Verso l’Expo, “Chorus Contest”: il primo “talent show” interreligioso

Condividi su:

 

Segnalazione di Federico Prati

 

Cori ortodossi, evangelici, “cattolici” e musulmani si esibiranno al Centro Pime di Milano. A promuovere l’iniziativa è “La Mangrovia”

 

di Gerolamo Fazzini

 

 

Milano

Nonostante l’ombra della corruzione e il fruscio delle mazzette, a Milano c’è grande voglia di Expo. Tra un anno esatto la mega-manifestazione sarà appena decollata, portandoci il mondo in casa. Nasce da questa apertura agli orizzonti del pianeta un’iniziativa coraggiosa e pionieristica, che andrà in scena sabato 17 alle 17, presso l’auditorium del Centro missionario Pime di Milano: una sfida canora aperta a cori di differenti provenienze. Il primo vero “talent show” multiculturale e interreligioso.

A promuoverlo è l’associazione “La Mangrovia”, messa in piedi con entusiasmo da una cinquantina di giovani che, in vari modi, hanno partecipato ai cammini di formazione offerti dal Pime ai teenagers (meditazione biblica, viaggi in missione, volontariato…) e che ora si danno da fare per restituire un po’ della ricchezza ricevuta.
Dopo un esordio in campo teatrale, il gruppo – che prende il nome dalla mangrovia, una pianta che vive tra il mare e l’acqua dolce, a significare la voglia di essere “ponti” tra culture diverse – lancia ora “Chorus Contest”, la prima sfida tra cori di diverse religioni, nel contesto di “Tutta un’altra festa”, la fiera del commercio equo e solidale che si apre venerdì 16 maggio (fino a domenica 18), sempre al Pime di Milano.

 

Chiara Di Marco, una delle fondatrici dell’associazione, interpellata da Vatican Insider, spiega: «L’idea del concorso è nata dalla voglia di esportare lo spirito missionario della Chiesa, spirito che il Pime è riuscito a trasmette a noi giovani. In quale modo migliore si potrebbe fare ciò, se non creando un evento che sia occasione di stare insieme a persone con culture e religioni diverse, condividendo la fede in Dio e il talento artistico e musicale? Questo evento è una scommessa che abbiamo già vinto, dato che si sono iscritti moltissimi cori anche non cattolici».

I cori partecipanti sono undici e presenteranno canzoni di repertori molto diversi tra loro. Tra i partecipanti figurano soprattutto realtà lombarde, ma non mancano formazioni che verranno dal centro Italia (Reggio Emilia e Colle Val d’Elsa). Da segnalare il coro della Chiesa evangelica tedesca, la cantoria della Chiesa ortodossa etiope e il gruppo dei Giovani musulmani di Milano. Senza contare le scuole di musica e i gruppi parrocchiali che hanno aderito al progetto con passione.

Chorus Contest vuole essere una gara, ma anche una festa per chi ama ascoltare melodie dal mondo, un prezioso momento di dialogo tra culture. Ancora Chiara: «Di concorsi aperti al confronto non ne esistono. Mettere in musica la propria diversità etnica e religiosa e condividerla può solo donare ricchezza». Gospel o gregoriano, gli undici direttori di coro iscritti si dicono contenti della competizione: «È un modo per valorizzare ogni minoranza. Quando ci si conosce a vicenda non si può far altro che meravigliarsi. Se poi il mezzo è la musica, le distanze si riducono ancora di più!»: ne è convinto Stephan, direttore del coro “Couleurs du monde”.

La Mangrovia ha scelto di rendere l’intera manifestazione una condivisione totale di esperienze: lo stesso palco ospiterà tutti i cori per le prove, i diversi gruppi si schiariranno la voce gomito a gomito, si scambieranno consigli durante il sound-check e infine aspetteranno l’inizio della gara mangiando allo stesso tavolo: «Questa è la vera sfida! Non il concorso, come tutti credono!».

Se il dialogo è il comune denominatore dell’evento, anche i giudici non saranno da meno: l’associazione promotrice ha selezionato maestri nel campo della musica, insieme a esperti del panorama inter-culturale milanese ed esponenti di diverse religioni. Da segnalare il maestro David Tai della Scuola civica di Musica di Milano; il critico musicale di Avvenire” Pierachille Dolfini, Rachel O’Brien, mezzosoprano e direttore artistico di “EquiVoci musicali”, e altre personalità artistiche e dell’arcidiocesi di Milano. «Il presidente della giuria sarà invece uno dei fondatori del Gen Rosso: Valerio ‘Lode’ Ciprì che ci ha fatto l’onore di accogliere il nostro invito», dichiara la Di Marco, senza nascondere la sua soddisfazione.

Al primo classificato La Mangrovia riserverà un premio in denaro, con cui il coro vincitore potrà realizzare un piccolo progetto nella propria comunità. Anche La Mangrovia si esibirà sul palco, fuori gara. Il coro dell’associazione ha scelto di condividere la propria fede attraverso un brano nuovo, scritto e musicato “ad hoc”. Una canzone preziosa, «dono per chi ha ricevuto e chi non ha avuto niente ancora», come afferma il suo ritornello.

 

Fonte: Vatican Insider, 15/05/2016 

Vicenza, un presidio a difesa della famiglia tradizionale e dei bambini

Condividi su:

 

di Redazione

 

agerecontra_itUna “manifestazione silenziosa come segno di amore per la vita, per l’educazione dei figli e per la famiglia”. E’ quella che Sabato pomeriggio alle ore 17 i militanti di Forza NuovaChristus Rex, Movimento Sovranità Difesa sociale, sosteranno in silenzio con l’intento di “vegliare per ribadire il diritto dei bambini di crescere in famiglia con un papà e una mamma capaci di creare un ambiente idoneo al loro sviluppo e alla sua maturazione affettiva”.

 

 

Continua a leggere

Imposimato torna a puntare il dito contro Bilderberg e Gladio

Condividi su:

 

Di Redazione

 

imposimatoIl presidente emerito della Corte Suprema  , Ferdinando Imposimato , punta il dito contro il gruppo Bilderberg.

Indagando sul sequestro e sull’omicidio di Aldo Moro, Imposimato è incappato in un do documento scottante “Che mi ha lasciato sorpreso” che vedrebbe la mano di Bilderberg in attacchi terroristici riconducibili all’estrema destra.

 

 

Dichiara Imposimato  “Si tratta di azioni delittuose che coinvolgono il gruppo Bilderberg. Dopo alcuni riscontri mi sento di affermare che dietro alla strategia della tensione ci possa essere l’ombra di Bilderberg, con il coinvolgimento e l’utilizzo di terroristi e massoni”.

L’ex magistrato accusa anche Gladio, progettata per criminalizzare l’opposizione politica, composta dalla sinistra e gruppi anarchici, con lo scopo di terrorizzare l’opinione pubblica e favorire movimenti reazionari.

Questa la testimonianza di un ex appartenente a Gladio “Si doveva colpire i civili innocenti, donne, bambini, la società lontana da ogni gioco politico, per consegnare lo  Stato, le istituzioni a chi poteva garantire sicurezza. Un logica perversa che sta dietro alle stragi e agli attentati tuttora impuniti. Tutto organizzato da uomini delle istituzioni italiane collegati all’intelligence Usa”.

Fonte: articolotre.com

Vedi anche: Speciale Imposimato: approfondiamo le sue scottanti rivelazioni – a cura di www.nocensura.com 

Giustizia Italia

Condividi su:

 

Segnalazione di Maurizio-G. Ruggiero

 

Come viene amministrata la giustizia in Italia

 

bilancia2Giorni fa gli avvocati sardi e leccesi, impegnati in un’azione di astensione dalle udienze hanno reso noto un promemoria che a quanto ci è dato sapere ha lasciato indifferenti e silenziosi sia il Presidente del Consiglio Renzi che il Ministro della Giustizia Orlando, neppure un twitter. […] Cosa ci ricordano, gli avvocati? In sostanza, sei punti (ne avrebbero certamente potuti proporre sessanta, ma anche i sei individuati sono emblematici, significativi):

 

Continua a leggere

Equitalia dà incentivi a dirigenti e dipendenti che fanno riscuotere il 5% in più ogni anno. Pressione fiscale sulle imprese al 74,4%.

Condividi su:

 

Segnalazione di Maurizio-G. Ruggiero

 

EQUITALIALe confessioni di un funzionario di Equitalia: “Obiettivo incassare

Sono stati picchiati più volte. Aggrediti e sequestrati. I dipendenti Equitalia sono gli ultimi della catena riscossoria e come tale i primi a prenderle dai contribuenti infuriati. […]

 

 

 

In effetti Equitalia per come è organizzata sembra proprio prestarsi a fare da parafulmine. La società di riscossione ha chiuso il bilancio in passivo. Sono stati tagliati i costi del personale, ma la cifra di rosso ha superato gli 80 milioni per via dello stop della riscossione Ici. La perdita complessiva supera gli 800, se si considera i pregressi portati in dote dalle varie consorelle (Sud e Centro) dopo la fusione. 

Eppure i bonus vengono assegnati in base agli importi riscossi dai cittadini. Cioè, al raggiungimento del budget fissato dai vertici a inizio anno. Fa male sapere che, nonostante la crisi, negli ultimi anni l’obiettivo da raggiungere è sempre stato alzato. Almeno un 5% in più ogni anno. Ovviamente non è detto che il budget venga raggiunto. Se non viene conseguito almeno l’80%, inizia a scattare il meccanismo incentivante. L’anno scorso si era discusso di ridurre gli incentivi alla produzione. I sindacati – tutte e tre le sigle – avevano dichiarato: «Gli importi verranno ulteriormente ridotti, è una vergogna». 

Non è successo. I sindacati non hanno firmato il documento ma il prossimo giugno scatteranno ugualmente i pagamenti dei bonus sui risultati del 2013. Dal documento visionato da Libero si evince chiaramente che all’addetto che batte la strada vanno 500 euro lordi. Mentre al funzionario responsabile area oltre 3mila. 

Voci di corridoio interne raccontano di bonus per direttori regionali arrivati ai 20mila euro. Ovviamente nel caso in cui il budget di area venga raggiunto al 100% e il dipendente abbia ottenuto dai superiori il massimo della valutazione. Singolarmente non si tratta di cifre scandalose, ma se si considera che l’anno scorso a busta paga c’erano circa 8mila persone, gli importi complessivi diventano mastodontici. 

«Il paradosso», spiega un addetto alla riscossione, «è che chi sta per strada e rischia può aspirare massimo a 500 euro lordi mentre i dirigenti hanno iper incentivi. Senza contare che alcune figure sono state cooptate da altre aziende, più o meno pubbliche, senza alcuna conoscenza in materia». 

E questo forse spiega perché gli incentivi non vengano dati in base ai risultati di bilancio. Aiuterebbe a rimetterlo in sesto. L’ha detto pure la Corte dei Conti che chiede da tempo una riforma del sistema fiscale e un riequilibrio dei bilanci di Equitalia. All’appello nelle casse manca la stratosferica cifra di 545 miliardi di euro. Un quinto del debito pubblico. Somme che non torneranno mai. Altro che dare incentivi sul budget. 

«Per chi come noi lavora dentro Equitalia», prosegue l’addetto, «ci sono domande che restano insolute. Perché il nuovo software è peggiore del precedente? Non abbiamo la possibilità di avere a disposizione l’intera situazione debitoria del contribuente. Senza contare che spesso viaggiamo con la carta carbone. Perché renderci meno efficienti? A chi fa comodo?». 

Non è facile rispondere. Così come si resta stupiti quando si ascoltano alcune proposte degli addetti ai lavori. Mai realizzate. «Per ridurre l’evasione e consentire a noi di recuperare prima e maggiormente gli importi dovuti», conclude l’addetto, «basterebbe creare un software unico dove tutte le aziende inseriscono le fatture emesse e ricevute. Dal data base innanzitutto si vedrebbe subito se qualcuno ha emesso una fattura falsa a una partita iva fasulla. Purtroppo succede spesso. Ma ce ne accorgiamo noi e cinque anni dopo la contestazione. A quel punto, scopriamo che la società chiusa era domiciliata in uno stabile abbandonato e non c’è nulla da recuperare. Con il sistema on line potremmo intervenire subito e non consentire nemmeno abusi sull’Iva». 

Perché non si fa? Forse perché i contribuenti onesti ci guadagnerebbero. Lo Stato vedrebbe subito quali fatture sono insolute e non dovrebbe chiedere in anticipo il pagamento dell’Iva né tanto meno chiedere tasse su importo che sono una perdita e non reddito. «E anche noi», conclude, «saremmo più contenti di non trovarci di fronte a imprenditori che non sono stati pagati da un cliente e si sono trovati a dover scegliere tra gli stipendi e gli F24».

Claudio Antonelli

 

http://www.24emilia.com/Sezione.jsp?titolo=Cna%3A+a+Bologna+pressione+fiscale+imprese+74%2C2%25&idSezione=59013

 

Cna: a Bologna pressione fiscale sulle imprese al 74,2%, la seconda d’Italia

 

Secondo uno studio della Cna, Bologna è al secondo posto dopo Roma nella classifica italiana relativa alla pressione fiscale sulle imprese. Nel 2014, stando ai dati dell’associazione economica, le imprese italiane saranno tassate in media del 63,1% (nel 2011 il cosiddetto total tax rate era del 59,1%, quattro punti percentuali in meno).

La ricerca dell’Osservatorio dell’associazione economica ha misurato e quantificato il peso complessivo del fisco in 112 città italiane capoluogo di provincia prendendo come riferimento un’impresa manifatturiera individuale con un laboratorio di 350 metri quadrati, un negozio di 175 metri quadrati, 5 dipendenti, un fatturato di 430mila euro all’anno e un reddito d’impresa di 50mila euro all’anno.

Si è così scoperto che, se è Roma ad aggiudicarsi la vetta della poco ambita graduatoria, con una pressione fiscale salita dal 65,7% del 2011 al 74,4% stimato nel 2014, è proprio il capoluogo dell’Emilia-Romagna a piazzarsi sul secondo gradino del podio, ex-aequo con Reggio Calabria, con il 74,2% di pressione fiscale e un balzo in avanti di quasi 10 punti percentuali rispetto al dato del 2011, che faceva segnare quota 64,6%.

il tenore di vita lussuosissimo dei ciellini da Formigoni a Lupacchiotti

Condividi su:

 

Segnalazione di Maurizio-G. Ruggiero

 

formigoniAnche i presunti corrotti contro la bella vita dei politici. Sergio Cattozzo, ex segretario regionale Udc della Liguria e Gianstefano Frigerio, ex deputato forzista, entrambi arrestati nell’inchiesta sugli appalti Expo sono protagonisti di una conversazione che ha quasi del surreale.

 

Continua a leggere

Luca Casarini ammanettato a Bruxelles

Condividi su:

 

Segnalazione Quelsi

 

by Redazione

 

 

Assemblea della sinistra, promossa dalla FiomLuca Casarini, candidato della Lista AltraEuropa per Tsipras, è stato fermato e ammanettato – con i lacci di plastica che usa la polizia belga – stamattina a Bruxelles. Ne dà notizia un comunicato della lista in cui si legge: “Ancora non si sa se il fermo verrà tramutato in arresto“.

 

 

Il fermo di Luca Casarini è avvenuto a Bruxelles dove si trova come componente della delegazione italiana alla manifestazione, organizzata da Blockupy, davanti a Palais d’Egoment, dove si sta svolgendo il summit europeo delle associazioni imprenditoriali.

“L’obiettivo della manifestazione (cui ha preso parte anche Luca Casarini) era quello di denunciare il ruolo delle imprese private nella definizione del nuovo accordo commerciale fra Stati Uniti ed Europa,il lTtip, che cancellerà di fatto ciò che resta del welfare nel vecchio continente”.

Aleppo, un crimine (democratico) contro l¹umanità

Condividi su:

 

Segnalazione del Centro Studi Federici

Centro studi Giuseppe Federici – Per una nuova insorgenza – Comunicato n. 49/14 del 15 maggio 2014, San Giovanni Battista de La Salle

 Aleppo, un crimine (democratico) contro l’umanità

 

aleppo-rebels-cut-water siUn grido dal cuore di Aleppo

“Il vostro atteggiamento è una vergogna. Voi dovreste essere perseguiti per crimini di guerra e contro l’umanità per complicità passiva” (un volontario marista di Aleppo rivolto all’Occidente)

 

 

Continua a leggere

1 528 529 530 531 532 533 534 576