Il luciferiano Alinsky: il mentore di Obama e di Hillary Clinton

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LUCIFERINO

Barack Obama ha iniziato la sua carriera politica come “organizzatore di comunità” a Chicago. Dopo di che, la sua ascesa politica è stata vertiginosa – prima, legislatore dello Stato dell’ Illinois poi al Senato degli Stati Uniti, e poi alla Casa Bianca. Saul Alinsky (1909-1972), ideologo del radical– comunismo, figlio di immigrati ebrei russi, lavorò a lungo a fianco dei comunisti prodigandosi come fund–raiser  per le Brigate Internazionali durante la Guerra di Spagna (1936-1939); ha scritto il libro–manuale sulla organizzazione della comunità, Regole per i radicali  Rules for Radicals: A Pragmatic Primer for Realistic Radicals (1971) e, come tale, è il guru di tutti gli “organizzatori di comunità” – un termine innocuo per  camuffare ciò che i marxisti definivano “agitprop” o “agitatori-propagandisti”. Alinsky diventò uno dei guru più influenti del Sessantotto, un profeta di quella “controcultura” da cui sono venuti tutti i dirigenti del Partito Democratico e i leader dei movimenti di sinistra. Alinsky non fu il primo a rendersi conto che le rivoluzioni marxiste di successo dipendono dalla bravura organizzativa, ma è stato il primo a scrivere un  manuale organizzativo per aspiranti rivoluzionari marxisti negli Stati Uniti. Le idee di Alinsky sono state utilizzate dalla sinistra nei centri urbani e nei campus universitari. Alinsky divenne così influente che molti giornalisti hanno scritto che “la democrazia americana è stata alterata dalle idee di Alinsky”.  ALTERATA E’ PROPRIO IL TERMINE PIU’ APPROPRIATO, dato che Alinsky dedicò il suo famoso libro “Regole per i radicali” a LUCIFERO:  i satanisti americani lo considerano UN MODELLO PER I SATANISTI, legati alla sinistra politica..ma questo aspetto inquietante e fondamentale per Alinsky, che vedeva in Lucifero “il primo vero radical–comunista della storia”, lo esamineremo in dettaglio più avanti.

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Contro l’islam e il mondialismo sionista ricordiamoci delle parole di Urbano II

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Discorso di Urbano II al Concilio di Clermont (1095)

Popolo dei Franchi, popolo d’oltre i monti, popolo come riluce in molte delle vostre azioni eletto ed amato da Dio, distinto da tutte le nazioni sia per il sito del vostro paese che per l’osservanza della fede cattolica e per l’onore prestato alla Santa Chiesa, a voi si rivolge il nostro discorso e la nostra esortazione. Vogliamo che voi sappiate quale lugubre motivo ci abbia condotto nelle vostre terre; quale necessità vostra e di tutti i fedeli ci abbia qui, attratti.

Da Gerusalemme e da Costantinopoli é pervenuta e più d’una volta è giunta a noi una dolorosa notizia: i Persiani. gente tanto diversa da noi, popolo affatto alieno da Dio, stirpe dal cuore incostante e il cui spirito non fu fedele al Signore, ha invaso le terre di quei cristiani, le ha devastate col ferro, con la rapina e col fuoco e ne ha in parte condotti prigionieri gli abitanti nel proprio paese, parte ne ha uccisi con miserevole strage, e le chiese di Dio o ha distrutte dalle fondamenta o ha adibite al culto della propria religione. Abbattono gli altari dopo averli sconciamente profanati, circoncidono i cristiani e il sangue della circoncisione o spargono sopra gli altari o gettano nelle vasche battesimali; e a quelli che vogliono condannare a una morte vergognosa perforano l’ombelico, strappano i genitali, li legano a un palo e, percuotendoli con sferze, li conducono in giro, sinché, con le viscere strappate, cadono a terra prostrati. Altri fanno bersaglio alle frecce dopo averli legati ad un palo; altri, fattogli piegare il collo, assalgono con le spade e provano a troncare loro la testa con un sol colpo.

Che dire della nefanda violenza recata alle donne, della quale peggio è parlare che tacere? Il regno dei Greci è stato da loro già tanto gravemente colpito e alienato dalle sue consuetudini, che non può essere attraversato con un viaggio di due mesi. A chi dunque incombe l’onere di trarne vendetta e di riconquistarlo, se non a voi cui più che a tutte le altre genti Dio concesse insigne gloria nelle armi, grandezza d’animo, agilità nelle membra, potenza d’ umiliare sino in fondo coloro che vi resistono? Vi muovano e incitino ali animi vostri ad azioni le gesta dei vostri antenati, la probità e la grandezza del vostro re Carlo Magno e di Ludovico suo figlio e degli altri vostri sovrani che distrussero i regni dei pagani e ad essi allargarono i confini della Chiesa. Soprattutto vi sproni il Santo Sepolcro del Signore Salvatore nostro, ch’è in mano d’una gente immonda, e i luoghi santi, che ora sono da essa vergognosamente posseduti e irriverentemente insozzati dalla sua immondezza. Continua a leggere

L’estate del terrore

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di Pino Cabras

L'estate del terrore

Fonte: Comedonchisciotte

Chissà quali spiegazioni daranno della nuova ennesima strage, quella che si è consumata a Monaco di Baviera. Finora, per le altre stragi, hanno tirato fuori teorie totalmente assurde come la “radicalizzazione accelerata”. Come funziona? C’è un tizio che sino a una settimana fa – letteralmente – si interessava di religione quanto io mi interesso di sci nordico in Giamaica. Improvvisamente quello stesso tizio diventa un fervente islamista radicale, disposto a morire per la fede non prima di falciare decine di persone. Il tutto ci viene detto mantenendo ancora una faccia seria. La spiegazione non può essere quella. Specie quando poi vediamo piloti “depressi” che vengono accusati di aver ammazzato decine di persone nel suicidio aereo (ricordate il caso Germanwings?), o assassini di cui si riferisce che pronuncino sia “Allah u akbar” sia insulti rivolti ai turchi (come a Monaco). Tutto e il contrario di tutto. Il risultato di tutte queste stragi piace a chi ottiene dividendi dall’aumento della paura: tutti devono sentirsi sotto tiro di invasati che possono essere qualsiasi cosa, implacabili come in un videogioco, perché tutti hanno assorbito già dosi di immagini di violenza “normalizzata”, hollywoodiana, onnipresente. I casi di Nizza e di Monaco di Baviera non mi hanno richiamato alla mente la sigla ISIS, ma la sigla GTA.

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Il patriarca della geopolitica, Brzezinski: la nuova ricetta globale USA

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patriarca

di Giulietto Chiesa 

Fonte: Sputnik News

In sintesi: staccare la Russia dalla Cina, metterle l’una contro l’altra. E convincere quella delle due che ci starà a diventare un partner privilegiato degli USA. 

Facile a dirsi, ma difficile da farsi. Eppure bisogna farlo, altrimenti l’alternativa che si para davanti agli Stati Uniti sarà secca e inevitabile: o perdere il proprio ruolo dominante nel mondo, o andare incontro a un “mutuo suicidio assicurato”, cioè allo scontro strategico (nucleare e di altro tipo) con uno dei due antagonisti, o con entrambi.

Vecchio ma mai domo, Zbignew Brzezinski affronta di petto la situazione “catastrofica” in cui si trovano gli Stati Uniti d’America in un articolo che – come altri della sua carriera – è destinato a lunga fama.

Pubblicato su “The American Interest”, il saggio ha tutta l’aria di essere un consiglio per la signora Hillary Clinton, presidente americana prossima ventura. Ed è, come il solito, una brillante rassegna di crude verità, accompagnate da una totale improntitudine verso il resto del mondo. Continua a leggere

ll Parlamento lo sa, cosa manca ai nostri giovani

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E’ ora di legalizzare le droghe” (L’Espresso). “Legalizzare la cannabis, così può indebolire mafie e terrorismo” (Repubblica).  “Legalizzare le droghe leggere è un atto di amore per il Paese”: e questo è Roberto Saviano.  E’ la stessa compagnia di giro che ha appena consacrate le nozze fra invertiti , uteri in affitto già compresi;   nemmeno un attimo di sosta per godersi il trionfo, ed eccoli a battere la grancassa per la marijuana libera; col già visto entusiastico consenso dei  politici illustratisi l’altra volta, le varie Cirrinà,  media progressisti e società  civile già arruolati.  Ci riempiranno  i dibattiti televisivi  per tutto l’anno,  con esponenti della società civile fantasticamente pro, libertari liberisti  contro i “moralisti oscurantisti” (che non ci sono più), Manconi e Boldrini a favore…Scalfari parlerà con El  Papa  e scoprirà che “Francesco” è aperto – dopotutto lo spinello  è un atto d’amore per il Paese,   il giubileo della Misericordia non chiuderà mai più.

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A Ventimiglia il killer di Nizza sfilava per aiutare i migranti

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Mohamed Lahaouiej Bouhlel ha schiacciato 84 persone con un tir. La scorsa estate era a Ventimiglia per un corteo in difesa dei profughi

Il jihadista che ha schiacciato 84 persone a Nizza con un tir è passato più volte dall’Italia.

È stato in Puglia, come forse uno dei suoi complici. Ma soprattutto il 4 ottobre scorso era a Ventimiglia per manifestare al fianco di anarchici e antagonisti vari sotto l’insegna “No Borders” in favore dei migranti. Esatto: il terrorista ha passato il confine tra l’Italia e la Francia per partecipare ad un corteo in difesa del diritto all’invasione degli immigrati (guarda il video).

Il corteo “No borders” e il terrorista

Il sit-in in questione era stato organizzato per solidarizzare con i profughi accampati a Ventimiglia sugli scogli, dopo il blocco delle frontiere da parte della Francia e i continui respingimenti. Dietro uno striscione scritto in arabo, rivela Libero, la polizia ha identificato proprio Mohamed Lahaouiej Bouhlel. Il quale aveva dichiarato alle autorità che si trovava nel Belpaese grazie al contatto con una associazione umanitaria francese.

Nei video pubblicato da Fabrizio Tenerelli sul suo canale Youtube, infatti, si vede un ragazzo dai tratti somatici che ricalcano alla perfezione quelli del jihadista di Nizza. Stessa altezza, fa notare sempre Libero, stessa fronte alta, occhi corrispondenti e barbetta sul mento. È lui, con ogni probabilità. Ed ora la polizia italiana sta ricostruendo i tasselli di una vicenda che potrebbe dimostrare, se ce ne fosse ancora il bisogno, che i terroristi usano l’Italia come rampa di lancio per organizzare le loro stragi. Per questo ora i video della maniefestazione di ottobre sono sotto la lente di ingrandimento per capire se i due complici dell’attacco di Nizza, quelli ritratti nei selfie scattati da Bouhlel, siano stati anch’essi tra i “pacifici” manifestanti di Ventimiglia. In particolare, le autorità francesi stanno cercando di identificare l’uomo con la maglia “Fly Emirates”, che forse si chiama Mohamed Walid G., e quello con la maglia a righe, che si pensa possa essere Choukry Chafroud.

Forse c’erano anche loro, o forse no. militanti della sinistra sempre pronta a difendere i diritti dei migranti. Mohamed Lahaouiej Bouhlel era con ogni probabilità al fianco dei militanti di quella sinistra sempre pronta a difendere i diritti dei profughi. Anche a costo di sfilare con un terrorista.

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Austria: le Confraternite anti-migranti

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Segnalazione di Federico Prati

 

Decine di cappellini colorati sfilano di fronte all’Università di Vienna e si dirigono verso il Palazzo delle Wiener Korporationsring (WKR), dove ogni mercoledì si ritrovano tutte le Confraternite studentesche nazionaliste di Vienna – le Burschenschaften o B!B! – per trangugiare file di boccali di birra.

Per ogni confraternita c’è un cappello di colore diverso: viola per la B!B! Olympia, gialla per B!B! Teutonia, e così via. I ragazzi sono universitari, tutti rigorosamente maschi: “di solito per le donne è vietato entrare qui”, ci spiega Klaus, 22 anni e membro della confraternita WAT.

 

In Austria esistono due tipi di confraternite: quelle cattoliche e quelle germaniche. Le Burschenchaften si distinguono dalle prime sia per la discriminante “biologica”, poiché l’origine germanica è un requisito di entrata, sia per essere altamente politicizzate.

Ultranazionaliste e schierate nello spettro dell’estrema destra, le B!B! si differenziano tra loro in alcune pratiche e sfumature politiche: “Olympia e Teutonia, ad esempio, sono rinomate per essere le più vicine e implicate nella scena neo-nazista austriaca”, spiega Bernard Weidinger, esperto di confraternite e ricercatore dell’Istituto storico Doew.

Le B!B! hanno sostenuto e foraggiato il partito Nazional Socialista tedesco dei lavoratori (DAP), anche durante il periodo di clandestinità in Austria: in quel periodo il fiordaliso all’occhiello, simbolo delle confraternite, aveva sostituito la svastica fungendo da simbolo anche per il DAP.

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Caro Saviano, legalizzare la Marijuana è un errore

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O VECIO

Segnalazione di Redazione BastaBugie

Incalcolabili i danni per la persona e per la società e inoltre non si riduce, ma al contrario si rilancia il potere delle mafie (VIDEO: ex tossicodipendenti contro la cannabis libera)

da Tempi

«È ora di legalizzare il mercato delle droghe in Italia e di farlo in maniera ragionata per evitare che continuino a circolare sostanze che uccidono. Non è più possibile girare la faccia dall’altra parte. È ora di capire che abbiamo troppo da perdere», ha scritto Roberto Saviano sull’Espresso. È il suo – ennesimo – articolo a favore della legalizzazione delle droghe. Niente. È più forte di lui: deve continuare a ripetere la stessa solfa fino alla noia. L’autore di Gomorra dovrebbe però atterrare sul pianeta Terra, togliersi il salame dagli occhi e cominciare a fare un po’ più i conti con la realtà e un po’ meno coi suoi bolsi refrain ideologici. Perché lo dice Tempi? No, perché lo dicono molti di quei magistrati e scienziati che lui dice di stimare. Di esempi ce ne sono a bizzeffe. Non staremo qui a ripetervi quel che diceva Paolo Borsellino nel 1989 (qui trovate ilvideo) quando definiva coloro che propongono di liberalizzare le droghe per combattere le mafie dei «dilettanti di criminologia». Né ripeteremo le parole di Silvio Garattini, direttore dell’Istituto farmacologico “Mario Negri”, che recentemente ha messo fortemente in dubbio le presunte “qualità terapeutiche” della cannabis. Di marijuana si torna a parlare in questi giorni perché il 25 luglio arriva alla Camera la proposta di legge sulla legalizzazione e qualche giorno fa il procuratore nazionale antimafia, Franco Roberti, ha appoggiato l’idea. Di più: ha proposto che diventino monopolio di Stato e siano vendute nelle tabaccherie. Bene. Ora però dovete leggere l’intervista definitiva sulla questione che spazza via le ridicole tesi di Saviano e che appare oggi sulla Stampa. A parlare non è uno qualunque ma Nicola Gratteri, procuratore di Catanzaro che vive sotto scorta per le sue inchieste contro la ‘ndrangheta. Insomma, uno che la mafia la conosce bene. E Gratteri, tra le altre cose, afferma due cose molto interessanti. Primo: «Penso che uno Stato democratico non si possa permettere il lusso di liberalizzare ciò che provoca danni alla salute dei cittadini. Uno stato democratico si deve occupare della salute e della libertà dei suoi cittadini, noi sappiamo invece che qualsiasi forma di dipendenza genera malattie, in particolare psichiche, ma genera anche ricatto. Non possiamo liberalizzare ciò che fa male». Secondo: «Il guadagno che si sottrarrebbe alle mafie è quasi ridicolo rispetto a quanto la criminalità trae dal traffico di cocaina e eroina. Un grammo di eroina costa 50 euro, un grammo di marijuana costa 4 euro. Non c’è paragone dal punto di vista economico». Volete un esempio, dei numeri? Eccoli: «Ogni 100 tossici dipendenti solo il 5% usa droga leggere. Di questa percentuale solo il 25% viene utilizzato da maggiorenni, l’altro 75% sono minorenni. Se noi pensiamo di liberalizzare e vendere droghe leggere e allora dovremmo ipotizzare di vendere hashish e marijuana anche ai minorenni. Di sicuro non risolveremmo il problema di contrasto alle mafie. Le mafie per coltivare canapa non pagano luce, acqua e soprattutto personale, se si legalizza invece bisogna assumere operai, pagare acqua, luce, il confezionamento, il trasporto. Si è fatto un esperimento a Modena creando delle serre, si è capito che in questo modo un grammo costerebbe 12 euro, tre volte in più di quanto costa al mercato nero. È evidente che il “consumatore” andrà comunque dove paga meno».

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Come siamo arrivati a legalizzare le “unioni civili”

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JUST MARRIED

Segnalazione di Corrispondenza Romana

di Tommaso Scandroglio

Approvato il decreto ponte sulle Unioni civili dal Consiglio di Stato, a Castel San Pietro, piccolo comune nel bolognese, Elena e Deborah si sono unite civilmente nonostante manchino ancora i decreti definitivi. La prima coppia omosessuale che ufficialmente istituisce una unione civile. Poco importa se ci potrebbero essere stati alcuni vizi formali, ha fatto sapere qualche costituzionalista, l’importante è la sostanza. E la sostanza sta nel fatto che anche in Italia i para-matrimoni gay sono diventati legge dello Stato.

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George Soros: 30 miliardi per i rifugiati… O crolla l’Europa

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SOROSOROS

di Tyler Durden 

Fonte: Come Don Chisciotte

Pare che abbia quasi  raddoppiato  “i consigli” dello scorso Aprile (dopo che aveva già dato una definizione della “politica di asilo imperfetto” dell’Europa): George Soros ha aumentato il numero dei suoi consigli portando da quattro a sette i pilastri fondamentali per evitare il crollo dell’Unione Europea. In un articolo scritto per Foreign Policy intitolato “L’ultima occasione dell’Europa per decidere una Politica dei Rifugiati” Soros spiega meglio il suo piano (cavalcando l’attuale “approccio frammentario”) per salvare l’Europa prima che sia troppo tardi.

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