Segnalazione Quelsi

by Emanuele Ricucci
Il mito del progresso è ormai troppo lanciato on the road per essere fermato. Quell’infame visione di modernità e di avvenire che cancella ogni valore fondante e vitale che bilancia e costruisce le fondamenta della propria individualità. Sedate coscienza e moralità, ognuno può fare ciò che vuole in questo mondo plastico ed ultraveloce. Tutto s’inverte. Le remore sono per i moralisti. La capocciata al blocco di travertino in piena assennatezza, per i veri avventurieri. Care – si fa per dire – Vanessa e Greta, in un’intervista avete reso nota la vostra estrema volontà. “Torneremo ad aiutare il popolo siriano”. Andate, andate pure. Padrone del vostro avvenire e della vostra battaglia. Regine indiscusse del vostro futuro. Ma non vi voltate, non vi girate a guardare. Non osservate dall’ oblò di un aereo lo “stivale” farsi piccolo. Più piccolo di così non potrà essere. Ad ogni ferita al buon senso, si ridimensiona e si accorcia fino a sparire, fino a assorbire la residua dignità. Andate ora, andate e non ponetevi il problema di aver offeso, di aver illuso. Andate ma non tornate più. Perché il vostro esempio non ci serve, perché ne abbiamo di ragazzi a spaccarsi la schiena in turni interminabili in Croce Rossa, di bravi spalatori con le rifrangenze sulle cosce pronti a partire ad ogni sussulto del terreno. Ne abbiamo di modelli, riserve di magnanimità, di purezza. Gratuitamente, nel silenzio, in un osanna alla coscienza.
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