Italia paese da record, ci si sposa sempre più tardi

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Il nostro paese condivide il primato con Spagna e paesi scandinavi.

In Italia ci si sposa sempre più tardi. A dirlo è un rapporto europeo che fotografa la situazione dei matrimoni in tutta l’Europa. Sia che si parli di rito civile, sia che si faccia riferimento a quelle religiose, le nozze nel vecchio continente avvengono sempre più tardi. Di conseguenza, aumenta l’età media del primo concepimento e la differenza di età tra genitori e figli.

L’Italia si trova in coda alle classifiche di tutta l’Europa. Gli uomini del nostro paese convolano a nozze solitamente intorno al trentacinquesimo anno di età. Poco più bassa l’età media delle spose, che sono solite unirsi in matrimonio a 32,2 anni.

Si tratta delle cifre più alte,  battute per anzianità soltanto dalla Spagna e dai paesi scandinavi.

fonte – https://vocecontrocorrente.it/italia-da-record-ci-si-sposa-sempre-piu-tardi/

Le mani della sinistra sulla Rai: dopo la denuncia del Secolo, scoppia lo scandalo

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Come prima, più di prima. La Rai era e resta TeleKabul. Lo provano i dati. La sinistra ha le mani sull’informazione del servizio pubblico, i talk show è “roba loro”. La denuncia – partita in un editoriale del direttore del Secolo d’Italia, Francesco Storace – è stata ripresa da molti quotidiani. Predominio rosso a Viale Mazzini. Ne parla il Tempo, citando proprio le trasmissioni che sono al centro della polemica, da Agorà a Mezz’Ora, da Carta Bianca a Che tempo che fa. Dati eloquenti, incontrovertibili, scandalosi

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fonte – https://www.secoloditalia.it/2019/03/le-mani-della-sinistra-sulla-rai-dopo-la-denuncia-del-secolo-scoppia-lo-scandalo/amp/

Dove andranno gli Europei dell’ISIS?

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Centro studi Giuseppe Federici – Per una nuova insorgenza

Comunicato n. 19/19 del 4 marzo 2019, San Casimiro
 
Dove andranno gli Europei dell’ISIS?
Su Twitter, il posto prescelto dal presidente degli Stati Uniti per svelare la sua politica estera e le decisioni di stato, Donald Trump ha chiesto a “ Gran Bretagna, Francia, Germania e altri paesi alleati europei di riprendersi gli oltre 800 militanti dell’ISIS catturati in Siria” , provenienti da 44 paesi, e se ciò non avvenisse, lui “ sarà costretto a liberarli”senza specificare dove e in quale paese. Trump non è più disposto a lasciar passare del tempo in attesa “ che altri ( i paesi europei) facciano il loro lavoro”. Questo è quello che palesa l’ amministrazione americana in politica estera e nei confronti dei suoi alleati. Gli Stati Uniti avevano chiesto all’Europa, al Canada, all’Australia e ai paesi del Medio Oriente di mandare le loro truppe in Siria a “combattere l’ISIS”. Ma prima ancora, alcuni anni fa, gli Stati Uniti avevano chiesto ai paesi europei di lasciar partire i potenziali jihadisti alla volta della Siria e dell’Iraq e all’Arabia Saudita e alla Giordania di aprire le loro prigioni e perdonare i jihadisti affinchè potessero raggiungere la loro tanto ambita destinazione, il Levante, per distruggere così lo stato siriano e creare una situazione di “stato fallito”.
Questi desideri però non poterono essere realizzati e il presidente Bashar al-Assad non fu rimosso  in 3, o al massimo 6 mesi, come era stato previsto nel 2011. Oggi il mondo deve fare i conti con un nuovo rebus : cosa farne di quelli che abbiamo aiutato a raggiungere la Siria per terrorizzare, sottoporre a violenze, uccidere la popolazione e che adesso vogliono tornare nei loro paesi d’origine? E’ chiaro che l’amministrazione americana non ha alcuna intenzione di aiutare l’Europa a risolvere il problema dei suoi rifiuti umani che hanno abbracciato lo Stato Islamico proprio come volevano gli Stati Uniti.

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Milano: la marcia degli anti-italiani

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Ancora Milano, ancora “antirazzismo” autoreferenziale. La marcia degli anti-italiani, però, ancora una volta non ha nulla a che fare con la lotta alla discriminazioni, ma solo con la solita ipocrisia in salsa sinistrorsa e con il marciume dei media completamente asserviti ad essa. Dopo i flop degli anni scorsi, stavolta i numeri sono più alti: niente a che vedere con le sparate degli organizzatori (200mila persone!) e ancora più divertenti di Repubblica (“oltre 250mila!”), visto che piazza Duomo colma, secondo tutte le possibili stime, può contenere massimo 80 o 90mila persone.

Ma in ogni caso riempire quella piazza è indice – per l’ennesima volta – della forza culturale della sinistra, quella che se ne frega del parere contro lo ius soli dell’80% degli italiani e manifesta lo stesso per imporlo anzitutto culturalmente, riuscendo nella solita impresa: riuscire a dare l’illusione di essere una maggioranza. Riuscire a farlo in un periodo di crollo dei consensi, rilanciando l’immagine migliore per provare a recuperarli. Chi li dà per finiti non ha idea di cosa stia parlando.

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Norvegia, i cristiani al governo fanno sul serio: “Sui temi etici a noi l’ultima parola!”

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UN ESEMPIO PER ALTRI GOVERNI E AMMINISTRAZIONI

Il dibattito sulla bioetica in Norvegia continua a tenere banco all’interno dello scenario politico. Il Partito Popolare Cristiano (KrF), dopo essere entrato nella coalizione di governo del Premier Erna Solberg e aver raggiunto l’obiettivo della restrizione agli aborti gemellari (o embrioriduzioni), che non saranno quindi più praticabili sulla base della mera richiesta della donna ma solo dopo il parere obbligatorio di un’apposita commissione medica, ha ottenuto che venisse inserito all’interno del contratto di governo il diritto di veto nell’ambito della genetica e biotecnologia. Ciò significa che il KrF sarà in grado di bloccare gli emendamenti alla legge sulle biotecnologie, ora ferma in Parlamento. Nonostante questa legge goda nel complesso del favore della maggioranza parlamentare, composta da tutti gli altri tre partiti al governo, la nuova clausola del consenso unanime introdotta nel contratto di governo scombina i precedenti accordi sul tema, e conferisce di fatto a una forza politica minoritaria come il Partito Popolare Cristiano di dettare legge nel campo della bioetica.

Nello specifico, gli effetti principali del blocco alla legge in questione, come annunciato dal leader del partito Kjell Ingolf Ropstad, saranno: il divieto della donazione degli ovuli, la restrizione alla procreazione medicalmente assistita, tra cui per esempio il divieto dell’estensione di tale pratica ai single, e la proibizione della donazione mitocondriale. Continua a leggere

Totem e tabù dell’occidente terminale

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Totem e tabù dell'occidente terminaledi Roberto Pecchioli – 23/02/2019Fonte: Ereticamente

In Gran Bretagna è in corso un accanito dibattito. Non si tratta della Brexit né della monarchia, ma qualcosa di infinitamente più serio: l’opportunità o meno di abbattere le statue di Winston Churchill e Lord Nelson. Con l’ingenuità di chi abita l’estrema periferia dell’impero, pensavamo che al politico conservatore si imputassero i terrificanti bombardamenti sulle città tedesche, Dresda e Amburgo su tutte. All’ammiraglio di Trafalgar l’attiva partecipazione di brillante comandante militare al colonialismo britannico. Non è così. Churchill pare fosse un “suprematista bianco”: così lo descrive un accigliato deputato scozzese. La statua di Nelson nella piazza londinese intitolata alla sua vittoria più prestigiosa è in pericolo per l’identico motivo: lord Horatio era razzista. Non lo chiede un manipolo di squinternati, ma austere voci progressiste ospitate dal prestigioso The Guardian.
Il vento, si sa, arriva dall’Atlantico e infatti l’idea di abbattere steli e monumenti non risparmia negli Usa Cristoforo Colombo. La novità è che non si renderà omaggio neppure a due eroine del femminismo ottocentesco, le suffragette Susan B. Anthony e Elizabeth Cody Stanton. Le loro figure scolpite non orneranno New York: femministe sì, fiere lottatrici per il voto alle donne, ma, ahimè, razziste anch’esse.  Un critico si chiede: una volta stabilito il principio di farla finita con ogni personaggio del passato la cui visione del mondo non coincide con la nostra, dove andremo a finire? Saggia domanda, con una risposta assai semplice nella sua drammaticità: finiremo nel nulla, nel vuoto pneumatico di una civilizzazione pervenuta alla fase terminale. Continua a leggere

Il flop di Emma Bonino a scuola: così gli studenti la umiliano

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L’ultimo flop dell’ex leader di +Europa Emma Bonino è andato in scena in una scuola superiore della periferia romana. Come riporta Italia oggi, un gruppo di studenti è stato chiamato a rispondere alla domanda: «L’Italia ha bisogno di più o meno Europa?». Diciamo che l’esito non ha deluso le aspettative di Emma Bonino.

Ebbene, il primo voto ha visto prevalere la risposta «più Europa» (69 votanti contro 58), mentre il secondo, al termine dell’incontro, ha visto l’esito ribaltato a favore di «meno Europa» (80 votanti contro 58). Bonino aveva puntato su argomenti «molto pratici, e corredati da numeri», sempre stando al resoconto su La Stampa: «Se oggi potete telefonare senza il roaming da un Paese all’altro dell’Europa, è grazie all’Unione europea. Se potete andare a Barcellona con 19 euro, mentre io ai miei tempi al massimo potevo fare la tratta Bra-Torino, è sempre grazie all’Unione europea. E se in futuro ci saranno problemi ad andare in Gran Bretagna, è perché gli inglesi hanno detto no all’Unione europea». Continua a leggere

Sospesi fondi europei per la Calabria. Bloccati 130 mln dopo inchiesta Dda

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Sospesi fondi europei per la Calabria. Bloccati 130 mln dopo inchiesta DdaOltre il danno la beffa. Dopo l’inchiesta della Dda “Lande desolate”, coinvolgeva anche vertici regionali, l’Ue congela alla Calabria 130 mln di fondi europei.di Antonio Amorosi

Bruxelles sospende il pagamento di 130 milioni di euro di fondi POR alla Regione Calabria. La programmazione nei singoli Stati membri è definita anche da accordi di parternariato tra la Commissione europea e le Regioni (tramite i fondi POR).

I 130 milioni in oggetto andavano a ricoprire anche i lavori per l’impianto sciistico di Lorica (località a 1,315 metri di altezza) detta anche “Lorica Hamata in Sila Amena”, le operazioni di riqualificazioni di piazza Bilotti a Cosenza e l’aviosuperficie di Scalea. Tre opere finite al centro dell’inchiesta “Lande desolate” della Dda di Catanzaro, indagine nella quale era stato coinvolto lo stesso governatore della Regione, Mario Oliverio del Pd, finito all’obbligo di dimora. 

 

Ma il problema è Oliverio. Anche se alcuni responsabili sono mutati buona parte delle autorità tecniche calabresi coinvolte nella gestione dei fondi sono indagate in “Lande desolate”.  Continua a leggere

Il kit di ormoni che permetterà agli uomini di allattare: l’ultima follia dall’Inghilterra

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Londra, 27 feb – Ve la ricordate quella scena di Family Guy in cui Peter Griffin decide di allattare “virtualmente” il piccolo, inorridito Stewie attaccandoselo a un capezzolo? Ecco, la realtà sta per doppiare il cartone animato. In Inghilterra è in fase di studio un kit che consentirà agli uomini di allattare al seno. Il ritrovato consisterebbe in una fornitura per nove mesi di progestina, la versione della pillola anticoncezionale a base non-estrogenica. Questo ormone stimola “la produzione di ghiandole lattifere” negli uomini che la assumono. Nella confezione è compreso anche il dosaggio, per le sei settimane antecedenti alla nascita del bambino, di un altro ormone chiamato domperidone, che stimola la prolattina, a sua volta l’ormone che provoca la produzione di latte.

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Se torna il Gold Standard – non abbiamo niente da metterci

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 “Nel 2019 l’oro sarà una copertura preziosa da tenere in portafoglio– suggerisce Blackrock”,  titolava un articolo di Bloomberg del gennaio scorso. Blackrock consiglia oro?!  Sembrava di sognare “Motivi a favore dell’oro nel 2019 ”: clamoroso il titoletto sull’Economist a febbraio. Strepitoso,  leggere che a la Bibbia della finanza speculativa,  proprietà Rotschild, la quale ha sempre sputato sull’oro  “reliquia di …

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fonte – https://www.maurizioblondet.it/?email_id=2588&user_id=13803&urlpassed=aHR0cHM6Ly93d3cubWF1cml6aW9ibG9uZGV0Lml0L3NlLXRvcm5hLWlsLWdvbGQtc3RhbmRhcmQtbm9uLWFiYmlhbW8tbmllbnRlLWRhLW1ldHRlcmNpLw&controller=stats&action=analyse&wysija-page=1&wysijap=subscriptions

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