, a quanto pare, non si riesce più a far nulla.
L’enfasi che – in questo caso come in tutti i casi analoghi, dal Russiagate in giù – viene data ai pasticci, ai post, ai twitti e ritwitti della Rete dimostra quanto l’informazione tradizionale sia incline a cercare la pagliuzza nell’occhio dell’altro (Internet, ovviamente) e trascurare la trave che alloggia nel proprio.
Se così non fosse avrebbe avuto uguale o maggior risalto la ricerca pubblicata dalla Bbc, che denuncia il lavorìo di troll per creare consenso intorno al summit di Varsavia convocato dagli Usa per emarginare l’Iran dalla comunità internazionale e forse per spianare la strada a qualche intervento più deciso delle sole sanzioni econmiche. Ma soprattutto dimostra per l’ennesima volta quanto sia grande, più in generale, la voglia di parlar d’altro, di girare intorno ai problemi affrontandone solo i cascami e non la sostanza. Come un pranzo di gala fatto di carotine e spinaci ma senza arrosto.
Quello che oggi ci vorrebbe, a proposito di gilet gialli, è una bella ricerca (anche non internazionale, va bene anche comunale, purché ben fatta) sulle ragioni della loro arrabbiatura. Che cerchi di capire per esempio perché tanti francesi “normali” scendano da mesi in piazza a sfasciare vetrine, farsi menare dalla polizia e prendersi proiettili di gomma, mentre la République riesce solo ad approvare leggi vagamente repressive per restringere i margini alle proteste. Si scoprirebbe, forse, che dietro il problema delle accise sui carburanti c’è una questione molto più importante, anzi decisiva. Per decenni la complicità dei sistemi politici con quelli industriali ha riempito le nostre strade di motori diesel che adesso l’Europa non vuole più perché inquinano. Continua a leggere

Siria: il crimine dell’embargo

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Centro studi Giuseppe Federici – Per una nuova insorgenza

Comunicato n. 13/19 del 15 febbraio 2019, San Faustino
 
Siria: il crimine dell’embargo
 
Embargo: ci sono anche vittime senza proiettili
Sempre più ripercussioni negative stanno influenzando le condizioni di vita dei civili siriani, mentre alcuni stati occidentali continuano a imporre sanzioni economiche contro la Siria.
La guerra economica, sia che impedisca lo scambio commerciale o utilizzi i mass media o punisca coloro che aiutano la Siria, ha molti obiettivi a breve e a lungo termine; essenzialmente cerca di creare problemi economici che causano la divisione nella società siriana e influenzano l’ambito degli investimenti dopo che si era visto di recente un miglioramento, poiché questa guerra economica cerca di allontanare investitori e uomini d’affari, dice un rapporto pubblicato dall’agenzia di stampa siriana SANA.
L’obiettivo più importante delle sanzioni contro la Siria è di bloccare la produzione locale al fine di trasformare la Siria in uno stato dai consumi dipendenti da altri paesi, invece di essere uno stato produttivo autosufficiente.

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I 1.425 ponti senza proprietà: come è andata a finire

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È stato convocato per questa mattina un tavolo tecnico fra Anas e Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che dovrebbe fare il punto della situazione sulla vicenda «ponti anonimi», sollevata da un’inchiesta di Dataroom che ha scoperto come in Italia esistano centinaio di ponti dei quali non si sa nulla: di chi siano, chi li gestisca, chi ne faccia la manutenzione. L’incontro dovrebbe gettare le basi per risolvere due questioni fondamentali: il quadro normativo e quello finanziario.

Il vuoto legislativo

Esiste un vuoto legislativo da colmare, che al momento non consente ad Anas di intervenire su strutture delle quali è incerta la proprietà, nonostante sovrappassino le strade statali che gestisce (oltre 20 mila chilometri…

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fonte – https://www.corriere.it/dataroom-milena-gabanelli/i-1425-ponti-senza-proprieta-come-andata-finire/6eb69d2a-2eea-11e9-9800-d9788a74058f-va.shtml

I migranti? Un affare di ‘ndrangheta. Ecco dove

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Scritto e segnalato da Antonio Amorosi

I migranti? Un affare di ‘ndrangheta. Confraternite, un prete, un broker e…

Cassazione nega scarcerazione a broker del clan Arena. Dietro la gestione del centro migranti tra i più grandi d’Europa c’è la ‘ndrangheta. Il processo continua

I migranti, la ‘ndrangheta, uno dei centri di accoglienza più grandi d’Europa, un sacerdote e un insospettabile broker ex vicepresidente nazionale della Confraternita delle Misericordie, che ci fanno insieme? Lo spiega una sentenza del 6 febbraio scorso con la quale la Suprema Corte di Cassazione respinge un ricorso di Leonardo Sacco, ex vicepresidente nazionale delle Misericordie..

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Valori cristiani e famiglia, così Orban sfida l’Europa

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Vikor Orbán durante l’annuale discorso sullo stato della Nazione a Budapest. Sul podio la scritta «Prima gli ungheresi!»Vikor Orbán durante l’annuale discorso sullo stato della Nazione a Budapest. Sul podio la scritta «Prima gli ungheresi!»

monica perosino 12/02/2019
«Abbiamo bisogno di bambini ungheresi». Pausa. Viktor Orbán alza lo sguardo verso la platea immobile e silenziosa del castello di Buda. L’accento è sulla parola «ungheresi». «Non abbiamo bisogno di migranti, ma di bambini ungheresi». Lo ribadirà più volte nell’annuale discorso sullo stato della Nazione, un invito a contrastare la bassa natalità del Paese assediato da orde di migranti – «terroristi» – pronti a «invadere il Paese» che il suo muro è per ora riuscito a fermare. La narrativa del premier ultraconservatore sembra immutata da 12 anni, da quando è al potere. Aveva iniziato il suo discorso con l’entusiasmo di «un’economia che cresce da sette anni» grazie «alle politiche di governo e a dio». Ma è il gran finale ad effetto che strappa l’ovazione della sala gremita: «Viviamo in tempi in cui nascono sempre meno bambini in tutta Europa. I popoli dell’Occidente rispondono con l’immigrazione. Ma noi ungheresi la vediamo in una luce diversa. Non abbiamo bisogno di numeri, ma di bambini ungheresi».

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fonte – https://www.lastampa.it/2019/02/12/esteri/valori-cristiani-e-famiglia-cos-orban-sfida-leuropa-mgADklOs6FY6hAvYctTQkJ/amphtml/pagina.amp.html

Lavoro e dignità: dalla parte dei pastori sardi

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Porto Torres, le statali di Cagliari e Nuoro, Olzai, Sanluri. Le strade si tingono di bianco, gli allevatori e i pastori della Sardegna fermano i camion, rovesciano il latte sul nero asfalto, gettano a terra carne di pessima qualità proveniente dalla Francia.

Il “popolo bue”, quello deriso dalle élites italiane ed europee, lo stesso che ha votato favorevolmente alla Brexit, il medesimo che probabilmente ha dato impulso alla crescita del cosiddetto spregiativamente ‘populismo’, dimostra ancora una volta e senza discontinuità la sua coscienza di classe, questa sì, senza confini.

Gente di montagna e di pietre, di mare cristallino e di maestrale, forte, gentile, testarda, isolana. Non sono molli cittadini, sono rinforzati dalla fresca salsedine dell’isola più bella del Mediterraneo, e sanno bene che sessanta centesimi per ogni litro di latte sono un affronto alla dignità di tutto il sistema produttivo, a partire dall’animale per arrivare al produttore di formaggio. In barba alle regole europee, in barba a quelle del mercato, in barba ai vari open minded del Continente.

Chiedono giustizia, lavoro di qualità e riconoscimento, diritti sociali. Forse molti non hanno una laurea, ma sanno stare al mondo meglio di chiunque laureato. Alcuni preferiscono sprecare il latte che venderlo agli strozzini, che fissano prezzi più bassi di quelli di produzione, tanto c’è il latte d’Oltralpe, più economico ma di minor qualità. Loro lavorano e producono, e giustamente pretendono. L’esatto contrario dei manifestanti violenti di Torino, che incendiano, vandalizzano e sporcano se viene chiuso il loro centro sociale occupato, dove giocano a fare gli anarchici con i soldi e le utenze degli altri, dei contribuenti.

L’Italia può solo che provare orgoglio per questi suoi cittadini, presenti, attivi, consapevoli della propria identità. Davanti al mercato, alla mano invisibile, all’Ue, nonché a coloro che continuano a snobbare i risultati di un voto che non premia i loro beniamini, si può solo che gridare: “Viva il suffragio universale, viva i pastori della Sardegna, viva il popolo bue!”.

(di Alessandro Carocci)

fonte – https://oltrelalinea.news/2019/02/10/lavoro-e-dignita-dalla-parte-dei-pastori-sardi/

Sanremo, i globalisti esultano perché le élite hanno vinto sul popolo

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Roma, 11 feb – Il ribaltamento del televoto al festival di Sanremo in favore di Mahmood ha scatenato un vespaio di polemiche. Tra indignazione social ed esultanze scomposte, non è proprio un bello spettacolo. Eppure, se tutta questa baraonda ha un pregio, sta proprio nel fatto che la sinistra globalista ha definitivamente scoperto le sue carte. Senza più infingimenti, l’altrimenti paludato Corriere della Sera si è ad esempio profuso in un’ode sperticata del meticciato. Aldo Cazzullo, infatti, non ha dubbi: «La vittoria del ragazzo italoegiziano dimostra che, se vengono governati, i processi migratori sono un plus per l’Italia. Come in Gran Bretagna, Germania e Francia». Certo, adesso prendiamo pure le banlieue o Neukölln come modello di integrazione. O magari le truppe multirazziali dell’Isis, a questo punto. Continua a leggere

Si sveglia anche la Spagna: a Madrid adunata sovranista contro il governo

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 Sono oltre duecentomila, secondo alcuni media spagnoli, le persone scese in piazza a Madrid per la manifestazione contro il governo di sinistra del premier Pedro Sanchez e la sua decisione di nominare un relatore che medi tra il suo governo e quello catalano. Con lo slogan “Per una Spagna unita, elezioni ora” i manifestanti reclamano le dimissioni del governo di Sanchez e la convocazione di un voto legislativo anticipato. Alla manifestazione, convocata dal centrodestra (Partito poplare, Ciudadanos e Vox) ha deciso di partecipare l’ex premier francese e candidato alla carica di sindaco di Barcellona, Manuel Valls. Su Twitter, l’ex premier ha spiegato di voler essere a Madrid per “difendere la Costituzione e l’unità della Spagna”. “Senza dilemmi o complessi – aggiunge – perché siamo in un momento storico”.

fonte – http://www.secoloditalia.it/2019/02/convocata-dalla-destra-e-dallestrema-destra-pp-ciudadanos-e-vox/

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