Agrigento, gli immigrati sbarcano e salutano i bagnanti: “Ciao bello!” (Video)

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Agrigento, 18 set – Come se non bastassero la parziale riapertura dei porti e l’asservimento del neo governo giallofucsia alle Ong, ci pensano gli “sbarchi fantasma” a peggiorare la già difficile gestione degli arrivi in Italia. Da giorni i barchini che arrivano sulle nostre coste scaricano gli immigrati a gruppi di una ventina alla volta. Ieri un caso davvero eclatante, con uno sbarco avvenuto nella principale spiaggia di San Leone, frazione e principale lido di Agrigento, intorno alle 18 mentre la gente era ancora al mare.

Gli immigrati festeggiano

Come si vede dalle immagini diffuse da “Mareamico Agrigento”, un gruppo di circa 25 immigrati (probabilmente tunisini) scende festante dalla piccola imbarcazione abbandonata sul bagnasciuga salutando i bagnanti. Al “ciao bellu” di uno degli immigrati, un bagnante, probabilmente l’autore del video, risponde amichevolmente con “ciao ragazzi”. Con il sottofondo di risate dell’operatore si vedono poi i clandestini darsi letteralmente alla macchia sparendo nella vegetazione.

Fermati una dozzina

Sul posto dopo una mezzora circa sono arrivati gli uomini di Capitaneria di porto, Guardia di finanza e polizia locale. Nella notte le volanti della polizia sono riusciti a rintracciare e fermare una dozzina di immigrati, che dopo lo sbarco avevano provato a nascondersi nel quartiere balneare di San Leone. Le ricerche proseguono ancora e si stanno allargando alle zone limitrofe.

Davide Di Stefano

fonte – https://www.ilprimatonazionale.it/approfondimenti/agrigento-gli-immigrati-sbarcano-e-salutano-i-bagnanti-ciao-bello-video-130473/

Bibbiano: lo scandalo si allarga

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Quando Laura, con la mano che le trema, sottoscrive il verbale dell’udienza conclusiva, è convinta che il peggio sia passato. Non le avrebbero più tolto il bambino di nemmeno due anni, nato da una burrascosa relazione con un marito col quale condivideva ormai solo i problemi di tossicodipendenza. Hanno già «perso» due figlie, andate in affidamento, il terzo bimbo è stato dichiarato adottabile dal Tribunale dei minori di Genova. È certa che non le toglieranno pure il piccolo S. quando i giudici della Corte d’appello le chiedono la disponibilità a «entrare in comunità con il minore seguendo le disposizioni dei giudici». È l’occasione che attende da mesi per dimostrare di voler cambiar vita. E lei, 28enne, con la speranza di uscire dall’aula col bambino abbracciato al collo, ha preso la penna e, con una grafia minuta e incerta, ha messo la propria firma. Quel che poi è successo, purtroppo, è stato molto diverso da ciò che aveva immaginato.

La stessa firma, dopo qualche giorno, Laura l’avrebbe apposta a una denuncia contro i cinque magistrati che hanno scelto di affidare il figlio ai servizi sociali del Comune di Genova. A tradimento, secondo la mamma. Perché la sentenza, sostiene, era già pronta, e la discussione finale sarebbe stata solo una finta. I giudici, secondo quanto riportato nell’esposto che Panorama ha avuto modo di visionare, non avrebbero voluto – per pigrizia – cambiarla. Assistita da un avvocato penalista, Laura ha depositato nei giorni scorsi in Procura, a Genova, una denuncia per falso ideologico e abuso d’ufficio.

Il ragionamento della mamma è semplice: la sentenza riporta la stessa data dell’udienza collegiale. In poche ore di camera di consiglio, dice la donna nell’esposto, i giudici non possono aver discusso e compilato le 14 pagine del verdetto, letto e valutato le oltre 120 pagine della consulenza tecnica d’ufficio (richiamandola 26 volte nel provvedimento), le «relazioni dei servizi sociali» e quella del direttore del dipartimento di Salute mentale dell’Asl 1 che ha in cura la giovane madre. Il verdetto menziona poi «quattro diverse sentenze della Cassazione» e le posizioni delle parti provenienti da altri due fascicoli paralleli – il papà e i nonni paterni si erano costituiti contro la conferma del giudizio di primo grado, sostenuto invece dagli assistenti sociali – per un totale di altre centinaia di pagine da approfondire.

Possibile che i giudici siano riusciti a valutare tutto questo materiale in così poco tempo, pur sapendo che da quelle scelte dipendeva la vita di un bambino di appena due anni? La risposta di Laura è no. «Sembra quasi che la sentenza, firmata e datata, sia stata scritta prima dell’udienza collegiale… e non sia frutto di una regolare e approfondita riunione in camera di consiglio» accusa la madre. Soprattutto perché non si fa mai riferimento alla proposta dei giudici di trasferirsi in comunità con il bambino, nonostante l’impegno – nero su bianco – della stessa Laura. Come mai? «La Corte era ovviamente libera di cambiare idea in camera di consiglio, ma a questo punto perché non fare alcuna menzione in sentenza di un passaggio così importante per la madre e per suo figlio? Forse perché la sentenza di rigetto dell’appello era già pronta? (…) Mio figlio viene quindi dato in adozione nonostante in aula, in sede di udienza, mi fosse stata data la possibilità di entrare in comunità con lui».

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fonte – https://www.panorama.it/news/cronaca/affidi-bibbiano-bambini-scandalo-allarga-genova/

Politica. Gli ultimi sondaggi, partito per partito, di Lega, M5S, Pd

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La prima settimana di vita del Governo Conte bis non piace agli italiani che nel sondaggio SWG per il TG de La7 dicono un chiaro no all’esecutivo Pd-M5S.

Il sondaggio infatti mostra alcuni dati molto interessanti.

Il primo riguarda la fiducia ed i giudizi verso il nuovo esecutivo. Solo il 39% degli intervistati dà infatti un giudizio positivo. Addirittura il 30% degli elettori del Pd ha dubbi e negatività verso questa alleanza.

Il secondo dato riguarda la fiducia nel premier che la settimana scorsa, dopo il famoso discorso duro contro Salvini e l’incarico ricevuto da Mattarella era al 51% in soli 7 giorni è crollato di 4 punti, arrivando al 47%.

Anche nelle indicazioni di voto il M5S viene penalizzato mentre la Lega frena la sua caduta confermandosi primo partito ben oltre il 30%. Da notare per la prima volta nelle analisi dei sondaggisti compare Cambiamo, il partito del Governatore della Liguria, Giovanni Toti che si atesta al 2,3%.

Un altro sondaggio di Eumetra invece racconta come per il 53% degli italiani il Governo giallorosso è stato creato dai “poteri forti” (Europa, banche, mercati finanziari). Solo il 24% dice no a questa ipotesi, mentr il 23% risponde “non so”.

L’ultimo sondaggio è di:

– Swg per il Tg La7 del 9 settembre

Lega – 33,2% (-0,2% rispetto al 2 settembre)

M5S – 20,4% (-1%)

Pd – 22,1% (+1%)

FdI – 7,2% (+0,3%)

FI – 5,2% (-1%)

Supermedia di Youtrend del 6 settembre

Lega – 32,3% (-4,4% rispetto al 1 agosto)

M5S – 20,6 (+3%)

Pd – 22,6% (+1%)

FdI – 7,4% (+0,9%)

FI – 6,6% (-0,9%)

– Ixe, per Cartabianca del 5 settembre

Lega – 30,1% (-3,2% rispetto alle europee)

M5S – 22,3 (+5%)

Pd – 23% (+0,3%)

FdI – 7,5% (+0,9%)

FI – 7% (-1,8%)

– Istituto Piepoli per La Stampa del 1 settembre

Lega – 32% (-4% rispetto al 22 luglio)

M5S – 16,5% (-1%)

Pd – 23,5% (+1)

FI – 7,5% (+0,5%)

FdI – 6% (+0,5%)

Pagnoncelli, Ipsos, per il Corriere della Sera del 29 agosto.

Lega – 31,8% (-4,1% rispetto al 20 luglio)

M5S – 24,2% (+6,8%)

Pd – 22,3% (+0,7%)

FdI – 7,8% (+1,8%)

FI – 6% (-2,2%)

– Youtrend per SkyTg24

Lega – 31,9% (-2,4% rispetto alle europee)

Pd – 22,3% (-0,4%)

M5S – 18,6% (+1,5%)

FdI – 8,8% (+2,4%)

FI – 6,8% (-2%)

– Termometro Politico per Coffee Break (La7) del 28 agosto

Lega – 36,6% (+0,5% rispetto al 13 agosto)

Pd – 24,1% (+0,7%)

M5S – 17,8% (-0,3%)

FdI – 7% (-0,1%)

FI – 5,8% (-0,2%)

– Demopolis del 26 agosto

Lega – 33%

Pd – 23%

M5S – 19%

FdI – 6,8%

FI – 6,2%

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fonte – https://www.panorama.it/news/politica/ultimi-sondaggi-politica-voto-lega-m5s-pd-forza-italia-voto-elezioni/

AGORA VOX ITALIA mette “Christus Rex” tra i “pericoli” per l’Italia

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Ecco AGORA VOX Italia che sul suo cito ci spiega che anche noi di “Christus Rex” saremmo tra i “pericoli” dell’Italia… Se la mettano via perché continueremo ad esserci e a lavorare, ancor più di prima…(n.d.r.)

Le sfide impossibili del governo giallorosa

di Fabio Della Pergola

Alla fine il vascello è partito, con una buona dose di ottimismo e le vele gonfiate dal sospiro di sollievo dei molti convinti di averla sfangata per un pelo.

Sfangata da un possibile governo (se si fosse andati al voto) di una destra estrema come mai prima nella storia repubblicana. Un governo nel cui sottobosco avrebbero continuato a prosperare i camerati di Casa Pound, i nostalgici neofascisti di Forza Nuova, i cattolici ultrareazionari di Christus Rex, i bigotti tradizionalisti dei Family Day (i cui sponsor politici di famiglie “tradizionali” ne hanno tutti due o tre) e i vari amici degli amici delle famiglie malavitose che non resistono al selfie che poi inguaia il politico di riferimento, ingenuo o complice che sia.

Sfangata da un governo il cui vero leader era viaggiatore abituale sulla tratta Italia-Mosca insieme a quel Gianluca Savoini, presidente e fondatore dell’Associazione Lombardia-Russia, finito nella melmosissima questione di un (presunto) finanziamento illecito insieme a un paio di intermediari italiani e a tre russi, due dei quali, Andrey Kharchenko e Ilya Yakunin, vicini all’ideologo dell’eurasiatismo Alexandr Dugin (cioè alla testa pensante dell’articolato e complesso mondo reazionario contemporaneo) che – come scrivevo anni fa – prima di mettersi in proprio faceva parte di un think tank russo, chiamato Katehon, dove “l’odore dei servizi” si sentiva bello forte. Continua a leggere

La profezia di Carlo Nordio sul Conte-bis e sul futuro di Salvini

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Trova che il taglio dei parlamentari sia “inutile”, che l’allarme fascismo “sia una balla colossale”, che l’incriminazione dell’ex ministro dell’Interno Matteo Salvini per il “caso Rackete” non abbia alcun fondamento, che “nella sostanza” il decreto Sicurezza bis non sia anticostituzionale, che “la sospensione della prescrizione dopo la sentenza di primo grado è un mostro giuridico” e che pertanto se son si farà “slittare l’entrata in vigore della legge sulla prescrizione torneremo al Medioevo”. Infine ritiene che “l’asso nella manica di Salvini potrebbe essere proprio il nuovo governo” perché, spiega, “perseguendo programmi incompatibili, avendo un alto tasso di litigiosità, e comprendendo forze assai eterogenee, l’alleanza tra M5S e Pd potrebbe fallire clamorosamente”. A quel punto, “Salvini andrebbe al 60%, come disse il segretario democratico Zingaretti quando prospettò la necessità di votare subito”.

Chi parla è Carlo Nordio, già procuratore aggiunto della Repubblica di Venezia, oggi in pensione per raggiunti limiti di età ed editorialista sui giornali, nell’intervista a Libero Quotidiano. E sul tema specifico del voto per non far vincere Salvini, l’ex magistrato sostiene che “dal punto di vista costituzionale certo si può ma, per favore, non prendeteci per cretini…” dice. Nordio infatti sostiene di non credere proprio che “Salvini fosse e sia un rischio per la democrazia”. È semmai “un ritornello petulante che ci sentiamo ripetere da più di vent’anni, da quando è arrivato Berlusconi, e maschera una straordinaria povertà di cultura e di argomentazioni politiche”. Anche se, chiosa l’ex procuratore lagunare, “che poi l’espressione ‘pieni poteri’ sia stata infelicissima è un altro paio di maniche”.

Ma nel giorno in cui Roma tratta con l’Europa sui migranti e la Francia si apre all’ascolto sul tema, Nordio sostiene che “dai tempi di una legge di sinistra di vent’anni fa, la Turco-Napolitano, i princìpi sono gli stessi: in Italia si entra con il permesso; se ne sei privo, vieni respinto alla frontiera; se sei espulso e non te ne vai, commetti un reato”.

Ecco, secondo l’ex magistrato “Salvini ha avuto il coraggio di applicarla concretamente perché, almeno fino a Minniti, era rimasta sulla carta. Che poi Salvini si esprima in modo talvolta rude e pittoresco credo faccia parte del suo carattere”. “Personalmente lo preferirei più istituzionale”, commenta. Quanto alla ricetta sull’immigrazione, ritiene che si debba “coniugare la solidarietà e il realismo in un modo semplice e legale, in attesa che venga modificata l’aberrazione dell’accordo di Dublino”.

Ovvero, “si obblighino i migranti a depositare la domanda di asilo nelle mani del comandante delle navi delle Ong. Egli a tutti gli effetti è pubblico ufficiale dello Stato di bandiera. A quel punto, potremmo anche fare sbarcare i profughi temporaneamente da noi, salvo trasferirli subito nello Stato di primo approdo dove è stato depositato il documento, perché questo dice proprio il trattato di Dublino” sostiene l’ex procuratore.

Infine sul fascismo e il risorgere di un’antica quanto nuova nostalgia, Nordio sostiene che “l’unico fascismo è quello del nostro vigente codice penale, che è firmato Mussolini”.

fonte – https://www.agi.it/politica/carlo_nordio_matteo_salvini_conte_bis-6153370/news/2019-09-09/

Trovato l’edificio di Emmaus dove Cristo si mostrò risorto?

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di Matteo Orlando per AGERECONTRA

Gli archeologi francesi e israeliani hanno trovato i resti di un edificio che coincide con le descrizioni del Nuovo Testamento riguardo ad Emmaus, una città in cui Gesù apparve per la prima volta dopo la sua risurrezione.
Secondo quanto scrive il giornale Haaretz, gli esperti hanno identificato una fortezza ellenistica di 2.200 anni fa sulla collina di Kiryat Yearim, vicino a Gerusalemme, che potrebbe coincidere con la posizione della città biblica.
I ricercatori hanno esplorato dal 2017 ad oggi l’area in cui si crede che l’Arca dell’Alleanza fosse stata conservata per 20 anni, prima che re David lo portasse a Gerusalemme.
L’archeologo Israel Finkelstein e Thomas Römer dell’Università di Tel Aviv, professore di studi biblici al College de France, suggeriscono che Kiriath Yearim Hill e l’adiacente città di Abu Ghosh dovrebbero essere identificati come Emmaus. La città ebbe un ruolo importante nella storia della ribellione ebraica contro l’Impero seleucide ellenistico, narrata nel Libro dei Maccabei.
Giuda Macabeo fu sconfitto e ucciso nel 160 a. C. nella battaglia di Elasá da parte di un esercito seleucide guidato da Baquides, un generale inviato in Giudea per reprimere la ribellione. Baquides fortificò diverse città intorno a Gerusalemme, tra cui Emmaus.
Il gruppo di professionisti appartenenti all’Università di Tel Aviv ha intensificato gli scavi durante quest’ultima estate, spinto dalle storie che indicavano che in quella zona c’erano tesori del tempo dell’antica Giudea.
In particolare, alla fine di agosto gli archeologi hanno identificato la fortezza di Kiryat Yearim, nella zona dove Gesù riapparve dopo la sua morte.
Si stima che quella zona avrebbe potuto ospitare un centro di culto e amministrazione israelita intorno all’VIII-VII secolo a.C.
Israel Finkelstein, archeologo e capo progetto, ha riferito ai media che le pareti erano spesse tre metri e alte due. Inoltre, sono stati trovati resti di quella che sarebbe stata una torre durante il primo secolo dell’era cristiana.
Secondo il professionista, queste caratteristiche fanno sì che quell’area assomigli molto alle caratteristiche che furono date a Emmaus all’interno dei quattro vangeli del Nuovo Testamento.
“L’importanza di questo luogo, la sua posizione dominante su Gerusalemme, è stata sentita più e più volte nel tempo: nell’VIII secolo a.C., poi nel periodo ellenistico e ancora dopo la prima rivolta ebraica e la distruzione di Gerusalemme nel 70 d.C.”, ha detto Finkelstein.
Tuttavia, i ricercatori hanno sostenuto che il lavoro richiederà ancora diversi anni, poiché molte di queste strutture sarebbero state modificate durante il periodo del dominio romano, vicino al I secolo d.C.
Secondo la Holy Land Foundation non tutti gli specialisti concordano sul fatto che Emmaus si trovasse realmente in questa fortificazione ma ci sono almeno altre due ipotesi sulla posizione di questa città. “Tradizionalmente, la maggior parte degli studiosi ha identificato la Emmaus del tempo di Gesù con quella che in seguito divenne la città bizantina chiamata Emmaus Nicopolis, situata nella valle dell’Ayalon, vicino alla moderna traversata di Latrun”, ha spiegato Benjamin Isaac, Professore emerito di storia antica dall’Università di Tel Aviv.
Ma secondo il Vangelo di San Luca, Emmaus era a quasi 12 chilometri di distanza da Gerusalemme, mentre Emmaus Nicopolis si trova a 25 chilometri di distanza. Pertanto, Thomas Römer sottolinea che esistono antiche tradizioni che collegano Kiriath Yearim e Abu Ghosh con Emmaus. “Almeno alcuni cristiani nei secoli passati non erano d’accordo con Eusebio e credevano che l’apparizione di Gesù avvenisse lì invece che in Emmaus Nicopolis. Ecco perché i Crociati, nel XII secolo, costruirono la Chiesa della Resurrezione, magnificamente dipinta, ad Abu Ghosh”.

Il pressing di Bergoglio su Conte

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di Luigi Bisignani (l’uomo che sussurrava ai potenti)

Conte non è neppure l’ombra di Andreotti, eppure solo pochi premier prima di lui hanno avuto un rapporto così stretto contemporaneamente con un Papa e un Segretario di Stato. Ma verrà messo a dura prova dalle scadenze legate all’introduzione dell’eutanasia, argomento incandescente per il Vaticano, anche perché Bergoglio e Parolin si aspettano molto da lui dopo che si sono esposti per la sua riconferma non solo col Quirinale, ma soprattutto con la segreteria del PD. E il rinnovato presidente del Consiglio, che si è ormai convinto, complice anche l’abuso di brillantina, di essere davvero “unto dal Signore”, ha colto come un messaggio divino anche la scomparsa, nei giorni scorsi, del suo Padre spirituale e mentore, il cardinale Achille Silvestrini.

La morte dello stratega dell’Ostpolitik – che quando riceveva le telefonate del Pontefice scattava in

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fonte – https://www.nicolaporro.it/il-pressing-di-bergoglio-su-conte/

Monti benedice il governo giallorosso: “Meglio di quello precedente”

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L’ex presidente del Consiglio felice per l’indicazione di Paolo Gentiloni: “È un’ottima scelta, sono molto lieto”

L’ex presidente del Consiglio, a margine di una pausa dei lavori del Forum Ambrosetti, ha dichiarato che il nuovo esecutivo è connotato da “aspetti decisamente positivi, soprattutto se lo si compara al precedente“.

Conte più maturo

Il professore ha detto che le nuova compagine “è molto comune alla precedente perché uno dei due partiti è il medesimo e il presidente del Consiglio è il medesimo, ma sembra che il processo di maturazione (del premier Conte, ndr) sia stato veloce nel corso dell’ultimo anno“. Il Loden ha poi aggiunto che ora “resta da vedere quanto il programma, che non conosciamo ancora nel dettaglio, e l’impegno concreto nel perseguirlo, registreranno davvero una discontinuità grande“.

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fonte – http://www.ilgiornale.it/news/politica/monti-benedice-governo-giallorosso-meglio-precedente-1749203.html?mobile_detect=false

A Leu Conte regala il ministero della Salute. Gli italiani nelle mani di Speranza

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Non esistono nel Paese, ma si vendono e piazzano bene. Leu, il partitino di Pietro Grasso e Laura Boldrini, da oggi siede al governo. Proprio così. Il ministero della Salute, guidato dalla grillina Giulia Grillo, che fino all’ultimo doveva rimanere in quota 5Stelle, è passato di mano. A guidare la salute italiana sarà Roberto Speranza esponente di “peso” di Liberi e Uguali, sicura garanzia di saldatura a sinistra, quella gruppettara dei centri sociali, per il nascente governo giallorosso. Per la squadra di governo «ci hanno chiesto una rosa di nomi e noi abbiamo proposto Muroni e Speranza», ha riferito la senatrice Loredana De Petris al termine dell’incontro a palazzo Chigi con Conte. La decisione di piazzarlo al ministero di Lungotevere a Ripa, ribaltando tutte le caselle, è arrivata solo a tarda mattinata.

Nato a Potenza il 4 gennaio 1979, sposato con due figli e laureato in Scienze Politiche, di lui non si conoscono particolari competenze in materia di sanità pubblica.
Già deputato nelle file del Pd nella scorsa legislatura, componente la commissione Esteri della Camera, nel febbraio 2017 Speranza abbandona il Pd di Matteo Renzi insieme ad altri esponenti della minoranza, tra cui anche l’ex segretario Pier Luigi Bersani, per aderire alla nuova formazione di Liberi e Uguali fondata dall’ex presidente del Senato.

Tra le congratulazioni per il nuovo incarico non potevano mancare quelle del compagno Alessio D’Amato, assessore alla Sanità della Regione Lazio guidata da Zingaretti. «Voglio rivolgere un augurio di buon lavoro al neoministro alla Salute, Roberto Speranza. Sono molte le sfide che lo attendono per una Sanità sempre più vicina alle esigenze delle persone e con uno sguardo rivolto alle fragilità e le categorie più bisognose», dice l’amico D’Amato. Non manca chi gioca con il cognome del nuovo ministro del governo giallorosso. «Auguri e congratulazioni a @robersperanza ministro della Sanità. Con quel cognome questo incarico era scritto nel suo destino! Sono certo che farà bene perché è una persona seria e appassionata #speranzasanita», così su Twitter l’ex Pd Miguel Gotor.

fonte – https://www.secoloditalia.it/2019/09/a-leu-conte-regala-il-ministero-della-salute-gli-italiani-nelle-mani-di-speranza/

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