Il leader di HEZBOLLAH in Libano: la nostra Nazione affronta una nuova Nakbah, quella del takfirismo

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di Yusuf Fernandez

Il segretario generale di Hezbollah, Sayyed Hassan Nasralá, ha messo in guardia la nazione islamica contro il pericolo di una nuova Nakba, quella del takfirismo di impronta nord americana e sionista.

Evocando la battaglia di Qalamun, sua Eminenza ha sottolineato le conseguenze tattiche di quello che ha qualificato un “successo militare senza precedenti”, in particolare il recupero di un territorio molto accidentato, con montagne di oltre 2000 mt. dove vi erano basi, campi di addestramento e fabbriche di armi e auto bomba dei gruppi armati terroristi.

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Putin e il braccio di ferro con la Nato

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NATO VS RUSSIA

A cura di Federico Prati

A mille chilometri da Mosca, la Russia ha il controllo di una regione incastonata tra due paesi Nato e con accesso diretto al Mar Baltico. E’ la regione di Kaliningrad, enclave russa tra Polonia e Lituania dove – tra il 5 e il 10 dicembre scorso – il presidente Putin ha inviato 9.000 soldati, 250 carri armati, 55 navi e 41 aerei da guerra. Segno che la crisi ucraina va contestualizzata in uno scenario che non è ristretto alla regione del Donbass, ma che può estendersi anche su altri fronti. L’atteggiamento del presidente russo Vladimir Putin difatti non piace in primis alla Nato. L’alleanza militare nata nel 1949 in funzione anti-sovietica per riunire Stati Uniti e paesi europei sotto lo stesso ombrello strategico, da un anno a questa parte ha ritrovato la sua vocazione iniziale.

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Il Trattato di Velsen e l’Eurogendfor

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EUROGEND

Segnalazione di Federico Prati

di Matteo Luca Andriola

Senza che nessuno se ne sia accorto, col silenzio-assenso della stampa italiana, la Camera e il Senato hanno ratificato all’unanimità il Trattato di Velsen, che istituisce un corpo di polizia continentale con ampi poteri, l’Eurogendfor.

Il 14 maggio 2010 l’assemblea di Montecitorio ratifica all’unanimità – 443 presenti, 442 assensi e un solo astenuto – con la legge n. 84 il “Trattato di Velsen”. Il Senato, poco prima, il 28 aprile, vota alla stessa maniera. Il 12 giugno il “Trattato” entra in vigore. Di che si tratta? Di uno dei casi più inquietanti di cedimento di sovranità nazionale che la storia del Parlamento italiano ricordi. Perché se la ratifica del Trattato del Nord Atlantico, che istituiva la Nato, firmato a Washington il 4 aprile 1949, e l’accordo che ratificava nello stesso Trattato lo statuto dei vari eserciti, firmato a Londra il 19 giugno 1951, furono discussi apertamente in aula e su tutti i quotidiani – con tanto di stampa filogovernativa che si aizzò contro un Pci, accusato di esser contrario alla Nato in quanto “servo di Mosca” – animando un dibattito citato tutt’oggi su tutti i manuali di storia dell’Italia contemporanea, il “Trattato di Velsen”, al contrario, passa nel silenzio più totale. Ma, in sintesi, cosa contempla in concreto il Trattato? Esso si propone di dar vita ad un insolito organismo: la Forza di gendarmeria europea (European Gendarmerie Force), conosciuta come Eurogendfor o Egf, che viene ora a proporsi come il primo corpo poliziesco-militare dell’Unione Europea, a cui partecipano cinque nazioni, cioè l’Italia, la Francia, l’Olanda, la Spagna e il Portogallo ai quali, in seguito, si è pure aggiunta la Romania, un’istituzione, quindi, con valenza sovranazionale. Il suo motto – perchè tutti i corpi di polizia, come le famigerate SS, devono averne uno – è il seguente, “Lex Paciferat”, cioè “La legge porterà la Pace”. Di che legge si tratta? E qual’è la “Pace” che verrà imposta agli europei? È il caso di analizzare i retroscena che hanno portato alla nascita di questo trattato e vedere, articolo per articolo, i suoi punti salienti.

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Una riflessione cattolica sulla guerra

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RIFLESSIONE

di Pietro Ferrari

Siamo vicini alla Terza Guerra Mondiale o “solo” all’ennesima scossa di assestamento del Nuovo Ordine Mondiale? Usraele attacca o sta per attaccare la Siria, Eurolandia agonizzante come sempre non pervenuta. ONU inutile da sessanta anni. Certo come in Libia, le Forze del Bene con ancora al petto le medagliette scintillanti della pace che si sono autocucite, avendo invano delegato ad una canaglissima congrega di tagliagole di depredare, distruggere e abbattere un regime laico e nazionalsocialista della tradizione baathista, ora inventano finte prove per condurre una guerra giusta. Ma che dico “guerra giusta”?! Una “missione umanitaria”, una interposizione rivolta ad un “keep-enforcing”, ma la guerra mai. Quella è roba barbarica tra eserciti che si guardano in faccia, mica una trovata sublime gestita con armi chimiche ed uranio impoverito, mani di velluto e testate nucleari. Il tronfio trionfo di madama Ipocrisìa, mentre ricorrenti tamburi echeggiano a stordire il placido e fallace progetto onusiano della Pace, quando la geopolitica mostra come nel caso specifico, le Forze del Bene non possono permettersi che vi sia uno Stato sovrano amico dell’Iran, con una Banca Centrale non in mano ai Rothshild, uno Stato finanziatore dei libanesi di hezbollah, uno Stato imminente hub di gasdotti sotto lo sguardo severo del risorto Zar, che a Tartus non può rinunciare essendo nel Mediterraneo, porto strategico.

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Gli imprenditori dei buoni sentimenti e i loro peones

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peones

di PAOLO SENSINI

Anche la disinformazione e la falsificazione informativa sono un’arte, anzi oggi come oggi l’arte per eccellenza. Non è tuttavia impossibile, visti i libri e gli articoli usciti sull’argomento, capire i veri motivi che hanno portato alla distruzione della Libia “gheddafiana”. Tra questi, oltre a tutto il resto, vi è senz’altro la tratta dei nuovi schiavi dall’Africa, un’autentica manna dal cielo per gli imprenditori dei buoni sentimenti e i loro peones.

Sono i cinque totem del buonismo ad oltranza. E gli argomenti preferiti da governo e sinistra per convincerci che l’immigrazione fuori controllo è la conseguenza di tragedie epocali anziché il risultato degli errori commessi tra il 2013 e il 2015.

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Roma a pezzi, ma Marino sfila al Gay Pride

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MARINO GAIO

Roma, 14 giu – Ieri per le strade della capitale si è svolto il Gay Pride con lo slogan “Liberiamoci!“, scritto sullo striscione rosa degli organizzatori. E insieme anche numerosissime bandiere arcobaleno, simbolo appunto della liberazione omosessuale, dei vari circoli Lgbt come il Mario Mieli, l’Arcigay e anche di Rifondazione Comunista. Migliaia i partecipanti che hanno sfilato per le strade di Roma attraversando piazza dei Cinquecento, via Cavour, Esquilino, Santa Maria Maggiore, via Merulana, Labicana, Colosseo e Fori Imperiali per poi confluire a Piazza Venezia al ritmo di musica dance. Inizialmente gli organizzatori parlano di 250mila partecipanti per poi raddoppiare la cifra e annunciare tramite il megafono di un camion: “Siamo 500mila”. In realtà i numeri sembrano essere decisamente gonfiati. In totale sono stati presentati, raddoppiando i numeri dello scorso anno, 20 carri promossi da altrettante associazioni e “partner” famosi come la Microsoft con i suoi dipendenti romani e l’Acea che ha preso parte alla parata con un’autobotte personalizzata con i colori dell’orgoglio Lgbt.

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Gay scouts e bergogliate annesse o connesse

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ROMA – Bergoglio oggi agli Scouts: “costruite ponti, non muri…Capacità di dialogo con la società, questo mi raccomando”! Prendendolo in parola, subito dopo l’incontro col vescovo di Roma, gli Scouts lasciano di corsa piazza San Pietro per partecipare al GAY PRIDE romano poco distante…e manifestano in mezzo ad omosessuali e trans per chiedere i matrimoni gay!!!

http://www.ansa.it/…/papa-francesco-chiesa-e-donna-il-genio…

GAY SCOUT

 

Fonte: http://www.ilgiornale.it/news/cronache/primo-incontro-papa-e-attivista-gay-sposato-1139823.html

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I sostenitori di Obama vogliono un attacco nucleare alla Russia

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OBAMA VS PUTIN

Segnalazione Quelsi

by Mario Bocchio

Moltissimi sostenitori del presidente americano Barack Obama hanno firmano una petizione per fare un attacco nucleare preventivo contro la ‎Russia Sta destando scalpore e sdegno il risultato conseguito dal “test” eseguito da un blogger americano. L’autore, Mark Dice, ha finto di essere un attivista politico del presidente Obama e ha chiesto ai cittadini di San Diego, ‎California, di firmare una petizione a sostegno di un presunto piano del presidente Obama che prevederebbe il lancio di un attacco nucleare “preventivo” contro la Russia.

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La Casa Bianca avverte l’Italia: “Non si fanno affari con Putin”

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OBAMA & FRIENDS

Gli Usa preoccupati che Roma spacchi il fronte occidentale dopo la visita all’Expo

«Le conclusioni del G7 dello scorso fine settimana hanno chiarito che un ritorno alle relazioni economiche usuali con la Russia non sarà possibile, fino a quando gli accordi di Minsk non verranno pienamente applicati». Questa dichiarazione, rilasciata a La Stampa da un senior official dell’amministrazione americana, chiarisce senza incertezze la posizione di Washington sulla visita in Italia del presidente russo Putin. Sarebbe stato meglio evitarla, ma gli Usa capiscono che era difficile farlo…..

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Il Corriere “interpreta” l’intervista di Putin

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A cura di Federico Prati

Molti avranno letto l’intervista a Vladimir Putin pubblicata dal Corriere della Sera. E qualcun altro, forse più attento, avrà letto anche il resoconto della stessa intervista, pubblicato da RT News.

Ebbene, se prendiamo per buona “versione originale” pubblicata dai russi, scopriamo che nella versione italiana le parole di Putin hanno subito certe “mutazioni” che, guarda caso, vanno tutte nello stesso senso, ovvero fanno apparire il leader russo molto più difensivo e meno accusatorio nei confronti dell’occidente di quanto risulti dall’originale.[*]

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