Verona: urge la bonifica dei giardini dell’Arsenale

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ARSENALESegnalazione di www.veronapulita.it

 

“Giardini Arsenale, i nostri figli tra il cadmio e il piombo? Subito la bonifica”

Michele Croce, candidato del movimento civico “Verona Pulita”, si chiede come sia stato possibile “accorgersi” solo 20 anni dopo il passaggio dell’Arsenale dall’Esercito al Comune. Verona – 7 settembre 2016 – “In tanti siamo cresciuti giocando a pallone nei giardini dell’Arsenale, e lì i nostri figli hanno iniziato a camminare e giocare sull’erba e tutt’ora vogliono tornarci spesso. Oggi però …

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Rockefeller dichiara la possibilità di una guerra mondiale

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steven-rockefeller

 

Steven Rockefeller, l’ultimo rampollo della dinastia, ha fatto – dai teleschermi di “Goodbye America” – questa dichiarazione. Ve la propongo, per la nostra comune riflessione:

«La situazione attuale mi ricorda quella dell’inizio del XX secolo, alla vigilia della Prima Guerra Mondiale. Ci sono due unioni di possenti Stati (USA e Europa da un lato, Russia, Cina, Iran dall’altro) che si propongono di dominare e non intendono arretrare l’una di fronte all’altra. Mai nella storia una situazione analoga si è conclusa in pace. Sono convinto che ci sarà una Terza Guerra Mondiale. La Russia odierna è del tutto differente dall’Unione Sovietica. Quest’ultima era composta di Repubbliche che potevano essere spinte alla separazione, spiegando loro che, separandosi, avrebbero vissuto meglio.

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Attorno a Putin qualcuno allunga il “Body Count”

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Chi ha visto il video delle telecamere di sorveglianza non può credere alla tragedia fortuita: una Mercedes a velocità assolutamente folle  devia sulla corsia opposta e colpisce, fra le cento vetture che filano  sul viale Kutuzovsky, di fatto una tangenziale a sei corsie, ,  la BMW ufficiale del presidente Putin. Scontro frontale. Tanto violento da uccidere il guidatore, l’autista  di fiducia di Vladimir Vladimirovic  – un uomo sperimentato, addestrato agli imprevisti, quasi di certo un uomo dei servizi, su una delle auto sicuramente più blindate che esistano sulla Terra.

Non sappiamo, né forse sapremo mai come si chiamava.  Putin non era a bordo.  Si può esser certi che se  fosse stato su quella BMW ufficiale, un tale incidente non avrebbe potuto aver luogo, dato che in questo caso è preceduto, affiancato  e seguito da auto della sicurezza, convogli a  volte di 90 automezzi. Ma l’uccisione di una persona amica, a  lui vicina da anni, è un  colpo diretto, e un avvertimento a lui..

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La rivelazione della polizia: ​”Caritas paga le multe dei rom”

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di Raimondo Gatto

Il comandante dei vigili della polizia locale Alto Vicentino ha rivelato, rispondendo a un cittadino, che i rom non pagano le multe. Ma è la Caritas a farlo per loro “Gentile Scarpellini”, comincia così la lettera di un cittadino di Schio, rivolta al comandante dei vigili, Giovanni Scarpellini.  L’uomo ha un solo interrogativo: “Ma chi paga le multe dei rom?”. Bella domanda verrebbe da dire. Ma la cosa più sorprendente è la risposta. “Non sarà facile dare una risposta solo professionale”. Così invece comincia la soluzione alla domanda che attanaglia molti italiani tartassati dalle contravvenzioni dei vigili.  Dalla parte opposta alla punta della pena c’è la mano del comandante della polizia locale Alto Vicentino. Il responso è affidato al sito di notizie altovicentinonline.it, comincia con un lungo preambolo: “Le attività dei nomadi  sono protette dalla Legge, non solo italiana, ivi compreso il loro diritto a non avere fissa dimora. Il problema è che un simile stile di vita è difficilmente compatibile con le regole generali di una società che si fonda sul lavoro e sulla proprietà privata. Sappiamo tutti che gran parte delle risorse per il sostentamento del nomadismo provengono anche da attività illecite, anche se non sempre facili da contrastare e provare con i vigenti strumenti giuridici”. La lettera prosegue, lasciando a bocca aperta il lettore: “Nei casi di flagranza, difficilmente un arresto viene seguito da una custodia cautelare in carcere o, comunque, da una reclusione prolungata atta ad inficiare ulteriori azioni delittuose (famosa “certezza della pena”). Per questo lo stazionamento di un campo nomadi, per quanto temporaneo, crea un vero e proprio allarme sociale e le richieste di sgombero pervengono alle centrali  operative delle forze dell’ordine sin dai primi minuti”. Ma arriviamo al dunque: i rom pagano le multe o no? La verità sull’arguta domanda tinge il foglio bianco del inchiostro nero della penna del comandante: “No. quasi mai le pagano. Le pagano solo per rientrare in possesso di un mezzo sequestrato, spesso e volentieri ottenendo il relativo denaro dalle varie associazioni caritatevoli (talvolta senza neanche chiederlo). Tra l’altro i vari caravan e roulottes sono considerati dalla normativa internazionale delle vere e proprie abitazioni, e come tali godono di una protezione di gran lunga superiore a quella di un normale veicolo, anche perché spesso unica dimora di minorenni”. “Con un po’ di frustrazione”, conclude la lettera-risposta, Scarpellini. Sentimento che si mischia con la rabbia di ogni lettore e cittadino onesto che paga con la propria pelle, o meglio, con il portafoglio i propri errori.

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6 anni di carcere per i blog scomodi

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Sei anni di carcere per i cittadini, i blogger e le testate che pubblichino anche una sola informazione in grado di violare i dati personali o di ledere l’onore e la reputazione di qualsiasi soggetto, con confisca del telefono, del computer e rimozione del contenuto obbligatoria. È questa la novità di agosto (in realtà del 27 luglio) della proposta di legge C 3139 (prima firmataria la senatrice Dem Elena Ferrara) che, con l’accordo di tutte le forze politiche, eccetto alcuni parlamentari di opposizione che ne hanno contestato l’applicazione, verrà votato dalla Camera a partire dal 12 settembre prossimo. La norma che dovrebbe occuparsi di cyberbullismo, quindi teoricamente di tutela del minore, transitando alla Camera, con i relatori Dem Micaela Campana e Paolo Beni è divenuta, con i profondi ritocchi dei relatori e della Commissione riunite Giustizia e Affari sociali, una vera e propria norma ammazza-web, che riguarda anche e soprattutto ogni maggiorenne che si affaccia alla rete Internet.

E sì, perché diversamente dalla disposizione originaria approvata anche dal Senato, che era incentrata principalmente sulla tutela del minore, il testo uscito il 27 luglio,  è stato completamente stravolto, divenendo una norma repressiva sul web a tutti gli La senatrice Pd Elena Ferraraeffetti. Le Commissioni hanno approvato diversi emendamenti tra i quali questo testo: “2-bis. Ai fini della presente legge, con il termine ‘cyberbullismo’ si intende qualunque comportamento o atto, anche non reiterato, rientrante fra quelli indicati al comma 2 e perpetrato attraverso l’utilizzo della rete telefonica, della rete internet, della messaggistica istantanea, di social network o altre piattaforme telematiche. Per cyberbullismo si intendono, inoltre, la realizzazione, la pubblicazione e la diffusione on line attraverso la rete internet, chat-room, blog o forum, di immagini, registrazioni audio o video o altri contenuti multimediali effettuate allo scopo di offendere l’onore, il decoro e la reputazione di una o più vittime, nonché il furto di identità e la sostituzione di persona operate mediante mezzi informatici e rete telematica al fine di acquisire e manipolare dati personali, nonché pubblicare informazioni lesive dell’onore, del decoro e della reputazione della vittima”.

Nel testo e nelle altre disposizioni scompaiono i riferimenti ai minori al fine di delimitare l’ambito di applicazione della norma. In base a questa questa, qualsiasi attività, anche isolata (e quindi effettuata anche una sola volta), compiuta dai cittadini anche maggiorenni sul web conferisce la possibilità a chiunque (altra innovazione portata dalla Camera) di ordinare la cancellazione di contenuti, salva la possibilità che questa attività venga ordinata dal garante privacy. E chi non si adegua? Rimozione e L'avvocato Fulvio Sarzanaoscuramento dei contenuti e sanzione sino a 6 anni di carcere. In pratica le attività di critica sui social network, attraverso blog o testate telematiche, farà scattare la possibilità di richiedere la rimozione del contenuto, dell’articolo, del messaggio, di qualsiasi cosa insomma sia presente sul web, con la possibilità di far bloccare il contenuto anche rivolgendosi al garante privacy.

Un blog scomodo, una commento troppo colorito sul forum, una conversazione un po’ ardita tra maggiorenni su Whatsapp, qualsiasi pubblicazione di dati a opera di maggiorenni, qualsiasi notizia data su un blog o su una testata, e che riguardano maggiorenni, ricadranno in quella definizione e saranno oggetto di possibile rimozione. Da Facebook a Whatsapp ai blog tutto viene inserito nella furia iconoclasta del legislatore pronto a punire le attività peccaminose dei maggiorenni sul web. Con buona pace del cyberbullismo sui minori che è divenuto un elemento del tutto residuale della norma. Un bavaglio in piena regola. Per essere sicuri che chiunque potesse essere assoggettato a sanzione i relatori personalmente hanno pensato bene di far approvare Donatella Agostinelli, 5 Stelleuna nuova norma (l’articolo 6 bis della proposta) che prevede per tutti i cittadini la possibilità di essere sanzionati con un reato che prevede il carcere fino a 6 anni, e – si badi bene – la confisca di tutto quanto sarebbe servito per commettere il reato.

A opporsi a questa deriva sono stati solo un drappello di parlamentari del Movimento 5 Stelle, Baroni, Lorefice e Agostinelli, che si sono battuti duramente per il ritorno allo spirito originario della norma, ovvero alla tutela attraverso azioni di sostegno e di reazione rapida a beneficio dei minori. Senza però ottenere risultati a quanto pare, dal momento che a partire dal 12 settembre la Camera potrebbe varare definitivamente il testo uscito dalle Commissioni. C’è tempo fino all’8 settembre per emendamenti. Con la speranza che settembre non porti con sé, insieme al fresco, anche la prima norma liberticida per il web del 2016.

(Fulvio Sarzana, “Internet: si scrive cyberbullismo, ma si legge norma ammazza-web”, da “Il Fatto Quotidiano” del 4 agosto 2016).

 

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Putin contro Bilderberg: “Volete un’altra crisi dei missili di Cuba?”

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VLADIMIR PUTIN

Segnalazione di Federico Prati

 

La Russia si prepara a difendere la cultura europea.

 

Esercitazioni ed epurazione di personale inaffidabile dimostrano che Mosca si prepara nel caso di futuri scontri.

 

Andrej Fursov, Tsargrad TV – Russia Insider

 

L’autore, uno dei più eminenti intellettuali russi, studioso e storico, sociologo e pubblicista, colloquia col corrispondente di Tsargrad TV sui pericoli dell’attuale ‘pace bellica’, dei cambiamenti nelle élite e della difesa dei valori tradizionali  

Aleksandr Tsyganov: Ultimamente il mondo sembra in una situazione pre-bellica.

Le truppe compiono esercitazioni a sorpresa di pronto allarme, enti civili vengono ispezionati sull’operatività in caso di guerra. Si serrano i ranghi, sempre con il pretesto delle esercitazioni in caso di guerra. Siamo davvero in uno stato pre-bellico? Cosa succede?

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Mons. Fellay e il ruolo della Fraternità bergogliana

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fellay

Segnalazione di Federico Prati

Verso la “legittimazione reciproca”?

3 settembre 2016, San Pio X

Nella scorsa primavera ci sono state due notizie di grande rilevanza ecclesiale che hanno avuto, come giusto, la nostra prioritaria attenzione: l’Esortazione “Amoris Laetitia” e la dichiarazione esplicativa sulla rinuncia di Sua Santità Benedetto XVI. In questa primavera tuttavia c’è stato un altro avvenimento meritevole di riflessione: il nuovo incontro tra Mons. Fellay, Superiore Generale della FSSPX e Papa Bergoglio. Alcuni recentissimi sviluppi sono stati resi noti tra fine luglio e inizio agosto da un’intervista a Mons. Pozzo, il quale ha dichiarato a proposito della Prelatura personale: “Mons. Fellay ha accettato questa proposta, anche se alcuni dettagli saranno chiariti nei prossimi mesi”[1]. Mons. Fellay “ha risposto” il 24 agosto scorso, parlando non della Prelatura, ma dell’Ordinariato personale: “Roma ci offre una nuova struttura. A capo di essa, un Vescovo. Questo Vescovo, scelto dal Papa, tra tre nomi proposti dalla Fraternità e proveniente dai suoi membri. Tale Vescovo avrà autorità sui preti, sui religiosi […] e sui fedeli. Tutti i sacramenti; i fedeli che appartengono a questa struttura avranno tutti i sacramenti dei preti della Fraternità. Tutti i sacramenti, compreso il matrimonio. […] E’ come una superdiocesi, indipendente dai Vescovi locali”. Mons. Fellay aggiunge che se non ha ancora firmato è “perché voglio essere sicuro che tutto ciò sia vero, non ho il diritto di condurvi in un sogno”[2]. Insomma c’è una ragione molto “pratica” da valutare, prima di entrare nel “sogno”.

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I tre “zombies” dell’Europa: Merkel, Hollande e Renzi

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di Luciano Lago

Fonte: controinformazione

“Siamo rimasti in tre, tre briganti e tre somari sulla strada longa longa di Girgenti….. si ma se stasera incontriamo una corriera……….Ma se siamo sempre tre, tre somari e tre briganti……ecc. ecc…..”

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Questa vecchia canzone si adatterebbe bene ai tre (presunti) leaders europei carenti di consenso e di base popolare che si sono ritrovati ( forse per l’ultima volta) in Cina al vertice del G7: Angela Merkel, Francois Hollande e Matteo Renzi.

La Angela Merkel per prima che ha ricevuto l’ultimo colpo dai citttadini del suo stesso feudo elettorale con la vittoria di AfP ( mentre il suo partito scivola al terzo posto) nello stesso collegio elettorale dove lei aveva fatto le sue campagne e dove adesso diviene lampante la sua definitiva sconfitta e prossima uscita di scena di questa cancelliera che ha fatto enormi danni al suo paese ed a tutta l’Europa (senza dimenticare il massacro economico e sociale della popolazione greca di cui la Merkel è stata protagonista). Prima che completi l’opera trascinando la Germania in una guerra con la Russia per volere di Washington, sarà bene che se ne vada.

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Tosi, da Renzi seggio sicuro per sopravvivere?

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cipeciop

di Alessio Mannino

Se l’ipotesi terzo mandato saltasse, in cambio del sostegno al referendum ci sarebbe un’altra promessa…

La settimana scorsa davamo conto di un’indiscrezione che da Roma é rimbalzata in Veneto sulla possibilità che il premier Matteo Renzi conceda il terzo mandato ai sindaci dei Comunisopra i 3 mila abitanti, facendo contenti, dalle nostre parti, soprattutto quello di Verona, Flavio Tosi, e quello di Vicenza, Achille Variati. E più il primo del secondo, poiché per il leader del movimento sostanzialmente veronese, o veronese-centrico, “Fare”, conoscere le carte sul piatto significa sapere quale sarà la sua vita politica da giugno dell’anno prossimo, quando sarà scaduto il suo secondo mandato consecutivo. O di che morte potrà morire.

E già, perché per Tosi la questione é di sopravvivenza. E’ da tempo che si é ficcato in un vicolo cieco, stretto da una parte fra una Lega che lo considera un traditore e dall’altra fra un Pd che, per tendergli la mano, dovrebbe rimangiarsi otto anni di opposizione a Verona. E incastrato in un “centro” inconsistente, che elettoralmente conta come il due di picche, benché in questa fase pre-elettorale, nel capoluogo scaligero, stiano spuntano i candidati “moderati” come funghi. Per forza: c’è la fila per spolparsi l’eredità sua, di un centrodestra tosiano, quello del primo mandato, che é imploso e che aspetta di trovare chi saprà profittarne. E qui sta l’incognita più inquietante, per Tosi e le sue residue truppe: quanto rastrelleranno per conto proprio? Alle regionali 2015 “Fare” ha fatto poco, sicuramente meno rispetto alle aspettative. Un mezzo fiasco.

E allora il terzo mandato non sarebbe poi tutta questa gran via di salvezza. Qui ci vuole un piano B. E secondo un’altra voce raccolta fra i beninformati sull’asse Roma-Verona, in cambio di appoggio e sostegno da Tosi&C un’altra promessa sarebbe uscita dal cappello del mago Renzi: assicurare almeno due seggi sicuri al movimento tosiano in caso di elezioni anticipate nel 2017. Che osservatori esperti danno come possibili sia che Renzi perda il referendum sulla riforma costituzionale, sia che lo vinca. Perché il giro di boa della politica italiana, e a cascata di quella locale, sta tutto nel risultato che uscirà dalle urne referendarie. Per questo, come scrivevamo, come “merce di scambio” Tosi sta offrendo il suo attivo contributo alla causa renziana del Sì.

Naturalmente, é plausibile pensare che uno dei due seggi “garantiti” sia il salvagente personale di Tosi. Una regola fondamentale, della politique politicienne, prescrive che prima di tutto, prima di ogni altra considerazione, bisogna assicurarsi un posto su cui stare a galla.Primum vivere, deinde…

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