Russiagate, Conte impallinato per la furbata contro Salvini: «Più dell’onore poté la poltrona»

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Di Massimo Baiocchi

La furbata di Conte al Copasir ha provocato reazioni a raffica. Ha raccontato la “sua” verità e se l’è cavata accusando il leader della Lega per il Russiagate. Restano molte perplessità. La replica è arrivata subito: «Per quanto riguarda le mie missioni in Russia è tutto alla luce del sole. C’e’ un’inchiesta in corso dalla quale non è emerso nulla», ha detto Matteo Salvini a Zapping su Rai Radiouno. «Se qualcuno ha fatto cose poco serie verrà dimostrato. Io vado a Mosca, come a Washington, per difendere le aziende italiane» Continua a leggere

La doppia morale dell’Europa

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A noi chiede il rigore sui conti pubblici. Poi è morbida con assassini e mafiosi sull’ergastolo ostativo

Di Mario Giordano

Ci mancava l’Europa. Ci mancava solo quella. Ci mancava l’Europa che invitasse l’Italia a essere più clemente con la peggior specie di criminali, boss mafiosi e stragisti, assassini e terroristi. Ci mancava l’Europa che ci spingesse a scarcerare quei pochi che riusciamo a tenere in cella, nonostante le nostra inveterata tendenza a trasformare le galere in hotel a porte girevoli, oggi sei dentro, domani subito fuori. Ci mancava l’Europa a soffiare sul fuoco del liberi tutti, dell’impunità garantita, della premialità esagerata, di quell’insieme di misure che danno l’impressione, alla fine, di uno Stato dalle parte dei criminali più che delle vittime. Pronto a tendere la mano ai malfattori assai più che a chi dai malfattori è minacciato. Continua a leggere

Matteo Salvini e «La Bestia»: come catturare 4 milioni di fan sui social

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di Milena Gabanelli

«Il nome della Bestia l’ho copiato dalla campagna elettorale di Barack Obama («The Beast» era proprio la struttura creata, con un peso schiacciante di internet, per arrivare alla Casa Bianca)». Le similitudini però si fermano giusto al nome. Pochi giorni fa il 46 enne Luca Morisi, il noto consulente d’immagine di Matteo Salvini, lascia il bunker di Mantova da dove produce l’epica del Capitano, per una lezione a Torino a 50 giovani aspiranti spin doctor (organizzata da YouTrend). I documenti presentati in quell’occasione permettono a Dataroom di ricostruire il funzionamento della potente macchina social che dal 2014 sta dietro l’ascesa del leader della Lega, oggi il politico con più consenso in Italia (sabato a Roma in piazza San Giovanni c’erano oltre 100 mila partecipanti). Continua a leggere

Ue annuncia contromisure a dazi Usa

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Venerdì, 18 ottobre, la Commissione europea ha annunciato di intender introdurre delle contromisure ai dazi record introdotti dagli Usa.

Il commissario europeo per il commercio Cecilia Malmström ha annunciato venerdì, 18 ottobre, che l’Unione europea intende imporre misure di risposta contro i dazi statunitensi da 7,5 miliardi di dollari sulle importazioni dall’Europa.

“Ci rammarichiamo della scelta degli Stati Uniti di andare avanti con i dazi. Questo passo non lascia altra alternativa che seguire a tempo debito con i propri dazi nel caso Boeing”, ha annunciato Cecilia Malmström.

L’ufficio del Rappresentante per il Commercio degli Stati Uniti ha annunciato il 18 ottobre che imporrà nuove tariffe di $ 7,5 miliardi sui beni europei dopo che l’Organizzazione mondiale del commercio ha scoperto che l’UE aveva garantito sussidi illegali per miliardi di dollari ad Airbus, il costruttore di aerei europeo e il rivale di Boeing con sede negli Stati Uniti e ha concluso che Washington può imporre tariffe per ritorsione, ponendo fine alla controversia commerciale iniziata nel 2004.

Da https://it.sputniknews.com/mondo/201910188197881-ue-annuncia-contromisure-a-dazi-usa/

Sì, Erdogan è brutto e cattivo. Ma vi spiego perché noi europei siamo ancora peggio

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Di Adriano Scianca

Roma, 15 ott – Di Recep Tayyip Erdogan è giusto pensare tutto il male possibile: ha preso un Paese plasmato dalla rivoluzione nazionalista e laica di Kemal e l’ha trasformato in un focolaio di integralismo; ha costantemente destabilizzato un’area delicatissima, facendo il doppio e il triplo gioco con un cinismo senza eguali; ha appoggiato le peggiori realtà del terrorismo islamico; ha regolarmente contrastato la Siria laica di Assad; ha utilizzato gli immigrati come arma di ricatto, aprendo e chiudendo i rubinetti dei flussi a piacimento e arrivando a lanciare appelli in favore della sostituzione etnica. Continua a leggere

Siria, siglato un accordo tra Assad e i curdi per respingere l’offensiva turca

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Le forze curde si sono accordate con la Russia per consentire all’esercito governativo siriano di entrare in due località chiave nel nordest della Siria per respingere l’offensiva turca in corso nell’area. L’intesa è stata raggiunta grazie alla mediazione di Mosca. Le truppe di Damasco sono pronte quindi a entrare a Manbij e a Ayn Arab (Kobane in curdo), rispettivamente a ovest e a est dell’Eufrate.

Da https://www.tgcom24.mediaset.it/mondo/siria-siglato-un-accordo-tra-assad-e-i-curdi-per-respingere-loffensiva-turca_9761873-201902a.shtml

In India è in corso un genocidio e nessuno ne parla…

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di Matteo Orlando per AGERECONTRA.IT
Secondo l’Alliance Defending Freedom “almeno 60 milioni di bambine sono state uccise in India, negli ultimi dieci anni, a causa della diffusa pratica degli aborti selettivi”.
Come ha denunciato Tehmina Arora, avvocato e direttore di ADF India, nell’enorme subcontinente asiatico, “almeno 50 mila bambine vengono abortite ogni mese per un solo motivo: proprio perché sono di sesso femminile mentre i genitori vorrebbero dei maschi”.
Come se non bastasse, oltre agli aborti in India ci sono circa 21 milioni di ragazze “indesiderate” dai genitori, che avrebbero preferito un figlio maschio.
Tehmina Arora ha spiegato che le donne “sono abortite o anche sottoposte a varie forme di violenza dopo la nascita. È tempo di affrontare il problema”.
Secondo questa attivista pro-life, “ogni bambino è prezioso. I ragazzi e le ragazze hanno uguali diritti alla vita e alla libertà”.
Qualche settimana fa era arrivata la notizia che in 132 villaggi indiani non è nata una sola ragazza negli ultimi tre mesi per colpa dell’aborto selettivo, mentre sono nati 216 bambini.
I pro-life indiani chiedono che la Legge sulle tecniche diagnostiche prenatali pre-concepimento adottata nel 1994 sia applicata correttamente. Lo standard è stato approvato per contrastare i femminicidi e proibisce le indagini prenatali sulla determinazione di sesso, ad esempio test sul liquido amniotico o su campioni del tessuto coriale della placenta.
Già nel 2016 ADF India aveva lanciato la campagna #VanishingGirls per sostenere il diritto alla vita delle ragazze ed eliminare la pratica degli aborti selettivi.
In questo 2019 ha organizzato un concorso fotografico sul tema #giveherLIFE, acronimo di “amore, eredità, libertà, uguaglianza”. Ma le speranze che qualcosa possa cambiare sono veramente ridotte al lumicino.
Secondo alcuni esperti la pratica persiste perché si ritiene che i ragazzi siano più in grado di contribuire finanziariamente ai bisogni di una famiglia e le usanze matrimoniali richiedono che i genitori delle ragazze paghino una dote sostanziale.
Un censimento del 2011 ha rivelato che c’erano 943 donne per ogni 1.000 uomini nel paese e recenti statistiche suggeriscono che la proporzione tra donne e uomini sta assumendo distorsioni notevoli.
Se non sarà bloccato questo silenzioso genocidio di bambine anche per l’India si prospetta la terribile situazione che è emersa recentemente in Cina. Come è noto, la politica comunista che ha imposto per decenni il figlio unico (con le bambine che venivano abortite per fare nascere i maschi) ha causato problemi enormi di squilibrio di genere. In sostanza, gli uomini cinesi non riescono a trovare il numero di donne necessarie per mettere su famiglia e figli.
La proporzione distorta tra la popolazione maschile e femminile, c’è da scommetterlo, presto, molto presto, creerà anche in India i disastri demografici e sociali che sta vivendo la Cina.
“Il futuro dell’India è legato alla vita di ragazze e donne”, ha concluso l’avvocato Arora. “Chiunque crede che le giovani donne abbiano gli stessi diritti dei giovani, non può chiudere gli occhi su ciò che sta accadendo in India”.

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