La lobby sionista nel mondo

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milionario

di Barbara Ciolli

Fonte: lettera43

Potenti, milionari, ai vertici dell’economia e della politica. E poi ancora insegnanti, attrici o super-modelle. Oppure cantanti o scrittori internazionali. I complottisti non la smettono mai di ripetere il mantra ossessivo: la lobby sionista tiene in pugno il mondo. I più arditi cospirazionisti arrivarono a scrivere persino che l’attacco alle Torri Gemelle fu una strage pilotata dai servizi segreti del Mossad. Accusati di controllare finanza, potere e cultura globali, gli israeliani hanno risposto con un’arma che nella loro cultura non manca: l’ironia. E hanno affidato al quotidiano di Tel Aviv Jerusalem Post il compito di stilare una classifica sugli ebrei più influenti del mondo. Una specie di ammissione divertita. Come dire: ebbene sì, dal Lower East Side di Manhattan alla City di Londra, i nostri uomini contano. IL TESORO USA AL SECONDO POSTO. Al primo posto di questa top 50 autocelebrativa c’è il ministro delle Finanze israeliano Yair Lapid, rivelazione delle legislative del gennaio 2013 nonché simbolo del mix che fa il successo dell’intellighenzia ebraica: autore, giornalista, spigliato anchorman e ora anche politico. Figlio d’arte del noto giornalista, autore ed ex ministro, Yosef Lapid. È seguito nientemeno che dal ministro del Tesoro americano Jack Lew, 57enne ed ebreo ultra-oltrodosso. Una figura così potente a livello mondiale da piazzarsi addirittura prima dello stesso premier israeliano Benjamin Netanyahu (in terza posizione). MILIBAND PRIMO INGLESE. Ma fuori dai confini d’Israele, i nomi eccellenti sono molti. In cima alla lista, oltre a Lew, spiccano quello del fondatore di Google SergeY Brin (sesto), del regista americano Steven Spielberg (13esimo), del patron di Facebook Mark Zuckerberg (16esimo), del sindaco di New York Michael Bloomberg (17esimo). E oltre gli Usa, 20esimo in classifica, c’è Ed Miliband, leader dei laburisti inglesi che, se eletto nel 2015, sarebbe il primo premier ebraico della Gran Bretagna.

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Terremoto e Moneta Sovrana

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terremoto

di Luciano Lago 

Fonte: controinformazione

Con la vicenda del terremoto di questo 24 agosto 2016, da un evento infausto, si potrebbe creare l’occasione per far risorgere l’Italia. Bisogna ricostruire i borghi distrutti e fare un piano per mettere in sicurezza il territorio. Un’opera mastodontica che richiede enormi risorse, opera incompatibile con l’attuale sistema di subordinazione alle regole europee. Lo Stato deve rivendicare il suo diritto di ritornare alla sua sovranità’, quella di emettere moneta, persa con i trattati europei.

Alcune semplici considerazioni

Adesso è’ il momento che il Tesoro dovrebbe iniziare a stampare una propria moneta per ricostruire i borghi terremotati dalle macerie e per aiutare sfollati e dispersi invece di prenderla in prestito dagli usurai internazionali,  secondo le regole dettate dalla BCE.

Se il Tesoro procede a stampare i suoi titoli del debito, può benissimo stamparli a sé stesso come IMPEGNO del popolo italiano a SALVARE i connazionali sotto le macerie..e farli circolare questi titoli come moneta… E varare un piano di sicurezza del territorio. Questo sarebbe il primo passo per iniziare a riprendersi una propria sovranità’ ,prima ancora di ideare un sistema migliore, di doppia circolazione monetaria o in attesa di decretare una uscita dal penalizzante sistema euro.

Come è’ noto, Ormai sono più di 40 anni che la moneta non viene stampata in base alle riserve auree, perchè le riserve non sono sufficienti a coprire tutta la moneta in circolazione ( questo è uno dei principali motivi ). La moneta viene emessa dai grandi potentati finanziari internazionali che hanno la facoltà’ di indebitare gli Stati.
La moneta dovrebbe servire solo a facilitare gli scambi, cosa che non è possibile fare con il baratto, perché diventerebbe complicatissimo, soprattutto per l’import e l’export.

Lo Stato (Italia come gli altri Paesi d’Europa) ha perso il suo potere più importante: EMETTERE MONETA. E’ quindi costretto a chiedere denaro in prestito alle banche, agli usurai internazionali, scambiandolo con Titoli di Stato (Bot, Btp, Cct, etc) + interessi.

Ogni anno l’Italia paga circa 80-90 miliardi l’anno solo di interessi alle banche, soldi che potrebbero essere destinati a costruire beni e servizi per i cittadini.Se invece lo Stato fosse SOVRANO con una moneta SOVRANA potrebbe stampare moneta senza limiti per garantire il benessere della collettività e la piena occupazione, come recita anche l’art. 1 della Costituzione.
La moneta può essere stampata senza limiti, perché senza limiti può essere il suo PIL, tuttavia è’ evidente che un limite però bisogna pur darlo, perché non si può crescere all’infinito e senza controllo, tale controllo viene stabilito dalle TASSE.

Le TASSE ( in uno Stato SOVRANO con una moneta SOVRANA ) servono solo per il controllo dell’ inflazione e della crescita incontrollata di singoli gruppi di interesse (le lobby).
Questo è il vero fine delle TASSE, non quello che ci è stato inculcato da anni per convincerci a pagarle, ossia per finanziare la spesa pubblica, sanità, pensioni, infrastrutture ecc.ecc. Uno Stato SOVRANO con una moneta SOVRANA, può stampare la moneta teoricamente senza limiti, non ha bisogno delle tasse per finanziare la spesa pubblica, anzi usa la spesa pubblica per mettere in circolazione il denaro stampato per le necessità’ della collettività’; quindi più spesa pubblica equivale a più moneta circolante, coperta dal corrispettivo lavoro e servizi che si sono creati.

E’ chiaro, quindi, che oggi non siamo in crisi a causa degli sprechi e spesa pubblica, come i Mass Media ogni giorno vogliono farci credere. Il denaro utilizzato per un opera pubblica, servizi ecc. è stato dato ai cittadini che hanno lavorato per la realizzazione di quell’ opera, servizi ecc.
Si capisce, quindi, che la spesa pubblica non è di per se stessa uno spreco, anzi, la spesa pubblica contribuisce al benessere del popolo di una nazione ed è’ quella che viene destinata ad incrementare la piena occupazione.
Ad ogni modo le tasse vanno pagate, in proporzione al reddito, in misura equa, per garantire la giusta governabilità e regolazione della massa monetaria …..…. solo per questo, il resto sono bugie.

E’ l’ora di rivedere i  trattati europei.

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L’Anpi fa resistenza contro un morto: Albertazzi

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Segnalazione di Raimondo Gatto

I partigiani contestano la cittadinanza onoraria: era repubblichino. La vedova: “Vergogna”

di Paolo Bracalini

Un’estate piena di battaglie per l’Anpi. Dopo quella sul referendum, l’associazione partigiani (ma i reduci veri sono ormai una sparuta minoranza), l’Anpi fa la resistenza anche contro Giorgio Albertazzi, il grande attore toscano che però non può replicare perché nel frattempo è morto (lo scorso maggio).

Il problema è la cittadinanza onoraria che il Comune di Volterra ha attribuito all’attore, da tempo legato allo storico borgo toscano: lì Albertazzi aveva fondato nel 1995 un laboratorio teatrale, più volte ha recitato nel Teatro romano di Volterra, città che poi lo invitò a festeggiare i 90 anni come suo illustre (quasi) concittadino. Un afflato che però non è affatto condiviso dalla sezione locale dell’Anpi, che anzi «esprime disappunto e si dissocia in maniera netta» dalla concessione della cittadinanza onoraria all’attore.

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Omosessualismo a Venezia: il Leone di S.Marco gay

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leone bianco

Segnalazione di L.M.

L’omosessualismo, cioè la propaganda del sesso tra uomini (o donne) invade il cinema, e si sa.

Si fanno in ogni occasione film che propagandano la normalità del sesso gay, e anche a questo siamo abbastanza abituati.

Ma che anche il Leone di San Marco sia diventato “queer” (Il Queer Lion) con tanto di ali arcobaleno, come accade in occasione del festival del cinema LGBT che si svolge in parallelo al festival del cinema di Venezia, beh, questo leone gay, dicevamo, non è andato giù a molti Veneziani (in realtà anche chi non è di Venezia potrebbe a buon titolo indignarsi per questa che è una vera e propria profanazione di un simbolo sacro).

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La sovranità monetaria perduta e lo stretto legame con la sovranità politica perduta

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moneta

Mai come in questi anni si è discusso della (perdita di) sovranità del nostro Paese: politica, militare, culturale; spesso, però, si trascura o, all’opposto, si distorce la questione della sovranità monetaria.

Il libro di Pietro Ferrari può aiutare il lettore ad iniziare a considerare tale questione.

Il diritto e l’economia, due grandi campi del sapere, sono molto più collegati di quanto si possa inizialmente pensare: le questioni politiche, giuridiche ed economiche vennero studiate e trattate assieme (basti per tutti il nome di Aristotele), e uno dei principali segni della sovranità giuridica e politica di uno Stato (una città o un regno o un impero) era dato dalla possibilità di battere moneta; e del resto, oggi, non passa giorno in cui non si discuta dell’influenza dell’economia sul mondo politico o dei riflessi (pubblicistici o privatistici) del diritto nell’economia.

Una delle prime materie che si studiaQuestione monetaria nelle facoltà di Giurisprudenza è l’Economia Politica, così come tra gli ultimi esami si ritrovano la Scienza delle Finanze, il Diritto Tributario (derivato da quest’ultima) e il Diritto Pubblico dell’Economia; e certo, in tempi di capitalismo assoluto, di dominio dell’economia sulla politica, è impossibile non considerare e studiare le questioni economiche, fiscali, monetarie e tributarie.

Il maggior problema della politica odierna è la questione della sovranità: dove si trova, che fine ha fatto, da chi è stata usurpata? Lo Stato non è più sovrano, sia che si considerino questioni interne che internazionali, così come non è più sovrano il popolo, sempre più defraudato. E se parliamo dell’assenza di sovranità politica (e, nel caso dello Stato, pure militare), non possiamo non parlare dell’assenza di sovranità economica e monetaria: sempre più gli Stati sono vittime di debiti detestabili e non possiedono la sovranità relative all’emissione di moneta, e senza sovranità monetaria non si possono portare avanti progetti di opere pubbliche e investimenti pubblici, e senza questi progetti l’economia reale ristagna e regredisce.

Ecco che possono quindi venire in aiuto le teorie monetarie di Giacinto Auriti (1923 – 2006); insigne giurista e saggista, fondatore della facoltà di Giurisprudenza di Teramo e dell’omonima Scuola economica, insegnò a lungo varie materie (Diritto della Navigazione, Diritto Internazionale, Diritto Privato Comparato, Teoria Generale del Diritto) e fu autore di numerose pubblicazioni, alcune delle quali sono ancora oggi citate nei manuali e possono essere trovate nelle biblioteche giuridiche. Ideatore dell’esperimento del SIMEC, incentrato sulla moneta complementare, fu autore di ardite teorie economiche, che, però, emarginate, sono state prese a prestito da siti e gruppi c.d. complottisti che, se da un lato hanno avuto il merito di riprenderle e farle conoscere al grande pubblico, dall’altro, con i loro toni e le loro idee di contorno, hanno finito per svalutarle.

Ed è qui che il lettore può avere un aiuto nel libro di Pietro Ferrari “La questione monetaria – Profili etici, tecnici e storici”; edito per i tipi “Radio Spada” nel 2014, questo agile libro (118 pagine per 17 capitoli, più una prefazione dell’Avvocato Antonella Rustico del Foro di Roma) è stato scritto dall’Avvocato Pietro Ferrari del Foro di Teramo (con cui ho avuto il piacere di collaborare nella redazione di “Radio Spada”), allievo spirituale del professor Auriti, di cui raccoglie il testimone ed esemplifica le teorie, destinandole al grande pubblico ma inquadrandole in un testo scorrevole dal taglio divulgativo ma puntuale.

Il lettore non troverà toni urlati o punti esclamativi, ma troverà un’interessante disamina della questione economica e monetaria e un’agile presentazione delle teorie auritiane, finalmente slegate dall’aura di sufficienza cui spesso il mondo di internet le avevano condannate.

Capire le questioni del signoraggio, del debito pubblico, del dominio del sistema bancario e finanziario sul mondo economico e di questi ultimi due su quello politico è indispensabile per provare a mettere in discussione il sistema politico-economico in cui viviamo, e le teorie auritiane, sintetizzate ed esposte dall’autore, possono fornirci interessanti chiavi di lettura comunitarie e cattoliche.

Roberto De Albentiis                                                                                                                                                                           21-1-2016

http://www.edizioniradiospada.com/component/virtuemart/ecommerce/la-questione-monetaria-profili-etici-tecnici-e-storici-detail.html?Itemid=0

TITOLO: La Questione monetaria: profili etici, tecnici e storici

AUTORE: Pietro Ferrari

PREFAZIONE: Antonella M. Rustico

INDICE:

  • Prefazione di Antonella M. Rustico
  • Brevissimi cenni su BITCOIN
  • La situazione attuale
  • Moneta e sovranità
  • Il valore della moneta e chi lo detiene
  • Avanzamenti e resistenze
  • Bretton Woods e la fine dell’incantesimo
  • Debito onnivoro e segnali di vita
  • Esperimenti locali internazionali
  • Italia commissariata
  • Modelli alternativi
  • Banca d’Italia e BCE
  • Dal signoraggio primario a quello secondario
  • Giacinto Auriti
  • Motus in fine velocior
  • La questione morale che viene elusa
  • Bibliografia e sitigrafia
  • Schema del Prof. Cesare Padovani
  • Indice

PAGINE 118 formato A5

© 2014 Edizioni Radio Spada

ISBN 9788898766093

PREZZO: €11,90 + spese di spedizione

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La bufala della magnitudo falsata per non risarcire i terremotati

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In termini generali, i complotti esistono e sono sempre esistiti. Vederli con certezza assoluta ovunque, però, è sinonimo di una sindrome paranoica. Evitarla o recarsi da un bravo psichiatra non sarebbero cattive idee…(N.d.R.) 

I complottisti lanciano l’allarme sui social: “All’estero parlano di magnitudo 6.2 per la legge Monti se non supera 6.1 lo Stato non paga i danni” ma è una bufala.

di Francesco Curridori

“All’estero parlano di magnitudo 6.2 per la legge Monti se non supera 6.1 lo Stato non paga i danni”. È questa l’ultima bufala dei complottisti rimbalzata sui social in queste ore.

L’Istituto Nazionale di Geofisica avrebbe falsificato la magnitudo del terremoto che ha colpito il Centro Italia dichiarando un 6.0 invece che un 6.2 soltanto per evitare che lo Stato risarcisca i terremotati.

In realtà si tratta di una balla che era già comparsa in occasione del terremoto dell’Aquila e, come ricorda La Stampa, si riferisce al decreto legge n.59 del 15 maggio 2012, riguardante la riorganizzazione della Protezione Civile. L’articolo 2 del decreto, “al fine di consentire l’avvio di un regime assicurativo per la copertura dei rischi derivanti da calamità naturali” esclude “l’intervento statale, anche parziale, per i danni subiti da fabbricati”. In realtà il temuto articolo 2 è stato soppresso con la legge n.100 del 12 luglio 2012 (quella che convertiva in norma a tutti gli effetti il decreto legge).

Secondo i complottisti, poi, il risarcimento dipende dalla magnitudo del terremoto ma, in realtà, esso dipende solo dalla sua intensità che viene calcolata sulla base della scala Mercalli. La magnitudo, invece, si calcola sulla base della scala Richter. L’esempio classico dei sismologi è questo: un terremoto di magnitudo 7 in mezzo al deserto (e quindi in mezzo al nulla) sta al grado 0 della scala Mercalli, che misura i danni.

La “legge di Monti”, infine, viene indicata come una risposta del governo al terremoto dell’Emilia ma il decreto legge è stato approvato il 15 maggio del 2012, cinque giorni prima del sisma. E, inoltre, dopo il terremoto del 20 maggio 2012, l’allora presidente Mario Monti firmò un decreto per garantire la copertura al 100% delle spese per la ricostruzione. Perché allora all’estero la magnitudo diffusa è di 6.2? Per il semplice motivo che essa viene calcolata in diversi modi e la rilevazione può cambiare da stazione a stazione, come spiega lo stesso Istituto Nazionale di Geofisica.

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PETIZIONE: Doniamo il montepremi del Superenalotto per i terremotati

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Segnalazione di Alessandro Gambino

Dopo il terremoto che ha devastato cittadine e paesi del centro Italia, tante persone stanno chiedendo che l’attuale montepremi del Superenalotto – pari a circa 130 milioni di euro – venga utilizzato in favore delle popolazioni colpite:

Doniamo il jackpot del Superenalotto ai terremotati del centro Italia

Firma la petizione
Utilizziamo il jackpot del Superenalotto per aiutare il popolo terremotato. Aiutaci a portare avanti il progetto, firma la petizione.

Con quasi 130 milioni di euro possiamo fare tanto per i nostri connazionali in difficoltà. Meglio 130 milioni a chi ne ha veramente bisogno rispetto a un singolo cittadino!

Firma la petizione

Soros e “Francesco” uniti nella lotta

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di Maurizio Blondet

Soros e "Francesco" uniti nella lotta

Fonte: Maurizio Blondet

Ormai da settimane ignoti hackers hanno messo in linea 2500 e-mail riservate fra Georges Soros, i dipendenti delle sue fondazioni  –  capeggiate dalla casa-madre,  la Open Society Foundation  e i  riceventi dei suoi  doni. I media ne tacciono, perché sono ovviamente imbarazzanti. Si vede per esempio che lui ha dato direttive ad Hillary Clinton quando era segretaria di stato,  su una crisi in Albania (sic) e su come risolverla: direttive che Hillary ha seguito alla lettera. Si vede anche che alla campagna di Hillary ha versato 30 milioni di dollari, il che ne fa’ il maggior donatore singolo. Continua a leggere

Escalation neocon: hanno fretta di ‘fare’ il Kurdistan

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di Maurizio Blondet

Escalation neocon: hanno fretta di 'fare' il Kurdistan

Fonte: Maurizio Blondet

Buttata la maschera, l’America minaccia MILITARMENTE Siria e Russia; ammette di avere sul territorio siriano commandos e truppe americane che combattono contro il governo di Damasco a favore dei separatisti curdi; crea un “no fly-zone” di fatto sulla particella di territorio siriano che ha promesso ai curdi di rendere indipendente.
Il generale Stephen Townsend, comandante delle forze Usa in Iraq e Siria, ha dichiarato: “Abbiamo informato i russi di cosa siamo pronti a fare: ci difenderemo se minacciati”.
L’inviato Usa Brett McGurk ha incitato i curdo-siriani a dichiararsi autonomi – Kobane, gennaio 2016
L’antefatto sono i combattimenti in corso nel nord, ad Hasakah, tra le truppe siriane e la milizia curda dell’YPG, spalleggiata da centinaia di commandos americani. Qui è una specie di situazione analoga a quella di Aleppo, ma rovesciata: l’esercito siriano occupa la città, ma è circondato dalle milizie curde.

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I terremotati prima di tutto

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di Gianfranco La Grassa

I terremotati prima di tutto

Fonte: Conflitti e strategie

Credo che possano tacere certe polemiche sull’inadeguatezza del territorio, e soprattutto costruzioni, in Italia rispetto ai fenomeni sismici. Ho letto da qualche parte: in Giappone o California non ci sarebbero stati tanti morti. L’Italia non potrà mai essere come il Giappone (non tutto) e tanto meno la California, che non ha una lunga storia. Invece nei prossimi giorni si dovrà seguire con attenzione l’opera di soccorso. La solidarietà non mancherà, non è mai mancata, anche se magari in qualche occasione piuttosto disordinata in modo da creare problemi invece di risolverli. Tuttavia, è da seguire l’organizzazione dei soccorsi da parte di corpi che dovrebbero essere già pronti all’intervento e a cui non debbono venire a mancare i mezzi per eventuali “risparmi” fatti in modo irresponsabile, così com’è avvenuto negli ultimi anni per la sanità (ed anche questa sarà fondamentale in questi primi periodi dopo il sisma). Non dovrebbe essere poi sottovalutata nemmeno la dura repressione dello sciacallaggio che sempre si sviluppa in queste occasioni, a volte proprio sotto la coperta della solidarietà. Continua a leggere

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