Già 8 miliardi di mance. In cambio basta un Sì

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Già 8 miliardi di mance. In cambio basta un Sì

 

 

di Redazione

 

 

E’ CHIARO CHE AL REFERENDUM DEL 4 DICEMBRE SI DOVRA’ ANDARE A VOTARE PERCHE’ NON C’E’ IL QUORUM OSSIA NON CONTA STARE A CASA. CONTA SOLO CHI VOTA E COSA VOTA. VOTARE NO E’ UN DOVERE MORALE CONTRO UNA RIFORMA COSTITUZIONALE PASTICCIATA, CHE INCORONEREBBE RENZI “IMPERATORE” DELL’ITALIETTA CATTO-COMUNISTA E AVREBBE RIPERCUSSIONI ANCOR PIU’ NEGATIVE ANCHE SULLA POLITICA NAZIONALE E LOCALE. CHI NON CAPISCE QUESTO, DI FATTO STA CON RENZI E CON LA SUA MAGGIORANZA.

INOLTRE BISOGNERA’ VIGILARE MOLTO, PERCHE’ A NOSTRO AVVISO, IL RISCHIO BROGLI E’ MOLTO ELEVATO…

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IL FATTO QUOTIDIANO:

Ancora non ci sono tabelle e testi ufficiali. Unica certezza: le misure per avere consenso subito in vista del voto

di Stefano Feltri

Matteo Renzi chiede un atto di fede sulla legge di Bilancio 2017: “A chi dice che ‘sono solo promesse’, ricordo che stiamo parlando di un disegno di legge che ha tutte le coperture”. Ma le uniche tracce concrete della manovra approvata venerdì dal Consiglio dei ministri sono un comunicato e le slide sul sito del […]

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Rissa e blocco stradale: arrestati dieci migranti a Sassari

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downloadSegnalazione di Raimondo Gatto

Nel centro di accoglienza sardo di Li Lioni la situazione è esplosiva: migranti nigeriani e somali si fronteggiano quasi ogni giorno, a volte anche in modo viole
Dieci persone sono state arrestate ieri dopo la maxi rissa fra migranti che ha bloccato fra l’altro la ex strada 131 in provincia di Sassari nei pressi di Porto Torres.

Verso l’ora di pranzo, racconta La Nuova Sardegna, all’interno del centro di accoglienza di Li Lioni è scoppiata una zuffa furibonda fra profughi somali e nigeriani. A sentire il responsabile del centro i somali avrebbero protestato perché non volevano mangiare le stesse pietanze servite ai nigeriani.

Dopo che la situazione è degenerata rapidamente, il responsabile ha subito chiamato i carabinieri, intervenuti con una pattuglia insieme alla polizia di Stato e alla polizia locale. La situazione è però tornata a scaldarsi dopo che i militari hanno individuato gli istigatori della rivolta conducendoli in caserma. Gli immigrati rimasti nel centro hanno subito dato vita ad una protesta bloccando due corsie della vicina strada ex 131. Continua a leggere

TRUMP VINCE. ECCO PERCHE’ SARA’ GUERRA

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di Maurizio Blondet

In modo sempre più incalzante, Donald Trump concentra la sua oratoria sul tema: le elezioni saranno truccate (rigged).

Una parte notevole dell’opinione pubblica  americana ormai sa – dai blog alternativi – che Smartmatic, la ditta che fornisce le macchine per votare  a 16 stati della federazione, è posseduta da un agente operativo di Soros, il britannico  (e Lord)  Mark Malloch-Brown.

https://www.linkedin.com/pulse/smartmatic-sgo-malloch-brown-soros-operative-buys-election-cj-wilson

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Elezioni truccate, ma non basterà

Un sondaggio di  Politico/Morning Consult Poll   ha confermato che il 41 per cento dei cittadini che si sono registrati per votare dichiara che le elezioni possono essere “rubate”. Fra i cittadini repubblicani, la percentuale sale al 73%.

Ma una cosa importante è accaduta: Donald Trump,  in quest’accusa, non può essere più dipinto come un isolato folle che vede fantasmi .   Pezzi molto grossi del partito repubblicano – un partito che per la sua campagna  non ha stanziato nemmeno un dollaro, in una ostentata manifestazione di ostilità – hanno denunciato i brogli e le distorsioni mediatiche della campagna. Continua a leggere

Berlino discrimina i cittadini UE (e tutti zitti)

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di Maurizio Blondet

Berlino discrimina i cittadini UE (e tutti zitti)

Fonte: Maurizio Blondet

Grida, sdegni, alti lai dei media italioti per  la supposta intenzione del governo britannico,  dopo il Brexit,  di “schedare”  i lavoratori stranieri, di  “ridurne il numero”, di “togliere agli studenti esteri le borse di studio” (tutte cose smentite  da Londra), insomma di mancare di senso di solidarietà  europea, di voltare le spalle alla civiltà.    Un  mese prima, nobile rabbia, collera  civilissima, alto sdegno per il referendum del Canton Ticino “per fermare i frontalieri”. Il ministro Gentiloni è arrivato a minacciare sanzioni ‘europee’ contro la  Federazione Elvetica: “Nessuna discriminazione o salta l’intesa con la UE”.   Repubblica: “Monito anche  da Bruxelles (e ti pareva..): “La libera circolazione  dei lavoratori è  principio fondamentale”. Repubblica, ha allestito un servizio su “dieci anni di campagne anti-italiani in Ticino”.

Ora, non si vorrebbe disturbare i media, i giornalisti, l’opinione pubblica pronta alla  nobile indignazione , il ministro Gentiloni. Solo, avvertirli che Berlino si prepara a  fare esattamente la stessa cosa: discriminare i cittadini UE. Non gli extracomunitari, si badi, proprio i comunitari.

Una nuova legge, avanzata dalla ministra del lavoro, la socialdemocratica Andrea Nahles, decreta che “gli immigrati UE che vengono in Germania senza avere un impiego non avranno i benefici sociali (di disoccupazione, e Hartz IV) per cinque anni”.   La ministra non si è risparmiata nemmeno una battuta che, se fosse stata pronunciata da Teresa May (o da Salvini) avrebbe suscitato convulsioni di indignazione: “Non vogliamo  incoraggiare certe forme  di turismo sociale”.

La ministra NahlesLa ministra Nahles

Negare   le provvidenze ai cittadini UE è illegale e lo è sempre stato,  come hanno confermato innumerevoli sentenze della corte  europea di ‘giustizia’in Lussemburgo. . Ma dobbiamo dire: “era” , perché la Germania ha chiesto un cambiamento, e la suddetta corte di “giustizia”  ha subito obbedito, rovesciando le sentenze  precedenti: sì, ha  decretato, i cittadini UE che vanno in Germania non hanno immediatamente diritto alle previdenze sociali tedesche.  Pochi mesi dopo, al ministra Nahles ha presentato la sua proposta. Perfetta sincronizzazione,  si direbbe.

La Merkel, il 19 settembre, aveva riconosciuto di “aver commesso errori”  nella sua politica di accoglienza degli immigrati; un occhio ai sondaggi, ha visto che doveva fare  qualcosa contro gli stranieri, per far contenta la  CSU bavarese e  i cittadini tentati di votare AfD:  ha escogitato questo attacco ai cittadini UE.  Ha riscosso immediatamente il favore dei comuni ( sui quali grava questo tipo di welfare, che loro valutano in 800 milioni di euro). Ha funzionato: nel ‘barometro ARD’ pubblicato il  6 ottobre la cancelliera è risaluta di 9 punti, diconsi nove, e adesso è al 54%.

Uno potrebbe credere che maree di europei si siano dirette in Germania per godere delle ricche previdenze sociali senza far nulla: polacchi e bulgari, greci e romeni e italiani…ora, secondo il ministero federale del lavoro  i cittadini UE che vivono in Germania sono 4  milioni (4.013.179),  di questi, che ricevono un aiuto sociale a spese dei tedeschi sono 34 mila, ossia lo 0,85% del totale. Continua a leggere

L’Amministrazione Comunale veronese non è “capace e virtuosa” come vorrebbe Renzi…

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Segnalazione di Verona Pulita

"Legramandi e il curriculum
taroccato"

“Legramandi e il curriculum taroccato”

Il Corriere del Veneto/Verona ha ripreso il nostro video in cui dimostriamo il falso nel curriculum di #Legramandi, che parla di “errore di trascrizione”

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"L'inchiesta di Verona Pulita" - Stefano
Legramandi

“L’inchiesta di Verona Pulita” – Stefano Legramandi

L’uomo è stato presidente di Amia Verona Spa e oggi è il vice di Andrea Miglioranzi: Stefano #Legramandi nel giro di una settimana è passato da un curriculum “liceale” ad uno “medio”. Un errore o qualcosa di più? Guardate cosa abbiamo scoperto…

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Fermiamo la privatizzazione della Fondazione
Arena

Fermiamo la privatizzazione della Fondazione Arena

Al fondo manca ancora qualche centimetro, fermiamoli prima che chiudano la #FondazioneArena con l’obiettivo di privatizzarla.

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"Arena declassata per demeriti artistici
grazie ai due Premi Nobel"

“Arena declassata per demeriti artistici grazie ai due Premi Nobel”

Michele Croce, candidato sindaco della lista civica “Verona Pulita”, commenta l’ennesimo taglio del Fondo unico per lo spettacolo ai danni della Fondazione Arena Verona – 8 ottobre 2016 – “La migliore analisi del taglio ai contributi alla Fondazione Arena l’ha fornita l’illustre soprano Cecilia Gasdia: prima commissariata per demeriti economici, ora declassata per demeriti artistici. Il più importante e nobile teatro …

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Viaggio nel paradiso degli econazisti

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Il movimento degli artamani, i “protettori della zolla”, nacque nel 1926. Si isolavano nelle campagne per costituire un’élite ultranazionalista e antisemita. Dagli anni Novanta sono tornati. Nell’indifferenza della società e della politica

Fonte: http://www.repubblica.it/venerdi/reportage/2016/10/13/news/educazione_hitleriana_viaggio_nel_paradiso_degli_econazi-149673676/

REPORTAGE

Ai bambini è vietato usare parole inglesi. I genitori praticano il ritorno alla terra e l’odio xenofobo. In Germania sono tornati i “protettori della zolla” che tirarono la volata al Führer. Siamo andati a vedere

dalla nostra inviata Tonia Mastrobuoni

KOPPELOW (Germania). Nessuno è benvenuto, nel regno degli econazisti. Dimenticate gli skinhead col bomber o gli hooligan con le svastiche tatuate sul petto. Siamo a Koppelow, nell’idilliaca “Svizzera del Meclemburgo”, nel laboratorio di un esperimento che fa paura. Qui i nazisti fondarono nel 1926 il movimento degli artamani, dei “protettori della zolla”. L’obiettivo era creare un’élite in piena campagna, isolarsi dalla liberale Repubblica di Weimar rendendosi autosufficienti, costruire un’élite völkisch, germanica e antisemita, cacciare i lavoratori polacchi. Prepararsi al Terzo Reich. Ne facevano parte gerarchi delle SS del calibro di Heinrich Himmler o il futuro comandante di Auschwitz Rudolf Höss.

Vent’anni fa, gli artamani sono tornati. Con ambizioni simili. Allora Huwald Fröhlich, tagliaboschi e produttore bio, scrisse varie lettere su riviste di estrema destra come Opposition für Deutschland, invitando i camerati a raggiungerlo nel luogo simbolo dell’avanguardia bruna. Con lui arrivarono il fabbro Jan Krauter, che vende coltelli e rune di ferro, e la rilegatrice Irmgard, sul cui sito web campeggia il Signore degli anelli di Tolkien, mito intramontabile dell’estrema destra. Continua a leggere

Il Csm promuove Fanfani Ha difeso Boschi ed Etruria

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L’ex sindaco di Arezzo a capo della prima commissione: quella che non rimosse il pm Rossi, titolare dell’inchiesta

di Fabrizio Boschi

Ci sono cognomi talmente roboanti che, o di riffa o di raffa, riescono sempre a sfangarla. Uno di questi è Fanfani, che riecheggia nella storia repubblicana da circa settant’anni.

 Tanto che anche oggi si parla ancora di loro.

Al Consiglio superiore della magistratura è in atto un animato valzer di poltrone, condito dai soliti veleni. Ad accendere le polemiche è la prima commissione (che è stata completamente azzerata), quella che decide sulle incompatibilità ambientali dei magistrati. A presiederla sarà, da lunedì, appunto, il grande avvocato penalista, Giuseppe Fanfani, nipote di Amintore, anzi «Nipotissimo» (come dicono ad Arezzo). Non solo lui è stato il difensore «politico» di Banca Etruria, ma anche quello legale. Da sempre lo studio Fanfani è lo studio di riferimento dell’istituto aretino (e della famiglia Boschi). Il figlio Luca, tanto per dirne una, oggi difende Davide Canestri, direttore centrale e responsabile del risk management, indagato per ostacolo alla Vigilanza. Continua a leggere

La differenza radicale fra Cristianesimo e Islam

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remi-brague-benedetto-xvi-ansadi Maurizio Blondet

“L’idea di misericordia, e   dunque di perdono, è una delle tante nozioni che, dietro la stessa parola, non hanno lo stesso significato.

Dio, come lo vedono i cristiani, detesta il peccato che sfigura la Sua creatura, ma ama i peccatori che Egli vuol liberare dai loro peccati: “Cristo è morto per noi quando eravamo ancora peccatori” (Romani, 5,8).

Il Dio del Corano ama quelli che sottomettono e odia quelli che non credono in Lui (Corano, XL, 10).

Prima di parlare di misericordia, domandiamoci verso chi Dio ne dà  prova. Non facciamo confusione tra i Dio”.

Rémi Brague – docente emerito di filosofia medievale araba ed ebraica alla Sorbona, cattolico praticante. (conciliare, ratzingeriano, n.d.r.)

Fonte: http://www.maurizioblondet.it/la-differenza-radicale-fra-cristianesimo-islam/ Continua a leggere

“La Stampa” sdogana il sedevacantismo, che conta grazie alla capacità di condizionamento religioso e politico

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Un articolo de “La Stampa” di ieri che sdogana l’opposizione al Concilio Vaticano II e soprattutto il sedevacantismo. Il resto è un contorno per condire e cercare di avvelenare la minestra, ma Oltretevere notano che un pugno di uomini sanno far valere le ragioni della Tradizione Cattolica attraverso: 1) la testimonianza fatta soprattutto sul web. 2) La militanza sul campo da parte dei gruppi organizzati. 3) La capacità di condizionamento in alcuni ambienti religiosi e politici, che preoccupa la nomenklatura vaticana.

Quei cattolici contro Francesco che adorano Putin

Viaggio nella galassia degli oppositori di Bergoglio. Un fronte che sul web unisce leghisti, nostalgici di Ratzinger, nemici del Concilio: “Chiesa in confusione per colpa del pontefice”
di GIACOMO GALEAZZI e ANDREA TORNIELLI
ROMA

A tenerla unita è l’avversione a Francesco. La galassia del dissenso a Bergoglio spazia dai lefebvriani che hanno deciso di «attendere un Pontefice tradizionale» per tornare in comunione con Roma, ai cattolici leghisti che contrappongono Francesco al suo predecessore Ratzinger e lanciano la campagna «Il mio papa è Benedetto».

Ci sono gli ultraconservatori d ella Fondazione Lepanto e i siti web vicini a posizioni sedevacantiste, convinti che abbia ragione lo scrittore cattolico Antonio Socci a sostenere l’invalidità dell’elezione di Bergoglio soltanto perché nel conclave del marzo 2013 una votazione era stata annullata senza essere scrutinata. Il motivo? Una scheda in più inserita per errore da un cardinale. La votazione era stata immediatamente ripetuta proprio per evitare qualsiasi dubbio e senza che nessuno dei porporati elettori sollevasse obiezioni. Ancora, prelati e intellettuali tradizionalisti firmano appelli o protestano contro le aperture pastorali del Pontefice argentino sulla comunione ai divorziati risposati e sul dialogo con il governo cinese.

Il dissenso verso il Papa unisce persone e gruppi tra loro molto diversi e non assimilabili: ci sono le prese di distanza soft del giornale online «La Bussola quotidiana» e del mensile «Il Timone», diretti da Riccardo Cascioli. C’è il quasi quotidiano rimprovero al Pontefice argentino messo in rete dal vaticanista emerito dell’«Espresso», Sandro Magister. Ci sono i toni apocalittici e irridenti di Maria Guarini, animatrice del blog «Chiesa e Postconcilio», fino ad arrivare alle critiche più dure dei gruppi ultratradizionalisti e sedevacantisti, quelli che ritengono non esserci stato più un Papa valido dopo Pio XII. La Stampa ha visitato i luoghi e incontrato i protagonisti di questa opposizione a Francesco, numericamente contenuta ma molto presente sul web, per descrivere un arcipelago che attraverso Internet ma anche con incontri riservati tra ecclesiastici, mescola attacchi frontali e pubblici a più articolate strategie. In prima linea sul web contro il Papa, lo scrittore Alessandro Gnocchi, firma dei siti Riscossa cristiana e Unavox: «Bergoglio attua la programmatica resa al mondo, la mondanizzazione della Chiesa. Il suo pontificato è basato sulla gestione brutale del potere. Uno svilimento della fede così capillare non si è mai visto».

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Perché Bob Dylan non doveva vincere il Nobel

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Risultati immagini per bob dylanTorna l’equivoco del cantautore poeta, che in Italia conosciamo benissimo. Non avevamo bisogno del Nobel per sapere che Dylan era un artista immenso. E il Nobel premiando Dylan mostra solo una cosa: è finito

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