Quando Dario Fo viene beatificato da Avvenire

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fogrilloLapresseFo_52905888.jpgSegnalazione di Gianni Toffali

​Il premio Nobel per la Letteratura Dario Fo è morto all’ospedale Sacco di Milano, dove era ricoverato da un paio di settimane. I familiari di Fo, 90 anni compiuti il 24 marzo, erano stati avvisati dai medici dell’aggravarsi delle sue condizioni di salute nelle ultime ore.

Domani (oggi per chi legge) alle 12 sarà allestita la camera ardente al Piccolo Teatro Strehler di Milano.

LE INTERVISTE AD AVVENIRE «Papa Francesco su migranti e dignità umano è stato rivoluzionario» (5/01/2015) I «Diamo tempo ai Cinque Stelle» (8/09/16)

“Con Dario Fo l’Italia perde uno dei grandi protagonisti del teatro, della cultura, della vita civile del nostro Paese”, ha dichiarato il premier Matteo Renzi. “La sua satira, la ricerca, il lavoro sulla scena, la sua poliedrica attività artistica restano l’eredità di un grande italiano nel mondo”. L’autore di “Mistero buffo” aveva vinto il Nobel nel 1997. Tre anni fa era mancata la moglie Franca Rame, con la quale aveva condiviso carriera artistica e passioni politiche.

>>> Addio a Dario Fo, Nobel anomalo
di Alessandro Zaccuri

CONTINUA SU: http://www.avvenire.it/Cultura/Pagine/morto-dario-fo-.aspx Continua a leggere

La vera storia di Dario Fo nella Repubblica Sociale Italiana

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TROPPO CLAMORE PER UN ARTISTA BLASFEMO CHE SI E’ SCHIERATO CON IL POLITICAMENTE CORRETTO ED E’ STATO RICOMPENSATO CON UNA BRILLANTE CARRIERA E PERSINO CON UN NOBEL. NESSUNO HA RICORDATO CHE IERI, 13 OTTOBRE 2016, ERA IL 99ESIMO ANNIVERSARIO DEL MIRACOLO DEL SOLE, VISTO DA OLTRE 70MILA PERSONE, AVVENUTO IN PORTOGALLO, A FATIMA. VIRGO GLORIOSA ORA PRO NOBIS!

di Giuseppe Parente

(G.p) Dario Fo è andato oltre. Il grande attore, il sommo drammaturgo, il regista, lo scenografo, lo scrittore, il pittore, finanche l’impresario. L’uomo di sinistra controcorrente e fuori dal coro, il militante politico senza bandiere di partito. Con la moglie Franca Rame fu tra i principali esponenti di Soccorso Rosso Militante.Una vita a farsi beffe del potere, premio Nobel per la letteratura nel 1997. Un premio che fece infuriare tanto gli intellettuali italiani.
Morto a 90 anni e sette mesi per problemi di natura polmonare. Era ricoverato da 12 giorni all’ospedale Sacco di Milano.
Nato a Sangiano il 24 marzo del 1926, da Felice Fo e Pina Rota da famiglia intellettualmente vivace. Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, a seguito della chiamata alle armi della neonata Repubblica Sociale Italiana si arruola giovanissimo volontario nelle file dell’esercito repubblichino, prima nel ruolo di addetto alla contraerea di Varese e poi come paracadutista nelle file del Battaglione Azzurro.
La scoperta di questa militanza nelle file della Repubblica Sociale Italiana emerse, per la prima volta, negli anni settanta, scatenando polemiche, querele e processi da parte di Dario Fo che si trascinarono per anni.
Solo in seguito Dario Fo ammetterà e parlerà di questa parentesi, affermando anche che si era arruolato volontario nell’unico esercito esistente, in quanto italiano e non in quanto fascista, solo per non essere deportato in Germania.
Del passato repubblichino di Dario Fo, ci parla con maggiore doviziosa di particolare la collega Ercolina Milanesi con un interessante video che pubblichiamo volentieri.

VIDEO NEL LINK ORIGINALE:

Fonte: http://www.fascinazione.info/2016/10/la-vera-storia-di-dario-fo-nella.html?m=1 Continua a leggere

Lo Zdk invita i cattolici tedeschi ad andare in moschea

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Segnalazione Corrispondenza Romana

moschea-tedesca

Poche idee e confuse: è questa l’impressione che si ricava, leggendo l’ultimo comunicato dello Zdk, il Comitato Centrale dei cattolici tedeschi, tanto meno rappresentativo quanto più progressista, secondo un criterio inversamente proporzionale.

Per il prossimo 3 ottobre in Germania è stata indetta la «Giornata della moschea aperta», una sorta di “open day” collettivo traslato dalle strategie commerciali in ambito confessionale. Lo Zdk è euforico all’idea, invita tutti ad andarci e vede in ciò esclusivamente un’occasione «di informazione e di incontro». Ed incalza: «Rivolgiamo un appello: i cristiani hanno bisogno delle conoscenze basilari sull’islam».

Eppure pare vero esattamente l’opposto: se nel 1950 circa il 50% dei cattolici tedeschi la domenica andava a Messa, secondo un sondaggio dell’Istituto demoscopico Allensbach oggi è praticante solo l’8% dei fedeli della Germania che fu “occidentale” ed il 17% di quella che fu “orientale”. La loro età media è di 60 anni.  I protestanti son messi anche peggio. Il Cristianesimo, qui, pare destinato ben presto a diventare minoranza.

In un contesto di questo tipo pare del tutto evidente come la priorità per un cattolico tedesco non sia affatto quella di conoscere le basi dell’islamismo, bensì l’abc della propria fede, l’unica vera, benché ormai ampiamente dimenticata, quando non colpevolmente ignorata. La priorità sta nel mandar bene in testa quanto scritto dal beato Pio IX, che nell’enciclica Singolari quidam del 17 marzo 1856 affermò: «Nella Chiesa Cattolica, per il fatto che essa conserva il vero culto, vi è il santuario inviolabile della fede stessa ed il Tempio di Dio, fuori del Quale non si può sperare né la vita, né la salvezza». Concetto, ribadito anche da Pio XII nella Lettera al Sant’Officio dell’8 novembre 1949, ove si legge: «Ora, tra le cose che la Chiesa ha sempre predicate e che non cesserà mai dall’insegnare, vi è pure questa infallibile dichiarazione che dice: non vi è salvezza fuori della Chiesa». Queste son le cose da riprendere in mano, altro che Corano! Continua a leggere

Russia, missili puntati sull’Europa e pane razionato a S. Pietroburgo: Mosca ribolle, con l’Occidente è escalation di tensione

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Russia, missili puntati sull’Europa e pane razionato a S. Pietroburgo: Mosca ribolle, con l’Occidente è escalation di tensioneSegnalazione di Maurizio-G. Ruggiero

Peggiora il clima tra i due “blocchi” dopo il fallimento della tregua negoziata in Siria con Washington. Putin annulla l’incontro con il presidente francese Hollande e trova un accordo con Damasco per l’ampliamento della base navale militare di Tartus. Il Cremlino: “Parenti dei funzionari tornino in patria”

“I residenti di San Pietroburgo riceveranno razioni di 300 grammi di pane al giorno in caso di guerra“. L’annuncio del governatore della città, Georgy Poltavchenko, ha confermato come le tensioni tra la Russia e le potenze occidentali – cominciate due anni e mezzo fa con la rivoluzione dell’Ucraina e la conseguente invasione della Crimea – stiano aumentando, in particolare a causa delle divergenze sulla guerra civile in Siria. Una escalation della tensione si è verificata negli ultimi giorni tra esercitazioni militari, un incontro diplomatico cancellato tra il presidente Putin e l’omologo francese Hollande, missili nucleari schierati nell’enclave russa di Kaliningrad, tra Lituania e Polonia, in direzione dell’Europa.

Mosca sposta missili nucleari a Kaliningrad – Diversi Iskander-M sono stati posizionati nella enclave baltica della Russia, puntati sull’Europa, e nell’area sono stati effettuati diversi voli dei bombardieri russi. A comunicare la notizia è stato lo stessoministero della Difesa sostenendo, però, che la manovra rientra in “esercitazioni di routine” che prevedono l’uso di tali missili. “Queste unità missilistiche sono state schierate più di una volta (nella regione di Kaliningrad) e lo saranno ancora come parte di una esercitazione militare delle forze armate russe”, ha detto il portavoce del ministero della Difesa, Igor Konashenkov. Il generale ha inoltre affermato che uno dei missili è stato “volutamente esposto alla vista di un satellite spia americano”. Continua a leggere

TRUMP HA VINTO? “DI BRUTTO”

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di Maurizio Blondet

(Dialogo via Whatsapp con un amico di Washington dopo  il faccia a faccia Trump-Hillary).

Io: Trump  ha vinto?

Lui: Di brutto. L’ha fatta nera. (Pausa) Non capisco perché al primo dibattito ha fatto il cretino.

Io: vado ad accendere un cero…

Per la gente è andata così
Per la gente è andata così

Lui: O era minacciato o gli hanno fatto fare le strategia sbagliata. Di fare il gentile e  rompere  l’immagine di duro. Lo avevano snaturato. GROSSO errore . Ora ristabilirà la sua egemonia politica  e morale.

Tutti i punti deboli di Hitlary dovranno essere colpiti senza remissione.

Io: che intendi?

Lui: Hitlary ha fatto l’attacco subdolo attraverso i suoi agenti sui media sul video del 2005 [quello dove Trump dice cosacce sulle donne, tipo che dai ricchi si lasciano fare di tutto…]

Io: Capirai, col Bill che si ritrova – era meglio se non toccava l’argomento.

Lui: “Ora Trump può attaccare sullo stesso terreno e  nessuno potrà accusarlo di bullismo.

Io:  Palate di sesso…Bill Clinton violentatore…è opportuno scendere così in basso?

Lui: Per i consigliori di Hitler e i media Trump è debole, è finito, ha perso, è in mbarazzo..

Io: stessa cosa  sui media italiani. Continua a leggere

Buonismo demagogico da Oscar

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di Marcello Veneziani

Buonismo demagogico da Oscar

Fonte: Marcello Veneziani

Confesso di non essere riuscito a vedere fino alla fine, l’altra sera in prima assoluta su Rai3, il docufilm che rappresenterà l’Italia agli Oscar,Fuocoammare sugli sbarchi a Lampedusa. La stessa cosa dev’essere capitata a molti italiani, a giudicare dagli ascolti piuttosto scarsi, se consideriamo la mobilitazione propagandistica sul tema e sul film. È peccato, è reato ammettere che l’ho trovato scontato, manierista e un po’ noioso? Si è xenofobi, razzisti o poco cristiani se si dice che trovo ormai ossessivo, demagogico e autolesionista il panegirico quotidiano in lode dei migranti e dell’accoglienza?

Proprio mentre la tv di Stato mandava in onda il film, altre onde portavano in Italia nella stessa giornata, oltre seimila migranti. Non c’è giorno senza che Mattarella, il governo, i tg, le “anime belle”, ci esortino ad accogliere migranti e clandestini, non solo profughi, a braccia aperte. Con la sua chioma di zucchero filato, il Capo dello Stato, nel suo ruolo di Dolcificante Istituzionale, ha scelto come suo compito principale esprimere ogni giorno soddisfazione e commozione per gli sbarchi. Aspettiamo magari che ne adotti un migliaio tra il Quirinale e le tenute presidenziali: ci costa più della Casa Bianca e della Corona britannica, può permetterselo.

Anziché scoraggiare esodi che assumono via via l’aspetto di migrazioni bibliche, incontrollabili e ingestibili, in Italia è una gara forsennata a chi si dimostra più accogliente ed invitante. Considerando che sono milioni, forse miliardi, le persone che vorrebbero venire da noi, penso che sia un suicidio favorire questi flussi anziché frenarli. In particolare per un Paese come l’Italia, dove i morti superano i nati, la popolazione è vecchia ed esortare alla natalità è quasi un reato. Proletari di tutto il mondo unitevi e venite in Italia. Siete i benvenuti. Continua a leggere

Le parrocchie romane “tradiscono” Bergoglio: profughi poco accolti

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Risultati immagini per No accoglienza businessSegnalazione di Raimondo Gatto

Solo dietro pressioni del Vaticano si è saliti in pochi giorni da una a due su dieci concretamente impegnate nell’aiuto

Roma – L’appello di Jorge Bergoglio ad accogliere i profughi nelle parrocchie viene definito da alcuni sacerdoti romani un «cambiamento epocale» che implica una rivoluzione di mentalità tra parroci e fedeli.
Forse il tempo è ancora poco, forse la Chiesa non è ancora pronta, forse le condizioni economiche e sociali non aiutano. Fatto sta che dopo quasi un mese, l’invito di Bergoglio («Ogni parrocchia accolga una famiglia di profughi») sembra essere caduto nel vuoto.

Almeno per quanto riguarda la diocesi di Roma. Al 21 settembre, infatti, erano appena 34 le parrocchie che avevano dato la loro disponibilità ad ospitare immigrati. Un numero ben al di sotto delle aspettative, visto che le parrocchie della Capitale sono 334 e quindi parere positivo era arrivato da una parrocchia su dieci. A queste si andavano ad aggiungere nove istituti religiosi, tra seminari
e conventi. Il pressing della diocesi, nel timore di un flop che a Roma sarebbe fortemente simbolico, ha fatto sì che nel giro di pochi giorni altre parrocchie abbiano dato la loro disponibilità all’accoglienza. Il numero è salito a 70, una parrocchia ogni cinque, sicuramente al di sotto delle aspettative del Papa che ha invitato i sacerdoti a superare le paure e a non restare chiusi. Continua a leggere

Tasse al 17%, Pil e investimenti in crescita. La Gran Bretagna post Brexit vola

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thinkstockphotos-526561176E’ presto per fare bilanci, ma gli indicatori sono tutti positivi

Fare bilanci di sorta a soli tre mesi di distanza dal referendum popolare che ha decretato l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea può essere esercizio sterile; è passato troppo poco tempo, i dati riflettono dinamiche anche precedenti al voto e in ogni caso i britannici non hanno ancora attivato l’articolo 50 del trattato di Lisbona (quello che fa effettivamente partire il processo di uscita), e secondo alcuni osservatori politici probabilmente mai lo faranno realmente. Tuttavia non si può ignorare il fatto che le previsioni catastrofiste, che raccontavano di un immediato crollo dell’economia d’Oltremanica, si stiano dimostrando clamorosamente sbagliate. Perchè in futuro le cose potrebbero cambiare, ma al momento l’economia britannica naviga tutt’altro che in cattive acque.

NUMERI – Partiamo dagli indicatori economici più immediati: come già scritto gli investimenti esteri suolo di Sua Maestà sono aumentati dell’11% nell’ultimo anno. Si aggiunga che le vendite al dettaglio sono cresciute dell’1,4% a luglio (che vuol dire + 5,9% su base annua, numeri da boom economico), che le richieste di sussidio di disoccupazione sono scese di 8.600 unità, che la fiducia dei consumatori è aumentata del 5% nei mesi estivi, che l’indice dei direttori acquisiti (l’indice composito dell’attività manifatturiera di un Paese) è ai massimi da vent’anni a questa parte, che la Borsa di Londra è cresciuta del 10% dopo lo scivolone di giugno e che anche la sterlina è in forte recupero. Lo scorso 17 agosto, inoltre, l’agenzia di rating Moody’s (che prima del referendum aveva vaticinato revisioni al ribasso in caso di Brexit) ha scritto di non attendersi alcuna recessione, prevedendo anzi una crescita dell’1,5% quest’anno e dell’1,2% il prossimo anno, in entrambi i casi più di qualunque altro partner europeo.

DISOCCUPAZIONE – Il tasso di disoccupazione è rimasto fermo al 4,9% nei tre mesi a luglio come atteso. Si tratta del livello più basso da agosto-ottobre 2005. Nei tre mesi a luglio, il totale dei disoccupati è risultato essere pari a 1,63 mln di unità (-39 mila rispetto al trimestre precedente e -190 mila rispetto allo stesso trimestre del 2015). Nello stesso periodo il numero degli occupati si è attestato a 31,77 mln di unità, salendo di 174 mila unità su trimestre e di 559 mila unità su anno.

Infine, il tasso di crescita dei salari medi (esclusi i bonus) ha mostrato una variazione positiva del 2,1%, dal 2,3% del trimestre precedente e contro il 2,2% atteso. Includendo i bonus si è registrato invece un incremento del 2,3%, rispetto al 2,5% precedente ed al 2,1% del consensus.

TASSE AL 17% – Subito dopo l’esito del referendum pro-Brexit, l’ex cancelliere Osborne aveva annunciato l’intenzione di abbassare la percentuale di tassazione alle imprese al 15% per mitigare l’effetto dell’addio all’Unione europea. Al momento la Gran Bretagna ha una corporate tax del 20%, che secondo il programma dovrebbe diminuire al 19% nell’aprile 2017, fino a scendere al 17% entro il 2020. Lo ha confermato Philip Hammond, Cancelliere allo scacchiere di Sua Maestà, durante il vertice Ecofin con i suoi colleghi europei.

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Russia di Putin inflessibile contro la propaganda omosessualista: la scandalosa foto di una coppia gay sul catalogo ikea viene censurata

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Risultati immagini per Russia contro IkeaSegnalazione di Raimondo Gatto

Ogni campagna pubblicitaria viene sfruttata per creare polemica e, quindi, far parlare di sé.

Lo sa bene Ikea che da un po’ di anni a questa parte cerca sempre l’occasione buona per provocare e sfidare l’opinione pubblica di qualsiasi Paese. L’ultimo braccio di ferro è sulla coppia gay sbattuta in copertina del nuovo catalogo. Il colosso svedese dell’arredamento ci ha provato in Russia dove però rischia di trovare un muro insormontabile.

Il caso scoppia al concorso online Face from the cove. “Vuoi diventare il volto del catalogo 2017? – si legge sullo spot – dal 9 settembre al 23 ottobre in ogni negozio Ikea troverai un posto speciale dove posare davanti a un fotografo professionista che trasformerà la tua foto in una copertina. Non perdere questa occasione!”. La campagna pubblicitaria premierà la fotografia con più like
trasformandola nel manifesto di Ikea per il 2017. Anche Lev Polyakov e il suo ragazzo hanno partecipato al concorso facendosi fotografare in un negozio dell’azienda svedese a Mosca.

Con 7639 like raccolti nel giro di pochi giorni, come racconta l’Huffington Post, Lev Polyakov è riuscito a sbaragliare i concorrenti con un vantaggio di oltre 6mila voti sul secondo classificato. Ora
questa fotografia potrebbe diventare la copertina del nuovo catalogo. In Russia, tuttavia,vigono leggi contro l’omosessualità che potrebbero fermarne la pubblicazione.

Fonte: Il Giornale.it 10 ottobre Continua a leggere

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