Quel “populismo” che inibiva ora trionfa dappertutto

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Segnalazione Arianna Editrice

di Marcello Foa

Fonte: Marcello Foa

La Merkel si accorge di aver sbagliato sui profughi. Ora. Troppo tardi. Come è tardiva la reazione dell’establishment all’ondata dei movimenti di protesta che sta avendo successo in molti Paesi europei. Non entro nel merito delle ragioni che hanno portato a un risultato storico in Meclemburgo-Pomeriana, ragioni che peraltro sono ovvie. Il significato del voto di domenica, nella sua accezione più politica, travalica i confini della Germania. Si potrebbe dire che il tappo è saltato.

Quale tappo? Quei condizionamenti psicologici e culturali che fino a giugno inibivano molti elettori dal dare le proprie preferenze a partiti che il politically correct bollava come “populisti”. Ma a giugno i britannici hanno votato per il Brexit dando ragione a Boris Johnson ma soprattutto a Nigel Farage, l’ex uomo d’affari che per 17 anni si è battuto contro l’Europa fino ad ottenere un voto che veniva considerato impossibile e foriero di catastrofiche conseguenze economiche. Farage era un impresentabile, ora è considerato un politico rispettabile e soprattutto vincente mentre la Gran Bretagna è tutt’altro che in ginocchio. L’impressione è che quel voto segni uno spartiacque, che abbia sdoganato idee e movimenti che il pubblico moderato non considera più off limits. La cavalcata di Alternative für Deutschland non sembra destinata ad esaurirsi rapidamente, tanto più a un anno dalle politiche.

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Col pretesto della governabilità

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di Stefano D’Andrea 

Fonte: Appelloalpopolo

L’Italia ha avuto 58 governi dal 1860 al 1922 (3 durante la prima guerra mondiale); dunque 58 governi in 62 anni. Un solo governo dal 1922 al 1943. 9 governi di transizione dal 1943 al 1948, ossia in 6 anni. 45 governi dal 1945 al 1992, ossia in 47 anni (la stessa identica media che si è avuta nell’età liberale). Poi alcuni PRETESI INTELLETTUALI E MODESTI POLITICI, secondo i quali saremmo stati sempre malati, salvo evidentemente sotto il fascismo — secondo loro siamo nati malati mentre essi sono l’intellighenzia che, avendo studiato negli USA, conosce la cura per farci guarire – hanno cominciato a diffondere il verbo della governabilità.  Tuttavia, a lungo, abbiamo mantenuto la media tradizionale con 11 governi dal 1992 al 2006. Infine, la governabilità è arrivata, con soli 5 governi in 10 anni (dal 2006 al 2016). Ecco, finalmente i sostenitori della governabilità avrebbero dovuto essere soddisfatti (anche se i risultati dei governi sono stati disastrosi)! E invece no. Siccome i risultati non si vedono, allora suggeriscono e approvano riforme come l’Italicum e argomentano la pretesa necessità della riforma costituzionale invocando l’esigenza di governabilità. La governabilità è un disvalore. Il Governo deve trovare il consenso del Parlamento, non lo deve avere per principio legislativo o per morte dei partiti. Senza governabilità siamo diventati la quinta potenza industriale, abbiamo abbattuto lo stato pontificio, abbiamo vinto la prima guerra mondiale, e ci siamo dati la Costituzione. La governabilità ci ha condotto al disastro della seconda guerra mondiale e ad essere politicamente dipendenti da una potenza straniera. Essa oggi è funzionale alla immediata e veloce esecuzione delle direttive euro-atlantiche e alla esigenza di non far risorgere dibattito politico e prima ancora nuovi e veri partiti politici.

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Milano: ecco i mega stipendi dello staff di Beppe Sala

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Se a Roma la Raggi (M5S) non se la passa bene, a Milano anche Sala (PD) ha i suoi guai, a dimostrazione che la partitocrazia di sistema si fonda sui proclami roboanti, ma alla fine sono tutti uguali…(N.d.R.)

 

Valentina Morelli, responsabile del servizio Relazioni con la città, fedelissima di Beppe Sala, percepirà unoo stipendio di 62460 euro lordi

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Grillino io? Roma brucia, l’intellighentia in fuga

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Segnalazione Quelsi

I Grillini “romani” si fanno del male da soli, sospesi fra incompetenza e “palude” capitolina.

L’avvio disastroso di Virginia Raggi ha messo in vetrina le divisioni del gruppo dirigente dei 5stelle, proprio nel posto peggiore nel quale questo poteva accadere, dove i seguaci della Grillo&Casaleggio Associati erano attesi al varco da mezza Italia.

Le prove tecniche di governo della Nazione, per adesso, mostrano ai cittadini elettori un concentrato di improvvisazione, leggerezza, permeabilità da far rabbrividire, in attesa di capire se oltre scontrini, rimborsi e auto blu, per Roma “c’è di più”.

Rimandati a settembre, verrebbe da dire, se non fosse che il Generale Inverno si avvicina e non c’è più un Alemanno, o un Marino, al quale addossare ogni nefandezza, dalla neve alla spazzatura per le strade, ai danni della Città Eterna.

Lo scenario è questo, peggiore del previsto.

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Appoggi Putin? Sei un mercenario! E se lo dice Introvigne…

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Segnalazione di Federico Prati

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L’ex conducator di Alleanza Cattolica lancia su Facebook formidabili notizie. Però si incarta. Un esempio di come si possono perdere ottime occasioni per stare zitti.

di Patrizia Fermani

Il professor Introvigne , autorevole e rassicurante come sempre, ci informa su Facebook che in Francia e in Italia i giudici sono all’opera per  scovare i nomi dei  pro family, pro life e anti islam che prendono il soldino da Putin. E questa accorta  indagine  giudiziaria viene presentata come un corollario della inchiesta  promossa della Stampa per smascherare una funesta  campagna di disinformazione ordita in funzione antioccidentale sempre dallo stesso Putin.

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Il poliziotto: “L’immigrazione? Business dei poteri forti, e chi parla viene fatto fuori”

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Segnalazione di Federico Prati

Di Mattia Sacchi

E’ uno dei poliziotti più fa­mosi d’Italia, grazie alle sue denunce pubbliche su quanto suc­cede nei centri d’acco­glienza e nelle procedure per identificare i migranti. Daniele Contucci, assi­stente capo della Polizia di Stato in forza presso la Di­rezione centrale immigra­zione e Polizia delle Fron­tiere, ora dirigente sinda­cale Consap, racconta quan­to visto negli sbar­chi di migranti sulle coste italiane.

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