Orbán ora sfida le urne: anche senza quorum vuol bloccare i migranti

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Il referendum anti immigrati non è passato ma lui non ci sta: «Dura, però non molliamo»

Come un bravo pugile, il premier ungherese Viktor Orbán, andato momentaneamente al tappeto domenica quando il suo referendum sugli immigrati non ha raggiunto il necessario quorum del 50%, si è subito rialzato per riprendere il combattimento.

In un provocatorio discorso al Parlamento di Budapest, ha detto di non avere alcuna intenzione di ignorare la volontà degli oltre tre milioni di ungheresi che hanno votato no e che anche se la consultazione non è legalmente valida intende egualmente modificare la Costituzione per vietare l’imposizione di una quota obbligatoria di profughi. «Abbiamo dichiarato guerra a Bruxelles – ha rilanciato – sappiamo che sarà durissima e che ci saranno vendette e rappresaglie, ma qui è in gioco il nostro futuro e non possiamo mollare». Orban ha anche rivendicato il fatto di essere stato il primo, con l’erezione dei muri ai confini con Serbia e Croazia, a difendere le frontiere esterne di Schengen e il primo a sottoporre, con il referendum di domenica, il problema dei migranti al giudizio del popolo: «Spero – ha poi aggiunto in una intervista – che altri Paesi seguano presto il nostro esempio».

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Renzi e il diktat alle scuole: elogiate l’immigrazione

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circolare-672x372Roma, 3 ott – Parlate bene dell’immigrazione, bandito ogni spirito critico che possa anche solo minimamente deviare dalla linea tracciata da Alfano e Gentiloni. Non bastasse l’istituzione di una ricorrenza apposita per celebrare quelle che sono morti di Stato – perché senza l’accoglienza indiscriminata e lo Stato ridotto a trafficante di essere umani la stragrande maggioranza di naufragi si sarebbero potuti evitare – arriva anche l’indottrinamento degli studenti. Perché sì, suona più o meno così la circolare che è stata inviata in questi giorni a tutte le scuole d’Italia.

“Il fulcro dell’azione progettuale prende spunto proprio dalle vicende legate alla giornata del 3 ottobre 2013, in grado di far rivivere e riflettere le nuove generazioni sugli aspetti del fenomeno migratorio. Le comunità scolastiche sono quindi invitate ad affrontare e discutere questi temi”, si legge nel documento. Ma quale discussione, vien da chiedersi, se la conclusione è quella descritta poco dopo, e cioé che l’unica strada percorribile ed autorizzata dal governo è quella di “diffondere la cultura dell’informazione e dell’accoglienza, della convivenza e della pace, fondati sul rispetto dei diritti umani”?. Proprio così. Niente senso critico, niente possibilità di sottolineare alcuni aspetti palesemente problematici relativi al fenomeno: “Il coinvolgimento delle ragazze e dei ragazzi costituirà anche un’occasione per confrontarsi sul tema delle discriminazioni e dell’esclusione dei migranti, rifugiati e richiedenti asilo a livello nazionale ed europeo”. Insomma, uno studente potrà osservare che per la maggior parte dei sedicenti richiedenti asilo la domanda viene respinta, o che in molti dei paesi d’origine di guerre non se ne vedono? O scatterà anche per loro la legge Mancino, ampliata per poter avere conseguenze penali anche per i minori in virtù della lesa maestà governativa?

immigrazione circolare professore scuola MilanoNon tutti i professori, però, ci stanno. E scoppia la rivolta. In un post scritto da un professore di storia di Milano, divenuto virale con centinaia di condivisioni, si legge: “Ore 11.30. Sto spiegando le guerre settecentesche in una quarta. Arriva la bidella con una delle numerose circolari da firmare e da leggere ai ragazzi. Firmo e leggo. Sulla circolare vi è scritto che per decisione del governo, approvata dal parlamento, la giornata del 4 ottobre è divenuta “Giornata delle vittime dell’immigrazione” e che si consiglia a tutti i ragazzi la visione su Rai Tre del film “Fuocoammare” che andrà in onda quella sera. Mi sento profondamente umiliato nella mia professionalità. A ragazzi ai quali cerco di sviluppare desiderio di conoscenza e senso critico sto consigliando (seppure solo come lettore di cose scritte da altri) un misero documentario di propaganda, una schifezza pietistica che deve servire a lavare il cervello alla gente, ad accettare come buona l’immigrazione di massa senza regole“. La conclusione è lapidaria: “Mi sento ridotto a megafono dell’ideologia dominante. Per fortuna mi salva la battuta di un ragazzo: “ieri sera c’era James Bond, ma mica me l’avete detto”. Gli faccio un grande sorriso”.

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Escalation della NATO! Sofri e Goracci si son già arruolati. E voi cosa aspettate?

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di Maurizio Blondet 

Escalation della NATO! Sofri e Goracci si son già arruolati. E voi cosa aspettate?

Fonte: Maurizio Blondet

Martedì 27,   la NATO ha annunciato l’invio di aerei-radar AWACS sul cielo siriano:  una chiarissima misura di  minaccia bellica contro la Russia, e di sostegno ormai spudoratamente aperto ai terroristi dell’IS  contro Damasco:  gli  AWACS servono infatti a dare la caccia agli aerei nemici, di cui lo  Stato Islamico è sprovvisto, e non alle sue Toyota pick-up.   Da notare: l’annuncio non è stato dato dagli Usa impegnati con la loro “coalizione” contro Damasco, ma direttamente dal segretario della NATO, Jens Stoltenberg,  alla fine di una riunione di ministri della UE.

Stoltenberg ha accusato la Russia e la Siria insieme  per i bombardamenti sui terroristi ad Aleppo, e anche della distruzione del convoglio umanitario del 19 settembre scorso:  la falsità  di questa ultima accusa è patente, dato che del convoglio faceva parte, con l’Onu, la Mezzaluna Rossa siriana, ente   collegato con Damasco: assurdo sostenere che il governo abbia colpito  una sua organizzazione.

Le menzogne dei media sono già arma bellica

Ma  la spudoratezza stessa di queste menzogne da parte della NATO – che fa’ parte della colossale operazione di psy-op denunciata da Manlio Dinucci  –

(vedi http://www.voltairenet.org/article193473.html) Continua a leggere

Italia, laboratorio di guerra NATO&USA

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di Antonio Mazzeo

Italia, laboratorio di guerra NATO&USA

Fonte: Megachip

In Italia è in atto una colonizzazione militare. Sono più di 100 le basi NATO e degli Stati Uniti sul territorio italiano, aree dove gli americani fanno spesso e volentieri quello che vogliono. L’Italia è di fatto un deposito di armi straniere, comprese 90 bombe atomiche, un vero laboratorio di guerra NATO & USA.
La guerra fredda è lontana, ma l’attività della NATO e la sua presenza in Europa non fa che aumentare. L’Italia è un esempio emblematico, rappresenta una piattaforma di lancio ideale per gli Stati Uniti e le loro guerre, il tutto nel silenzio assoluto dei politici e dei mass media. Gli italiani non sanno che cosa accade all’interno delle basi militari americane sul suolo italiano, non si ha nemmeno la certezza del numero delle testate atomiche che si aggira fra le 60 e le 90 bombe. In effetti gli americani trovano una grande libertà d’azione in Italia, che si può ormai chiamare “la terra delle basi USA”. È ora di chiedersi finalmente a che cosa servono le basi NATO e USA in Italia? Quali sono i rischi che corre l’Italia? Sputnik Italia ne ha parlato con Antonio Mazzeo, giornalista da tempo impegnato nei temi della pace e della militarizzazione.
– Antonio, quante basi militari e soldati americani ci sono sul territorio italiano? Abbiamo dei dati?
– Formalmente abbiamo la possibilità di avere dei dati più o meno reali dalle richieste che fa il Dipartimento della Difesa al Congresso e al Senato per farsi autorizzare le spese per potenziamenti delle basi americane in Italia.

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Putin convoca il ” Santo Consiglio di Guerra” per le minacce del Regime Obama

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Un altro modo per chiudere la terza guerra mondiale è quello di diventare una realtà evidenzia la relazione del  Consiglio di Sicurezza (SC ) e dice che il Presidente Putin ha chiesto un immediato convocazione del ” Santo Consiglio di guerra ” in risposta alle minacce ricevute questa settimana dalla Federazione dal regime di Obama che include un piano per una guerra nucleare e la minaccia di scatenare attacchi terroristici sul territorio russo . [ Nota: Alcune parole e / o frasi che compaiono tra virgolette in questo rapporto sono approssimazioni lingua inglese di parole / frasi russe non avendo esatta controparte.]

In risposta alle minacce regime di Obama nei confronti della Federazione, dice la Relazione, il Ministero della Difesa ( MoD ) questa mattina ha emesso un avvertimento agli americani dicendo che la cooperazione in Siria potrebbe essere ancora possibile, ma ha pure affermato che questo è possibile solo se Washington si astiene da ” qualsiasi minaccia ai militari e ai cittadini russi “.

Grave la relativa e crescente minaccia di ostilità alla Federazione del regime Obama , continua la relazione, è stato il discorso del Segretario alla Difesa americano Ash Carterquesta settimana sulle forze nucleari americane ” missilistiche “, che è stato descritto come un discorso del ” Dr. Stranamore “tirata contro la Russia – è stato esposto dal portavoce del Dipartimento di Stato John Kirby ha minacciato di rimandare a casa le truppe russe” in sacchi di plastica “e di abbattere di aerei russi .

sul punto di partenza (avanti) con la guerra WW3

Il fallimento di cinque anni di guerra per procura di Obama per un cambio di regime in Siria mostra a tutto il mondo a vedere, questo osserva il rapporto, e anche gli esperti occidentali, accettando che la campagna militare della Russia contro questi selvaggi islamici salvato quella nazione dal diventare trampolino di lancio di questi terroristi , Ministero degli affari esteri ( MoFA ) portavoce Maria Zakharova ha risposto a queste minacce americane affermando: Continua a leggere

Francesco Carbone sfida il Presidente dell’ ANM dott. Davigo

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Il Presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati dott. Davigo nelle sue interviste e conferenze spiega sempre che uno dei mali peggiori oltre la criminalità e la corruzione è l’omertà .
Con queste affermazioni nelle pubbliche apparizioni forse vuole scaricare le responsabilità dell’inefficenza della Giustizia al popolo italiano che con fare omertoso e con mentalità mafiosa, non denuncia e di conseguenza la macchina della giustizia si trova in difficoltà a trovare i corrotti e i corruttori nelle pubbliche amministrazioni.
Caro dott. Davigo, le scrivo questa pubblica lettera per lanciarle una sfida cosi che , sia io che lei possiamo dimostrare al popolo italiano di che pasta siamo fatti, se siamo persone con gli attributi o se siamo dei ciarlatani.
Io personalmente conosco centinaia di persone che come me in Italia hanno denunciato abusi crimini e favoreggiamenti non solo nella politica ma anche nel suo settore, la magistratura.
Sicuramente lei non conosce nessuna di queste persone me compreso.
Spesso tutto ciò viene messo a tacere attraverso l’uso spregiudicato e criminale del mod 45 che lei dovrebbe conoscere bene.
Chi ci legge non sa cos’è il mod 45 e vorrei spiegarlo in pochissime parole semplici cosi che le persone si rendano conto su come agiscono tanti suoi colleghi magistrati per sabotare le denunce penali dei semplici cittadini contro personaggi facenti parte i “poteri forti”.
E questa spiegazione la faccio anche a lei in quanto sicuramente non ne è a conoscenza visto che si lamenta dell’omertà del popolo italiano.
Ve lo spiego velocemente e in maniera terra terra….. cosi che tutti possano capire.
Tanti mi chiedono cos’è questo abuso tramite mod 45 commesso dai magistrati
corrotti o collusi con massoneria mafiosa?
Il mod 45 è uno dei modi in cui può essere rubricata una denuncia in base al contenuto da parte del magistrato.

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E’ l’omicidio la politica estera di Washington?

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BANDIERA AMERICANA

 

Riceviamo da una nostra affezionata lettrice l’articolo che pubblichiamo. Se pur datato è pur sempre un’ analisi che disgraziatamente calza ogni giorno di più. La stessa aggiunge questa sua introduzione:

 

di Claudia Marus

“Vediamo da troppo tempo ormai quale è la situazione dei Paesi invasi dagli americani sotto il pretesto di esportare   la ‘democrazia’, in verità solo colpevoli di possedere delle materie prime -non da ultimo in Siria- che fanno gola ai grandi    gruppi occidentali che non  retrocedono davanti a nulla pur di soddisfare la loro sete di guadagno e di  dominio, e hanno   impedito per troppo tempo l’accesso a determinate fonti energetiche pulite o meno distruttive e a lunga durata con le    conseguenze devastanti che ormai conosciamo (es.? non c’è più un solo reattore nucleare che ‘non perda’, in più il   sempre maggiore problema delle scorie nucleari per non parlare di Cernobyl e Fukushima)

Ora gli interessi sono concentrati sul Thorium del quale ci si sta attivamente occupando in Paesi come  Russia ,India,    Cina, Norvegia, Stati Uniti e Israele. Ci sono comunque fonti del tutto pulite che escludono l’uso del nucleare come quella    scoperta da Nikola Tesla  nel 1900, l’energia radiante proveniente direttamente dall’etere, ragione che scatenò le ire    funeste, per lui e per noi, di chi volle il monopolio assoluto  energetico, per cui Tesla dovette morire.

Least, but not last: la ferocia imperialista americana, sotto l’egida di coloro che vogliono da sempre il dominio assoluto del    mondo, si sta manifestando con il proposito di scatenare la III G.M. Per ora sono riusciti a compiere un opera devastatrice   in ogni dove e in ogni campo, compresa l’eleminazione del Katheko’n.

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Perché il cessate il fuoco è fallito in Siria

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di Thierry Meyssan 

Perché il cessate il fuoco è fallito in Siria

Fonte: Voltairenet

Il pubblico occidentale si è entusiasmato per il cessate il fuoco russo-statunitense in Siria e ha creduto che avrebbe potuto portarvi la pace. Ciò significa non avere alcuna memoria dell’inizio della guerra né capire a quale posta in gioco conduce. Spiegazioni…

 

L’IMMAGINE QUI SOPRA  –  Donbass-Levante: due guerre un solo obiettivo. Incaricato di tagliare la “nuova via della seta” che dovrà passare per la Siberia e raggiungere l’Unione europea attraverso l’Ucraina, il Presidente Petro Poroshenko è andato a ribadire il 21 settembre al Consiglio di Sicurezza la propaganda anglosassone a proposito della guerra contro la Siria e l’Iraq che mira anch’essa a tagliare il tracciato storico della “via della seta”.

 Il cessate il fuoco in Siria ha tenuto solo per la settimana dell’Eid. Era l’ennesima dopo la firma della pace tra gli Stati Uniti e la Russia. Non è durato più di questa pace e delle precedenti.

Riepiloghiamo i fatti: il 12 dicembre 2003, il presidente George W. Bush firmava una dichiarazione di guerra alla Siria, il Syrian Accountability Act. Dopo una serie di tentativi di aprire le ostilità (vertice della Lega araba nel 2004, assassinio di Rafik Hariri nel 2005, guerra contro il Libano nel 2006, creazione del Fronte di salvezza nel 2007, ecc.), le forze speciali USA passavano all’offensiva nei primi mesi del 2011, mentre si impegnavano a una messa in scena volta a far credere a una “rivoluzione” interna. Dopo due veti nel Consiglio di Sicurezza della Russia e della Cina, gli Stati Uniti accettarono una pace a Ginevra che firmarono in assenza delle parti siriane, il 30 giugno 2012.

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Il Financial Times e il Wall Street Journal  scrivono, come fosse cosa provata, che sono stati i russi incenerire il cosiddetto convoglio umanitario  verso Aleppo:  fatto sul quale il ministro russo Lavrov ha chiesto all’Onu un’inchiesta indipendente, sapendo benissimo che la Russia non è stata . Richiesta  non solo rigettata, ma di cui i media italiani non vi hanno dato notizia.

I media italiani in compenso riportano l’accusa di Samantha Power, ambasciatrice americana all’Onu: “Mosca commette crimini di guerra”, senza  nemmeno ridere. Sono 15 anni che gli Usa commettono crimini di guerra in Afghanistan, Irak, Libia, Somalia….E  crimini contro l’umanità  in combutta coi loro complici israeliani e  con i sauditi: proprio in  questi mesi partecipano (con gli inglesi) al massacro della popolazione in Yemen.

I media piangono e ululano di pietà per “i civili di Aleppo”:  “90 morti fra cui molti bambini” (Sky Tg 24),  “275 mila civili sotto assedio(Repubblica),     la povera popolazione senz’acqua –  Mosca bombarda perché non vuole la tregua.  Non dicono, ovviamente, che Mosca bombarda perché gli  americani hanno infranto la tregua sottoscritta,  massacrando a sorpresa soldati siriani  in coordinamento con l’IS;  così mostrando che gli Usa sono complici dell’IS e hanno tratto in inganno Mosca, tradendo la sua buona fede. Anche questo è stato chiarito da Lavrov: “Non più concessioni unilaterali sulla Siria”. E’ la risposta, ha detto, a chi chiede: “Dateci altri tre o quattro giorni di pausa sicché possiamo convincere i gruppi d’opposizione a dissociarsi da Al Nusrah. Se tutto si riduce a questo, non  prendiamo sul serio tali discorsi”.

L’Italia: incriminare Mosca

Che cosa è apparso  di questo sui media? Niente. E’ apparso che il governo italiano, la Mogherini e gli inglesi e i francesi hanno chiesto all’Onu di INCRIMINARE formalmente Mosca per i bombardamenti su Aleppo, “contro i civili”. Fra cui  “tanti bambini”. “ “senza acqua né luce”.

Menzogne e ipocrisia.  Aleppo è distrutta da quattro anni. L’acqua e la luce mancano da anni.  La distruzione di Aleppo è cominciata con l’offensiva dei “ribelli”  nel 2012,  aiutati dagli  americani e sostenuti Erdogan  (che ha saccheggiato  gli impianti industriali della città,  prendendosi i macchinari e portandoli in Turchia).

In questi giorni, russi e aviazione siriana  bombardano le macerie. Macerie fra cui si nascondono i terroristi dell’IS che si fanno scudo della popolazione civile, insieme ad agenti e militari-consiglieri turchi, israeliani, nordamericani.

Non lo diciamo noi. Lo ha detto uno dei capi, forse il capo di Al Nusrah, Abu Al—Ezz, intervistato dal giornale tedesco  di Colonia  Koelner Stadt Anzeiger :

Abu al Ezz col giornalista tedesco
Abu al Ezz col giornalista tedesco

http://www.ksta.de/politik/interview-mit-al-nusra-kommandeur–die-amerikaner-stehen-auf-unserer-seite–24802176-seite2

Qui, il comandante militare dei terroristi dichiara che:

  • I terroristi sono direttamente sostenuti dagli Usa
  • hanno ricevuto carri armati ad altri armamenti pesanti attraverso Libia e Turchia
  • hanno ricevuto ufficiali ed  esperti da Usa, Israele, Turchia dentro Aleppo assediata
  • i comandanti dell’IS sono guidati dall’intelligence occidentale.
  • loro non vogliono cessate il fuoco ulteriori
  • “Gli Usa sono dalla nostra parte”.

 

 

Il giornalista  del Koellner,   Von    Jürgen Todenhöfer, ha  anche girato un video: che è stato fatto sparire con uno dei trucchi che usano strani enti dai nomi di fantasia per censurare notizie che  smentiscono le menzogne occidentali.

Fars News, raccogliendo informazioni sul terreno da varie fonti (i curdi,  il giornale libanese Al  Akbhar,   gli ufficiali ianiani sul terreno) ha stabilito che gli americani hanno proprie truppe in Siria, in ben sette basi nella parte settentrionale –  in evidente preparazione allo smembramento di quella parte del Paese (Erdogan vuole la sua parte):

Nella provincia di Hasakah gli americani stanno creando un campo di aviazione dall’aeroporto di Rmeilan, fuori uso da anni,  dove vogliono stabilire la loro base di operazioni.

Nel villaggio di Mabrouka, dove sono presenti almeno 45 uomini di truppe speciali.

nella Cementiera francese Lafarge, localizzata tra Kobane e la città di Ain Issa, dove apparentemente hanno installato una base di addestramento dei terroristi e un area di atterraggio elicotteri.

Ad Ain Issa ci sono oltre 100 soldati USA.

Alla base di Kobane sono stati visti oltre trecento americani.

A Tel Byder, provincia di Hasaka, i militari Usa formano i terroristi e preparano aree per atterraggio elicotteri.

Tel Abyadh è la base che ha visto i più notevoli movimenti di truppe speciali Usa: presenti almeno 200 special forces con veicoli blindati,  bandiera a  stelle  e strisce  alzata su alcuni edifici.

La ‘giornalista’ Maria Goracci che fa’ ‘coraggiosi’ servizi da dietro il  confine turco, non ha visto nulla di questo.   Piange, come tutti, sui bambini di Aleppo senza acqua né luce (lo sono dal 2012), bombardanti dagli spietati russi. Così la guerra degli americani contro Mosca parrà, ai telespettatori, una giusta e normale risposta alla barbarie  russa.

Aleppo senz’acqua? Dal 2012

Le “fonti”a cui invece i media credono ciecamente,e di cui diffondono le”informazioni” sulle atrocità del regime siriano, e sulle sofferenze dei bambini di Aleppo, sono notoriamente due.

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Le “informazioni” Syrian Observatory

Una è   il Syrian Observatory for Human Rights, che ha sede ha Coventry, Regno Unito,  in casa di un tal Rahmi Abdul Rahman, che è un oppositore di Assad, e   dice di essere in contatto telefonico con sue fonti in Siria.  E’lui che ha dato la notizia  (falsa)  dell’uso, da parte dell’aviazione siriana,  di “barili” pieni di cloro o qualche altra “arma chimica”: E’ lui che  valuta le perdite   civili in 240 mila, e via crescendo. Nessun  “grande giornalista” s’è mai provato a controllare in modo indipendente   i dati di Abdul Rahman. Invece  molte notizie televisive cominciano: “Il Syrian Observatoy for Human Right”.   Come si fa a dubitare di un “Osservatorio sui Diritti Umani”? E il gioco è fatto.

L’altra “fonte”  sono i Caschi Bianchi, una pseudo-ong che dice di salvare “migliaia” di  vite sul terreno, e si fa’ passare per una sorta di Médécins Sans Frontières araba – di fatto al seguito dei terroristi, di cui è una evidente emanazione. Fondata da un agente britannico, James Le Mesurier,   co finanziata dal governo britannico e quello americano, la pseudo Ong “White Elmets” ha ricevuto almeno 60 milioni di dollari per “documentare”le atrocità. Di fatto, ogni attacco contro Al Nusrah viene da questa presentato come “contro i civili, gli ospedali, i medici”.

Non ci credete? Pensate che io stia diffondendo propaganda russa e siriana? Scusate: forse non sapete che il capo siriano dei Caschi Bianchi Raed Saleh,  nell’aprile scorso s’è recato in Usa per ricevere un permio per la sua azione “umanitaria”, ma  è stato bloccato dalle autorità di frontiiera che lo hanno reimbarcato sull’aereo da cui era sceso,  e che tornava a Istanbul, perché a dette autorità risulta”associato ad Al Nusrah”, che  rimane nella lista nera americana come organizzaizone terrorista. E questo non l’ha scritto un blogger complottista, bensì il New York Times.

Respinto da Usa come terrorista
Respinto da Usa come terrorista

http://www.nytimes.com/2016/04/21/world/middleeast/leader-of-syria-rescue-group-arriving-in-us-for-award-is-refused-entry.html?_r=1

Non avvertite la ‘giornalista’ Goracci. Non avvertite la Mogherini  di queste notizie E’ inutile: esse sono parte del Sistema della Menzogna. Così una volta Solgenitsyn aveva definito il sistema sovietico. Oggi, è l’Occidente ad adottar la menzogna totale. Finirà male come quell’altro.  Goracci, Mogherini   sono i complici  consapevoli  e i reggicoda del Sistema della Menzogna, e della guerra che verrà.

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Educazione di genere e sistema scolastico

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di Alessandro Fiore

Educazione di genere e sistema scolastico

Fonte: Italia Sociale

D: Dott. Fiore, ProVita il 15 settembre è stata sentita presso la Commissione Cultura della Camera dei deputati riguardo le varie proposte di Legge relative all’introduzione nel sistema scolastico italiano della cosiddetta «Educazione di Genere», ci vuole spiegare in che consiste questa «educazione»?

R: In realtà è abbastanza difficile saperlo, in quanto – come abbiamo notato durante la nostra audizione alla Camera – la concezione di “genere” è intrinsecamente ambigua. In ogni caso, è certo che la cosiddetta “educazione di genere” introduca nel sistema scolastico una nuova prospettiva basata su temi estremamente controversi e su presupposti ideologici che annullano la rilevanza del sesso biologico su ogni comportamento e ruolo sociale, e sanciscono il primato della percezione soggettiva per quanto riguarda la profonda identità sessuale della persona.

D: Il sottosegretario all’Istruzione Davide Faraone ha postato quest’estate su Facebook il seguente commento: «Educazione di genere significa educare al rispetto delle differenze per prevenire violenza e discrimine. Non altro». Lei concorda con questa affermazione che poi è la linea di questo governo?

 

R: Trovo che molti membri del Governo, e persino alcuni proponenti delle proposte di legge sull’educazione di genere, siano poco informati sulla questione. La dichiarazione di Faraone è a questo proposito emblematica. Non so se sia in buona fede oppure sia semplicemente una mossa per tranquillizzare l’opinione pubblica (del resto, ciò ha poca rilevanza): in ogni caso la dichiarazione confonde le finalità educative con la prospettiva educativa. Le finalità – o forse i pretesti – dell’educazione di genere potrebbero ben coincidere, in parte, con la prevenzione della violenza e della discriminazione, e con il rispetto delle differenze. Il problema è: quali mezzi e quale prospettiva si adottano nell’intento di perseguire quelle finalità? Non possiamo indottrinare gli studenti all’ideologia solo perché speriamo di ottenere qualche effetto positivo. La prospettiva non è neutrale e condiziona persino il modo di intendere le finalità. Qualche esempio: secondo la prospettiva di genere, la concezione del matrimonio come unione tra un uomo e una donna – riconosciuta dalla Costituzione – può essere considerata “discriminatoria” verso le persone omosessuali; il riconoscimento del sesso di una persona secondo quello che manifesta la sua biologia, potrebbe essere considerato “discriminatorio” verso una persona che si “percepisce” soggettivamente come appartenente al genere opposto (“transgender”). In altre parole, l’educazione di genere cambia persino il modo di intendere la “discriminazione” e il “rispetto”: quello che, secondo un’impostazione ragionevole, è semplicemente il riconoscimento di un ordine naturale, assolutamente compatibile con il rispetto verso tutte le persone, viene ideologicamente trasformato in “discriminatorio” ed “irrispettoso”.

 

D: A livello europeo quale è la posizione dell’UE al riguardo? Anche in questo caso potremmo dire “ce lo chiede l’Europa”?

 

A prescindere dal fatto che – di questi tempi – l’argomento “ce lo chiede l’Europa” potrebbe ben rivelarsi un argomento “boomerang”, nei Trattati si parla di uguaglianza tra uomini e donne, e l’Unione è intervenuta diverse volte per realizzare questa uguaglianza in diversi settori, tuttavia nel diritto UE non esiste un vincolo giuridico per gli Stati membri di introdurre nel sistema scolastico la prospettiva di genere. Quando parliamo della prospettiva di genere, è necessario allargare lo sguardo oltre l’UE in quanto hanno grande peso le posizioni del Consiglio d’Europa: questo organismo internazionale ha sposato in alcune sue recenti Risoluzioni (non vincolanti) una prospettiva di genere abbastanza radicale. E tuttavia, anche in questo caso, dalla Convenzione di Istanbul fino ad oggi, non si può dire che ci sia un obbligo internazionale di adottare la prospettiva di genere nelle scuole, viste le riserve degli Stati membri in materia anche in sede di firma della predetta Convenzione, e visto – soprattutto – che l’introduzione della teoria di genere contrasta semplicemente con il senso più alto, naturale ed universale di giustizia.

 

D: In quale nazioni europee e anche extra Ue si sta maggiormente diffondendo questa “politica di genere” nelle scuole?

 

Tra le nazioni europee ricordiamo la Svezia, la Gran Bretagna e – più di recente – anche la Spagna. Mentre fuori dall’Europa grandi contrasti a questo proposito sorgono in alcune nazioni del Sud America e negli Stati Uniti. Ricordiamo pure che in alcuni paesi meno sviluppati sta avvenendo una vera e propria “colonizzazione ideologica” che vede ricche organizzazioni occidentali, e persino ambasciate di potenti paesi industrializzate, promuovere un’ideologia di genere in forte contrasto con le convinzioni e le tradizioni delle popolazioni locali.

 

D: Dove c’è maggior resistenza? Cos’è quello che voi definite il cosiddetto “paradosso norvegese” ?

 

Difficile dire dove c’è maggior resistenza. In molti paesi – pensiamo ad alcuni latinoamericani – ci sono state grande mobilitazioni popolari; un dibattito molto acceso c’è anche negli Stati Uniti. L’Europa non è da meno: in Francia la resistenza è stata molto forte ed ha costretto il Governo a fare talvolta qualche passo indietro; l’Italia poi ha mostrato nei tempi recenti una reattività che non si era vista forse per decenni. Le grandi manifestazioni di piazza sul tema del gender, della libertà educative e della famiglia, e il numero di associazioni e iniziative nate nell’ultimo triennio, stanno lì a dimostrarlo.

Tutto questo è indice che il popolo spontaneamente rifiuta imposizioni innaturali venute dall’alto. La gente, generalmente, sa che la complementarietà dei sessi è importate, che il sesso biologico è fondamento dell’identità sessuale, e che esistono differenti tendenze comportamentali in uomini e donne. A quest’ultimo proposito è molto istruttivo il “paradosso norvegese”: la Norvegia è uno dei paesi con maggiore “uguaglianza di genere” e “pari opportunità”. Eppure, è proprio uno dei paesi dove le scelte – ad esempio in termini lavorativi – tra uomini e donne sono più diverse. Ricerche molto solide hanno mostrato che, a livello mondiale, la tendenziale diversità comportamentale tra maschi e femmine non è tanto condizionata da stereotipi culturali quanto da naturali differenze sessuali: ciò smentisce clamorosamente le teorie di genere.

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