La truffa del sistema bancario

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La truffa del sistema bancario


Lo Stato Italiano (e gran parte degli altri Stati Sovrani nel Mondo) ha abdicato alla propria Sovranità Monetaria a favore della Banca Centrale (prima Banca d’Italia, ora Banca Centrale Europea).

Questi “Fantasmi Giuridici” sono privati, appartengono a Banche Private di Banchieri Privati, e quindi rispetto al Cittadino (ignaro, ignorante, indifeso e spesso indifferente) adoperano la logica del ‘servirsi’ e non del ‘servire’, unico comportamento etico (v. Giacinto Auriti). Come tutte le Corporation, le Banche non sono orientate all’Etica ma al Profitto (v. Domenico De Simone).
I politici sono “camerieri dei banchieri” per quei personaggi che hanno saputo ‘vedere’ al di là della cortina di fumo e menzogna che cela la vera realtà del sistema bancario e finanziario dell’Italia e di tutto il Mondo e che si chiama Usurocrazia (v. Ezra Pound).
Se lo Stato stampasse la propria moneta, così come conia le proprie monetine, si estinguerebbe di colpo il mostruoso Debito Pubblico che grava su tutti Noi, i Nostri Figli e quindi il Nostro Futuro.
Si spezza così la catena della schiavitù della moneta-bancaria, catena forgiata dalla creazione dal nulla della moneta-debito (‘ex nihilo’ – v. Maurice Allais). Il Popolo, di nuovo padrone della propria Sovranità Monetaria, tornerebbe a Vivere.
La banconota da cinquecento lire “Mercurio” di proprietà dello Stato

Ora facciamo un esempio.

Lo Stato paga un Dipendente Pubblico 1.400 euro, che in contanti equivale ad un mazzetto di 14 banconote da 100 euro nominali (valore nominale = di facciata, quanto stampato sulla carta-moneta). Attualmente ogni banconota costa allo Stato 100 euro, più gli interessi (mettiamo che il Tasso di Sconto, che è il costo del denaro tra Banca Centrale e Banche Locali, è al 2,5% e che si applichi anche allo Stato). Al Banchiere la stessa Banconota costa 3 centesimi di euro (3 eurocent = 0,03 euro = valore intrinseco = costo di produzione = costo medio della carta, inchiostro, tecniche anticontraffazione
ecc…).
Il Banchiere ricava 1.435 euro (100 x 2,5% x 14). Il Banchiere spende 0,42 euro (14 x 0,03). Il Banchiere guadagna 1.434,58 euro (1.435 – 0,42) e questo è il signoraggio sullo stipendio di un singolo dipendente. Quanti sono i Dipendenti Pubblici? 3 milioni? Quant’è lo stipendio medio? Quello indicato? Un po’ meno, un po’ di più? Fate voi gli aggiustamenti… Uno stipendio di 1.400 euro ‘costa’ allo Stato 1.435 euro. Lo stesso meccanismo per una strada, un ospedale, un ponte, un carroarmato, un telefono… E queste spese dello Stato vanno saldate, con le Tasse. Calcoliamo, da Bar dello Sport, la Tassa che tutti i cittadini devono pagare per saldare 1.435 euro x 3 milioni di dipendenti pubblici.
Non facciamoci distrarre e lasciamo ai politici giocare sul fatto se i Dipendenti pubblici sono tanti o pochi o il giusto, e se i ponti servono o non servono, se gli Ospedali e le scuole vanno privatizzate o no. Noi ormai abbiamo capito che anche UN SOLO dipendente costerà sempre più di quanto il poverino intasca.

Mille Lire “Giuseppe Verdi”, di proprietà della Banca d’Italia
Facciamo due conti: 1.435 x 3.000.000 = 4.305.000.000 euro ! 4,3 miliardi di euro al mese ! e poi ci sono le strade, gli Ospedali ecc…
E se lo Stato stampasse i propri soldi? Stampare un mazzetto di banconote che valgano 1.400 euro costa 0,42 euro, ricordiamolo… 0,42 x 3.000.000 = 1.260.000 euro! Il Pubblico Impiego allo Stato costerebbe 1,6 milioni di euro al mese ! E’ assurdo?!?! 4,3 miliardi di euro contro 1,6 milioni di euro?
Quanti contribuenti ci sono in Italia ? Facciamo pagare anche i gatti? Diciamo 30 milioni? Trovate Voi i dati precisi. .. 4,3 miliardi di euro / 30 milioni di tassati = 143 euro! 1,6 milioni di euro / 30 milioni di tassati = 0,05 euro!
Con il signoraggio del Banchiere, il Pubblico Impiego costa al Contribuente (attualmente) 143 euro al mese, senza signoraggio invece, solo 0,05 euro al mese. E gli impiegati non perderebbero Potere d’Acquisto perché le banconote sarebbero garantite dallo Stato, quindi dalla comunità tutta, per semplice convenzione, perché la banconota avrebbe il valore che tale convenzione ‘induce’ nella carta. È il Popolo che accettando la carta-moneta (per convenzione tra i Cittadini stessi di una Società) ne crea il valore, con il principio dell’induzione, scoperto dal Prof. G. Auriti.

Non serve neanche la riserva aurea (in ogni caso e di fatto già assente dal 1971, con la fine degli accordi di Bretton Woods, per volere di Nixon e la chiusura della Gold Window).
Stesso discorso per le strade, pensionati, ospedali… Lo Stato pagherebbe le Ditte che fanno le Grandi Opere con moneta propria, non carica di Usura Bancaria. La realizzazione di Servizi e Lavori Pubblici saranno discussioni squisitamente politiche e non economiche. Sarà il consenso popolare a determinare investimenti, senza dipendere da Usurai.
Se il Popolo ritiene necessario un ponte, lo Stato stampa i soldi necessari per fare quel ponte. Così non si avrà inflazione perché, a costo zero (spese tipografiche), si crea il bene-moneta per realizzare il ponte, ossia il suo equivalente Bene Reale (concetto base del Credito Sociale. v. L’Isola dei Naufraghi, di Louis Even).
Da qui si può partire per creare il Reddito di Cittadinanza, perno concettuale e pratico per slegare il Popolo dalle angherie e ricatti dei Detentori del Potere di Emettere Moneta.

Il segreto del capitale

Avete accumulato un piccolo o grande risparmio: 50 mila euro, 100 mila. Anche 500 mila, se siete un dentista o un bottegaio. La propaganda del capitalismo terminale vi invita, anzi vi spinge, vi obbliga a farlo fruttare: nel futuro, vi dice la sirena seduttrice, vi ritroverete con una bella somma, ben accresciuta, che renderà serena la vostra vecchiaia. Voi, perciò, affidate i vostri risparmi a un fondo d’investimento, a un fondo pensione. Se i risparmi sono alti, a una società di gestione dei patrimoni. Ogni fondo ha un gestore: un esperto, uno che sa – diversamente da voi – come far fruttare i vostri soldi. Li impiega in azioni e obbligazioni, da esperto qual è: i titoli più lucrosi, nel mix più sapiente.
La realtà è un po’ diversa.
La prima cosa che fa’ il gestore, appena ricevuti i vostri soldi, è: comprarsi la Mercedes più grossa sul mercato, aggiungervi una Porsche per i suoi week-end, accaparrarsi un attico di lusso. Per vivere da ricco.
La Mercedes nuova del gestore dovrebbe suscitare qualche sospetto. Si sta occupando davvero di far diventare ricchi noi? La Mercedes l’ha comprata coi soldi nostri; fossero stati suoi, magari, avrebbe scelto un modello più economico. Speriamo almeno che accresca il nostro risparmio, il nostro modesto capitale.
In realtà, i gestori dei fondi, in media, non riescono quasi mai a battere l’indice.
Lo hanno provato studi seri: perdono soldi più o meno come avreste fatto voi, se aveste giocato in Borsa personalmente. Almeno vi sareste rovinati da soli, senza pagare commissioni. Perché questo è il punto: perda o vinca, per il gestore è lo stesso. Lui, guadagna sempre: si fa pagare per gestire i vostri risparmi. In anticipo. Grasse commissioni. Il capitale, del resto, mica è suo: è vostro. Suo è il lucro. Ancor peggio, se vi consigliano di mettere i soldi in azioni.
Dicono in America: sulla porta di Wall Street (la Borsa) c’è una scritta:Caveat Emptor, stia attento il compratore.
Ma questa scritta la vedono solo gli esperti, gli speculatori professionali. E, loro, non hanno nessun interesse ad aprirvi gli occhi, perché la vediate anche voi. Anzitutto, non vi avvertono che la Borsa è come la caccia alla volpe: un gioco per grandi abbienti. Anche negli Stati Uniti, dove tutti hanno qualcosa in azioni, il 10 per cento delle famiglie detiene l’86 per cento dei titoli. Uno degli scopi primari (e il meno confessato) della Borsa è di fabbricare capital gains (profitti sul capitale) per consentire ai miliardari di evitare le tasse: il prelievo fiscale sui redditi di lavoro è aggressivamente progressivo, sui capital gains o è zero, o è a percentuale piatta (non aumenta col reddito).



Ma la Borsa serve anche per fabbricare perdite, in modo da compensare profitti: sempre per consentire ai signori di sfuggire al fisco.

Tuttavia, la Borsa ha bisogno dei piccoli risparmiatori. Altrimenti, essendo un gioco a somma zero, chi potrebbero spogliare i professionisti dell’azzardo? Da qui l’invito generale, nei tempi del capitalismo ultimo, a diventare tutti azionisti. Lo chiamano capitalismo democratico: senza dire che esso presenta per il padronato alcuni vantaggi collaterali. Per esempio, se un’azienda paga i suoi lavoratori, in parte, con proprie azioni (come avviene in Usa, e si vorrebbe cominciare a fare in Europa), su quell’emolumento non deve sborsare i contributi previdenziali.
Cercano di stimolare persino il vostro patriottismo: “mettendo i risparmi in Borsa, finanziate le aziende italiane”
Mentre non è vero: le imprese si finanziano sul mercato dei titoli solo in percentuale marginale; per lo più s’indebitano con le banche, emettono bond oppure obbligazioni, o presso merchant bank.
Sempre più seducente, si ripete l’urgente invito a investire i risparmi nei fondi, anche per assicurarsi la pensione: tra vent’anni, il vostro pacchetto di azioni avrà preso un bel valore, e potrete cominciare a realizzarlo.
È una frode: le azioni, fra vent’anni, saranno quasi sicuramente ribassate.
Per il solo fatto che allora ci saranno meno italiani di oggi, e quindi la domanda di azioni sarà più debole. Negli anni ’70, un analista americano di nome Gelvin Stevenson provò a confrontare le performances borsistiche secondo le varie classi di reddito: scoprì che chi ha redditi alti vince, e chi ha redditi bassi, tendenzialmente, perde. E che perde tanto più, quanto più il suo reddito è basso.

Fino a pochi anni fa, gli agenti di Borsa – mediatori necessari, se volete acquistare azioni – erano una casta chiusa, un monopolio. Questi sacerdoti del mercato e del rischio, stranamente, si erano protetti da ogni rischio, e dalla concorrenza sui prezzi. Si facevano pagare in commissioni fisse. Ancor oggi, che vincano o perdano (coi soldi vostri), ha poca importanza: loro incassano per ogni transazione che operano a vostro nome. A volte comprano e acquistano coi soldi vostri, solo per accrescere il loro onorario.

Diversi anni fa, a New York, un povero risparmiatore di nome Guy R. Pierce affidò il suo modesto gruzzolo, 3 mila dollari, agli agenti Richard, Ellis & Co. Nel giro di un mese, Pierce ritrovò il proprio patrimonio ridotto a 110,98 dollari in liquidità e 50 dollari in azioni. Come scoprì il giudice a cui il malcapitato si rivolse, il suo agente era giunto ad operare sul conto del cliente, in un mese, “fino a 15 acquisti di un solo titolo per complessivi 31 mila dollari, e altrettante vendite di quel solo titolo per oltre 26 mila dollari. In un caso il broker vendette allo scoperto un titolo per ricomprarlo lo stesso giorno, perdendo in entrambe le transazioni”.
Per questa splendida performance, la Richard, Ellis & Co. addebitò a Pierce commissioni per 1022 dollari. Il capitalismo terminale, finanziario, come tende a retribuire il minimo possibile il lavoro, così tende a non retribuire il risparmio. In ogni caso, la sua vittima predestinata è il lavoratore-produttore, colpito da due parti: da salariato, e da risparmiatore. Il risparmio è una sciagura, di questi tempi. Come Pinocchio, incauto, mostra al Gatto e alla Volpe i suoi zecchini d’oro, così accade a voi risparmiatori quando mettete il denaro risparmiato in banca. In tal modo, il Gatto e la Volpe sono al corrente di quanto avete.
Da quel momento, hanno un solo pensiero: portarvi via i soldi. Già il bancario allo sportello, ben istruito, vi fa’ notare che tenete cifre troppo grosse sul conto corrente, che non rende niente (ma non è la banca a fare in modo che non renda niente?). Mettetelo nei nostri fondi, il vostro capitale. Che rendono il 3, il 5. Detratte, come ovvio, spese e commissioni. A Pinocchio, il Gatto e la Volpe parlarono di un favoloso orto, dove gli zecchini, seminati, avrebbero generato alberi di zecchini, con frutti d’oro.
Voi risparmiatori venite convinti, né più né meno di Pinocchio, che quel campo dei miracoli esiste. E dove sia, lo sa solo il gestore. Invece, se proprio le cose vanno bene – se la Borsa sale, una situazione in cui anche gli inesperti guadagnano – il gestore sì farà fruttare il vostro risparmio il 7, anche il 18%; ma a voi, fateci caso, sarà attribuito il 4, o il 14%. Il resto, arricchisce i gestori.
Se le cose vanno male in Borsa e il gestore (come sareste capace di fare anche voi) perde, il danno è tutto vostro.
Non rivedrete più il vostro capitale. Ve ne daranno due o tre motivi. Primo: “non le conviene uscire adesso”. Secondo: “il suo capitale, in questo momento, non è liquido” (i titoli non sono realmente liquidi, ossia vendibili in tempi di crisi, di calo rapido dei corsi: nessuno li compra). Fino al terminale argomento: “il suo capitale è perduto. Non sapeva di averlo impiegato in un investimento a rischio?”.

È il metodo del Gatto e della Volpe. Il vostro capitale, per loro, è un fastidioso passivo: perché devono pagarvi qualcosa, un interesse, un frutto, sborsandolo di tasca loro. L’attivo, per loro, non è il vostro capitale, sono i frutti che loro possono introitare, moltiplicati, dal vostro risparmio. Quelli, se li tengono loro quanti più possono. Ma allora che fare? Lasciare i soldi in banca, su conto corrente che non rende niente? Perché almeno sono liquidi, cioè li potete ritirare in ogni momento? Ah, poveri imperdonabili Pinocchi: voi ignorate tutto della banca, ignorate i trucchi del credito, ignorate gli impegni che avete assunto quando avete messo i soldi in banca.

È appunto sulla vostra ignoranza che ingrassano i finanzieri, gli speculatori, i banchieri. Il trucco comincia lì, proprio nella banca. La banca vi fa’ credere che presta il vostro denaro ad attività produttive. Se avete messo 100.000 euro in deposito, essa presta – vi fa’ credere – i 100.000 euro a un imprenditore che chiede un fido. Così spiega la forbice fra il tasso passivo che paga a voi – l’1 per cento d’interesse, che con l’addebito delle spese diventa lo 0 per cento, o addirittura un interesse negativo (e voi già ci perdete, per il solo fatto di aver affidato i soldi alla banca) – e il tasso attivo che fa’ pagare all’imprenditore, indebitandolo: il 7%, magari il 12 o più.
Voi credete che questo sia il lucro della banca: 7 meno 1, 12 meno uno. In percentuale su quei 100 mila euro, fa’ un guadagno di 7mila o 12mila. Un po’ eccessivo, ma insomma la banca corre dei rischi: l’imprenditore può diventare insolvente, la banca ha delle spese. Il lucro è legittimo. Così credete voi. Ma la banca, sul vostro deposito, in realtà lucra non il 7 ma il 28%, non il 12 ma il 48%. La banca ha davvero scoperto il campo moltiplicatore degli zecchini; solo, non ve ne fa partecipi. A voi, riconosce solo l’1 per cento. Come avviene? Dov’è il trucco?
Il trucco è: quando voi depositate in banca 100 euro, la banca può creare fra i 10 e i 20 prestiti da 100 euro ciascuno: ossia “crea” moneta per mille o duemila euro.
Nei paradisi fiscali, dove non si richiedono riserve obbligatorie, anche di più, fino a 10 mila euro. E su tutto quel denaro inventato e dato a prestito la banca lucra gli interessi.
Ma come fa’ la banca, obietta Pinocchio, a prestare denaro che non ha in cassa? Può perché sa che i depositanti non ritireranno tutti insieme la totalità dei loro depositi, né i debitori realizzeranno di colpo i loro fidi. Lo faranno a poco a poco, secondo necessità; lo faranno per lo più emettendo assegni, non ritirando contanti. Basterà il flusso di cassa (il debitore paga gli interessi con denaro vero) per consentire alla banca di pagare contanti ai depositanti, relativamente pochi, che chiedono soldi veri. Per mantenere il pubblico nell’illusione che la banca è solvente, che i soldi li ha. Ma quei soldi, non sono altro che scritture contabili.
Tra l’85 e il 95% del denaro circolante è creato dalle banche.
Attraverso l’apertura di credito. Moneta-credito. Moneta scritturale, come si dice nel gergo della banca. O anche, in America: moneta creata dall’aria, fiat money. O come dice Maurice Allais, l’unico economista Nobel affidabile: moneta creata ex nihilo. “Ex nihilo”: può essere più chiaro?
Ezra Pound, che aveva compreso il trucco, ne era diventato quasi pazzo nello sforzo di avvertirne il pubblico, di gridarlo in versi ruggenti, di svegliare Pinocchio, l’ingannato, dalla sua auto-illusione. Citava di continuo la definizione che l’Enciclopedia Britannica, monumento del pensiero politicamente corretto, dava della banca: “la banca lucra gli interessi dal denaro che crea dal nulla”. Ogni banca, avendo in cassa depositi per cento euro, paga per quel deposito l’1 per cento; poi ne presta almeno 400 al 7%, lucrando 28 euro di interessi.
Si può essere più chiari di così? Ma Pinocchio continua a dormire: noi, voi.
Pound sapeva anche questo, e citava una frase che il primo lord Rotschild avrebbe pronunciato nel 1861: “pochissimi capiranno il sistema, e quelli che lo capiranno saranno occupati a far soldi. Il pubblico probabilmente non capirà che è contro il suo interesse”. È così. Talora, in certi momenti roventi della storia economica, specie in Usa, le banche hanno creato denaro dal nulla in percentuali enormi, senza il più flebile rapporto coi depositi di cui avevano l’affidamento. In quei rari momenti, tragici crack che rovinavano milioni di uomini e donne, il loro bluff è stato rivelato: troppi depositanti si sono precipitati allo sportello per riprendersi i soldi, e si è visto che la banca, quei soldi, non li aveva. Ma da tempo hanno imparato la quota di espansione della moneta falsa che non inquieta i gabbati risparmiatori.
Nei paesi europei, questa quota è fra quattro e sei volte i depositi. Da noi per esempio, con una riserva obbligatoria del 15%, le banche possono, su depositi ammontanti a 2 milioni di euro, fare crediti per 11.333.333 milioni: quasi il sestuplo. E sulla differenza, 9.333.333, la banca estrae gli interessi.
È denaro falso.
È denaro vuoto.
Ma il denaro, anche falso, comanda il lavoro: l’imprenditore che ha ottenuto un fido fa’ sgobbare gli operai e funzionare i macchinari, per guadagnare tanto da restituire i ratei del capitale con gli interessi. Così il denaro vuoto si riempie con la vera fonte della ricchezza, che è il lavoro e il sudore degli uomini. Ma così, la banca preleva continuamente un tributo occulto su tutte le attività produttive dell’uomo. Ogni lavoratore, ogni imprenditore, è suo schiavo.
Basta che la banca espanda il credito (crei pseudo-capitale) e vedrete i lavoratori accelerare il ritmo, sudare e affannarsi come burattini impazziti per pagare gli interessi sul debito, su quel denaro falso; basta che restringa il credito, e i lavoratori saranno licenziati a migliaia.
Anche se noi, personalmente, non prendiamo a prestito denaro dalle banche, tuttavia paghiamo degli interessi, senza saperlo, come consumatori.
Infatti ogni prezzo che paghiamo, ogni merce o servizio che compriamo, contiene un certo ammontare di interessi.
Margrit Kennedy, una economista del centro-studi Hermann Institut Deutschland, ha provato a determinare la quota d’interessi che paghiamo (alle banche) per alcuni servizi pubblici in Germania. Per la raccolta dei rifiuti (un’attività che impiega poche macchine e molta manodopera), tale quota è il 12% del prezzo. Per l’acqua potabile, il 38%. Per l’edilizia popolare, il 77%. In media, su tutti i beni e i servizi, paghiamo il 50% di interessi. Nei tempi medievali, i sudditi pagavano al signore feudale, o alla Chiesa, “la decima”, ossia solo il 10% dei loro introiti. Oggi paghiamo cinque volte la decima ai prestatori di capitale. Il feudalesimo non è tramontato; s’é rafforzato, sotto altra forma.
La sola salvezza sarebbe non stare al gioco. Ridurre l’indebitamento delle famiglie e delle industrie, e degli Stati. Ma le banche non lo consentono: esse vogliono indebitare il mondo, perché il mondo lavori per esse. Ecco perché Ezra Pound scrisse quella frase strana, per avvertirci: “un popolo che non s’indebita fa’ rabbia agli usurai”. Perché sarebbe ben possibile allo Stato emettere moneta libera da interessi, moneta liberatrice dalla schiavitù delle banche e dalla necessità d lavorare per le banche.
Ma questa prerogativa è, in Europa, positivamente vietata dal Trattato di Maastricht, nell’articolo 104. Perché le banche indebitano, in modo primario ed essenziale, i governi. Gli Stati. Questi non possono stampare moneta; devono emettere Buoni del Tesoro, titoli in cui riconoscono il loro debito, e consegnarli alla Banca Centrale, che emette moneta per un valore pari ai titoli emessi. In tal modo, anche sulla moneta della nazione la banca – perché la Banca Centrale è dovunque proprietà privata delle banche – preleva un interesse, i frutti dei Buoni.
Solo pochi statisti hanno osato stampare moneta di Stato, non gravata da interessi. Quei pochi, pochissimi, hanno provato sul loro corpo la rabbia degli usurai. Nessuno di loro è morto tranquillo nel suo letto, tra questi ricordiamo in particolar modo Abramo Lincoln e JF Kennedy.
Alla fine del 1862 Abramo Lincoln ebbe bisogno di 449 milioni di dollari di allora per finanziare la guerra di secessione, in pieno corso. Le banche si offrirono di creare quella moneta con il solito metodo: ma chiesero il 30% d’interesse, per via dei rischi della guerra che rendevano lo Stato debitore a rischio d’insolvenza. Lincoln allora ricorse al potere che gli veniva dalla costituzione americana, articolo 1: sottopose al Congresso, che l’approvò, la proposte di emissione di banconote di Stato (greenback), prestito che il popolo può fare a se stesso, senza pagare gli interessi. In piena guerra, si videro l’agricoltura e l’industria nordiste tornare a fiorire.
Il lavoro umano, comandato da denaro abbondante, riempì quei biglietti di ricchezza reale. Nel 1864 Lincoln si ricandidò alla presidenza, dichiarando pubblicamente la sua intenzione di continuare ad emettere moneta di Stato, invece che acquistarla ai banchieri di Londra. Secondo una tradizione difficile da controllare, il superbanchiere londinese sir Goschen (ebreo) disse ai suoi pari: “se questa insana politica finanziaria perdurasse, quel governo fornirà la propria moneta a costo zero. Non avrà alcun debito. Avrà tutto il denaro necessario per i suoi commerci. Questo governo dev’essere distrutto, o distruggerà ogni monarchia del mondo”.
Era l’inizio del 1865. Il 14 aprile dello stesso anno, Lincoln cadeva sotto le revolverate di un sicario.
Era accaduto già ad Alexander Hamilton, il segretario al Tesoro di George Washington, fondatore della banca nazionale americana, emettitrice di banconote di Stato: fu ucciso in duello, non ancora cinquantenne, da uno spadaccino professionale. Sarebbe accaduto anche a Hitler, colpevole di aver ridotto al minimo le transazioni valutarie nei commerci internazionali, sostituendolo con un sistema di scambio di merci fisiche.
Anche su Ezra Pound, come sappiamo, calò la vendetta degli usurai. Egli aveva cercato di proclamare al mondo il trucco del capitale: i soldati americani lo esposero in una gabbia nella Pisa liberata.
Poi, per 13 anni, fu recluso in manicomio. Il più grande poeta americano.

Fonte: http://antimassoneria.altervista.org/

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ISRAELE E QUEL DRONE IN GRADO DI SCHIVARE TRE MISSILI

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Segnalazione di Federico Prati

ISRAELE E QUEL DRONE IN GRADO DI SCHIVARE TRE MISSILI: QUALCUNO HA DECODIFICATO LA TECNOLOGIA USA, MA CHI?

di Franco Iacch
20/07/16

L’unico dato certo è che domenica pomeriggio, un drone di qualche tipo ha violato uno degli spazi aerei più protetti al mondo, quello di Israele. Con un certo imbarazzo, gli israeliani hanno affermato che il drone non è stato intercettato nonostante contro di esso fossero stati lanciati tre missili. Il drone proveniva dalla Siria.

Pochi secondi dopo aver rilevato l’UAV sulle alture del Golan, gli israeliani lanciano due missili intercettori Patriot PAC-2 in rapida sequenza: entrambi mancano il bersaglio. Lo Stato Maggiore decide allora di inviare un F-16 per abbattere la minaccia, mentre tutte le postazioni di difesa missilistiche nel nord di Israele vengono messe in allarme e pronte al combattimento. Il caccia inquadra il drone, gli lancia un missile, ma non riesce a colpirlo. Il drone non sarà mai abbattuto e ritornerà in Siria senza subire alcun danno.

I servizi segreti americani ed israeliani, restano cauti nel diramare altre notizie per evitare spiacevoli contraccolpi. Lo scudo missilistico statunitense, infatti, è venduto come uno dei migliori al mondo: tale episodio potrebbe confermare che contro le minacce moderne, come gli UAV, tale asset sarebbe impotente.

Secondo l’IDF, il drone potrebbe essere di fabbricazione russa. Israele teme che il drone possa essere stato inviato da Hezbollah, che sta attualmente combattendo al fianco delle forze del presidente siriano Bashar Assad, per fotografare le manovre militari nel Golan. Speculazioni al riguardo, sebbene non vi sia alcuna rivendicazione.

In precedenti occasioni, Israele ha già abbattuto dei droni nemici sul Golan, ma quanto avvenuto dimostra l’efficacia della minaccia UAV, in grado di superare anche uno dei migliori schermi difensivi del mondo come quello di Israele. Sebbene avanzate, le difese aeree di Israele sono state incapaci di intercettare una sola minaccia UAV. Se fosse stato un attacco a sciame, la direzione in tale senso è ormai presa, i sistemi Iron Domee David’s Sling potrebbero non essere in grado di intercettare una minaccia stratificata. O, forse, abbiamo assistito al primo episodio noto che confermerebbe un programma di reverse engineering ai danni della segreta tecnologia statunitense.

Andiamo con ordine. Nel maggio del 2014, la televisione di Stato iraniana mostrò le immagini di una replica del drone statunitense RQ-170 Sentinel. Fin dal 2011, l’Iran sostiene di essere riuscito a decodificare i segreti del Sentinel, abbattuto nel dicembre dello stesso anno dopo essere entrato nello spazio aereo iraniano dal confine orientale con l’Afghanistan. Gli Stati Uniti hanno inizialmente dichiarato di aver perso un drone vicino al confine afghano, per poi confermare l’abbattimento del Sentinel durante una missione di spionaggio sopra un impianto nucleare iraniano. Secondo gli Stati Uniti, l’Iran non sarebbe “mai” stato in grado di svelare la tecnologia del Sentinel, a causa dei protocolli di sicurezza inseriti nei droni che operano sul territorio ostile.

Il 27 ottobre del 2013, le Guardie Rivoluzionarie iraniane presentano in Russia un aereo spia senza pilota che – secondo Teheran – deriverebbe da un processo di reingegnerizzazione di un drone statunitense catturato nel 2012.

Nel dicembre del 2012 Teheran afferma di aver catturato almeno tre velivoli senza pilota ScanEagle. Il processo di reingegnerizzazione sarebbe avvenuto proprio dagli UAV catturati. L’esercito americano ha sempre negato di aver perso ScanEagle sull’Iran, tuttavia i media canadesi, citando documenti ufficiali, hanno confermato la perdita di uno ScanEagle nel Mar Arabico nel 2012. Sempre dalla Marina canadese però, smentirono categoricamente che il drone perso fosse stato recuperato dall’Iran.

Lo ScanEagle è un UAV a basso costo, prodotto da una società controllata dalla Boeing. Pesa venti chilogrammi, ha un’apertura alare di 3,1 metri e può restare in volo per 22 ore ed otto minuti. L’Iran ha maturato una notevole esperienza nel campo della reingegnerizzazione, gran parte della quale fornita proprio dagli Usa nel periodo in cui i rapporti tra Teheran e Washington erano ottimi. Da allora, l’Iran è stato in grado di acquistare pezzi di ricambio per gran parte del suo hardware americano e ha dovuto ricorrere alla reingegnerizzazione per tenerlo in funzione. Sappiamo, però, che l’Iran riceve sostegno tecnologico dalla Corea del Nord, Russia e Cina. Speculazioni, in realtà, ma poche ore fa quel drone è riuscito a sfuggire a tre missili.

E’ possibile che i segreti del Sentinel, ammesso che sia stato abbattuto dagli iraniani, siano stati decodificati? Sarebbe fin troppo presuntuoso pensare che alcuni dei paesi più tecnologicamente avanzati al mondo, non possano essere in grado di farlo. Tra gli addetti ai lavori, si favoleggia da tempo di un drone dotato di una manovrabilità eccezionale sviluppato in Medio Oriente. I suoi sistemi di controllo uniti al disegno ottimizzato, gli concederebbero una manovrabilità senza eguali, la medesima che avrebbe consentito al drone di sfuggire ai tre missili israeliani di produzione americana.

Nel settembre del 2013, Teheran affermò di aver completato il processo di reingegnerizzazione del Sentinel, annunciando la vendita a terzi della tecnologia acquisita. Quanto ci sia di vero nelle esternazioni iraniane, non lo sapremo mai, così come resta ignoto il paese che ha lanciato il drone sulle alture del Golan.

Infine, sarebbe opportuno riportare un altro dato che se confermato (e non lo sarà) potrebbe confermare l’esistenza del nuovo UAV: il drone avrebbe volato per quasi un’ora nello spazio aereo israeliano, varcando lo spazio aereo controllato anche dai russi. Per questo ultimi, il drone non esiste.

(foto: IAF / U.S. DoD / Lockheed Martin)

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Imperialismo Usa e crisi del sistema militare

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Segnalazione di Redazione Il Faro sul Mondo

di Salvo Ardizzone

Il sistema di dominio instaurato dall’imperialismo Usa si basa essenzialmente su tre poteri: quello della finanza, che attraverso il dollaro dissangua le economie del mondo per mantenersi; quello dei media, che rappresentano la realtà secondo le esigenze di Washington (celebre il detto: “ Se non è apparso sulla Cnn non è accaduto”); quello della forza, che attraverso un’asserita superiorità tecnologico-militare, e una cinica volontà di usarla per conseguire i propri scopi anche se manifestamente ingiusti (leggi: criminali), minaccia chiunque voglia opporsi al predominio Usa.

È un sistema che ha permesso ai centri di potere che regnano fra Washington e Wall Street di spadroneggiare sul mondo più o meno indisturbati, realizzando utili incalcolabili. Tuttavia è un sistema tutt’altro che perfetto, perché basato non su principi di qualsiasi sorta ma sull’esclusiva base del profitto immediato, realizzato con la massima rapacità.

I limiti sono stati evidenti nella crisi della finanza che ha minacciato di travolgere l’economia globale, e le cui conseguenze sono tutt’altro che superate. Una crisi, beninteso, che il sistema finanziario Usa ha scaricato sul resto del mondo tramite lo strapotere del dollaro, facendosi finanziare il suo enorme debito.

Ma se le storture del sistema finanziario dello Zio Sam sono finite sotto i riflettori grazie ai suoi disastri, sono assai meno pubblicizzate quelle che stanno permettendo al blocco industriale-militare di dilapidare somme immense, mettendo a grave rischio quell’asserita superiorità che dovrebbe permettere a Washington d’imporre la sua legge ovunque, e d’altra parte la pace e la sicurezza globali.

Intendiamoci: dal Vietnam in poi lo Zio Sam ha ricevute molte dolorose lezioni, ma non è mai stata messa in discussione la sua superiorità militare; la stessa Urss, ai tempi della sua massima potenza, è andata in rovina nel tentativo di reggere il confronto.

Da anni, però, le cose sono cambiate: lo strumento militare, invece che mezzo per garantire il predominio Usa, è divenuto esso stesso occasione di colossali arricchimenti. Lo si è visto con le guerre di Bush, quando l’esternalizzazione dei servizi per i contingenti all’estero, e tutte le attività collegate con i loro costi stupefacenti, è servita a far realizzare utili immensi alle aziende collegate col Pentagono. Ma ormai è lo stesso blocco industriale-militare che ha imparato a drenare una valanga di denaro dalla stessa Amministrazione americana, al di là d’ogni logica e d’ogni scelta di tipo strategico, anzi, finendo per piegarle ai propri fini. Continua a leggere

I pokemon, l’Isis e il “rincoglionisci te stesso”

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di Alessio Mannino

Elogio del passato. Quando la realtà era reale

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Una volta c’era la realtà, fraintesa, limitata, assurda, povera, angusta, pallosa, ma anche interessante, sorprendente, terrorizzante, entusiasmante, travolgente, e tuttavia in ogni caso – quando ancora non c’era la ragnatela vischiosa della Rete – reale. Ora c’é la realtà mediatica,“aumentata” (di boiate).

Una volta c’erano le “vasche” in centro per fare i bulli e rimorchiare, ora ci son da cercare i pokemon dietro il cespuglio.
Una volta c’era l’inamovibile telefono di casa, a cui parlavi sottovoce per non farti sentire dai tuoi vecchi, ora c’é Whatsup dove invii la foto di quando sei al cesso.
Una volta c’era la compagnia di strada, ci si trovava in quel posto a quell’ora, adesso puoi chiamare chiunque in qualsiasi momento, non esiste più luogo e orario abituali, nessun posto “sacro”.

Una volta c’era l’incanto dell’ozio, ora sei sempre connesso, devi seguire Facebook, Twitter, Linkedin, Instagram, l’email, gli sms, le applicazioni “social”, cosa ha scritto l’amico, il nemico, il simpatico, l’antipatico, quel gran pezzo di tipa dietro cui sbavi, l’influencer di cui sei follower, in un’aritmia cardiopatica di messaggi, inviti, post, comunicazioni più o meno inutili, confessioni online, cazzate per ridere e narcisismi da piangere.

Una volta c’era la curiosità di vedere dal vivo e toccare con mano, per esempio andare al concerto di una band ancora sconosciuta o scoprire angoli nascosti di un paese sperduto, dimenticato da Dio e dagli uomini; adesso puoi già sapere tutto o quasi su internet, saziando subito e troppo facilmente la fame su Youtube e sui siti. E così, il pretesto per scollare il sedere e uscire, e correre il rischio di farti una sola di serata non ce l’hai più, e ti si spegne l’istinto curioso.

Una volta al massimo c’erano i giornaletti, ora c’é talmente tanto porno sul web che rischi di avere problemi alla vista non per eccesso di fatica manuale, ma visuale.
Una volta la televisione già ti sedentarizzava e ipnotizzava, ma almeno quei programmi li vedevano un po’ tutti, potevi ancora guardarli in famiglia, e un qualche minimo legame umano lo creavano, seppur a distanza e massificato. Ora il palinsesto della tua video-ingordigia lo fai tu, ed é un altro passo verso il solipsismo – di massa sì, ma sempresolipsismo. Che vuol dire che ognuno vive imbozzolato nel suo guscio, e tanti saluti all’animale sociale che eravamo.

Una volta c’era l’umiltà di non sapere e di pazientare per andare a riguardarsi una cosa che non ti ricordavi su qualche libro che hai a casa, ora Google soddisfa la qualsiasi domanda, e alla lunga, potendo apprendere tutto e all’istante, ti lascia con la memoria handicappata.
Una volta potevi farti gli affari tuoi irreperibile agli umani, questa razza di irrecuperabili rompicoglioni, scegliendoti il tuo buen retiro personale in qualche buco di mondo; e invece mo’, con quello strumento di tortura che ha nome telefonino cellulare, sei all’implacabile mercé di fidanzate, fidanzati, mamme, parenti, colleghi, clienti, creditori, impiccioni, addetti di compagnie che vogliono rifilarti l’ennesima imperdibile novità e, immancabili, quei pervertiti dei tuoi amici che hanno sempre questa malsana e indispensabile voglia di scherzare.

Una volta godevi e te la godevi in santa pace, coi tuoi trastulli e le fisse solo tue. Ora devi stare al passo, devi tenerti aggiornato sui divertimenti che tirano, quasi tutti tradotti e traducibili in una app, e insomma andrà a finire che, come prediceva Woody Allen inventandosi l’Orgasmatron, arriveremo all’amplesso virtuale.

Un tempo, ai bei tempi, sul frontone del tempio di Delfi, il divino Apollo intimava: “conosci te stesso“. Ora, nella civiltà del pokemon, il comune pollo da batteria segue l’aurea massima“rincoglionisci te stesso“. Ma sì, facciamo gli scemi. Meritiamoci l’Isis.

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“Qui troppi simboli cristiani”. Migranti scioperano a Lucca

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Segnalazione di Raimondo Gatto

Profughi in protesta per i troppi simboli cristiani. Il gruppo di immigrati pachistani, accolti e ospitati in una struttura a Torre del Lago (Lucca), ha incrociato le braccia perché nel cimitero dove lavorano ci sono – ovviamente – troppe croci, angeli e statue di Santi che li infastidiscono.

Migranti a braccia conserte

Gli stranieri, protagonsiti di questa assurda protesta, dopo essere arrivati in Italia, sono stati subito impiegati nei lavori di manutenzione del cimitero della frazione pucciniana. Un progetto che sembrava funzionare fino a ventiquattr’ore fa. Gli immigrati hanno deciso di ammutinarsi. Il motivo? I troppi simboli cristiani presenti nel camposanto. E quindi cosa si fa? La risposta è semplice: niente. Si aspetta che qualcuno dia nuove mansioni.

La banda di stranieri è tutta di nazionalità pachistana. L’assessore Maurizio Manzo al loro arrivo aveva dichiarato: “Saranno coinvolti in lavori socialmente utili, in base ad un progetto messo a punto con la Sea“. Ovviamente il progetto pare chiaramente fallito: l’integrazione non è andata a segno. Se dopo un anno questi personaggi protestano contro i nostri simboli religioni, qualcosa evidentemente non è andato per il verso giusto. O forse, e più probabilmente, non sono andati a vivere in un paese cristiano.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/news/cronache/viareggio-qui-troppi-simboli-cattolici-profughi-scioperano-1287250.html

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Povertà assoluta per oltre 4 milioni di italiani, è il dato peggiore da 10 anni

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Ma la Nomenklatura pensa a mantenere i clandestini e a ingrassare le Cooperative …(n.d.r.)

Povertà assoluta per oltre 4 milioni di italiani, è il dato peggiore da 10 anni

Nel 2015 si stima che le famiglie residenti in condizione di povertà assoluta siano pari a 1 milione e 582 mila e gli individui a 4 milioni e 598 mila (il numero più alto dal 2005 a oggi). Lo rileva l’Istat.

L’incidenza della povertà assoluta si mantiene sostanzialmente stabile sui livelli stimati negli ultimi tre anni per le famiglie, con variazioni annuali statisticamente non significative (6,1% delle famiglie residenti nel 2015, 5,7% nel 2014, 6,3% nel 2013); cresce invece se misurata in termini di persone (7,6% della popolazione residente nel 2015, 6,8% nel 2014 e 7,3% nel 2013). Questo andamento nel corso dell’ultimo anno si deve principalmente all’aumento della condizione di povertà assoluta tra le famiglie con 4 componenti (da 6,7 del 2014 a 9,5%), soprattutto coppie con 2 figli (da 5,9 a 8,6%) e tra le famiglie di soli stranieri (da 23,4 a 28,3%), in media più numerose.

L’incidenza della povertà assoluta aumenta al Nord sia in termini di famiglie (da 4,2 del 2014 a 5,0%) sia di persone (da 5,7 a 6,7%) soprattutto per l’ampliarsi del fenomeno tra le famiglie di soli stranieri (da 24,0 a 32,1%). Segnali di peggioramento si registrano anche tra le famiglie che risiedono nei comuni centro di area metropolitana (l’incidenza aumenta da 5,3 del 2014 a 7,2%) e tra quelle con persona di riferimento tra i 45 e i 54 anni di età (da 6,0 a 7,5%).

L’incidenza di povertà assoluta diminuisce all’aumentare dell’età della persona di riferimento (il valore minimo, 4,0%, tra le famiglie con persona di riferimento ultrasessantaquattrenne) e del suo titolo di studio (se è almeno diplomata l’incidenza è poco più di un terzo di quella rilevata per chi ha al massimo la licenza elementare).

Si amplia l’incidenza della povertà assoluta tra le famiglie con persona di riferimento occupata (da 5,2 del 2014 a 6,1%), in particolare se operaio (da 9,7 a 11,7%). Rimane contenuta tra le famiglie con persona di riferimento dirigente, quadro e impiegato (1,9%) e ritirata dal lavoro (3,8%).

 

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I cambi di campo di Erdogan, il proisraeliano Gulem e le costanti dell’oltranzismo occidentale

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di Claudio Moffa

I cambi di campo di Erdogan, il proisraeliano Gulem e le costanti dell’oltranzismo occidentale

Sono dunque gli Stati Uniti e la NATO, giustamente schiaffeggiata da Erdogan, i nemici della Turchia democratica salvatasi dai golpisti? O è invece il solito oltranzismo occidentale, che alberga dentro gli Stati Uniti, l’Unione europea e l’Alleanza atlantica? Una ‘sottigliezza’ che conta …

Il colpo di stato è rientrato, i dubbi restano, tra cui il volo di Erdogan verso la Germania e il presunto diniego della Merkel all’atterraggio del suo aereo. Un fatto è comunque evidente: il tentativo golpista è una risposta, sulla stessa onda degli attentati che hanno insanguinato la Turchia negli ultimi mesi, alla inversione di rotta, prima lenta e poi determinata, della politica regionale e internazionale di Ankara, Nelle ultime settimane si sono succedute infatti alcune iniziative significative dell’intenzione di Erdogan di rompere con quanto da lui perpetrato negli scorsi anni e in particolare nel2015: il sostegno non solo ai cosiddetti ribelli moderati antiAssad, ma anche all’Isis; la violazione del territorio iracheno a caccia del petrolio rubato in proprio o acquistato dal Daesh; l’abbattimento di un aereo russo lungo il confine con la Siria; il riversamento attraverso il mare Egeo sull’Europa, di centinaia di migliaia di sfollati e profughi, cessato dopo il comunque discutibile accordo con la UE.

Erdogan si schiera con Putin Tutto questo è stato dichiaratamente rimosso o rinnegato dal capo di stato turco: a marzo appunto l’accordo con l’UE, indubbiamente proficuo per Ankara; a giugno Erdogan ha chiesto scusa a Putin per l’aereo abbattuto; il suo primo ministro Binali Yildirim annunciava intanto la volontà di allacciare rapporti di cooperazione con l’Iraq, l’Iran e persino la Siria di Assad, ponendo così fine all’alleanza pro-Isis di Ankara con il Qatar, l’Arabia saudita e Israele.

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Turchia: golpe pro-NATO?

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BANDIERA TURCHIA

Di Scott – il 16 luglio 2016 – Fonte: thesaker.is

 

Il colpo di stato militare pro-NATO non è riuscito dopo poche ore. I ribelli hanno immediatamente chiuso lo Stretto dei Dardanelli a tutte le navi per fermare le navi russe che viaggiavano verso la Siria. Gli organizzatori del colpo di stato volevano più strette relazioni con la NATO e Washington. I turchi vogliono relazioni più strette con la Russia, non con Washington.

I turchi vogliono sopravvivere, mangiare e stare al caldo di fronte al prossimo inverno. Hanno bisogno di un mercato con la Russia ed il gas russo per questo. Tutti ormai sanno che qualsiasi colpo di stato pro-Washington significa guerra, occupazione straniera, il crollo dell’economia, la povertà e la morte di civili. Tutti parlano di Ucraina come un esempio.

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L’importanza della conversione di Putin per comprendere la sua visione politica

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Segnalazione di Federico Prati

 

di Matteo Carnieletto

 

Nel 1993 la vita di Vladimir Putin cambia. Scoppia un incendio nella sua dacia, sua moglie rischia di morire e lui si salva per un soffio. Vede la morte in faccia, cerca un senso alle cose della vita e lo trova in Dio. Comincia così un periodo di avvicinamento e infine il ritorno al cristianesimo ortodosso.

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Massoneria e omosessualismo? Non praevalebunt!

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di Cinzia Palmacci

“L’Occidente sta diffondendo l’omosessualità, e purtroppo alcuni capi di Chiese negli Stati Uniti accettano i matrimoni omosessuali. Mi chiedo cosa è rimasto della Bibbia in quelle Chiese. E cosa diranno davanti a Gesù, la pace sia su di lui”. Con queste parole lo sheikh egiziano Amhed al Tayyeb, grande Imam dell’università islamica sunnita di al Azhar, ha voluto esternare il suo pensiero riguardo alle scelte di alcune realtà cristiane statunitensi – come la Presbyterian Church USA – che negli ultimi tempi hanno modificato i propri statuti interni allo scopo di riconoscere come matrimoni le unioni tra persone dello stesso sesso. Le dichiarazioni – riferiscono fonti egiziane consultate dall’Agenzia Fides – sono state rilasciate dal rappresentante della più prestigiosa accademia teologica sunnita in Indonesia, durante un incontro con domande e risposte svoltosi presso l’Università islamica di Syarif Hidayatullah, a South Tangerang. Il grande Imam al Tayeeb ha anche aggiunto che i gruppi gay intervengono nelle campagne elettorali e la questione omosessuale è utilizzata come tema per conseguire consenso politico (Agenzia Fides 24/2/2016).

Difatti, il presidente Obama da sempre a favore dei matrimoni gay, salutò con estrema soddisfazione la decisione (attesa e scontata) da parte della Corte Suprema americana dilegittimare le nozze gay in tutto il territorio Usa, inquadrando e innalzando questo “diritto” a rango di prerogativa costituzionale. Già nelle ultime settimane Obama aveva preparato l’opinione pubblica alla novità gender e a questa nuova forma di “dittatura democratica sovversiva” e fortemente irrispettosa verso molti credi religiosi, il diritto naturale e la natura stessa che da sempre considera quali legittimi solo i matrimoni tra persone di sesso differente, in funzione di prerogative procreative, fisiologiche, educative, psicologiche, biologiche e morali fuori discussione.

Proprio Obama, infatti, si è più volte pronunciato in merito ai “diritti degli omosessuali”, dichiarandosi fermamente contrario alle teorie riparative nei confronti dei gay e prospettando in merito misure “adeguate”. In Italia il quotidiano Repubblica sembrò concordare e giustificare Obama, adducendo come motivazione principale alla sua linea, la morte del suicida diciassettenne Leelah Alcorn: “Il presidente Usa – commentò il quotidiano – è rimasto particolarmente scosso dalla vicenda di una transgender di 17 anni, Leelah Alcorn, che a dicembre si è suicidata lasciando online un messaggio di addio in cui raccontava di essere stata sottoposta ad una cura del genere da un terapista religioso che cercava di farla tornare ad essere un ragazzo“.

Non dobbiamo comunque stupirci né dell’opinione della Corte, né tantomeno dell’opinione del presidente Obama in quanto, come scritto nelle memorie di un ex massone “...la regia massonica in Francia –  è tesa a promuovere il relativismo morale e l’uguaglianza di tutte le religioni e le leggi a favore della libertà sessuale, delle unioni civili etero e omosessuali, la depenalizzazione delle droghe leggere, la manipolazione degli embrioni, la legalizzazione dell’eutanasia, l’utilizzo di ogni forma di contraccezione”. Perciò di cosa dovremmo stupirci? Inoltre ben noto è il Piano giudaico-massonico in merito al contenuto dei famigerati “Protocolli dei Savi anziani di Sion”(Bibbia del Nuovo Satanico Ordine Mondiale), così come gli scritti dell’occultista Alice Bailey, profeta e sacerdotessa del Nuovo Ordine.

  • La Strategia della Corruzione nella Massoneria – Il Piano del 1953

Mentre la strategia del segreto serve ottimamente alla conservazione e all’azione indisturbata della Massoneria stessa, la strategia della corruzione è rivolta contro la società che si vuole cambiare, e contro la Chiesa. «Noi potremo vincere la religione cattolica non col ragionamento, ma unicamente pervertendo i costumi». Corrompere tutto e tutti: giovani, donne e bambini; preti e semplici fedeli. Così, per esemplificare, si è venuti a conoscenza di un piano massonico di corruzione in grande della gioventù americana, progettato per il 1953. Vi si dice tra l’altro: «Abbiamo già cominciato a realiz­zarlo e lo perfezioneremo con i seguenti mezzi: il cinema, le pubblicazioni porno a buon prezzo; i libri comici con storie di sesso e di violenza; ultimo mezzo, ma non il più piccolo, la televisione […]. Non osiamo andare troppo lontano con la televisione, per il momento. Ma essa ci riserva un uditorio immenso, e sarà il mezzo migliore per accostare i bambini. Il nostro piano è di incoraggiare dapprima delle rappresentazioni amorose, se non subito immorali, così graduando progressivamente la malvagità, tutta calcolata, si avrà il possesso di tutta la gioventù. Sarà tenuta occupata tutto il giorno, senza lasciare spazio per la religione. Così i giovani al loro risveglio e al loro coricarsi a sera avranno la testa piena di cowboys, di omicidi, di terrori, di cartoni animati inoffensivi. Tutto questo per allontanare dal loro animo immagini religiose. Così i bambini saranno disorientati per anni. Poi, quasi occasionalmente si introdurranno costumi sfrontati e scene licenziose allo scopo di distruggere il senso della modestia». Si cerca di corrompere soprattutto la donna.

Ecco le parole di Padre Kolbe: «Nei “Protocolli dei Savi di Sion”, vale a dire nel libro davvero fondamentale della massoneria, così essi scrivono di sé: “Chi o che cosa è in grado di far crollare una forza invisibile? La nostra forza è appunto di questo genere. La massoneria esterna serve per nascondere i suoi scopi, ma il piano di questa forza e il luogo in cui essa si trova, saranno sempre sconosciuti alla gente”» (cfr. P. M. Kolbe o.f.m., in P.M. Kolbe e la Giudeo Massoneria, pag. 1133 – III 305). Padre Kolbe è convinto che, a coagulare tutto, è lamassoneria; e che tutte le forze avverse alla Chiesa sono sempre e solo Massoneria. Padre Kolbe non è un pazzo che si autosuggestiona; ha invece visto giusto, già dai suoi tempi. Ecco come si esprime un Autore di oggi: «Trivellando qua e là negli scritti riguardanti la storia di questi ultimi secoli, mi ero reso conto che i focolai di agitazione nel mondo sono collegati da cavi occulti, e che la lava eruttata dai vari vulcani di sovversione sale da un unico serbatoio di antica data».Quest’unico serbatoio è la massoneria.

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  • Omosessualità e poteri forti. Alle origini della Legge Cirinnà.

C’è sicuramente un antefatto dietro la preparazione e la discussione in sede referente della famigerata Legge Cirinnà. Difatti, il 5 Novembre 2012 il Grande Oriente di Francia in un comunicato aveva affermato:

“La definizione dei diritti della persona dipende solo dalla volontà collettiva degli uomini. Il Grande Oriente di Francia condanna fermamente le dichiarazioni della Chiesa Cattolica circa il progetto di legge sull’apertura del matrimonio civile a tutte le coppie che sarà presentato al Consiglio dei Ministri mercoledì prossimo. Pertanto, l’evocazione del cardinale André Vingt-Trois di “profondi cambiamenti della nostra legislazione che potrebbero trasformare radicalmente le modalità delle relazioni che sono alla base della nostra società” testimonia posizioni retrogade ossia oscurantiste in completo disaccordo con i necessari sviluppi sociali e politici del nostro tempo. Questo progetto di legge mira a garantire un riconoscimento repubblicano della libera scelta matrimoniale delle persone che lo desiderano, in nome della parità di diritti. In nome della Laicità, il Grande Oriente di Francia ricorda che le Chiese devono limitarsi alla sola sfera spirituale, e non interferire, con imprecazioni stigmatizzanti e amalgami violenti e di odio, con i legittimi dibattiti pubblici e democratici che presiedono all’evoluzione e al progresso dei diritti civili” (http://www.godf.org/). Secondo la massoneria, la Chiesa non si deve immischiare in questioni che, a parere suo, sono solo di natura politica. Invece diremo che tematiche che toccano la sfera personale e soprattutto spirituale, perché strettamente correlate alla morale, sono di pertinenza esclusiva della Chiesa senza tirare in ballo, per opportunità, il paravento di comodo della laicità dello Stato.

Il noto giornalista francese Laurent Joffrin affermava che in Francia la massoneria esercita una influenza sullo Stato (e difatti nel governo del presidente Francois Hollande ci sono una mezza dozzina di massoni). Egli ha affermato infatti a Télématin il 04/01/2013: «La massoneria in materia di condotta è sempre più “avanzata” o più “progressista” rispetto alla media della popolazione. E quindi, sulle questioni di fine vita, sulle questioni del matrimonio gay e del voto degli stranieri, hanno un’influenza indiscutibile. Il che, a mio parere, è positivo». E quindi dietro l’approvazione odierna da parte dell’Assemblea nazionale francese dell’articolo 1 del progetto di legge che legalizza i matrimoni omosessuali (con una schiacciante maggioranza di 249 sì e 97 no), con la quale i deputati hanno dato il via libera alla norma che ridefinisce il matrimonio come “un accordo tra due persone di sesso diverso o del medesimo sesso”, c’è proprio la determinante influenza della massoneria che fa della libertà, anche in campo sessuale, uno dei suoi cavalli di battaglia.

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  • L’odio patologico degli omosessualisti contro l’unico modello di famiglia uomo-donna

Nel 1977, l’attivista gay Mario Mieli nel suo libro “Elementi di Critica Omosessuale” scriveva: “Noi checche rivoluzionarie sappiamo vedere nel bambino l’essere umano potenzialmente libero. Noi, sì, possiamo amare i bambini. Possiamo desiderarli eroticamente rispondendo alla loro voglia di Eros, possiamo cogliere a viso e a braccia aperte la sensualità inebriante che profondono, possiamo fare l’amore con loro. Per questo la pederastia è tanto duramente condannata: essa rivolge messaggi amorosi al bambino che la società invece, tramite la famiglia, traumatizza, educastra, nega, calando sul suo erotismo la griglia edipica … [La pederastia, invece] è una freccia di libidine scagliata verso il feto” (capitolo I, 8).

Un’altra indicazione dell’atteggiamento patologico che certi omosessuali hanno verso il genere opposto, viene da un altro esponente della comunità gay Michael Swift, secondo cui gli omosessuali vorrebbero eliminare l’unità familiare. Egli asseriva: “Noi sodomizzeremo i tuoi figli, simboli della tua flebile virilità, dei tuoi sogni superficiali e delle tue volgari bugie. Noi li sedurremo nelle tue scuole, nei tuoi dormitori, nelle tue palestre, nei tuoi spogliatoi […], nei tuoi seminari, nei tuoi gruppi giovanili […], ovunque ci siano uomini insieme ad altri uomini. Trema, porco eterosessuale quando appariremo davanti a te senza le nostre maschere. Tutte le leggi che bandiscono l’attività omosessuale saranno revocate. Al loro posto passerà una legislazione che consentirà l’amore tra uomini. […] Scriveremo poemi sull’amore tra uomini;insceneremo commedie in cui uomini carezzeranno apertamente altri uomini; faremo dei film sull’amore eroico tra uomini […] I musei del mondo saranno riempiti solo di dipinti di aggraziati ragazzi nudi. I nostri scrittori ed artisti renderanno l’amore tra uomini alla moda e di rigore e noi riusciremo perché siamo capaci di dettare gli stili. […]

Voi sarete scioccati e terrorizzati quando scoprirete che i vostri presidenti e i loro figli, i vostri industriali, i vostri senatori, i vostri sindaci, i vostri generali, i vostri atleti, i vostri attori cinematografici, le personalità della televisione, i vostri leader civici, i vostri preti non sono le figure borghesi, familiari, sicure, eterosessuali che voi credete che siano. […]

La famiglia luogo di menzogne, tradimenti, mediocrità, ipocrisia e violenza sarà abolita. Bambini perfetti saranno concepiti e cresciuti in laboratori di genetica.Saranno tenuti insieme in un ambiente comune sotto il controllo e l’istruzione di sapienti omosessuali. Tutte le chiese che ci condannano saranno chiuse. I nostri dèi sono solo i giovani belli. Noi aderiamo al culto della bellezza sia morale che estetica. […]”

Non è possibile sapere con certezza con quale intenzione il pezzo fu scritto. Una fantasia? Un piano? Un’agenda che la comunità LGBT intendeva sottoporre alla classe politica? Un delirio vendicativo nei confronti della “normalità”? Non possiamo dare risposte certe. Ognuno di noi può decidere quale delle interpretazioni sia quella più verosimile. Tuttavia, Michael Swift, al di là delle intenzioni, fu certamente anche un profeta (del male). Il “Gay Manifesto” anticipa precisamente molte delle cose che stanno accadendo sotto i nostri occhi in Occidente. E’ sufficiente osservare i cambiamenti in materia in questi ultimi decenni: le leggi che vietano l’attività omosessuale sono state abrogate; gli ordinamenti riconoscono giuridicamente l’amore fra persone dello stesso sesso; vengono riconosciuti i “matrimoni” e le adozioni gay; l’omosessualità viene promossa dai media, dal mondo dell’arte, dal cinema; la famiglia e la Chiesa subiscono forti attacchi; si diffondono la fecondazione in vitro e la compravendita dei bambini tramite l’utero in affitto; comincia la discriminazione e lapersecuzione contro chi contesta il pensiero unico, politicamente corretto, LGBT, ecc. (in Gay Community News, del 15-21 febbraio 1987).

L’avveramento di molte di queste “profezie” fa certamente riflettere. Si realizzeranno anche le altre? Di certo, qualcosa suggerisce che la battaglia sarà lunga, e che i “gay friendly” in parlamento non si arrenderanno, come non lo faranno i cattolici.

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  • Gli esorcisti cattolici: ultimo baluardo contro il “sulfureo” piano massonico

Padre Gabriele Amorth, professione esorcista, pensa che ci sia una correlazione tra Satana e l’omosessualità praticata. Che i gay siano in qualche modo “figli di Satana”: “L’omosessualità certamente é un gravissimo disordine mentale, una forma di pensare assolutamente innaturale. Diventa poi un peccato gravissimo e si traduce in una attività contro natura, quando sfocia in atti sessuali concreti e dunque assurdi”.

L’omosessualità, nelle sue parole, viene paragonata a una malattia da cui “si può guarire, perché è un’abitudine che dipende da quello che si vede, dalle compagnie che si frequentano, dalla televisione, da internet. Purtroppo la televisione fa propaganda omosessuale. Ed è per questo che ci troviamo in un mondo così corrotto e guasto”. E ancora: “Due uomini che si baciano sono la dimostrazione contraria del bene naturale. Vedo anche politici che si fanno suggerire dal demonio e sono tutti quelli che sono favorevoli a leggi contrarie alle leggi di Dio. E sono tutti posseduti ‘in spe’, ossia avviati all’inferno”. “Chi si proclama omosessuale è uno che agisce indubbiamente dietro suggerimento del demonio. Essere gay è un male contro natura. I gay fanno cose che sono contro le leggi di Dio. Un omosessuale quindi non è da esorcizzare, è da convertire. Coloro che vanno contro le leggi di Dio, come i gay, vanno dritti dritti all’inferno…”.

Voglio concludere l’articolo con una brillante frase della grande Ida Magli, scomparsa di recente, alla quale va l’omaggio di tutti quei liberi pensatori che come lei hanno fatto dell’onestà intellettuale il loro pane quotidiano (benché scarso):

“Sembra evidente che tutto questo sia stato programmato in vista dell’ideologia di chi comanda in Europa, o almeno di quello che si suppone sia questa ideologia: l’omogeneizzazione mondiale, la formazione di persone tutte uguali: i «cittadini del mondo». L’uguaglianza che si persegue, però, è il più possibile «indistinta», di cui il modello è il «trans». Quello che abbiamo davanti oggi, dunque, in Occidente, è il mondo della non-forma che pretende di diventare modello prevalente sulla forma. È ciò cui tende il Laboratorio per la Distruzione: nulla è più debole della non-forma”. Ipse dixit. Fonte

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