di Redazione

A Verona in questi giorni si parla di Registro “delle coppie di fatto”. Il Sindaco ne ha fatto ampia propaganda mediatica, venendo sconfessato sia dai vertici del suo partito che dalle forze tradizionaliste e identitarie della città, addirittura, seppur con una prudenza grottesca, dal “vescovo” Zenti. Tosi si è appellato ad una legge del 1989 che, a sua detta, legittimerebbe questo atto. Ma è proprio così?
di Matteo Castagna
Il D.P.R. 223/1989 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale l’8/06/1989 n. 132 è composto da 58 articoli ed è solamente l’ultimo Regolamento Anagrafico per censire le residenze di famiglie, singoli individui e convivenze in ogni Comune italiano.
All’art. 4 si definisce come famiglia anagrafica “un insieme di persone legate da vincoli di matrimonio, parentela, affinità, adozione, tutela o da vincoli affettivi, coabitanti ed aventi dimora abituale nello stesso comune”.
All’art. 5 si definiscono le convivenze anagrafiche come “un insieme di persone normalmente coabitanti per motivi religiosi, di cura, di assistenza, militari, di pena e simili, aventi dimora abituale nello stesso comune”.
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