Mose, Venezia: la situazione ad oggi tra collaudi falliti e corruzione

Quasi venti anni sono trascorsi dalla prima prova tecnica di verifica del funzionamento del prototipo di dighe mobili, sistemato sul canale di Treporti in laguna, prototipo padre del Mose, e altrettanto tempo dalle dichiarazioni dell’allora vicepresidente del consiglio De Michelis: “Lasciatemelo dire: questa è una vittoria del partito del fare contro quello del non fare, del rimandare, del temporeggiare all’infinito”.
Prototipo studiato all’interno delle azioni da realizzare per gli interventi di salvaguardia della Laguna. Era una delle azioni conseguenti alla pioggia di miliardi che piovevano a seguito della approvazione della seconda legge speciale su Venezia. La legge autorizzava il Ministero dei Lavori pubblici a procedere “mediante concessione in forma unitaria e a TRATTATIVA PRIVATA, anche in DEROGA alle disposizioni vigenti”.






C’è anche una conoscenza vicentina, l’ex vicepresidente di BpVi Andrea Monorchio nelle carte di «Mammasantissima», una delle inchieste più scottanti che sottende ai rapporti tra ‘ndrangheta, massoneria e pezzi di altissimo livello dello Stato. Lo rivela 



