Stiglitz e il referendum: quando un premio Nobel dice fesserie

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Segnalazione Arianna Editrice

di Aldo Giannuli

Stiglitz e il referendum: quando un premio Nobel dice fesserie

Fonte: Aldo Giannuli

Joseph Stiglitz, già premio Nobel per l’economia, ha dichiarato che teme una catastrofe per l’Europa, in particolare per quanto riguarda l’Italia, dove se vincesse il No nel referendum, potrebbe seguirne il crollo dell’euro. Di conseguenza invita Renzi a “rinunciare al referendum” disdicendo la consultazione popolare.  
D’accordo: Stiglitz è un economista e non un giurista, è un cittadino americano ed ha tutto il diritto di ignorare la Costituzione italiana, ma, visto che si occupa di cose italiane, potrebbe anche informarsi prima di aprire bocca.

Allora: il referendum non dipende dalla volontà di Renzi, la Costituzione prevede norme precise in caso di revisione costituzionali, per le quali, se la modifica non è approvata dai 2/3 di ciascuna camera e ne facciano richiesta 500.000 elettori o il 20% dei parlamentari, si dà luogo a referendum confermativo. Continua a leggere

A VENTOTENE VA IN SCENA IL FUNERALE DELL’UE. MA PERCHE’ BERLINO INVITA I TEDESCHI A FARE SCORTE ?

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Segnalazione di Federico Prati

A Ventotene, Matteo Renzi, Francois Hollande e Angela Merkel si incontrano per parlare di Europa e del suo futuro, evocando lo spirito del manifesto di Altiero Spinelli dopo lo shock del Brexit. Cazzate. Renzi ha bisogno di flessibilità a tutti i costi, perché non può permettersi che la crisi economica si tramuti in un elemento determinante nel voto al referendum costituzionale di novembre, quindi blinderà i due leader su una nave della Marina militare e gli dirà quanto segue: voi non ostacolatemi in sede di Commissione Ue nelle richieste che avanzo e io faccio in modo che i profughi restino in Italia. Insomma, Renzi versione Erdogan. Perché Francia, Svizzera e Austria avranno anche sigillato i confini ma se dal lato italiano la polizia comincia a guardare dall’altra parte, state tranquilli che ci vuole poco a far fiorire il business degli spalloni di uomini. Si chiama realpolitik, fa schifo ma c’è sempre stata.
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Il problema vero è che per quanto Renzi cerchi di fare i salti mortali, ora evocando attraverso il ministro Del Rio la panacea keynesiana dei mitologici investimenti pubblici, il destino del Paese è segnato. Di più, è l’Europa stessa ad aver quasi raggiunto il punto di non ritorno. Continua a leggere

Metà dei professori bocciati. La scuola rischia di iniziare con 23mila cattedre vuote

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Risultati immagini per Professori somariTra i 71.448 candidati già esaminati agli «scritti», solo 32.036 sono stati ammessi agli orali. Il 55,2% non è stato ritenuto all’altezza. Più bocciati al Nord, meno al Sud

di Gian Antonio Stella

Meglio un somaro in cattedra o un somaro a spasso? Messa così la risposta è ovvia: non c’è un solo genitore disposto ad affidare il figlio a un insegnante scadente. Non uno. Ma sono così tanti i dubbi e le contestazioni sul concorsone per assumere 63.712 docenti dalle materne alle superiori che c’è da chiedersi: qual è il confine esatto tra la «somarite» di una classe docente demotivata e una selezione che qua e là pare essere stata studiata apposta per bocciare? Certo è che il setaccio sta dando esiti agghiaccianti: un posto su tre resterà vuoto: i candidati non sono all’altezza. Bocciati. Il quadro, apocalittico, emerge dall’ultima ricerca di Tuttoscuola, che da mesi al concorsone fa giustamente le pulci: sulla scelta delle commissioni, sulle paghe da fame ai commissari (50 cent per ogni prova scritta), sui quesiti prescelti (Ernesto Galli della Loggia ha scritto che quelli di storia appaiono «più che un esame un tentativo di decimazione») fino all’abisso che separa il Nord dove sono i posti vuoti e il Sud da dove tanti «prof» spinti a trasferirsi urlano alla «deportazione»… Continua a leggere

Terremoto, tra sciacalli e ira di Dio

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di Matteo Castagna per il quotidiano veneto on-line www.vvox.it

Terremoto-Amatrice

Chi può, aiuti. E’ il primo appello suggerito dall’umano buon senso, dopo il rovinoso terremoto che ha colpito il Centro Italia. Auguriamoci che non si verifichino telefonate tra sciacalli ridacchianti che già intravedono la possibilità di aggiudicarsi appalti milionari, come avvenuto in occasione del disastro a L’Aquila di sette anni fa. E speriamo anche che il governo si attivi immediatamente affinché chi sta subendo una tragedia non sia costretto a vivere per chissà quanto tempo in una tendopoli, mentre i clandestini alloggiano negli alberghi, a spese nostre. I media sono già inondati da dichiarazioni relative all’impreparazione, alla inadeguatezza delle strutture, alla mancanza di prevenzione. Tutte cose che saranno certamente vere, se a dirlo sono degli esperti, anche se, oramai ci si può anche indispettire perché il caos si verifica ogni volta che avviene un evento improvviso. E quindi vien da chiedersi cosa faccia la politica se non utilizza i mezzi che la moderna tecnica mette a disposizione, almeno per limitare i danni.

I sismologi parlano di possibili altri terremoti lungo tutta la Penisola. Imprevedibili e dalle conseguenze drammatiche, hic stantibus rebus.

Bergoglio lancia un messaggio di cordoglio per le vittime e di auguri per i superstiti. Come in altre occasioni, per il momento nessuno fa cenno a particolari impegni da parte del Vaticano nei confronti delle persone colpite dal sisma, proprio nella zona che, fino non troppi anni fa, era inclusa nello Stato Pontificio. Al momento, non sono stati stanziati dal Governo i 35 euro al giorno a sfollato, che invece la “Chiesa ufficiale” gestisce per un ammontare di 127.750.000 euro per l’emergenza “profughi”. Siamo certi che la carità non si fermerà davanti al vil denaro. O no?

Un tempo, che possiamo individuare indicativamente fino agli anni ’60, la Chiesa ufficiale predicava conformemente alle Sacre Scritture, alle istruzioni dei Padri, alla Tradizione, secondo l’insegnamento dei Santi. La Bibbia parla chiaramente di “ira di Dio” a causa dei peccati degli uomini, in svariate occasioni, che vanno dall’inondazione con il salvataggio dell’ Arca di Noè, allo squarcio della terra che inghiottì coloro che abbandonarono la fede e si misero ad adoratore il vitello d’oro, alla distruzione di Sodoma e Gomorra per la smodata lussuria e l’impurità contro natura dei loro abitanti. Il Catechismo di San Pio X raccomanda le Rogazioni attraverso processioni e preghiere, per placare quest’ira, che si è sempre manifestata attraverso castighi quali pestilenze, siccità, terremoti, inondazioni, calamità naturali. Nessuna superstizione, per carità, ma visione soprannaturale della vita, che prevede determinate regole da rispettare e altrettante conseguenze paritetiche ed eque per cui esser premiati o da subire.

Oggi che i peggiori affronti ai comandamenti di Dio ed ai precetti della Chiesa vengono addirittura legalizzati, con la benedizione più o meno sottobanco dei religiosi, fino ai massimi livelli (esclusi rari e santi casi) perché dovremmo aspettarci un presente ed un futuro differente, se non peggiore rispetto a quello che Dio ha riservato ai nostri predecessori? Dite che sono cinico? No, sono un realista cattolico alla vecchia maniera. Intendo solo invitare alla riflessione su noi stessi, sul nostro egoismo, sul senso, o meglio sul non senso che diamo al Trascendente, come se non esistesse, in favore del materialismo, del comodo, del vitello d’oro, della lussuria. Oggi, che da liberali, da ipocriti, da falsi cristiani e veri farisei, siamo peggiori dell’epoca biblica perché del peccato ne facciamo un vanto, da ostentare e di cui esser fieri. Beccandoci i castighi, per cui soffriamo e piangiamo, ma senza saper pensare minimamente di tornare alla Verità.

Fonte: http://www.vvox.it/2016/08/24/terremoto-tra-sciacalli-e-ira-di-dio/ (come per ogni giornale: Titolo, sottotitolo e grassetti sono della Redazione del giornale e non dell’autore)

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Verona, le intercettazioni di Baita sul traforo

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baita

«È successo di tutto». Lo diceva a proposito del traforo veronese delle Torricelle già nel 2011, quando ancora molto doveva in realtà succedere (l’opera è ancora oggi irrealizzata), l’ex presidente di Mantovani Piergiorgio Baita, arrestato poi nel 2013 nell’ambito del maxi processo sulle tangenti del Mose. Secondo quanto si legge sul Corriere della Sera, dalle intercettazioni recentemente messe a disposizione dagli inquirenti del Mose emerge che l’allora presidente del colosso delle costruzioni era interessato all’opera veronese già nel 2011.

A gennaio 2012 Baita apprende che «Unicredit è disposta a finanziare il project», in marzo si parte con lo studio del traffico (realizzato dal direttore tecnico di Mantovani, Gianfranco Zoletto) e successivamente si ragiona sugli indici di redditività dell’opera: «1,43 che è quasi bancabile». L’impegno di Mantovani è tale da permettergli di vantarsi, nel maggio di quell’anno, con la segretaria di Giancarlo Galan, Claudia Minutillo, di aver «salvato le chiappe» all’ad di Technital, una delle società che fanno parte della cordata promotrice del progetto, Massimo Raccosta.

Fonte: http://www.vvox.it/2016/08/23/verona-le-intercettazioni-di-baita-sul-traforo/ Continua a leggere

Violento terremoto 6.0 al Centro Italia, Amatrice è distrutta: crolli e vittime, notte da incubo

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Segnalazione di S. F.

Presto un articolo al riguardo sul quotidiano on-line Vvox.it scritto da Matteo Castagna

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Per ragioni umanitarie ed evitare vittime civili

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di Maurizio Blondet

Per ragioni umanitarie ed evitare vittime civili

Fonte: Maurizio Blondet

“Il mondo noterà che la prima  bomba atomica fu lanciata su Hiroshima, una base militare. Ciò perché volevamo in questo prima attacco evitare, per quanto possibile, l’uccisione di civili”.

(Discorso del presidente Truman alla radio, 9 agosto 1945. La bomba su Hioshima era stata gettata il 6, quella su Nagasaki  il 9, data del discorso di Truman).

“Abbiamo scoperto la più terribile bomba nella storia del mondo.  Forse il fuoco di distruzione profetizzato  nell’Era dell’Eufrate, dopo Noè e  la sua favolosa arca. […] Questa bomba sarà usata contro il Giappone [..] La useremo contro obiettivi militari, soldati e narinai saranno il bersaglio e non donne e bambini. Anche   se i Jap sono selvaggi, spietati,  crudeli e fanatici, noi come leader del mondo   per il benessere comune non possiamo lanciare questa terribile bomba sulla vecchia capitale o la nuova [..]   Il bersaglio sarà unicamente di tipo militare […] La cosa più terribile mai scoperta  può essere resa la più utile”. Continua a leggere

Perché vi hanno fatto vedere Omran

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di Matteo Carnieletto

Perché vi hanno fatto vedere Omran

Fonte: Gli occhi della guerra

Omran non è più un bambino. È solo polvere e sangue incrostato sul suo visino di soli 5 anni.Omran è stato estratto dalle macerie di Aleppo e le agenzie di stampa hanno deciso di far conoscere la sua faccia e la sua storia al mondo intero. Giusto. Giustissimo, anzi. Perché Omran sta vivendo una guerra non sua. Una guerra che viene da Oltreoceano, da Paesi che forse non vedrà mai. Da ieri Omran è il dolore che si fa carne.

Ma chi ha seguito un po’ la guerra in Siria ha visto foto peggiori. Ha visto genitori scavare sotto le macerie per trovare soltanto mucchi di carne spolpata e ossa senza più vita. Ha visto i pancini dei bambini squarciati dalle bombe. Ma le agenzie queste foto non le hanno fatte vedere. Perché ci hanno parlato solamente ieri del piccolo Omran quando di bambini come lui ce ne sono stati a migliaia durante questi cinque anni di rivolta e guerra? Perché proprio ieri è non, per esempio, un mese fa? Continua a leggere

Le bugie su Aleppo

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di Gian Micalessin

Le bugie su Aleppo

Fonte: Il Giornale

Davanti ad una foto come quella di Omran Daqneesh nessuno può restare indifferente. L’immagine di quel bimbetto siriano di cinque anni coperto di sangue e polvere dopo un bombardamento su Aleppo stringe il cuore, lo riempie di sdegno e d’indignazione.

Lo stesso successe un anno fa con la foto di Aylan, affogato mentre con la famiglia passava dalla Turchia in Europa. Entrambe quelle foto nascondono però un trappolone. Quello celato dietro l’immagine del povero Aylan è ben noto. Quello scatto spinse la Cancelliera Angela Merkel ad abdicare all’etica della responsabilità per decidere sull’onda dell’emozione. L’immediata e ingestibile conseguenza fu l’arrivo in Germania di oltre un milione di profughi accompagnati da un numero ancora imprecisato di terroristi ed apprendisti tali. La foto del povero Omran, diffusa dall’Aleppo Media Center, la centrale di propaganda dei ribelli jihadisti, rischia invece di farci dimenticare le cinque grandi menzogne della battaglia di Aleppo. Continua a leggere

Elites e migrazione: falsa morale e veri interessi

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Elites e migrazione: falsa morale e veri interessi

Fonte: Marco Della Luna

I poteri (interessi) forti, attraverso i media da loro gestiti, giustificano l’immigrazione di massa come rimedio alla denatalità dei paesi occidentali.

La giustificazione non regge perché quelli sono i medesimi poteri (interessi) forti che hanno indotto la denatalità (soprattutto) attraverso la loro politica monetaria deflazionistica e recessiva la quale, assieme al modello sociale ad essa collegato, al contrario delle sue promesse di sviluppo e stabilità, ha tolto lavoro e prospettive per il futuro, nonché partecipazione democratica.

Sono i medesimi poteri (interessi) forti che mantengono quella politica nonostante i suoi effetti, e che con essa si sono arricchiti e potenziati politicamente. Continua a leggere

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