La stampa cilena parla già del viaggio in America Latina di Gianfranco Amato

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Destacado jurista Gianfranco Amato analizó temas de eutanasia y aborto

El presidente nacional de la Organización de Abogados por la Vida de Italia realizó conferencias en las sedes Santiago y Concepción de la U. San Sebastián.

Dos encuentros con la comunidad universitaria sostuvo el abogado Gianfranco Amato, presidente nacional de la Organización de Abogados por la Vida de Italia, en su visita a las sedes Santiago (Campus Los Leones) y Concepción (Campus Las Tres Pascualas) de la Universidad San Sebastián, instancias en las que presentó su conferencia Eutanasia y aborto, entre autodeterminación y Derecho Natural.

En Santiago dialogó con estudiantes, docentes y autoridades. Su participación fue gestión de Formación Integral, en tanto que en Concepción la invitación fue de las facultades de Medicina y Ciencia, y de Derecho y Gobierno, cuyos académicos y estudiantes repletaron el Auditorio Dr. Alexis Lama.

Citando a los antiguos juristas, Gianfranco Amato analizó el Derecho Natural y cómo a lo largo de la historia, y en diferentes estadios sociales, temas como el Derecho a la Vida, y la interrupción de ésta, han sido “resueltos” jurídicamente acorde a leyes que no se condicen con su protección. “El romanticismo jurídico establece que el Derecho Natural no existe, por lo tanto, no permite una objeción de conciencia, y una vez establecida una ley, debe ser acatada aún contraviniendo la propia conciencia”, dijo, criticando el que, por tratarse de la opinión de una “mayoría”, se dictaminen respuestas inhumanas para solucionar los conflictos de los seres humanos. “La democracia no es un sistema perfecto, ni tampoco cristiano. Y no todo lo que es legal, es justo”, advirtió.

Analizó casos a lo largo de la historia, también reciente, como la situación de la joven Noa Pothoven, quien pidió asistencia de suicidio pese a sus 17 años (Holanda), o el del niño Charlie Gard, de menos de un año, desconectado de las máquinas que le mantenían vivo pese a la oposición de sus padres, por orden de un juez, en Inglaterra. “La eutanasia en Europa se instauró el año 2003, con 235 casos ese año. Hoy la cifra aumentó a 2 mil 357, en 2018, con un promedio de 18 muertes diarias. ¿Por qué este aumento? Porque la cultura de la muerte no tiene límite, y para el médico se convierte en un acto rutinario”, lamentó.

“Como área de Formación Integral deseamos desarrollar un compromiso ético y social en nuestros estudiantes, a través de valores como el respeto a la dignidad humana, la solidaridad y caridad, con el fin de formar personas que en su diario vivir se vinculen con otras a través del amor, ayudando y valorando la vida de quienes los necesiten y acogiendo a los que se sientan más solos y desprotegidos”, señaló Bernardita Celis, coordinadora Nacional de Formación Integral de la USS, quien valoró la exposición de Amato. “La instancia sirvió para que los asistentes conocieran su visión en relación a dos dilemas tan contingentes a nivel mundial, como la eutanasia y el aborto”, precisó Celis.

Parte del extenso currículum de Amato incluye su labor de catedrático de la Pontificia Universidad Lateranense; miembro del Comité “Defendemos a nuestros hijos” y la fundación de la Asociación Scienza & Vita de Grosseto (de la que es presidente). También es representante para Italia de la Organización Advocates International, y columnista y colaborador de numerosas revistas.

Da http://www.uss.cl/blog/eutanasia-aborto-gianfranco-amato/

Immigrati, l’accordo di Malta era una bufala!

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di Alessandro Gnocchi

L’avevano presentato (giornali e politici) come il grande accordo. Una pietra miliare per almeno tre motivi diversi: ridefiniva le politiche europee sull’immigrazione; segnava la ritrovata coesione dell’Unione in nome della solidarietà; l’Italia usciva dall’isolamento, nuovamente rispettata grazie al passo felpato e sapiente del Conte Bis, Continua a leggere

Copasir al leghista Volpi: “Cominciamo a cannoneggiare”

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Di Roberto Vivaldelli

Il deputato leghista Raffaele Volpi è il nuovo presidente del Copasir: il carroccio è pronto a prendere di mira il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, colui che ha autorizzato gli incontri con i procuratori americani William Barr e John Durham. Le parole di Giancarlo Giorgetti, riportate da Augusto Minzolini su Il Giornale, non lasciano spazio a dubbi: «Solo in un Paese come l’Italia succedono queste enormità. Continua a leggere

Spagna, secolarizzazione e mancata istruzione religiosa stanno causando un crollo della fede

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di Matteo Orlando per AGERECONTRA.IT

La Spagna sta cessando sempre più d’esser cattolica.
Quella che per molti anni è stata l’ottava nazione per numero di cattolici, dopo Brasile, Messico, Filippine, Stati Uniti d’America, Italia, Francia e Colombia, si sta riscoprendo sempre più atea.
La Fondazione Ferrer i Guàrdia ha pubblicato il suo rapporto annuale, che mostra un progressivo aumento della secolarizzazione della società spagnola.
Il rapporto rivela che otto matrimoni su dieci in Spagna sono già civili, che il numero di credenti praticanti è sceso al 26,6% e che le persone che contrassegnano l’equivalente del nostro 8permille destinandolo alla chiesa cattolica sono solo il 14,2%.
Nell’ottava edizione di questo studio, che fa “una

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Turchia: “Tutto pronto per l’operazione militare in Siria”, la guerra è a un passo

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Di Vocecontrocorrente

Una guerra, dalle conseguenze imprevedibili, sta per esplodere nel nord della Siria a causa della decisione del governo turco di invadere la zona per colpire il ‘terrorismo’ (in realtà è chiaro che l’intenzione di Ankara sia sferrare un duro colpo ai curdi, nemici storici).

«Tutte le preparazioni sono state completate per l’operazione militare della Turchia nel nord-est della Siria contro le milizie curde dell’Ypg» Così, su Twitter, il ministero della Difesa di Ankara. Continua a leggere

Flat Tax, aiuti alle famiglie: così l’Ungheria cresce 4 volte la zona Euro

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di Stelio Fergola

Flat Tax al centro di un lavoro impostato alla crescita: un dato a cui l’Ungheria di Viktor Orban, in senso buono, non è sfuggito negli ultimi anni. Che mostrano tendenze sempre confortanti: il Paese è cresciuto del 4% nel 2017 e prevedeva chiudere il 2019 al + 3,2%. Il tempo è al passato non a caso: al 2 ottobre, i numeri sono ancora più alti. E i salari seguono lo stesso andazzo. Il tutto mentre la zona Euro, come sempre, arranca.

Flat Tax e crescita

La Flat Tax ungherese, in vigore dal 2011, è pari al 15% per le persone fisiche. Dal 2017 c’è anche il 9% per le società. Le previsioni di crescita sopracitate si sono rivelate sbagliate. I magiari stanno chiudendo il 2019 a livelli ancora più alti, ben + 5,2, come riporta il quotidiano La Verità. Un dato di 4 volte superiore alla media Ue, che oscilla tra l’1,5 e l’1,6%.

Flat Tax, stipendi, Pil

Tasse abbattute, stipendi che svettano, Pil idem. Pare un processo naturale: il salario minimo ungherese nel 2019 è di circa 464 euro mensili, nel 1999 era inferiore a 100 euro. Quello medio nel 2015 era di 333 euro, nel 2018 supera i 600. Il Pil sale già del 4% considerevole sopracitato nel 2017, per un valore di 139 miliardi di euro, e le previsioni per il 2019 sono sempre state smentite da rialzi. Continua a leggere

Friday For Future è già morto

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La schiavitù volontaria preda dalla regressione pagana dell’Islam.

 

Il movimento friday for future è già morto e questo per un semplice motivo: è tutto composto da ragazzini che non rinunceranno mai agli agi procurati da ciò che asseriscono di criticare.

Non rinunceranno mai agli agi perché sono nati negli agi e quindi non hanno la più pallida idea di cosa significhi la privazione.

Questo movimento è dunque già abortito ma fa capire anche il vero scopo di chi lo ha inventato: creare un gregge di giovani elettori che votano a sinistra esattamente come è stato fatto nel ’68.

I manovratori che alimentano questi movimenti sfruttano il nichilismo causato dll’ignoranza indotta nell’uomo tramite la negazione di Dio, in modo da convincerlo di essere unico artefice e responsabile di tutto l’universo.

Questa sciocca convinzione, che si è diffusa dalla Rivoluzione Francese in poi, viene sostenuta e promossa abilmente da un’elite di uomini che la sfruttano per allevare i propri simili come pecore da tosare. I loro strumenti a supporto sono droga, alcool e sesso libero oltre a tutte le derive ideologiche decostruzioniste come il gender fluido, l’ideologia LGBT, quella omosessualista e tutte le consorelle che, non a caso, portano la sterilizzazione dell’umanità.

Il paradosso del nichilismo risiede proprio nel fatto che dapprima convince l’uomo di essere al centro dell’universo, e quindi unico artefice di tutto il suo presente e di tutto il suo futuro, ma contemporaneamente lo equipara ad un elemento infestante della Terra.

Fantastico vero? E’ un capolavoro di schiavitù volontaria votata all’autodistruzione.

Gli unici che vedrebbero favorevolmente il ritorno al paganesimo tribale, violento ed ignorante voluto da coloro che oggi sognano il pianeta di “Gaia”, quella casa cioè equiparata romanticamente ad un’astronave che viaggia nell’universo e che ospita noi uomini ed animali come “corpi in base carbonio”, potrebbero essere proprio gli adepti dei quell’Islam che da quel paganesimo del dio Allah non si sono mai affrancati. Ecco il capolavoro.

Una regressione di civiltà talmente lunga e profonda da portare l’uomo a prima dell’anno 3000 a.c., una regressione pagana perfetta per consegnare l’uomo all’Islam. Con buona pace dei cosiddetti diritti di emancipazione delle donne e tutta la compagnia allegra di fandonie che l’uomo si attribuisce come diritto, senza naturalmente prima accampando alcun dovere,…se non quello di tornare a vivere come bestie.

Soros con Greta: 25 milioni al Global Climate Strike

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George Soros è con Greta Thunberg. Almeno 22 dei gruppi di attivisti di sinistra partner nel Global Climate Strike hanno ricevuto $ 24.854.592 in finanziamenti dal miliardario liberista George Soros tra il 2000-2017 attraverso la sua Open Society Network, Joseph Vazquez ha riferito giovedì per il Media Research Center. A darne notizia è Breitbart. Sebbene apparentemente innescato dalle proteste della sedicenne Greta Thunberg, il Global Climate Strike porta fin dall’inizio le impronte indelebili di attivisti e finanzieri come liberal George Soros.

Soros è con Greta: ecco chi ha finanziato

Tra le organizzazioni che hanno ricevuto finanziamenti da Soros ci sono il Fund for Global Human Rights, Global Greengrants Fund, 350.org, Amnesty International, Avaaz, Color of Change, and People’s Action. Ognuno di questi gruppi ha programmi e obiettivi legati al clima che vanno dalla riduzione delle emissioni globali all’eliminazione di nuovi progetti di combustibili fossili e ad un “movimento verde per i diritti civili”. Altri importanti donatori includono il candidato alla presidenza democratica Tom Steyer NextGen America e il Sierra Club, che secondo quanto riferito ha ricevuto milioni dall’ex sindaco Michael Bloomberg.

Il gruppo 350.org, fondato da Bill McKibben nel 2008, ha combattuto contro il carbone in India e ha cercato di fermare il gasdotto Keystone XL negli Stati Uniti.

La lettera dei 500 scienziati contro Greta

Come riporta IlGiornale.it, nell’indifferenza generale 500 scienziati di tutto il mondo indirizzano al segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, una lettera contro l’allarmismo climatico. Lanciata da Guus Berkhout, geofisico e professore emerito presso l’Università dell’Aja, l’iniziativa è il risultato di una collaborazione tra scienziati e associazioni di 13 Paesi. Pubblicato in un momento in cui l’agenda internazionale pone il clima in cima alla lista delle preoccupazioni, questa

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Fonte – https://oltrelalinea.news/2019/09/30/soros-con-greta-25-milioni-al-global-climate-strike/

La “clau-sòla” nell’accordo sui migranti

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“In caso di un sostanziale aumento delle persone da ricollocare nei sei mesi previsti l’accordo può essere sospeso in qualsiasi momento e gli Stati membri si riuniranno d’urgenza”. È l’ultima clausola dell’accordo sottoscritto a Malta dall’Italia e da un altro pugno di Stati europei che dovrebbe prevedere la redistribuzione immediata dei migranti che dovessero sbarcare sulle coste italiane quando portati dalle navi delle Ong. Una postilla che sembra ridimensionare la portata generale dell’intesa, già peraltro depotenziata dall’assoluta “volontarietà” delle adesioni e dal fatto che difficilmente altri Paesi europei, a partire da quelli di Visegrad, decideranno di aderire alla ripartizione così come prevista a Malta.

fonte – https://www.iltempo.it/politica/2019/09/26/news/migranti-malta-fa-accordi-germania-ue-news-1215119/

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