Nel dopo Minsk gli ostacoli prevalgono sull’ottimismo

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Segnalazione di Maurizio-G. Ruggiero

OCCHI PUTIN

Nella ridda di intepretazioni dei risultati del vertice di Minsk – “formato Normandia”- ci si potrà districare soltanto dopo un’attenta lettura dei documenti finali. Per ora, lasciando da parte ottimismi troppo avventurosi, bisogna in primo luogo valutare gli ostacoli che si frappongono alla loro attuazione.

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I finanziamenti dell¹Isis

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Segnalazione del Centro Studi Federici

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La guerra costa e lo Stato Islamico la finanzia così, di Lorenzo Nannetti (www.terrasanta.net del 4/2/2015)

La recente uccisione dei giornalisti giapponesi Haruna Yukawa e Kenji Goto, il precedente rapimento – e successiva liberazione – delle due giovani italiane Vanessa Marzullo e Greta Ramelli sono solo alcuni tra i più recenti casi di rapimenti a scopo di estorsione compiuti da organizzazioni terroriste in Medio Oriente e ripropongono il tema di come facciano tali gruppi a finanziarsi e dunque portare avanti la propria opera. Armi, munizioni, cibo, mezzi sono tutte cose che costano, anche se acquistate al mercato nero, e per tali gruppi è quindi necessario trovare di che soddisfare le proprie esigenze.

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“Il presidente Mattarella revochi l’onorificenza concessa a Tito”

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Assurdo celebrare la Giornata del Ricordo e mantenere l’onoreficenza a Tito!

Segnalazione Quelsi.

ONORIFICENZA A TITO

by Riccardo Ghezzi

La notizia è destinata a stupire chiunque ancora la ignori: Josip Broz Tito, il sanguinario “Maresciallo Tito”, è ancor oggi Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, decorato di Gran Cordone. Il titolo onorifico più elevato della Repubblica Italiana. A conferirlo è stato l’allora capo dello Stato Giuseppe Saragat, nel 1969.
Sul sito della presidenza della repubblica appare ancora l’onorificenza concessa a Tito, responsabile dei crimini commessi nelle terre istriano-dalmate, dalle foibe all’esodo dei profughi.
A chiedere all’attuale presidente della repubblica, Sergio Mattarella, di togliere una così infamante onorificenza sono due consiglieri comunali di Trieste, città tra le più coinvolte e quindi sensibili al dramma delle foibe e dell’esodo istriano-dalmata: Paolo Rovis del Nuovo Centrodestra e Claudio Giacomelli di Forza Italia.
Paolo Rovis, sul suo blog, ha spiegato dettagliatamente i motivi della richiesta al presidente Mattarella. Li riportiamo:

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Il folle volantino dell’Anpi di Lecce: “10 febbraio giorno dell’amnesia e del revisionismo neofascista”

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Segnalazione Quelsi

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“Giorno del Ricordo o dell’Amnesia e del Revisionismo neofascista?”. L’inquietante interrogativo dell’Anpi di Lecce appare nero su bianco su un volantino diffuso soprattutto a Martano, in vista del convegno “La storia negata”, portato a termine nonostante le intimidazioni, probabilmente fomentate dal volantino stesso.
Già, perché il quesito dell’Anpi in realtà è una domanda retorica. E la risposta è contenuta nello sproloquio successivo, in cui si esalta “il popolo slavo” che “non piegò la testa”. La Jugoslavia del dittatore comunista Tito.
Incredibile ma vero, l’Anpi sostiene che non vadano ricordati i morti “nazifascisti” e “collaborazionisti”, come se la pulizia etnica dei partigiani comunisti di Tito scegliesse gli italiani da massacrare e infoibare.
I veri revisionisti, i partigiani rossi dell’Anpi, accusano di revisionismo chiunque voglia onorare il Giorno del Ricordo, come se fosse una commemorazione nazifascista.


Leggere per credere.
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Sei ancora in tempo: fai firmare la petizione contro il gender!

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Segnalazione di Antonio Brandi

PROVITA

SEI ANCORA IN TEMPO: FIRMA E FAI FIRMARE LA PETIZIONE CONTRO L’IDEOLOGIA GENDER NELLE SCUOLE!

ProVita Onlus, come ben saprai, ha promosso una petizione per contrastare l’ideologia gender nelle scuole, a cui hanno aderito tantissime associazioni e che è già stata sottoscritta da ben 70’000 persone! Il popolo della Vita ha quindi risposto in massa ma manca ancora un po’ per raggiungere il traguardo di 100mila firme.

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Grillini contro Gesù Bambino: “Sbagliato regalarlo ai bimbi”

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bambinello

È da sempre l’emblema dell’innocenza, nudo e tremante al freddo della stalla di Betlemme. Eppure il Bambin Gesù è pericoloso, per le frange più oltranziste del Movimento Cinque Stelle.

Questo, almeno, è quello che sostiene la segreteria nazionale di Forza Nuova che ieri, per bocca del vicesegretario nazionale Giuseppe Provenzale, ha denunciato la reazione furibonda dei grillini, che hanno addirittura presentato un’interrogazione parlamentare, contro il dono di 2500 statuine del divino Bambinello ad altrettanti bimbi di alcune scuole primarie siciliane, in occasione del Natale.

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Negazionismo, sì del Senato: sarà punito chi non riconosce la Shoah e i genocidi

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MENORAH

L’Aula del Senato dice sì al ddl contro il negazionismo che ora deve passare all’esame della Camera. I sì sono stati 234, 8 gli astenuti e 3 i no.
Il presidente della Comunità Ebraica di Roma. «È un grande giorno per la nostra Democrazia e per la lotta del nostro Paese contro l’antisemitismo. È stato approvata dall’aula del Senato della Repubblica la modifica dell’articolo 3 della legge 654 del 13 ottobre 1975: la norma che introduce il reato di Negazionismo della Shoah come aggravante della Legge Mancino». Lo afferma, in una nota, il presidente della Comunità Ebraica di Roma Riccardo Pacifici. «È un atto che ci commuove», ha aggiunto.

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Con 10 anni di guerre segrete e operazioni speciali sono nati l’ISIS e altre 36 sigle terroristiche

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FOTO DI GRUPPO

Nel 2014, le forze delle operazioni speciali (SOF) statunitensi erano presenti in 133 paesi e le forze d’élite americane in 150. Praticamente una presenza nella quasi totalità del globo con i risultati che sono ormai evidenti. Dopo più di un decennio di guerre segrete, sorveglianza di massa, un numero imprecisato di incursioni notturne, detenzioni ed omicidi, per non parlare di miliardi su miliardi di dollari spesi, sono nati 36 nuovi gruppi terroristici, tra cui diverse succursali, propaggini e alleati di al-Qaida. Lo scrive Zero Hedge, citando Nick Turse sull’Huffington Post: The Golden Age of Black Ops. Questi gruppi operano oggi in Afghanistan e Pakistan, dove ce ne sono 11 riconosciuti affiliati di al-Qaida, e altri in Mali, Tunisia, Libia, Marocco, Nigeria, Somalia, Libano e Yemen, tra gli altri Paesi.

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