Guerra globale? Le fake news sulla Nord Corea. E ora che la minaccia non esiste più, via al nuovo nemico: l’Iran

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Nord Corea: verso il conflitto globale?

Agosto 2017: Harry Kazianis, ovvero il direttore del Defence Center for the National Interest, illustra le conseguenze che scaturirebbero da un eventuale bombardamento nordcoreano. Kazianis fornisce persino una stima delle persone che potrebbero perdere la vita durante il conflitto (dagli 1,7 ai 3 milioni di vittime tra Asia e America, 8 milioni calcolando il contrattacco statunitense). Secondo le previsioni di Kazianis, Pyongyang ha intenzione di far esplodere tutte le sue testate, che comprendono anche armi biologiche e chimiche. Si tratterebbe quindi anche di un disastro per l’ecosistema. L’Occidente si deve preparare al conflitto globale.

Settembre 2017il regime di Pyongyang si starebbe avvicinando “alla fase finale” dello sviluppo di un missile balistico intercontinentale, che potrebbe colpire il territorio statunitense. Il panico dilaga. Il leader nordcoreano sembra un super cattivo sgusciato da un romanzo di Ian Fleming.

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fonte – https://unoeditori.com/guerra-globale-le-fake-news-sulla-nord-corea-e-ora-che-la-minaccia-non-esiste-piu-via-al-nuovo-nemico-liran-2/

Il consigliere Zanini e la mozione che fa infuriare gli LGBT

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Un vero e proprio putiferio sta scoppiando in questo periodo, a Treviso, a causa di una mozione presentata dal consigliere comunale Vittorio Zanini (ginecologo obiettore di coscienza) che esprime, nelle premesse del testo in questione, alcuni intenti molto chiari, ossia favorire la tutela della maternità contro l’ormai facile e immediato ricorso all’aborto; sostenere l’unicità della famiglia naturale fondata sull’unione di un uomo e di una donna; tutelare il diritto inalienabile dei bambini ad avere un padre (maschio) e una madre (femmina) contro la pratica abominevole dell’”utero in affitto; favorire e diffondere il principio di realtà che ribadisce la diversità degli unici due sessi presenti in natura.

Concretamente la mozione impegna il Comune a promuovere una serie di azioni tra cui: la creazione di un tavolo permanente fra le associazioni pro life per ideare progetti e iniziative volte a prevenire il ricorso superficiale all’aborto; la collaborazione con l’Ulss e i consultori pubblici; il riconoscimento della famiglia come cellula fondante della società. Un’iniziativa così “controcorrente” rispetto a certa politica, non poteva passare inosservata: infatti la minoranza, in Comune, capeggiata da Roberto Grigoletto, ha chiesto provvedimenti. Addirittura, quest’ultimo ha indetto una conferenza stampa sulla mozione in questione, chiedendo al sindaco Mario Conte di ritirarla e dichiarandosi disponibile a riscriverla, con la partecipazione delle associazioni Lgbt che, dal canto loro, hanno fatto scoppiare una contestazione mediatica organizzando una raccolta firme su Change.org. Continua a leggere

Schiaffo del Senato a Macron. E Benalla fa tremare l’Eliseo

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Alexandre Benalla, l’ex responsabile della sicurezza del presidente Emmanuel Macron, torna a fare tremare i muri dell’Eliseo. Questa volta a colpire duro la presidenza francese è il Senato. La commissione d’inchiesta che indaga sull’affaire Benalla ha infatti consegnato un rapporto di venti pagine in cui di parla apertamente di “importanti disfunzioni” nel sistema di sicurezza dell’Eliseo.

Secondo la stampa francese, l’ex guardia del corpo di Macron e responsabili della sicurezza era in realtà “l’anello debole della sicurezza del capo dello Stato”. Ma non solo, la commissione del Senato ha puntato il dito direttamente contro l’Eliseo, che a suo dire ha dato un’importanza “eccessiva” a Benalla, mentre nessuno dell’organizzazione della sicurezza ha saputo contenere le azioni dell’uomo. Per la commissione d’inchiesta, Benalla ha rappresentato una vera e propria “fonte di fragilità per il dispositivo di sicurezza”. Anzi, per i senatori francesi l’uomo ha esercitato “una funzione essenziale all’organizzazione e alla gestione della sicurezza del presidente della Repubblica” con il “rischio di disturbare il funzionamento normale” delle attività della sicurezza dell’Eliseo. Continua a leggere

Siria. Oltre 220.000 rifugiati tornano alle loro case con il supporto dell’esercito russo

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A partire da mercoledì scorso, due posti di blocco mobili stanno ora funzionando vicino al campo di Rukban in Siria, dove 40.000 persone sono bloccate dai miliziani appoggiati dagli USA.

Più di 220.000 rifugiati siriani sono tornati nei loro luoghi di residenza precedente con il sostegno dell’esercito russo, ha comunicato il capo del Centro russo per la riconciliazione dei partiti in guerra in Siria, Sergey Solomatin.

“Il ritorno dei rifugiati nei loro precedenti luoghi di residenza continua. Con l’aiuto del Centro russo per la riconciliazione delle parti in guerra in Siria, sono stati aperti dieci posti di controllo, tra cui un posto di blocco aereo e uno marittimo, al 20 febbraio 2019, 222.884 persone sono tornate a casa”, ha riferito Solomatin.

Ha aggiunto che da mercoledì scorso, due posti di blocco mobili stanno ora funzionando vicino al campo di Rukban in Siria, all’interno della zona di 55 chilometri attorno alla base militare statunitense di Al-Tanf.

Insieme ai militari russi, i membri della Mezzaluna rossa araba siriana sono di stanza ai checkpoint, pronti a fornire assistenza medica ai rifugiati che lasciano il campo di Rukban.
In precedenza, un portavoce del ministero della Difesa russo ha affermato che i profughi del campo di Rukban si trovano “in condizioni disumane” e hanno esortato a permettere l’uscita almeno alle donne e ai bambini dal campo. Continua a leggere

L’uso delle inchieste/ La giustizia boomerang che distrugge la politica

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Carlo Nordio

Segnalazione di Nicola Pasqualato

Ieri, durante un breve dibattito televisivo con l’ex ministro Flick, a margine della decisione della Giunta del Senato, la presentatrice ha mostrato una lunga scheda sui precedenti casi di immunità parlamentare. Al termine il professor Flick, presidente emerito della Corte Costituzionale, ha detto rispettosamente: «Avete fatto una scheda bellissima, che però non c’entra nulla».

Ecco, se dovessimo riassumere il senso di questo “much ado about nothing” (molto rumore per nulla) che ci tormenta da mesi, diremmo la stessa cosa. È stato creato un gigantesco polverone su una materia che quasi nessuno si era dato la briga di studiare. Perché il caso di Salvini era del tutto nuovo, e giustamente il presidente Gasparri ha detto che questo provvedimento farà giurisprudenza. Continua a leggere

L’Ungheria chiude ai migranti. Parte la campagna contro Soros e Juncker

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Il governo di Viktor Orban ha lanciato da tempo una campagna contro l’Unione europea e il magnate naturalizzato americano

L’Ungheria di Viktor Orban lancia una nuova campagna contro l’immigrazione

E gli obiettivi sono due: George Soros e il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker. La campagna del governo di Budapest accusa i due uomini di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

Secondo quanto riportato su Facebook dallo stesso esecutivo guidato da Orban, la campagna prevede cartelloni pubblicitari per le strade in cui sono raffigurati Soros e Juncker con una didascalia: “Anche tu hai il diritto di sapere cosa sta preparando Bruxelles: vogliono introdurre la quota di redistribuzione obbligatoria, indebolire i diritti degli Stati membri per quanto riguarda la difesa delle frontiere, facilitare l’immigrazione con un visto per i migranti“. Continua a leggere

Lo schiaffo di Francia e Germania. Cambiano le regole per colpire l’Italia

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Oltre il danno, anche la beffa. La Francia di Emmanuel Macron non solo ha deciso di colpire duro l’Italia sull’affare Fincantieri-Stx. Ma ha fatto anche altro: ora prova a cambiare proprio quelle regole su cui ha voluto inchiodare il colosso italiano della cantieristica. Siamo alle solite, verrebbe da dire. E in effetti sembra un copione già visto. Ma quello cui si rischia di assistere in questo momento ha del tragicomico.

Tutto nasce dall’accordo sulla fusione di Alstom con Siemens. Un’intesa che, secondo le intenzioni di Berlino e Parigi, avrebbe creato un gigante dell’industria ferroviaria. Con i 27mila dipendenti dei tedeschi e i 33mila dei francesi, l’idea era (e continua a essere) quella di creare un colosso del settore tale da poter competere con le aziende cinesi e quelle americane.

Angela Merkel e Macron hanno fatto di tutto per creare questo grande conglomerato delle infrastrutture. E in effetti è questo uno dei punti del Trattato di Aquisgrana: costruire un sistema industriale franco-tedesco il più possibile integrato, in cui le aziende dei due Stati saldino il più possibile i rapporti per creare un’agenda comune. Francia e Berlino si impegnano quindi non solo da un punto di vista politico e strategico, ma anche da un punto di vista economico e infrastrutturale.

Fin qui nulla di problematico. Ogni Paese ha il sacrosanto diritto di scegliere i propri partner e creare le proprie alleanze. E l’asse franco-tedesco non è è certo una novità di questi ultimi mesi, visto che Berlino e Parigi, da decenni, si spartiscono l’Europa e fanno affari fra di loro. Il problema però è se questa alleanza non solo va a discapito dell’Italia in termini generali, ma colpisce i nostri interessi nel concreto costruendo un sistema che è palesemente volto a escludere la nostra industria.  Continua a leggere

Riconoscimento dell’Unione degli Istriani a Maximiliano Hernando Bruno

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Sarà consegnato al regista argentino per la sua opera prima sulle foibe il 4 marzo prossimo a Trieste, dalle mani del presidente dell’Unione degli istriani Massimiliano Lacota. Dopo la prima serata RAI e il “Giorno del Ricordo” 2019 sta crescendo il contributo di questo magistrale film alla conoscenza storica sulla drammatica vicenda di Norma Cossetto e degli altri figli e martiri dell’Istria

Ci sono voluti ben 75 anni per raccontare al cinema la storia di Norma Cossetto (1920-1943), giovane italiana, torturata, violentata e uccisa in Istria da partigiani comunisti titini tra il 4 e il 5 ottobre del 1943. A tracciarne il ritratto è il film Red Land – Rosso Istria, opera prima del regista argentino Maximiliano Hernando Bruno, che ha alle spalle diverse buone prove da sceneggiatore cinematografico.

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fonte – http://www.ilpopulista.it/news/19-Febbraio-2019/32302/riconoscimento-dellunione-degli-istriani-a-maximiliano-hernando-bruno.html?refresh_ce

Sovranismo europeista o “inter-nazionalismo” europeo?

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di Fabio Falchi

Sovranismo europeista o "inter-nazionalismo" europeo?

Fonte: Fabio Falchi

UNA BREVE REPLICA A FRANCO CARDINI

“Per un sovranismo europeista”* di Franco Cardini (uno degli intellettuali italiani più lucidi e capaci)  è certo un articolo che merita di essere letto, giacché, oltre ad evidenziare i gravi limiti di un “sovranismo” che rischia di configurarsi come una forma di nazionalismo “incapacitante” nell’attuale fase multipolare**, offre l’occasione per una riflessione critica sulla questione della costruzione di un autentico polo geopolitico europeo. Infatti, pure a Cardini si possono – e si devono – rivolgere diverse critiche. Vediamone brevemente alcune

1) Cardini (ma non è il solo) pare non tener conto che civiltà e cultura si collocano su un piano distinto (benché non irrelato) da quello geopolitico. Ad esempio, la civiltà e la cultura greca erano imperniate sulle poleis che continuarono a farsi la guerra pure dopo la guerra del Peloponneso, finché le poleis dovettero riconoscere la supremazia del regno macedone.
Insomma, civiltà e cultura (europea) non bastano per dar vita ad un soggetto geopolitico (europeo).
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Salvini sul Papa: “Lui pensa alle anime, io agli italiani poveri

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Il ministro dell’Interno parla a Non è l’Arena su La 7 dopo la polemica sulla foto del Papa con la spilla per la riapertura dei porti.

Il ministro dell’Interno Matteo Salvini, ospite alla trasmissione “Non è l’Arena” su La7 in collegamento da Castelsardo, in Sardegna, parla di nuovo di migranti e torna sulla polemica riguardo Papa Francesco e la sua spilla per i porti aperti.

Il selfie di un sacerdote con il Papa, scattato a Sacrofano in occasione di un meeting sull’accoglienza, ha provocato un polverone. E Massimo Giletti ha chiesto un commento a Salvini, suo ospite.

Chi sono io per commentare i suoi gesti? – ha risposto il ministro dell’Interno al conduttore – Lo dice lo stesso catechismo che accogliere è un dovere nei limiti del possibile. Il Papa fa bene a parlare alle anime, io da ministro devo occuparmi dei cinque milioni di italiani poveri, i porti io li apro a chi ha il permesso per arrivare in Italia“. Continua a leggere

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