Segnalazione di Maurizio-G. Ruggiero
Corriere della sera – 22 aprile 2014, pagina 12
Putin «risarcisce» i tatari
[e anche gl’italiani]
Il decreto numero 268 firmato ieri da Vladimir Putin mira soprattutto a riabilitare gli inquieti tatari di Crimea che ancora non accettano il passaggio alla Russia. Il provvedimento estende i benefici anche ad altre popolazioni che Stalin deportò dalla penisola: armeni, bulgari, greci e tedeschi. Ma in Crimea c’erano anche tremila italiani, arrivati ai tempi di Caterina la Grande, che finirono sui treni piombati verso le steppe dell’Asia Centrale. Di loro non si parla, anche se leggendo bene il provvedimento, sembra aprirsi un qualche spiraglio. Nel capoverso dove si prevedono misure riguardanti i diritti dei perseguitati a riavere le loro case, si parla anche di «altre popolazioni». Il Cremlino, quindi, sembra lasciare aperta anche la porta alle rivendicazioni dei gruppi etnici meno numerosi che finirono nel calderone delle repressioni staliniane. Se, come ha promesso, Putin riverserà ingenti risorse finanziarie sulla Crimea (è prevista anche l’autorizzazione ad aprire casinò per favorire il turismo) allora forse ne potranno beneficiare anche i pochi italiani che ancora vivono lì.
Fabrizio Dragosei
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