Donald Trump ancora non l’ha usato per la sua campagna elettorale, ma non è da escludere che prima o poi lo faccia.
L’avversaria per la presidenza degli Stati Uniti, Hillary Clinton, è un tipo tosto. Duro da battere e anche da abbattere mediaticamente. Ad aiutare il candidato repubblicano, però, potrebbe arrivare questo video diventato virale in poche ore e che sarebbe la “prova” che la sua avversaria è “posseduta dal demonio” (guarda il video).
La domanda alla Clinton e la reazione scomposta
Nel video diffuso dal pastore evangelico cristiano, Joshua Feurestein, sul suo profilo Facebook, si vede una giornalista fare una domanda alla candidata democratica. Il quesito è semplice, riguarda la vice presidenza, se la Clinton ne abbia parlato o meno con la senatrice Elizabeth Warren. E in effetti la Clinton ha una reazione strana alla domanda della cronista. Una risposta scomposta, che al pastore evangelico deve essere sembrata “non naturale”. Anzi: diabolica. L’ex first lady ed ex segretario di Stato Usa, infatti, sgrana gli occhi, si volta indietro, annuisce senza motivo e ride con molto nervosismo.
Difficile dire cosa abbia scatenato qusta bizzarra reazione. Per Joshua Feurestein è tutta colpa del demonio.
La prima centrale per la creazione ‘scientifica’ di stati d’animo collettivi, e di suggestioni di massa attraverso cui esercitare un controllo sulle menti, fu una gemmazione della Scuola di Francoforte. Questi filosofi ebrei, marxisti critici imbevuti di freudismo, riparati negli Usa dove occuparono cattedre prestigiose, si posero il problema: come stroncare fin nelle anime ogni risorgere di “fascismo e antisemitismo”? Perché, come dovettero riconoscere Theodor Adorno e Max Horkeimer nel saggio-inchiesta “The authoritarian personality”, fascismo e antisemitismo sono dati quasi ‘naturali’ in una società come quella europea di allora, tradizionale, borghese, “repressa”, ‘patriarcale’, basata sulla famiglia, sull’ordine gerarchico, e moralista. Gli ebrei non sarebbero mai stati sicuri in simili società; bisognava dunque (come sancì Kurt Lewin, lo psichiatra che sarebbe stato poi una delle menti del Tavistock Institute di Londra) intraprendere una rieducazione delle masse, preparare il mondo a diventare una società mondiale multietnica e senza frontiere, iniettare una rivoluzione sessuale nelle anime, che avrebbe fatto nascere un Uomo Nuovo, l’uomo anti-autoritario; il quale si sarebbe opposto alla nascita della “personalità autoritaria” per “auto-regolazione”: i sessualmente ‘liberati’ (anche dalla razza e dalla famiglia, dalla nazione e dalla religione) sarebbero stati la spontanea psico-polizia antifascista.
Il paradosso del boomerang è il teorema base della surrealtà che viviamo. Tale paradosso (che possiamo anche chiamare paradang) equivale al prodotto dei due quadrati del paradosso e del boomerang. Una mente geniale, profonda e sottile come quella di Pitagora, sarebbe senz’altro in grado di spiegarlo anche in termini matematici. Non essendo il sottoscritto uno scienziato competente in queste materie, ho scelto di usare il teorema del paradosso come strumento critico di interpretazione della realtà applicandolo alla politica e alla società.
La tv tedesca ha bandito per sempre Horst Tappert, l’attore che per anni ha interpretato l’ispettore Derrick nel fortunato telefilm tedesco.
Il motivo? Il suo passato nelle Waffen-SS.
Come vedete, la Germania ha scelto la tolleranza e libertà di opinione per difendersi dall’allarme terrorismo. Proprio così…
(www.repubblica.it) – Casi risolti spesso con la testa invece che con la pistola. Era questo uno dei segreti del successo dell’ispettore Derrick. La mancanza di violenza, la psicologia come strumento principale di analisi. Per decenni il commissario dall’aria triste ha incantato milioni di telespettatori non solo in Germania, ma in tantissimi altri paesi. E le televisioni continuano a proporlo: la Norvegia, ad esempio, sta trasmettendo in questo periodo un episodio al giorno. In patria, invece, per un eccesso di isterìa della tv pubblica, sarà bandito per sempre. Lo ha ammesso con Bild il portavoce dell’emittente Zdf: “Non lo avremo più in programma”; ha spiegato Peter Gruhne.
Il finanziere si è espresso con un articolo su Foreign Policy
25/07/2016 – “L’Unione europea dvrebbe stabilire un target garantito di almeno 300.000 rifugiati dal Medio Oriente da accogliere e inserire in Europa ogni anno. Un totale che, si spera, potrebbe essere accolto anche da altri Paesi extra-europei. Ciò dovrebbe essere sufficiente a dissuaderli dal rischiare la vita cercando di attraversare il Mediterraneo, specialmente se il raggiungere l’Europa in modo illegale, tramite l’aiuto degli scafisti, comportasse l’esclusione a che venga loro riconosciuto lo status di autentici richiedenti asilo”. Così il finanziere americano George Soros, in un articolo scritto per Foreign Policy, a proposito dell’emergenza migratoria in Europa.
L’incontro sul Terzo Tempio è stato cercato e voluto dall’architetto Sonia Hidalgo Zurita Helena per portare a me i piani per la costruzione del Terzo Tempio. È grazie alla sua grande fede in Dio Onnipotente ed al suo lungo e faticoso lavoro eseguito in umiltà che oggi tutti possiamo ammirare e godere della visione del Terzo Tempio, il Tempio della Pace Eterna.
Pace e Benedizione siano con te, Sonia.
HYACH MESHCRY EL ZERACHH
Relazione del Morè Carmine Davide Delle Donne
Desiderio preliminarmente ringraziare la Comunità Ebraica di Roma per l’
accoglienza concessaci e le gentili signore e i distinti signori intervenuti.
I nostri studi, che conduco da oramai più di trent’anni, si sono dall’inizio occupati del Terzo Tempio in Gerusalemme, la sua ricostruzione ed il contesto in cui questo deve avvenire.
Questo tipo di studi rivengono da una antichissima tradizione risalente agli ebrei Dardain, dello Yemen, cui apparteneva il Morè Haim Wenna.
Il nostro percorso di studi è differente da quelli comuni poiché si basa su conoscenze della Torà, del mondo e della natura che non sono né possono essere scritte sui libri, pur essendo compiutamente e perfettamente inscritte nell’alveo della Legge di Mosè nostro Maestro.
Questo incontro, fortemente voluto dall’architetto Sonia Helena e ben volentieri accettato e incoraggiato da noi, si situa nel nostro percorso in un momento in cui, terminata la pubblicazione del testo “IL TERZO TEMPIO” riveniente dagli studi fin qui condotti e basati sulle profezie del profeta Ezechiele al riguardo, ci accingiamo a intensificare i rapporti con alcune organizzazioni, tipo il Temple Institute di Gerusalemme di cui facciamo parte, per poter portare la consapevolezza della necessità del Terzo Tempio nel mondo, per Israele e per le Nazioni.
In questo, la signora Sonia ci ha posto dinnanzi l’intera struttura del Terzo Tempio.
A cosa serve il Terzo Tempio? Non è una domanda banale. E non si può ricevere una risposta banale. Il Terzo Tempio è ciò che Israele attende da oramai duemila anni. Questa attesa è dovuta alla centralità che il Tempio ha nella vita religiosa e nelle pratiche cultuali prescritte nella Torà. Come sarebbe infatti possibile il prescritto pellegrinaggio di Pesach a Gerusalemme, se non vi è un Tempio dove recarsi? Questa impossibilità di compiere un obbligo, come molte altre prescrizioni con lo stesso vulnus, hanno creato un vuoto tragico nella quotidianità della pratica religiosa per tutto il popolo ebraico. Ma questo non possiamo certo considerare sia il frutto di una guerra persa con un esercito o con un conquistatore, per quanto potente.
Il luogo dove Iddio Benedetto ha permesso si potesse ricordare il Suo Nome, non può certo essere stato distrutto da uomini. Il Disegno Divino si compie per vie che non sono immediatamente comprensibili, e quando dico immediatamente mi riferisco a periodi di secoli, millenni anche.
Ma si compie.
Il Terzo Tempio è, mi auguro, chiaro a tutti che deve essere il Tempio della Pace Eterna per tutta l’Umanità, altrimenti non può essere. Quando affermo che deve essere per tutta l’umanità non ci sono scorciatoie: realmente voglio dire per tutta l’umanità, ebrei, cristiani, islamici, e tutti le genti del mondo.
Solo così sarà possibile che la Shekhinah e la Benedizione del nostro Dio, il Dio di Abramo, padre di una moltitudine di nazioni, di Isacco, santificato nel mistero del sacrificio e di Giacobbe, da Iddio chiamato Israele, possa tornare ad abitare in mezzo agli uomini permanentemente.
Tutta l’umanità si troverà ad essere in pace e il Tempio sarà il suggello di Dio per la raggiunta pace finale fra tutte le genti: la meta del Disegno Divino che viene rivelato.
Intanto dagli Usa arriva Chalice, il primo supereroe transessuale
da Osservatorio Gender
Nel nuovo film di Star Trek (“Star Trek Beyond”) uno dei personaggi principali farà un pubblico coming-out. Il primo personaggio apertamente e dichiaratamente gay della saga sci-fi sarà infatti Hikaru Sulu,interpretato dall’attore John Cho. Nella pellicola sì scoprirà che Sulu è impegnato in una relazione omosessuale con un altro uomo, e insieme stanno crescendo una bambina. John Cho ha spiegato: “Mi è piaciuto l’approccio, che non voleva rendere particolarmente importante il momento, normalità verso la quale spero che la specie umana si stia muovendo, e il fatto di non politicizzare l’orientamento sessuale delle persone”. Nella serie televisiva andata in onda dal 1966 al 1991 Sulu era eterosessuale mentre il suo interprete, George Takei, ha rivelato la propria omosessualità nel 2005. Il caso vuole… Il lungometraggio verrà distribuito nelle sale italiane a partire dal 21 luglio, trasportando nuovamente un personaggio gay nella cinematografia. Qui, i limiti della fantascienza di Star Trek, sono assolutamente superati dai limiti della follia di un mondo che va ormai totalmente alla rovescia. Nota di BastaBugie: l’articolo sottostante dal titolo “Dagli Stati Uniti arriva Chalice, il primo supereroe transgender” parla dell’ultima (squallida) trovata di Paul Jenkins, autore storico della Marvel, che darà così un bel contributo alla “normalizzazione” dei transgender. Ecco dunque l’articolo completo pubblicato su Osservatorio Gender il 7 luglio 2016: Negli Stati Uniti è in arrivo il primo supereroe transgender con un ruolo di primo piano. Sebbene, nel mondo dei fumetti, vi siano già stati, infatti, in passato personaggi transgender essi hanno sempre recitato un ruolo secondario. Chalice, il personaggio al centro della nuova serie Alters, per la prima volta rivestirà invece la parte di protagonista, dando così un bel contributo alla “normalizzazione” transgender. La storia sarà scritta da Paul Jenkins, autore storico della Marvel, azienda statunitense di proprietà di The Walt Disney Company, creatore di kolossal come Inhumans, L’incredibile Hulk, L’uomo ragno e Origin, la fortunata serie incentrata sul passato di Wolverine. Alters prevede che, in un futuro ormai prossimo, le persone con speciali abilità iniziano ad emergere e le loro mutazioni conferiranno a tali personaggi dei vantaggi analoghi a quegli degli X-Men della Marvel. Jenkins confida che la serie con al centro il personaggio transgender diverrà presto molto popolare: «Chalice resterà il personaggio centrale dell’intera serie. Credo che diventerà molto popolare». Secondo la trama, Chalice vive sotto le sembianze di Charlie Young, secondo di tre fratelli, preoccupato che la sua transizione possa avere delle conseguenze su tutta la famiglia già colpita dalla disgrazia di avere un figlio affetto da paralisi cerebrale. La storia prende le mosse dal momento in cui Chalice decide di intraprendere la terapia ormonale ed è in attesa di rivelare il tutto ai suoi genitori. L’autore di Alters sottolinea come, nella stesura della sua storia, sia stato scrupolosamente attento a contemplare anche altre tipologie di discriminazione oltre alla tematica LGBT: «Comunque, ho cercato di fare in modo che tutto il libro non fosse centrato solo sui temi LGBT. Abbiamo anche altri esempi di personaggi che si trovano in situazioni di svantaggio e che, per questo, sono soggetti a discriminazioni continue; un personaggio che cambia forma continuamente e che si rompe il collo; un altro affetto da stress post-traumatico, ad esempio». Di fatto, per la prima volta nel mondo dei fumetti, il protagonista al centro della storia non sarà maschio o femmina ma un po’ dell’uno e un po’ dell’altro in perfetto ed ossequioso stile gender fluid!
(bilancio consultabile suhttp://www.vvox.it/wp-content/uploads/2016/07/Bilancio-FAV-2015.pdf) Michele Croce, candidato sindaco del movimento Verona Pulita, rende noti i dati contenuti nel bilancio approvato dal commissario Fuortes lo scorso giugno Verona – 19 luglio 2016 – “Con quattro mesi di ritardo siamo finalmente riusciti a scoprire che la Fondazione Arena ha ben 28 milioni e 600mila euro di debiti complessivi, di cui otto con …
Michele Croce, già presidente di Agec Verona, commenta l’approvazione da parte della Giunta del bilancio della partecipata dal Comune Verona – 16 luglio 2016 – “Provo imbarazzo per come hanno ridotto Agec: quella grande realtà che era un patrimonio per la città è ormai diventato un consulenzificio: oltre 380mila euro per incarichi affidati ad esterni rispetto all’azienda, rispetto ai 350mila …
La sera del 14 luglio, Richard Gutjahr è a Nizza, sulla promenade, e riprende in video la scena del camion che fa’ strage. Il 22 luglio, Richard Gutjahr si trova a Monaco di Baviera: incredibile fortuna/sfortuna, giusto davanti allo shopping center dove il diciottenne “assassino solitario” sta per fare una strage – o l’ha appena fatta.
E’ lui quello che riprende la prima scena, mandata in onda da tutti i media, probabilmente con lauto guadagno per l’autore. Un video le cui circostanze lasciano subito perplesso il giornalista Marcello Foa: “Chi filma è dall’altra parte di una strada molto trafficata e l’entrata di un Mc Donald è quanto di più banale ci sia. Ne converrete: è inverosimile che qualcuno decida di fare un filmino proprio lì e proprio mentre il killer esce, alza il braccio e inizia a sparare. Tanto più che quando l’assassino appare, l’inquadratura stringe subito sul folle tiratore.La circostanza è troppo straordinaria per essere casuale. E allora? E’ evidente che chi ha filmato sapeva quel che stava per accadere. Era lì apposta. Un complice. E dai nervi d’acciaio. Nelle immagini seguenti si vede la telecamera puntata a terra mente l’uomo si allontana velocemente. Poi si sente la sua voce, parla in Hoch Deutsch, il miglior tedesco. Dice ai passanti: “Sta venendo qui. Correte gente”, ma senza urlare, senza panico. Il tono è appena concitato, non è quello di un uomo sconvolto che ha appena assistito a un omicido. Appare controllato, straordinariamente padrone di sé. Chissà se la polizia lo ha già individuato. Chissà se lo identificherà mai. Speriamo”.
Lui a Nizza (sinistra) e Monaco (destra)
Eccolo identificato: Richard Gutjahr, che si definisce un po’ “attore” e un po’ “giornalista indipendente”, riempie you tube di proprie immagini, è sposato con Einat Wilf, ex deputata israeliana nel partito di Netanyahu, che viene dai ranghi della intelligence militare di Sion. C’è qualche polizia che abbia voglia non dico di interrogarlo (sarebbe antisemitismo e negazionismo dell’Oloké) ma intervistarlo su queste sua capacità paranormale?
Se non altro – come mi suggerisce una lettrice – per sapere dove il caro Richard intende fare il prossimo viaggio con strage annessa.
Il giovinotto dovrebbe gradire: dalle immagini che sparge di sé sui social media, gradisce la notorietà. Anche la mogliettina non esita a postare sé stessa su Wikipedia:
Israelizzazione degli europei
Sappiamo così che Einat Wilf, nata a Gerusalemme ma laureata ad Harvard, è tornata in patria per essere arruolata, da tenente, nella Unit 8200 : il corpo (Yehida Shmoneh-Matayim) che si dedica alla
La moglie, tenente Einat Wilf
intelligence “dei segnali” (SIGINT). La graziosa signora è stata anche consigliera di politica estera del primo ministro Shimon Peres, membro di un ente chiamato Jewish People Policy Planning Institute , ed editorialista del quotidiano israelian Israel HaYom, uno dei media più vicini a Netanyahu e all’ala estremista del Likud. Nel 2007, la Wilf – veramente ambiziosa! – ha concorso per la presidenza del World Jewish Congress, Congresso Ebraico Mondiale (la centrale delle centrali, si può dire), ritirandosi però prima del voto (sic). Nel parlamento israeliano è entrata nel 2009 – ma solo come sostituzione di un deputato che s’era ritirato. Ha perso il seggio nel 2013. Ha scritto un paio di saggi: My Israel, Our Generation, e Global actors and global politics : the case of the World Jewish Congress campaign against the Swiss Banks(2008).
Dunque nelle due stragi in Europa, sembra trattarsi di una stessa strategia della tensione volta a provocare paura nelle folle. Le stesse paure di uscire, andare al ristorante, sul lungomare; la stessa paura del “musulmano” accoltellatore e assassino …che provano coloro che hanno rubato ai palestinesi terra, case, aranceti.
E ci stanno riuscendo. In un prossimo articolo, converrà ricordare come è stata messa a punto la tecnica della diffusione di ‘états d’esprit‘ collettivi.
(PS – Qualche lettore non riesce a capire “a che gioco giocano”, perché lo fanno.
Il caos e la strage possono essere dei fini in sé, per creature che si sono date al MAle assoluto. Ricordo i suoi attributi: Padre di Menzogna e Omicida fin da Principio. Guardate come sono riusciti a ridurre paesi come Irtakm, Afghanistan, Siria, Libia: ancora non capite? Adesso tocca a noi.
D’altra parte, creare le paura nelle masse europee, bovine ed ovine, serve a renderle sempre più docili agli arbitri del potere, alla riduzione delle libertà politiche, ad accettare le durezze economiche e – forse – anche la guerra: dopotutto, il potere ci sta difendendo dal “terrorismo”, e ‘ci vuole più Europa”..)