Gay, Vaticano e mandarini nel Conte bis

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di Luigi Bisignani (L’uomo che sussurrava ai potenti)

Conte Ugolino di dantesca memoria a Gattopardo? È il dubbio di tanti, ora che Giuseppe Conte si è messo in proprio per costruire un suo partito che raccolga cattolici, pezzi di Vaticano, tecnocrati e la geniale e trasversale lobby gay che sta ormai sostituendo nel mondo, intelligentemente, tutte le altre confraternite, dagli ebrei ai massoni. Santificato dopo aver divorato le teste dei suoi due ex sodali, Giggino Di Maio e Matteo Salvini, l’avvocato per tutte le stagioni a breve si riposerà, cambiando tutto “per non cambiare niente”. Con la complicità soprattutto di Rocco Casalino, con il quale è ormai una coppia di fatto e che ha rotto anche lui con Di Maio, l’attuale strategia del Super Premier è quella di rimuovere il peccato originale di essere stato allevato politicamente nella scuderia dorata della Casaleggio Associati.

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fonte – https://www.nicolaporro.it/gay-vaticano-e-mandarini-nel-conte-bis/

Quelle pressioni dell’Europa che fanno cambiare idea ai governi

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È bastato meno di un anno per far cambiare idea a Giuseppe Conte. Il cosiddetto “avvocato del popolo italiano” e che si è detto sempre fieramente “populista” ora ritratta. Non è più pronto a colpire l’Unione europea, non è più il capo di un governo scettico nei confronti delle regole di Bruxelles. L’incendiario (che non lo è mai stato pubblicamente ma almeno nella teoria) si è trasformato in pompiere. E ora l’Italia, che prima aveva un Conte presidente di una maggioranza composta da Lega e Movimento Cinque Stelle, ora si ritrova leader di un potenziale governo di centrosinistra – rossogiallo – con tutta un’altra linea rispetto al precedente. Nessuna sfida all’Unione europea franco-tedesca, nessuna grossa apertura di credito nei confronti della Russia di Vladimir Putin, nessun attacco alle regole della finanza di Bruxelles. Solo la conferma dell’asse (personale) con Donald Trump e poi una nuova grande amicizia, quella con le cancellerie europee, da quella di Bruxelles a quella di Berlino, passando per un rinnovato asse con Parigi. Visto che per Emmanuel Macron sarà molto più semplice dialogare con l’Italia ora che il suo nemico numero uno, la Lega di Matteo Salvini, si è tirata fuori dai giochi e il Movimento che faceva alleanza con i gilet gialli è diventato, tutto sommato, moderato.

Pert l’Italia un cambio di passo non indifferente che però – ed è qui la curiosità – non ha soluzione di continuità. Giuseppe Conte, leader del governo più “euroscettico” d’Europa, forse quello più avverso a certe logiche dopo il Regno Unito della Brexit, si trova ora sa guidare un governo di tutta altra fattura. Fuori i sovranisti, dentro gli anti-sovranisti, e tutto cambia. Tutto tranne la sua guida che, camaleontica, è riuscita a imporsi quale nuovo garante della Costituzione e dell’appartenenza di Roma al consesso europeo.

Una lezione di politica? Sì, certamente. Ma è soprattutto una lezione che riguarda i rapporti fra Europa e Paesi membri. E cioè che l’Unione europea sa come adulare, premere e spingere i governi a mettere in atto politiche non contrarie all’essere membri della grande “famiglia” europea. Inutile negarlo: chi fa ciò che dice l’Europa e chi dimostra fedeltà all’asse franco-tedesco, difficilmente sbaglia se vuole rimanere saldamente al timone di un Paese e amico dell’establishment. Un circuito palese e ovvio, che si è manifestato non solo in Italia, ma in tutta Europa. E gli esempi sono molti.

Il primo ad aver capito cosa significa essere fedeli alla linea di Bruxelles è stato Alexis Tsipras. Ricordiamo tutti i suoi attacchi nei confronti dell’Europa, quella minaccia di uscita dall’euro, il referendum contro la Troilka. Poi bastò una convocazione a Bruxelles e una strigliata di Angelas Merkel (che della Grecia è leader de facto) a fargli cambiare opinione. Così, dopo la pubblica abiura sull’uscita dell’euro e l’inserimento della Cina ad Atene, Tsipras è iniziato a essere il simbolo di una sinistra radicale che si riscopre europeista. Ed è sì stato soppiantato da Mitsotakis alle ultime elezioni. Ma di fatto ad Atene non c’è stata alcuna rivoluzione. E l’Europa ha garantito il salvacondotto. Ma non è da sottovalutare neanche la sorta politica di Viktor Orban, che è vero che continua a essere la spina nel fianco del Partito popolare europeo e dell’Ue, ma di fatto non se ne va mai né dal Ppe né dall’Unione, confermando invece che la partnership strategica con la Germania è più forte che mai.

Quello stesso salvacondotto che adesso è stato garantito all’Italia di Conte. Tutti i leader europei, magicamente, hanno iniziato ad apprezzare il premier (non più) dimissionario italiano. I capi di Stato e di governo del Vecchio continente hanno dato ampio credito al capo dell’esecutivo gialloverde, ora rosso-giallo. Lo spread cala sensibilmente da quando si è saputo di un Conte-bis con il Partito democratico nelle stanze del potere. Le alte sfere dell’Unione europea hanno benedetto la nuova alleanza “quasi Ursula”, e tutti sono soddisfatti dal fatto che Conte abbia trasformato i Cinque Stelle e che adesso sia il Pd a poter blindare le direttrici della politica italiana proiettandole su Berlino, Bruxelles e Parigi. E tutto, naturalmente, rinnegando quelle sfumature sovranista che avevano fatto preoccupare tutti.

L’endorsement europeo verso Conte è iniziato da tempo. E c’erano tutti i sintomi di questo cambiamento e della moral suasion avviata nei corridoi della capitale belga e delle cancelliere dell’Ue. È stato soprattutto quel voto a favore di Ursula von der Leyen ad aver rimosso il velo. il leader del governo giallo-verde aveva già deciso di far cambiare colore all’esecutivo. Resta il giallo, cambia l’altro. Ma resta lui, che garantisce piena continuità e legami con l’Europa. E l’Europa ha fatto di tutto per avere alo stesso tempo continuità e rottura convincendo l’Italia a scegliere un’altra strada. C’è chi la chiama responsabilità, chi, invece, pavidità. Quello che è certo, è che l’Italia è stata di fatto commissariata da due forze, anche per demeriti di Matteo Salvini. l’Europa può gestirla meglio senza possibili colpi di cosa. Mentre gli Stati Uniti sono garantiti da Conte che, con Trump, ha instaurato un ottimo rapporto. Evidentemente le garanzie del governo giallo-verde non bastavano più.

fonte – https://it.insideover.com/politica/quella-pressioni-delleuropa-che-fanno-cambiare-i-governi.html

Ue, commissario tedesco: ricompenseremo l’Italia per avere fatto fuori Salvini

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Il nuovo incarico conferito a Conte è “uno sviluppo positivo”. Ora ci si aspetta dall’Italia “un governo pro-europeo”.

Così i padroni di Bruxelles che hanno deciso la nascita del nuovo governo abusivo, salutano il ribaltonde in Italia.

Parole agghiaccianti del commissario Ue uscente al bilancio Guenther Oettinger in un’intervista radiofonica all’emittente Swr.

Bruxelles “è pronta a fare qualsiasi cosa per facilitare il lavoro del governo italiano quando entrerà in carica e per ricompensarlo”, ha aggiunto.

Così parlano i padroni dei propri cani da riporto.

La risposta di Salvini:

 

fonte – https://voxnews.info/2019/08/29/ue-commissario-tedesco-ricompenseremo-litalia-per-avere-fatto-fuori-salvini/

Cacciari su governo Pd-Cinque Stelle: “Pateracchio indecente”

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Ospite di La7, il filosofo Massimo Cacciari fa letteralmente a pezzi l’ipotesi di un governo “horror” Pd-Cinque Stelle. «Siamo in una Repubblica parlamentare, certo, tutto giusto dal punto di vista istituzionale. Ma facciamo un governo con due perdenti. Ha ragione [Sallusti]. La gente non è scema. O tu fai un governo di altissimo profilo, segnando la discontinuità, se non dai l’impressione veramente di poter essere un governo di spessore costituente, tutte le debolezze che io ho detto e che ha elencato Sallusti, emergeranno prepotentemente».

Massimo Cacciari: Pd e Cinque stelle, governo dei perdenti

E allora, ha proseguito Cacciari, «alla fine vincerà il centro-destra, qualunque sia il suo leader, e vincerà per una mezza generazione e mezza. Un disastro simile non verrà mai perdonato, bisogna tener conto delle cose, della realtà, smetterla con il politichese e il palazzese. Lì è certo tutto regolare, tutto giusto dal punto di vista istituzionale, ma sono due debolezze, i Cinque stelle non vogliono andare a votare perché sanno che verrebbero divisi per tre, è inutile nasconderselo, gli italiani lo sanno benissimo, lo hanno capito tutti, anche le pietre lo hanno capito che la ragione e di fondo per cui non vogliono andare a votare i Cinque stelle è questa».

E dall’altra parte, ha osservato, «c’è un Partito Democratico che le elezioni le ha perdute. E quindi o è un governo di altissimo profilo, di discontinuità, con personalità dentro di grande profilo, e allora la gente ci può credere. Sennò è un pateracchio e verrà pagato sangue da chi lo fa».

Sgarbi asfalta i Cinque stelle: Governerebbero anche con l’Isis

«Ormai è chiaro che i 5 Stelle, partito composto da nulla facenti, pur di restare incollati alle loro poltrone, governerebbero con l’Isis». Vittorio Sgarbi si esprime così, su Facebook, sulla crisi di governo.

«Il Pd disponibile a un accordo con i 5 Stelle. Cioè con chi in questi anni ha detto del Pd: “partito di ladri”, “delinquenti”, “servi delle banche”, “affaristi”, “criminali della politica”. Così, solo per rinfrescare la memoria agli amici del Pd terrorizzati dalla elezioni», aggiunge.

fonte – https://oltrelalinea.news/2019/08/22/cacciari-su-governo-pd-cinque-stelle-pateracchio-indecente/

Orrore in Africa: indossano il crocifisso e vengono uccisi dagli islamisti

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Un massacro, l’ennesimo, in Africa contro le comunità cristiane. L’allarme: “Vogliono scatenare un conflitto interreligioso”.

Se ne parla poco ma gli attacchi degli estremisti islamici contro le comunità cristiane in Africa sono, purtroppo, all’ordine del giorno. Terribile, ad esempio, quanto accaduto il 27 giugno scorso nella diocesi di Ouahigouya, nel villaggio di Bani, in Burkina Faso.

«Gli islamisti sono arrivati – ha raccontato il vescovo Laurent Dabiré – e hanno costretto tutti gli abitanti a sdraiarsi a terra. Poi, li hanno interrogati e controllati uno a uno. Quattro persone indossavano il crocifisso e sono stati uccisi perché cristiani».

Gli estremisti islamici hanno poi detto agli altri abitanti del villaggio che sarebbero stati uccisi se non si fossero convertiti all’Islam.

Secondo Aid to the Church in Need, si è trattato del quinto attacco compiuto quest’anno nel Burkina Faso contro le comunità cristiane e il bilancio accertato delle vittime è di venti.

I gruppi estremisti hanno anche compiuto massacri in altri Paesi dell’Africa, come nel Mali e in Niger ed è stato stimato che almeno quattro milioni di persone sono state costrette a fuggire dalle loro case negli ultimi anni.

Il vescovo Dabiré, a tal proposito, ha spiegato che gli islamisti

«all’inizio erano attivi solo nella regione di frontiera tra il Mali e il Niger ma lentamente si sono spostati all’interno del Paese, attaccando l’esercito, le strutture civili e la popolazione. Oggi il loro obiettivo principale sono i cristiani e credo che stiano cercando di scatenare un conflitto interreligioso».

Altri attacchi sono avvenuti nell’aprile scorso a Silgadij dove alcuni uomini armati hanno ucciso cinque cattolici e il loro sacerdote e il mese dopo altri quattro sono stati massacrati durante una processione mariana mentre trasportavano una statua.

Nel Burkina Faso i musulmani rappresentano il 60% della popolazione, mentre i cristiani costituiscono il 20%.

Leggi anche: ‘Sei cristiana’: incinta di due gemelli viene uccisa da musulmani.

fonte – https://vocecontrocorrente.it/orrore-in-africa-indossano-il-crocifisso-e-vengono-uccisi-dagli-islamisti/

“Parlateci di Bibbiano”, adesivi a Mantova: il sindaco Pd denuncia chi li attacca

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Mantova, 23 ago – Alcuni adesivi con stampato sopra “Parlateci di Bibbiano” hanno fatto letteralmente saltare la mosca al naso al sindaco Pd di Mantova, Mattia Palazzi, il quale sulla sua pagina Facebook ha dato vita, nelle ultime ore, a un nevrotico battibecco con i cittadini intervenuti a commentare il suo post. “Qualche cretino ha pensato bene di imbrattare diverse parti di piazza Virgiliana e del centro con questi adesivi – ha scritto il primo cittadino – Di Bibbiano parleranno le indagini che sono in corso. Intanto qui, che siamo a Mantova, ho chiesto alla Polizia Locale di verificare le telecamere per beccarli e sanzionarli per bene. Stiamo spendendo milioni per rendere più bella e pulita la città. I responsabili pagheranno tutti i costi per ripulire”.

Il vero degrado

Peccato che nella foto compaia sul cestino (riportante l’adesivo che fa riferimento allo scandalo della sottrazione immotivata dei minori in Val d’Enza) lo scarabocchio di un writer.
Ma come, hanno fatto subito notare al sindaco, non ti danno fastidio gli imbrattamenti, gli striscioni, i graffiti che abbruttiscono la città patrimonio Unesco e i suoi monumenti, in bella mostra da mesi in alcuni casi da anni? E giù una mitragliata di foto segnaletiche con muri sfregiati con le bombolette spray, palazzi storici profanati e striscioni lasciati a marcire. Forse stordito dalla determinatezza dei commenti, a un certo punto Palazzi si è addirittura lanciato in commenti tecnici spiegando, secondo la legge, chi deve rimuovere cosa, facendo distinzione fra pubblico e privato. Ma se ci fosse stato scritto “I love Mantova” avresti incaricato la Digos di cercare i responsabili? Gli chiede un cittadino.
Vuoi vedere, che se lo striscione avesse contenuto insulti al tuo indirizzo (in qualità di Sindaco) avresti sollecitato la Polizia Locale o chi di competenza ad accertamenti e relativa rimozione! E non ti saresti fermato al pubblico/privato? Gli fa eco un altro.

Un silenzio vergognoso

Tra i commentatori anche Ronni Bottazzi di CasaPound Mantova, che ha dichiarato: “Capisco che al popolo democratico faccia paura parlare di un caso così legato alla politica come Bibbiano ma è inutile gridare alla strumentalizzazione perché i primi ad aver sfruttato dei bambini in politica sono loro con la vicenda di Alan Kurdi e l’immigrazione. Trovo che #parlatecidibibbiano sia in realtà molto importante, all’inizio i media sono stati molto ‘clementi’ con questo caso parlandone il meno possibile. I cittadini che si sono resi conto di questa mancanza volevano sapere e si sono prodigati nel diffondere un messaggio di indignazione, arrivando a ricevere anche il plauso di persone come Nek e Laura Pausini che hanno a loro volta condiviso questo messaggio”.
Fonte – https://www.ilprimatonazionale.it/cronaca/parlateci-bibbiano-adesivi-mantova-sindaco-pd-denuncia-chi-attacca-128247/?fbclid=IwAR3lEZapYQG9nB25hLwSPSjfKETHJx5qQoa_5D-nGuZHo-NoZn_dsT5QOv0

Senza Salvini, come faranno Saviano e la Murgia?

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Sono disperati. Si augurano che il governo giallo-rosso, il Cagoia come l’abbiamo soprannominato in onore del centenario della Fiume dannunziana, non nasca e che si vada al voto presto. O che, almeno, Lega e grillini ritrovino un accordo, che non lasci Salvini all’opposizione. No, non stiamo parlando dei leghisti ma degli intellettuali “antifascisti”, dei Saviano, dei Veronesi, dei Carofiglio, delle Murgia. E di tutto quel mondo che per lunghi quattordici mesi ha vissuto in simbiosi con il Male, con il Dittatore assoluto, con il nuovo Mussolini, anzi ancor più, il nuovo Hitler, Salvini. Per combatterlo certo: ma secoli di filosofia e di letteratura, e più di recente decenni di psicologia, ci insegnano che, ossessionato dal nemico, tendi ad entrare in relazione con lui. Il nemico costruisce la tua identità. E quando non c’è più, precipiti in un vuoto esistenziale.

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Fonte – https://www.nicolaporro.it/i-piu-disperati-per-la-fine-di-salvini-i-saviano-e-le-murgia/

Poi c’è l’Italia

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QUINTA COLONNA

di Marcello Veneziani

Poi c’è l’Italia

Fonte: Marcello Veneziani

Poi c’è l’Italia. E ci sono gli italiani. Quelli che ascoltano sconcertati e indifesi le registrazioni da Bibbiano e vedono la famiglia sotto attacco, i bambini plagiati e costretti a denunciare i loro genitori per abusi inesistenti. Quelli che vedono in tv un marocchino che strazia con otto coltellate una barista a Bologna. Quelli che vedono altre ondate di migranti a bordo, stremati e malati, e poi si scopre che si tratta solo dell’otite di un passeggero; vivono la tragedia di essere imbarcati da giorni mentre, si sa, venivano da una vita agiata, da un’attesa confortevole in Libia, e sono stati costretti da qualcuno a imbarcarsi… E questa sarebbe l’emergenza nazionale, la priorità assoluta per il governo che verrà, mentre gli italiani vivono con disagio in un paese calante ed inefficiente, sentono la pressione e l’oppressione dell’Europa, temono l’aumento dell’Iva e le mazzate del fisco, si sentono indifesi, isolati, raggirati, per giunta in balia di magistrati irresponsabili e schierati.

Vedono che la realtà è da una parte e la rappresentazione e soprattutto la rappresentanza va da un’altra. Si può parlare restando decenti di un governo giallorosso che parte con l’80 per cento di contrari tra il popolo sovrano? Quattro italiani su cinque non vogliono un’alleanza grillina-sinistra; e noncuranti il Palazzo, i Media, il Patriziato euro-nazionale, si spende tutto per quell’alleanza. Dalla sinistra estrema ai moderati illuminati, dai vecchi marpioni del regime ai grillini antisistema, dai giornaloni ai travaglio, tutti – cani e porci, più gentil farfallette – nell’arca di Noè anti-voto e anti-salvini. Continua a leggere

Un governo di ottimati per tenere fuori i barbari?

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di Pietrangelo Buttafuoco

Fonte: formiche

L’intellettuale siciliano a Formiche.net: “Salvini ha messo in campo l’unica destra egemone, il M5S catturato dalle lusinghe del potere”

La crisi di governo? Qualcuno ha voluto trasformare in statisti questi ragazzi che fino a poche ore fa venivano trattati come dementi. Ecco le mosse delle elites italiane spiegate da Pietrangelo Buttafuoco, che racconta a Formiche.net la destra egemone e viva oggi in Italia: quella di Salvini-Don Camillo che ha l’ha messa in moto “nei suoi modi ruspanti”.

Come mai il patto tra politicamente scorretti è saltato?

Alla luce di quello che abbiamo saputo è saltato perché non hanno saputo reggere la forte tensione che la loro stessa presenza determinava nel sistema. Loro erano al governo ma non sono mai stati il potere e staccandosi inevitabilmente, sia gli uni che gli altri, vanno ad essere catturati dalle lusinghe del potere. Il mostro in assoluto osteggiato dal potere è Salvini.

Perché?

Tutti quelli che sino a ieri erano visti come dementi, compreso lo stesso premier sfottuto a sangue per curriculum e linguaggio, adesso sono diventati statisti. Conte viene visto come il nuovo De Gasperi, ma si sorvola sui suoi congiuntivi e sulla teca di San Gennaro di Di Maio. Elementi che fanno sì che il M5S, liberato dall’abbraccio coi cattivi della Lega, sia diventato accettabile nei piani alti.

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Geopolitica della crisi politica

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di Fabio Falchi

Fonte: Fabio Falchi

Che io non sia un fan della Lega e del suo “Capitano” è noto. Tuttavia, un conto è leggere la politica con “categorie” morali e ideologiche, un altro, pressoché sconosciuto ai più, è leggerla con categorie “politico-strategiche” (ossia quelle che spiegano la lotta per l’egemonia), geopolitiche e metapolitiche. Perfino i commenti sulla seduta di ieri al Senato riflettono l’incapacità dei più di leggere la politica con lenti che non siano “impolitiche”, sempre che non si confondano le ciance politiche (ovverosia dei politici e sui politici) con il Politico. Difatti, ciò che conta per i più, citazioni o stilemi (pseudo)colti o meno, è fare il “tifo” (in questo caso pro o contro Salvini, proprio come la maggioranza dei parlamentari).
Invero, quasi nessuno ha colto che l’unico che ieri in Senato ha parlato (sia pure a braccio e non senza quella demagogia che lo contraddistingue) della “questioni essenziale” di questa crisi di governo, paradossalmente (almeno per alcuni) è stato proprio il “Capitano”. In pratica, gli altri si sono concentrati soprattutto sui difetti, sulle “lacune” e sulle “colpe” del “Capitano” oppure (come lo stesso Bagnai) sul governo giallo-verde, per attaccarlo o difenderlo.
Salvini (benché ovviamente si sia difeso dalle accuse di Conte) invece non ha insistito tanto sulle ragioni della crisi (sebbene, anche lui ne abbia parlato) quanto piuttosto sulla necessità per l’Italia di non “soggiacere” più ai diktat del direttorio franco-tedesco. Continua a leggere

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