LA REAZIONE DELL’ IRAN di A. Vinco

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SOLLEVAZIONE aveva ospitato almeno due interventi che avevano previsto con quasi un anno di anticipo la crisi geopolitica in cui siamo precipitati (QUI e QUI).

Ne va dato atto, a maggior ragione per il fatto che tutti i maggiori e più importanti analisti parlavano invece di una sostanziale irrilevanza del fronte mediorientale in vista di un “secolo asiatico alle porte”. Viceversa, la Repubblica Islamica dell’Iran come ben intuì il collaboratore del blog è il punto di massima contraddizione mondiale del Sistema capitalista e imperialista interdipendente e interconnesso.

A mia volta ho azzardato in precedenti precedenti articoli — ad esempio QUI — la definizione, in effetti per taluni versi forzata, della Repubblica Islamica come Democrazia plebiscitaria populista e presidenzialista; ritengo invero che il regime giuridico iraniano sia un ibrido e frutto di diverse scuole politiche e religiose e sia un modello assai avanzato, conseguenza della più grande rivoluzione popolare della storia contemporanea.

Risulterebbe anche fuorviante classificare il sistema presidenzialista iraniano come “teocratico”: prescindendo, solo in parte, dalla ovvia scuola di pensiero politico-religiosa sciita imamita, la Rivoluzione del ’79 fu una sorta di Risorgimento iraniano, che vide però la sconfitta della componente materialistica, liberale oligarchica (es. il cavourismo italiano) e l’affermazione della linea popolare antimperialista e anticapitalistica.

Ahmadinejad: cordoglio a casa di Soleimani

Rappresentò perciò la vittoria del pensiero politico e spirituale rivoluzionario moderno, in grado di modernizzare l’identità tradizionale originaria sciita iraniana, contro l’”Islam americano reazionario wahhabita” (cit. Imam Khomeini) e contro il postmodernismo liberale nichilista occidentale. L’Iran fondato dall’Imam è non a caso divenuta la Nazione più giovane e più fiduciosa verso il futuro del pianeta: quando vi è il salone del libro a Tehran, ad esempio, i libri che vanno a ruba sono quelli di Marx, Gentile, Goethe, le file a cui si assiste nei giorni feriali sono chilometriche. La Repubblica Islamica dell’Iran è quindi ben più vicina, ideologicamente, all’Argentina peronista o al Venezuela bolivariano piuttosto che alla teocrazia capitalista wahhabita saudita o all’Afghanistan talibano.

Risulta difficile e faticoso parlare ora del Generale Soleimani ma è una necessità. Proprio pochissime settimane fa quasi presentendo il suo destino e la sua amorosa volontà di sacrificio, sulla linea dell’Imam Hossein, mi soffermavo su di lui. Se si eccettua il pregevole pezzo di Camille Eid sul Avvenire di ieri · che legittima l’azione del Generale come una eroica militanza contro il terrorismo mondiale e per la libertà — la stampa italiana sembra seguire le indicazioni di quella israelo-statunitense. Ma tutti i leader religiosi del mondo, compresi quelli ebraici ortodossi non sionisti, considerano ormai Stati Uniti e Israele le più pericolose potenze terroristiche mai esistite nella storia, ben oltre altre potenze del passato come la Francia napoleonica o la Germania hitleriana.

Per questo l’Imam Khomeini definiva gli Usa il Grande Satana, mentre l’Urss era il Piccolo Satana.

La Guida Suprema Ali Khamenei si è ieri congratulata con l’Imam Mahdi per la purezza e il nobile idealismo dell’evento che ha riguardato il Generale. Tale evento è però sul piano geopolitico e storico di una gravità senza pari, come hanno subito evidenziato le controparti russe. Siamo comunque certi che l’Iran rivoluzionario mostrerà pazienza, lungimiranza, equilibrio tattico. Noi ricordiamo che nel corso della Guerra Imposta quando dal 1984 l’Irak, con la complicità di Usa, Europa, Sauditi, Urss, iniziò a usare gas chimici di ogni tipo contro l’Iran, l’Imam vietò assolutamente di rispondere sul medesimo piano. Il Rivoluzionario di Dio, l’eroe di Stato, insegnò al mondo che è più Nobile cadere sconfitti sulla via dell’onore piuttosto che trionfare con un eccidio indescrivibile e inenararrabile tipo Hiroshima e Nagasaki. Del resto, il Generale ha pagato con la sua vita di soldato il fatto di essersi opposto a viso aperto a stragisti miscredenti e terroristi: il popolo iraniano, con quello siriano, è quello che ha donato all’umanità il maggior numero di giovani vite nella lotta al terrorismo takfirita [s’intende lo Stato Islamico, Ndr].

Noi siamo dunque certi che l’Iran non darà al mondo il triste e umiliante, per il genere umano, spettacolo di violenze o atti bellicosi: sarà il popolo irakeno, saranno gli oppressi del Medio Oriente a insorgere contro la presenza di truppe di occupazione criminale e terroristica.

La via per al Quds [Gerusalemme, Ndr] passerà per l’insurrezione degli oppressi del Bahrein e per Riad. Sarà il popolo oppresso da ormai un secolo, nell’intero Medio Oriente, a condannare con ogni mezzo democratico il terrorismo criminale e takfirita dell’ elite globale supercapitalista. La Repubblica Islamica ha affrontato prove più dure di questa nel corso della sua storia. La sua virtù strategica è la pazienza, con la moderazione e la certezza assoluta di marciare in direzione del Nobile spirito del tempo nella difesa dei valori dello Spirito dal materialismo planetario e dalle Potenze dell’arroganza mondiale.

Il sintomo che proviene da oltreoceano, dopo il terribile crimine di martizzazione del fratello Soleimani (la Pace su di Lui), è quello della incipiente guerra civile e della frammentazione strategica di élite dominanti. Siamo nella fase dei terribili colpi di coda del Nemico dell’Uomo. Anglosionisti e wahhabiti hanno vinto una battaglia ma hanno sottovaluto il fatto che l’Iran, prima superpotenza della storia umana, dispone di un fondo e di immateriale capitale di Saggezza morale millenaria e religiosità di cui loro sono assolutamente privi e di cui anzi costituiscono la esatta antitesi.

Qasem Soleimani era un patriota, per noi Sovranisti

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No. Non era un terrorista il generale Qasem Soleimani. Così come nessun rango militare di nessuna Nazione al mondo lo è. Quello che gli americani chiamano terrorista, imitati imprudentemente da qualche Pierino italiota, colui che è stato assassinato a Bagdad insieme al capo degli sciiti iracheni era non solo un militare coraggioso, uno stratega, ma addirittura un vero eroe per la larga maggioranza degli iraniani. Non era un criminale che si nascondeva e colpiva gli inermi Soleimani, ma un comandante militare al servizio della sua Nazione.

Uno talmente preparato e determinato da sconfiggere quei banditi sanguinari dell’Isis nati coi dollari Usa della psicotica Hillary Clinton e del Nobel per la pace Barak Obama. Uno che ha liberato e restituito al mondo intero, insieme ad un contingente di volontari russi, lo stupendo sito di Palmira che quelle bestie immonde volevano distruggere. Uno che, musulmano sciita, ha riconsegnato al culto di migliaia di cattolici iracheni e siriani le chiese che i tagliagole di al Bagdadi avevano chiuso e devastato. Strano esempio davvero di “terrorista”, questo Qasem Soleimani.

Come gli iraniani tutti. Che sono indoeuropei, non arabi. Nostri fratelli in tutti e per tutto. Per millenarie radici. Rispettosi della cristianita’ e della nostra identità. Ma da tempo additati come nemici per puro calcolo politico e per interesse economico.Quanto suona strana inoltre l’accusa di terrorismo al generale iraniano quando poi si omaggia e si armeggia con quella sorta di orrido Cicciobello saudita di nome Bin Salman che, fatto letteralmente a pezzi il giornalista Khashoggi nell’ambasciata di Istanbul, si compra l’impunità e il silenzio del mondo coi petrodollari della Aramco. Prima o poi ovunque, anche a Washington, dovranno arrendersi alla verità.

Prima o poi Donald Trump o chi gli dovesse succedere dovrà ammetterla questa elementare verità. Se non lo faranno loro sarà la Storia a costringerli.
Dovranno ammettere che non è l’Iran, la Persia culla di civiltà, il problema. Che non sono gli indoeuropei di Teheran che vogliono il male del mondo e attaccano questo Occidente tanto tronfio quanto pavido. Non un solo persiano è mai stato coinvolto, né mai lo sarà, in attentati contro popolazioni inermi. Sono tutti arabi e tutti sunniti quelli che hanno colpito e colpiranno. Dalle Torri gemelle in poi.Arabi istigati, istruiti e foraggiati da sauditi ed emirati.Qasem Soleimani non era un terrorista. Amava e serviva la sua Patria. Come tutti i patrioti del mondo.

Da https://www.secoloditalia.it/2020/01/qasem-soleimani-non-era-un-terrorista-era-un-patriota/

Omicidio Soleimani, Mosca: “il mondo affronta una nuova realtà”

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L’uccisione di Soleimani porta dietro di sé gravi conseguenze, hanno affermato al ministero degli Esteri russo.

Dopo l’operazione statunitense per l’eliminazione fisica del comandante delle forze speciali dei pasdaran iraniani (Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica Irgc – ndr) Qasem Soleimani, il mondo ha dovuto affrontare una nuova realtà: l’uccisione di un funzionario da parte di un altro Paese, questa mossa intrapresa dagli Stati Uniti non rientra in alcun quadro giuridico, ha affermato la portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova.

“Naturalmente oggi ci troviamo di fronte all’apparizione di una nuova realtà, vale a dire l’eliminazione di un rappresentante del governo di uno Stato sovrano, un funzionario, senza alcuna base giuridica. E’ un avvenimento estremamente importante che porta l’intero contesto su un piano completamente diverso”, ha detto la Zakharova sul canale televisivo Rossiya-24.

Pentagono rivendica uccisione di Soleimani

In precedenza il Pentagono ha confermato che gli Stati Uniti hanno condotto l’operazione contro Soleimani. Secondo l’ambasciatore iraniano in Iraq Iraj Masjidi, a seguito dei raid nei pressi di Baghdad, sono rimaste uccise 12 persone.

Tra le vittime, oltre a Soleimani, c’era il vice comandante di un gruppo armato sciita Abu Mahdi al-Muhandis, che il segretario di Stato americano Mike Pompeo aveva accusato di aver attaccato l’Ambasciata americana a Baghdad il 31 dicembre. La massima carica dello Stato iraniano, l’ayatollah Ali Khamenei, ha promesso di vendicare la morte di Soleimani.

Assassinio generale pasdaran verrà discusso al Consiglio di Sicurezza Onu

Il tema dell’operazione americana in Iraq e dell’assassinio del generale Qasem Soleimani sarà discusso nella giornata di oggi al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, ma il formato non è ancora noto, ha fatto sapere la portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova.

“Certo, penso che questo argomento verrà discusso oggi a New York … Certo non verrà trascurato dalle Nazioni Unite”, ha detto la Zakharova sul canale televisivo Rossiya-24.

“Penso che il formato verrà ancora elaborato”, ha detto la rappresentante del ministero degli Esteri russo, rispondendo alla domanda se Mosca avrebbe richiesto la convocazione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

Ha notato che la bozza di risoluzione degli Stati Uniti sugli attacchi all’Ambasciata americana a Baghdad era stata precedentemente presentata al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, tuttavia Washington ha compiuto raid in Iraq senza discutere la questione e senza la presa di posizione in merito da parte della comunità internazionale.

Da https://it.sputniknews.com/politica/202001038482762-omicidio-soleimani-mosca-il-mondo-affronta-una-nuova-realta/

Il Times inserisce Giorgia Meloni tra le 20 persone che possono cambiare il mondo

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GIORGIA MELONI

Il nome del leader di Fdi compare infatti nell’articolo “Stelle nascenti: Venti volti da guardare nel 2020”. Si tratta di una lista stilata dal giornale londinese atta ad evidenziare coloro che in un modo o nell’altro sono in rampa di lancio per imprimere una svolta all’anno appena iniziato.

“Alcuni pianificano da anni un debutto sulla scena mondiale, altri sono stati coinvolti nell’attualità. In ogni caso, entro la fine dell’anno potrebbero essere tutti nomi familiari”, scrive il Times per spiegare la scelta di questi 20 personaggi. Giorgia Meloni sarebbe destinata ad ottenere un successo particolare nel 2020 perché, sempre secondo il giornale britannico, ha dimostrato di essere in ascesa nei sondaggi avendo portato il suo partito dal 4,4% ottenuto alle elezioni politiche del 2018, all’attuale 10%.

Astri nascenti

Il Times sottolinea che la Meloni è da considerarsi un vero e proprio astro nascentenonostante la sua lunga esperienza politica e sta iniziando a far breccia anche grazie al tormentone “Io sono Giorgia”, remix del discorso pronunciato dal leader di Fratelli d’Italia durante la manifestazione in Piazza San Giovanni a Roma lo scorso 18 ottobre. Tra i 20 personaggi emergenti, oltre alla Meloni, secondo il Times vi sono pure Gideoon Saar, politico israeliano che ha sfidato Netanyauh; Shinjirō Koizumi, il più giovane membro di gabinetto giapponese; la giovanissima principessa Leonor di Spagna e il generale iraniano Qasem Soleimani.

Alessandro Della Guglia

Da https://www.ilprimatonazionale.it/primo-piano/times-giorgia-meloni-20-persone-potrebbero-cambiare-mondo-141269/

Italia, un paese ostaggio della politica di palazzo

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Il 2020 non comincia sotto i migliori auspici con una minoranza che controlla tutto e farà ogni cosa pur di non andare al voto

Per capire come sarà il 2020 della politica e dell’Italia basta vedere cosa sta succedendo oggi, 31 dicembre.

C’è un ex ministro del M5S che si dimette e lascia il suo partito: “Il Movimento 5 Stelle mi ha deluso molto”.

C’è uno dei leader dei partiti di Governo, Matteo Renzi, che chiede la fine delle due principali conquiste del governo gialloverde: Quota 100 e Reddito di Cittadinanza.

C’è il “capo politico” del partito di maggioranza relativa al Governo ed in Parlamento che perde pezzi, uno dopo l’altro e non controlla più nulla.

C’è un Premier che smentisce se stesso e, da autentico Re del trasformismo, annuncia che la sua carriera politica continuerà, magari (aggiungiamo noi) con il Pd che gli ha già aperto braccia e porte. E con buona pace dei grillini che lo hanno trasformato da avvocato qualsiasi a Presidente del Consiglio.

A mettere insieme tutto questo (e, ricordiamo, stiamo raccontando solo le ultime 48 ore) verrebbe da dire che il Governo è alla fine per le troppe divisioni interne e che presto si tornerà al voto. Ma siamo in Italia, dove, su tutto, conta il “Palazzo”, con le sue regole.

Una di queste prevede che al voto anticipato si vada solo se conviene alla maggioranza dei presenti. E non è questo il caso. Metà degli attuali parlamentari sa già che in caso di urne perderebbero il loro prezioso seggio quindi si resta saldi al posto, costi quel che costi.

Ci sono poi le ragioni di partito: Renzi e la sua Italia Viva oggi hanno un peso rilevante a Palazzo Chigi e puntano per questo a conquistare diverse poltrone nelle centinaia di nomine in programma nel 2020. In caso di urne invece con il 5% (dei sondaggi) sarebbero confinati ai margini dell’opposizione nell’inutilità più assoluta. Peggio andrebbe per il M5S o quel che ormai ne resta, che da forza di maggioranza relativa rischierebbe di sparire, per sempre. Il Pd invece non subirebbe grossi scossoni ma sa già che il paese è a maggioranza di centrodestra. Quindi vale tutto pur di non vedere Matteo Salvini a Palazzo Chigi.

A questo aggiungiamo che il Quirinale ha fatto sapere che il voto anticipato oggi sarebbe “inopportuno”.

Il quadro è completo. Il paese è prigioniero di giochi di palazzo, legittimi, ma pur sempre di palazzo. Un paese gestito dalla minoranza. Un paese guidato da un Governo che non ha un progetto univoco, un’idea di paese, che non è d’accordo su nulla (autostrade, Ilva, Alitalia, prescrizione, Reddito di Cittadinanza, tasse). L’unico collante è la poltrona e la certezza della sconfitta elettorale.

Difficile che si torni al voto presto. Servirebbe un miracolo in Emilia…

Da https://www.panorama.it/news/politica/italia-un-paese-ostaggio-della-politica-palazzo/

“Benedetta scuola” di Maria Chiara Nordio: analisi critica sulla povertà educativa della scuola di oggi

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“BENEDETTA SCUOLA: Pedagogie, libri, disciplina, genitori, docenti, bambini, regole e inclusione scolastica. La mia scuola”, è il nuovo libro della dottoressa Maria Chiara Nordio (Treviso, 1972), un’insegnante di scuola primaria molto critica nei confronti degli approcci educativi diffusi nella seconda metà del ‘900.

Il libro riporta, attraverso uno stile scorrevole, un’analisi critica sulla povertà educativa dell’offerta formativa pubblica italiana, principalmente della scuola primaria, esposta tramite un’intervista giornalistica simulata in cui l’autrice propone, al termine, le sue indicazioni per contrastare il fallimento dell’istruzione italiana degli ultimi 60 anni.

La Nordio ricorda gli approcci responsabili di aver sovvertito la centralità della Regola, operando l’eversione dell’antropologia cristiana verso quella nichilista e bambino-centrica del nuovo umanesimo.

Negli 11 capitoli, ciascuno dedicato ad un elemento che compartecipa alla scuola, la dot.ssa Nordio compie una analisi specifica su pedagogie, libri, disciplina, genitori, docenti, bambini, regole e inclusione scolastica.

Al termine di BENEDETTA SCUOLA, la Nordio affronta il tema dell’inclusione scolastica degli alunni con disabilità psichica, su cui è particolarmente specializzata, dato che uno dei suoi figli, Luca di 12 anni, è affetto da autismo.
Con coraggio la dottoressa Nordio denuncia il fallimento dell’attuale inclusione scolastica, come spiegato anche in questo video su youtube (https://youtu.be/J8qnkPBT9w8), e ne propone la soluzione attraverso il metodo inclusivo che ha elaborato per suo figlio nella scuola che frequenta.

La pedagogia formulata dalla dottoressa Maria Chiara Nordio, che riguarda tutti i bambini, ripristina la conoscenza incardinata sul cristianesimo, le tradizioni e l’identità della nazione; rifiuta la mera “competenza”, ripristina il rapporto fra docente e discente ed abbandona l’idea dell’alunno auto educante, ed auto valutante.

Lo studio proposto in questo libro ripropone una prospettiva di formazione dell’alunno, anziché di addestramento del piccolo uomo, secondo la via dell’Opzione Benedetto lanciata da Rod Dreher e Gianfranco Amato.

La dottoressa Maria Chiara Nordio ha elaborato le didattiche e guide che attualmente sono impiegate da alcune mamme, coi loro figli, nel territorio italiano e che verranno impiegate nella nascente Scuola di San Benedetto di Maria Chiara Nordio.

Da http://www.lafedequotidiana.it/benedetta-scuola-di-maria-chiara-nordio-analisi-critica-sulla-poverta-educativa-della-scuola-doggi/

Crollano le nascite, aumentano i single: italiani in via di estinzione, i dati Istat parlano chiaro

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Roma, 30 dic – Quando si parla del rischio di “sostituzione etnica” degli italiani, il pensiero, soprattutto nel campo identitario, va ai flussi migratori. I dati Istat registrati dall’Annuario 2019, raccontano invece l’altra parte della realtà: se gli italiani rischiano di estinguersi o quasi da qui a qualche decennio, la ragione principale è perché non si fanno figli e le famiglie sono sempre più disgregate. I single – stando ai dati che prendono in considerazione il 2018 – sono il 33% del totale, praticamente pari alle famiglie che hanno figli (33,2%). Un numero, quello dei single, che negli ultimi venti anni è aumentato di oltre 10 punti: dal 21,5% nel 1997-98 al 33% nel 2017-2018.

Minimo storico di nascite. Ma gli stranieri aumentano

Raggiunto dunque il nuovo minimo storico di nascite dall’Unità d’Italia: solo 439.747 nuovi nati nel 2018, in calo anche rispetto ai 458.151 del 2017. Il saldo naturale dunque, già negativo dal 2007, continua a calare, passando dai -190.910 nel 2017 a -193.386 nel 2018. Anche il numero complessivo della popolazione cala, passando dai 60.483.973 del 2018 ai 60.359.546 del 2019. Questo nonostante la popolazione straniera in Italia continui ad aumentare: nel 2019 gli stranieri in Italia sono 5.255.503 unità, pari all’8,7% del totale dei residenti, con un incremento rispetto all’anno precedente del 2,2% (circa 111 mila unità). Insomma ormai nemmeno più l’immigrazione riesce a compensare il saldo negativo, visto che i 193 mila morti in più rispetto ai nuovi nati non sono compensati dai 111 mila nuovi stranieri.

Sempre più un Paese per vecchi 

In tutto questo ovviamente l’Italia è sempre più un Paese per vecchi. L’aspettativa di vita aumenta attestandosi agli 80,8 anni per i maschi e 85,2 per le femmine. Sono 173 le persone con oltre 65 anni ogni cento persone con meno di 15 anni al primo gennaio 2019. Diminuiscono i matrimoni con 191.287 celebrazioni, 12 mila in meno dell’anno precedente, diminuiscono anche le separazioni ma sempre perché come detto sono aumentati in modo esponenziale i single. Insomma un quadro devastante, che richiederebbe una risposta politica urgente ed incisiva. Eppure il calo demografico non sembra certo tra le priorità del governo giallofucsia.

Davide Di Stefano

Da https://www.ilprimatonazionale.it/cronaca/crollano-nascite-aumentano-single-dati-istat-italiani-via-estinzione-141098/

Le tre blasfemie (rosse) di Natale

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Questo dannatissimo mestiere di cronista, ché l’attualità ti muore sulle dita mentre la batti alla tastiera. Specie se parli dell’imbecillario di sinistra, che meno voti piglia e più cazzate mitraglia. Ecco dunque un aggiornamento alle palle di Natale, perché proprio in questo santo giorno se ne sono sentite di nuove, tali da far stramazzare l’albero.

1. Prima minchiata, l’eresia marcionita di Dacia Maraini, quella che “andava in Africa con Moravia a pestar merde d’elefante”, come la fulminò il grandissimo Sergio Saviane. L’ultima megamerda l’ha pestata sul Corriere con uno strampalato catechismo for dummies, che tradotto sarebbe per scemi, che tradotto sarebbe per sardine: paragonate, quest’ultime, al secondo avvento, un Gesù Cristo con la faccia non tanto sveglia del sardino Mattia; un bestemmione esagerato, che, se avessimo un papa a Roma, sarebbe da anatema immediato, ma Bergoglio, che le sardine ovviamente le benedice, era intento a parlare di una cosa inedita, i migranti, che proprio in Italia sarebbero penalizzati da indifferenza e cattiveria. In Italia. Ma torniamo a bomba: messa in croce da una valanga di attacchi, sacrosanti, l’antica Dacia ci ha messo una pezza perfino peggiore del buco. Dacia, l’intellettuale col bagaglio culturale di una utilitaria. Amen.

2. La seconda eresia era quella di Ario, e l’ariano qui, figuratevi, è l’immancabile Roberto Saviano, il quale, facciamola breve, si spinge oltre e, in uno dei suoi soliti tweet didattici, che ti fanno cascare per terra le palle e tutto, nega tout cour la natura divina del Bambinello, la cui Madre avrebbe partorito tra le contrazioni e via delirando. A Saviano l’unica scorta che servirebbe è quella contro le puttanate, possibilmente non pagata da noialtri. E qui, come bagaglio culturale, siamo a quello di un “Ciao”, il motorino.

3. Ma ecco la vera libidine: il critico artistico Tomaso con una emme Montanari, forse al termine di un insidioso pranzo alcoolico, twitta deliri sul Dio compagno che canta Bella Ciao. Già così ce ne sarebbe abbastanza per lapidarlo, ma Tomaso, che è un grosso intellettuale, dal bagaglio intellettuale di un tir, però vuoto, vuole strafare e cinguetta di un Dio che “sente dentro di se il potere della morte”. Così, senza accento, olè: la sinistra, oltre che elettoralmente, ha deciso di suicidarsi anche grammaticamente. E questi sarebbero i colti, i sapienti, i raffinati. Erogatori di bestialità all’ingrosso e all’ingrasso. A Natale, Dacia, Roberto e Tomaso: e sei in pole position.

Max Del Papa, 26 dicembre 2019

Da https://www.nicolaporro.it/le-tre-blasfemie-rosse-di-natale/

Sardine, la bomba di Luigi Bisignani: “Chi si nasconde tra loro”, altro che vergini e pacifiche

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Sardine innocue e pacifiche? Non troppo, almeno stando a quanto riferito da Luigi Bisignani in un intervento sul Tempo di domenica 22 dicembre. L’uomo che sussurrava ai potenti fa infatti sapere che carabinieri e poliziotti che si trovano oggi in pensione, gli stessi agenti che nei violentissimi anni ’70 hanno combattuto in prima fila i movimenti dell’estrema sinistra e che quindi conoscono bene il fenomeno, hanno riconosciuto in mezzo a tante “sardine vergini” alcuni estremisti di sinistra. E in effetti, il movimento guidato da Mattia Santori, nato soltanto contro Matteo Salvini, è un habitat perfetto per questo tipo di personaggi, per gruppi e gruppetti vicine alla galassia estremista. Insomma, attorno alle sardine si radunano anche centri sociali e personaggi potenzialmente anche molto più pericolosi.

Da https://www.liberoquotidiano.it/news/politica/13547228/sardine-luigi-bisignani-infiltrate-movimenti-estrema-sinistra.html

Bibbiano, altro che caso chiuso: le indagini “rafforzano gravi indizi di colpevolezza”

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Roma, 23 dic – Altro che caso chiuso o addirittura inesistente come vorrebbe qualche strillone di sinistra. Di Bibbiano si deve ancora, doverosamente, parlare. E non si tratta di “propaganda”, bensì di una pagina buia della recente storia italiana che ancora deve essere in larga parte scritta. Sì perché quanto emerge dall’ordinanza emessa dal giudice per le indagini preliminari Luca Ramponi e datata 20 dicembre, è sempre più agghiacciante. Secondo il magistrato, Federica Anghinolfi, ex responsabile dei servizi sociali della Val d’Enza, e l’assistente sociale Francesco Monopoli, erano infatti “convinti dell’esistenza di una setta di pedofili, collegata a quella dei ‘Diavoli’ della Bassa modenese, da cui andavano protetti i minori reggiani, anche mediante la commissione di falsi, depistaggi e frodi processuali”. Il nuovo documento dei giudici, vieta ai due indagati dell’inchiesta ‘Angeli e demoni’ di esercitare la professione per un anno.

“Programma unitario criminale”

Ma non è tutto, come riportato da Il Resto del Carlino, nell’ordinanza del gip si legge che gli approfondimenti investigativi seguiti al 27 giugno “confermano e rafforzano i gravi indizi di colpevolezza” e che “esiste un programma unitario criminale, volto a sostenere abusi sessuali (subiti dai bambini, ndr) inesistenti”. Vi sarebbero inoltre “numerose conferme probatorie sulle ipotesi di abuso d’ufficio e falsificazione delle relazioni”. Il giudice Ramponi specifica inoltre che i due indagati “con la convinzione della setta dei pedofili condizionavano anche l’operato dei periti e dei consulenti tecnici d’ufficio dei tribunali, a cui veniva riferito di non parlare con nessuno perché la setta era composta da magistrati e forze dell’ordine”.

Violazioni durante i domiciliari

La responsabile dei servizi sociali Federica Anghinolfi, stando a quanto scritto dal gip, spiccava inoltre per “totale assenza di autocontrollo e di equilibrio, al punto di aver illegittimamente ordinato a un agente della polizia municipale di arrestare un uomo che, in maniera assolutamente alterata, stava solo chiedendo notizie sull’affidamento dei figli”. Un ordine tra l’altro impartito “con toni quasi militari, urlando ripetutamente di procedere all’arresto perché quell’uomo aveva leso il suo ruolo di assistente sociale”. Come se non bastasse, la Anghinolfi sarebbe anche responsabile di “ripetute violazioni, durante i domiciliari, del divieto di comunicare con terzi”.

Alessandro Della Guglia

da https://www.ilprimatonazionale.it/cronaca/bibbiano-indagini-confermano-rafforzano-gravi-indizi-colpevolezza-140741/

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