Il Congresso delle famiglie spacca Forza Italia, Gardini pronta all’addio

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L’europarlamentare azzurra ha criticato la scelta di Tajani di disertare la manifestazione di Verona. Lei invece c’era, il suo intervento tra i più applauditi.

Il Congresso mondiale delle famiglie rischia di ampliare le spaccature dentro il centrodestra, tra moderati e sovranisti. Se infatti gli ultimi tra questi hanno abbracciato fortemente la causa di Verona (vedi Matteo Salvini o Giorgia Meloni), berlusconiani ed ex democristiani sono apparsi inaspettatamente molto più freddi.

Sia chiaro, molti esponenti di Forza Italia hanno avuto parole di sostegno per la tre giorni dedicata alla famiglia tradizionale, diversi erano presenti alle iniziative, anche soltanto a titolo personale. Ma in tanti hanno preferito disertare, complice forse il convegno organizzato a poche ore di distanza nella capitale da Silvio Berlusconi, per celebrare i 25 anni dalla fondazione del partito.

Diversamente ha pensato di fare l’eurodeputata Elisabetta Gardini, che al compleanno della “creatura” del Cavaliere, ha preferito il Congresso delle Famiglie, dove è stata relatrice. Il pubblico di Verona ha apprezzato e applaudito fortemente il suo coraggioso intervento. Continua a leggere

Cari politicamente corretti, lasciate stare il Medioevo

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Scusate, contestatori legittimi del legittimo Congresso delle Famiglie a Verona, ma il Medioevo che v’ha fatto di preciso? Troppo cristiano, con quella Chiesa in lotta con l’Impero per l’egemonia ma piena di pontefici e preti così splendidamente peccatori e simoniaci? Ma era il sacro dell’epoca, come oggi sacra è la libertà di non rispettare nulla tranne le proprie scelte individuali, ristrette alla rosa di possibilità concessa dal capitalismo ultima maniera (“produci, consuma, crepa”).

Furono “secoli bui”, oscurantisti, cupi, senza gioie e divertimenti? Dipende dai punti di vista: l’Alto Medioevo, che va dalla caduta di Roma all’Anno Mille, vide rinchiudersi le genti attorno ai centri curtensi (che sovente erano monasteri), il che implicava un’economia e dunque una vita quotidiana legate all’orizzonte del villaggio. Ma anche successivamente, mentre in alcune regioni europee (Italia centro-settentrionale, Olanda, Germania) fiorivano i Comuni urbani e il commercio continentale prendeva vigore, la popolazione rurale, cioè quasi tutta la popolazione, viveva in santissima pace, praticamente autogovernandosi secondo forme di democrazia diretta locale dal momento che non esistevano ancora gli Stati nazionali (ad eccezione della Francia e dell’Inghilterra dal Duecento in poi, e non senza enormi resistenze). Continua a leggere

“Papà” gay fracassa il cranio della bimba di 18 mesi adottata: ergastolo

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Roma, 8 nov – Ha ucciso la figlia di 18 mesi facendole sbattere la testa contro la parete, per poi lasciarla agonizzare quattro giorni prima di chiamare i soccorsi. L’autopsia aveva riscontrato tre emorragie cerebrali, una emoraggia retinale, fratture multiple al cranio e diverse costole rotte. Matthew Scully-Hicks è stato riconosciuto colpevole di aver ucciso Elsie, la bambina adottata insieme con il marito Craig, e ora dovrà scontare l’ergastolo. È accaduto nel Galles e il fatto ha sconvolto l’intera Gran Bretagna, rompendo per una volta l’idilliaca retorica sull’amore che circonda le famiglie gay. I fatti sono avvenuti lo scorso maggio, ma non era la prima volta che la piccola subiva abusi.

Elsie, infatti, era già stata portata in ospedale quattro volte per fratture ed abrasioni (in un caso la piccola si ruppe una gamba, in un’altra circostanza l’uomo l’avrebbe buttata giù dalle scale) ma i medici avevano sempre creduto alla versione dei genitori. Non solo: i servizi sociali di Vale of Glamorgan, su cui è ora partita un’inchiesta, avevano nel frattempo approvato l’adozione definitiva, solo due settimane prima del decesso della bambina, evidentemente senza fare troppe domande su quelle continue visite in ospedale.

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Lerner è inesauribile: “Non va tolta la cittadinanza all’autista dello scuolabus”

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Dopo la psicosi di qualche giorno fa, la collezione di deliri di Gad Lerner non si ferma. La cittadinanza non è un regalo, è un diritto. E l’autista che voleva bruciare 51 bambini va punito ma non due volte, questa la sintesi del suo pensiero recente, la cui seguente dichiarazione è stata pubblicata da Il Giornale:

“Salvini ha un atteggiamento che oscilla fra il bullo e il paternalismo. Ma la cittadinanza non è un regalo, è un diritto. Allo stesso modo, anche se è un ragionamento più impopolare, dico che è pericoloso parlare di revoca della cittadinanza per l’autista. Verrà punito, quasi certamente, per le sua condotta criminale. Che senso ha invocare un’ulteriore punizione che consiste nella revoca della cittadinanza? È un provvedimento che non era contenuto neppure nelle leggi razziali del 1938 e la nostra Costituzione lo vieta esplicitamente”

Leggi razziali, ovviamente fascismo, ovviamente più ius soli. Aggiunge il giornalista:

“Erano trascorsi 30 anni dal mio arrivo in Italia. Nel frattempo avevo fatto le scuole e lavoravo qui come giornalista. Ma era a discrezione dello Stato italiano quando riconoscermi la cittadinanza a cui avevo diritto. Era un’ingiustizia e lo è ancora oggi. Ed è questo che distingue l’Italia da altri Paesi, che hanno anche politiche meno permissive sulla cittadinanza ma rispettano le tempistiche previste dalla legge”.

Spiegare al signor Lerner la differenza tra lui e l’autista appare inutile. Immaginiamo e speriamo che il lettore ci arrivi da solo. In ogni caso, la collezione di deliri del giornalista italiano ormai è così densa da poterne scrivere un libro.

(di Stelio Fergola)

fonte – https://oltrelalinea.news/2019/03/28/lerner-e-inesauribile-non-va-tolta-la-cittadinanza-allautista-dello-scuolabus/

Bufera sul presidente Istat, voleva andare al Congresso delle famiglie

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L’annuncio della partecipazione e poi il passo indietro. Alla fine, Giancarlo Blangiardo non ci sarà, vittima della censura femminista

Libertà di espressione? Assolutamente no. E’ una vicenda davvero triste quella che ha colpito il presidente dell’Istat nelle scorse ore. Giancarlo Blangiardo, infatti, era stato annunciato come uno dei relatori illustri al Congresso mondiale delle Famiglie, che inizierà domani a Verona. La notizia della partecipazione era trapelata ieri mattina, da alcuni ambienti del famoso istituto di statistica.

Poco è bastato per far scoppiare un vero e proprio caso. Sono insorte le lavoratrici di “Femministat”. “Un’assemblea spontanea di lavoratrici e lavoratori dell’Istat ha ritenuto opportuno chiedere direttamente al Presidente di smentire la sua partecipazione ritenendola incompatibile con il ruolo istituzionale da lui rivestito e fortemente lesiva dell’indipendenza e dell’immagine dell’Istituto. Il presidente Blangiardo ha invece confermato e rivendicato la sua presenza a Verona ‘come un qualsiasi privato cittadino che sceglie di andare al cinema o allo stadio”. Le dimostranti hanno organizzato addirittura un presidio per protestare contro la scelta libera del presidente.

A stretto giro, è arrivata anche la dichiarazione della Cgil :”I lavoratori e le lavoratrici dell’Istat non possono e non devono essere rappresentati dal loro presidente in un Convegno che si propone di discutere la soppressione di diritti fondamentali”.

Insomma, un polverone mediatico di censura, che ha spinto alla fine il presidente dell’Istat ad arrendersi e rinunciare alla sua partecipazione al Congresso: “A fronte del clamore che sta suscitando una sua eventuale presenza – peraltro come studioso – al congresso di Verona, ha rinunciato a prenderne parte. Non voglio che una decisione del tutto personale possa essere interpretata come una decisione del presidente dell’Istat”.

fonte – https://vocecontrocorrente.it/presidente-istat-obbligato-a-rinunciare-al-congresso-delle-famiglie/

Nella Napoli di De Magistris inaugurata via Ipazia

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Centro studi Giuseppe Federici – Per una nuova insorgenzamaxresdefault-14
Comunicato n. 27/19 del 27 marzo 2019, San Giovanni Damasceno
 
Nella Napoli di De Magistris inaugurata via Ipazia
Segnaliamo la propaganda anticlericale di bassa lega che ha accompagnato l’inaugurazione a Napoli di una via dedicata a Ipazia.
Sul mito di Ipazia e dei suoi sostenitori, tra cui Franco Cardini, rimandiamo a un precedente articolo del nostro centro studi: http://www.centrostudifederici.org/miti-laicisti-ipazia/
Inaugurata Via Ipazia d’Alessandria a Napoli, dedicata alla greca trucidata dai cristiani (il titolo è già tutto un programma)
ll Comune di Napoli ha voluto intitolare una strada dei Quartieri Spagnoli Via Ipazia d’Alessandria, in onore della filosofa e scienziata greca.
Ipazia D’Alessandria nacque ad Alessandria d’ Egitto tra il 350 e il 370 d.C. e ancora oggi è ritenuta un simbolo della libertà di pensiero.
È stata una matematica, astronoma e filosofa, arrivò persino a formulare delle ipotesi sul movimento della terra. Nonostante l’assenza di suoi scritti, molti filosofi del tempo la reputavano una delle menti più brillanti dell’epoca.
Rappresentante della filosofia neo-platonica, Ipazia non si convertì mai al cristianesimo.
In un periodo in cui dominavano fanatismo, ripudio della cultura e della scienza in nome della crescente religione cristiana, Ipazia venne trucidata nel marzo del 415, lapidata in una chiesa da una folla di fanatici.
Venne nuovamente nominata e ricordata nel periodo dell’Illuminismo come simbolo della libertà di pensiero e da allora, fino ad oggi resta tale, oltre ad essere simbolo dell’indipendenza della donna e martire del paganesimo.
Alla cerimonia di intitolazione erano presenti gli studenti del Liceo Classico Statale Pansini e del Liceo Statale Calamandrei.
Hanno preso parte anche il sindaco Luigi de Magistris, l’assessore alla toponomastica Alessandra Clemente, il proponente consulente alla memoria della Municipalità 3 Francesco Ruotolo, il presidente della municipalità 2 Francesco Chirico, la consigliera Elena Coccia, la delegata alle pari opportunità Simona Marino, la direttrice dell’osservatorio Astronomico di Capodimonte Marcella Marconi, la referente dell’Ass. Toponomastica Femminile Giuliana Cacciapuoti, l’autrice del libro “Ipazia la sublime” Angela Iacobucci, la prof.ssa dell’Università l’Orientale Rosanna Pirelli, i Consiglieri della Municipalità 2.
Dunque, afferma il sindaco Luigi de Magistris: «Nel cuore dei Quartieri Spagnoli abbiamo intitolato una strada alla filosofa e scienziata greca Ipazia d’Alessandria quale ‘‘simbolo di sapienza femminile e libertà di pensiero”. Con la commissione Toponomastica stiamo dando il doveroso e giusto risalto alla storia delle donne non solo di Napoli ma di luoghi oltre i confini della nostra città. Stiamo scrivendo la storia di Napoli anche attraverso la toponomastica e in particolare la toponomastica femminile».

fonte – http://www.centrostudifederici.org/nella-napoli-de-magistris-inaugurata-via-ipazia/

Copyright, approvata la nuova direttiva

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Il Parlamento europeo ha dato il via libera alla nuova e molto discussa direttiva sul diritto d’autore. A favore della riforma hanno votato 348 europarlamentari, 274 hanno votato contro mentre 36 si sono astenuti.

La riforma prevede che tutti i diritti e obblighi del diritto d’autore si applichino anche online. Uno dei principali obiettivi della riforma è che i giganti del web condividano i loro introiti con artisti e giornalisti.

Nel testo dell’articolo è specificato che l’uso dei contenuti nelle enciclopedie libere, come Wikipedia, o su piattaforme software open source, e anche in modo non commerciale, verrà automaticamente escluso dal campo dell’applicazione della direttiva.

Fonte: https://it.sputniknews.com/mondo/201903267459389-Copyright-approvata-la-nuova-direttiva/

Zona grigia, professionisti al servizio dei clan?

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Zona grigia, professionisti al servizio dei clan. Ma la realtà è più complessaScritto e segnalato da Antonio Amorosi

Nella realtà è la criminalità organizzata a creare contesti ambientali con cui è facile collaborare, “sbagliare” o commettere leggerezze o ingenuità che risulteranno importanti per i clan.

Non esiste quasi mai un “terzo livello”, riferendosi a quel grumo di professionisti che lavora nelle istituzioni, tra le maglie della giustizia e dello Stato determinando le scelte dei clan stessi. E’ una pura mistificazione e una manipolazione, frutto della cultura del tempo passato, dell’onnipresente partito comunista che dettava le linee culturali di un’epoca cimentandosi in paradigmi in grado di rappresentare la realtà con sigle buone per fare i titoli dei giornali e in molti casi frutto della pura ignoranza (qualcuno ricorderà i fantomatici “servizi segreti deviati” o la “massoneria deviata”).

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FONTE – http://www.affaritaliani.it/cronache/zona-grigia-professionisti-al-servizio-dei-clan-ma-la-realta-piu-complessa-595628.html

Russia, da ex atea di Stato a paladina della cristianità

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Tra le storie più bel­le narrate dalla cine­matografia italiana del dopoguerra c’è senza ombra di du­bbio quella che vede ­come protagonisti un ­pope russo e Don Cami­llo, nel film di Come­ncini “Il Compagno Do­n Camillo” tratto dai­ libri di Guareschi. ­

Nel film, il prete ro­magnolo convince infa­tti il timoroso pope ­a confessare la­ malata ed anziana ma­dre del sindaco comun­ista del paese soviet­ico, insegnandogli po­i a fare a pugni con lo stesso come­ nella tradizione di ­Brescello. A questa p­er certi versi comica­ parte di film, si de­ve pensare collegando­la alle famose parole­ dell’onorevole della­ DC La Pira, il quale,­ dopo un invito a par­lare di fronte al sov­iet supremo russo, eb­be l’occasione, cosa ­rara per l’epoca, di ­osservare la società ­russa.

Il suo portavo­ce, e giornalista, Vi­ttorio Citterich, fec­e notare come all’int­erno delle residue, e­ spesso clandestine, ­chiese russe, vi foss­ero solo vecchiette c­on la candela in mano­, e La Pira, rispose af­fermando “Se queste c­he ti sembrano solo v­ecchine con la candel­a in mano, in un cont­esto storico difficil­e e ostile come quest­o, non tenessero acce­sa la fiammella della­ fede in Cristo, dove­ credi che le future ­generazioni russe tro­verebbero il fuoco de­ll’incendio cristiano­ che inevitabilmente ­verrà?”. Continua a leggere

Riflessione sull’incattivimento generale. C’entra anche la pubblicità.

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Qualche giorno a Heather Parisi domandava perché quando torna in Italia, la trova sempre più incattivita “e sempre più affetta da una sindrome di accerchiamento”.  Ho mancato di far notare che anche la società americana  è polarizzata come mai nella  storia; ogni tweet di Trump fa sbavare di rabbia ed urlare d’indignazione l’elettorato democratico;  coloro che hanno votato “The Donald” non sopportano le tv “liberal”, in cui vedono con rabbia solo un ammasso di menzogne deliberate.    Non pochi politologi  cominciano a paventare che una simile inimicizia sociale non s’era mai vista, se non prima della Guerra Civile.  Semplicemente – e cosa terribile – metà dell’America non riconosce la legittimità dell’attuale presidente.

Ma non solo Donald. “Prendete un argomento, qualsiasi argomento – aborto, eutanasia, riforma del welfare, intervento militare nei Balcani – e iniziate la discussione  con un gruppo di persone ragionevoli, educate e colte – e osservate il risultato: caos, e gara di urli. 

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fonte – https://www.maurizioblondet.it/riflessione-sullincattivimento-generale-centra-anche-la-pubblicita/

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