Castel d’Azzano: “Verona ai Veronesi” guida la protesta e il prefetto sospende la requisizione dell’hotel Cristallo per gli immigrati

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facebook_1477384270971di Redazione

Hotel Cristallo di Castel d’Azzano (VR) requisito per i profughi. Dopo la manifestazione di “Verona ai Veronesi” che ha portato in corteo circa 1.000 persone quasi tutte residenti, giunge lo stop dalla Prefettura. Proroga fino al 18 Novembre e sindaco che dovrà trovare una soluzione alternativa

Dopo quelli di Legnago e Pescantina, l’associazione Verona ai veronesi ha organizzato un nuovo corteo con partenza piazza Violini Nogarola. La motivazione è sempre la stessa: manifestare contrarietà all’ “accoglienza business” dei clandestini camuffati da profughi. Ed è stato scelto Castel d’Azzano proprio perché in settimana è giunta la requisizione dell’hotel Cristallo.

Una comunità come quella di Castel d’Azzano non può farsi carico di 200 migranti e, dopo la mobilitazione popolare, guidata dal portavoce Alessandro Rancani , giunge la notizia della sospensiva del provvedimento. Alla faccia dei gufi e degli “indivanados” di varia natura. Il Comitato “Verona ai Veronesi” si muove da oltre un anno nel territorio della provincia di Verona e nel tempo sta raccogliendo un consenso spontaneo stupefacente da parte di persone esasperate e preoccupate, che quotidianamente chiamano, come lo stesso portavoce ha ricordato alla trasmissione Rai Agorà dell’altro ieri. “E pensare che solo un anno fa eravamo i soliti cinquanta…” – diceva qualcuno, tra la folla, ieri sera. Continua a leggere

Il primo conflitto globale

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di Pier Luigi Fagan

Il primo conflitto globale

Fonte: Megachip

Nominare cose e fenomeni è un esercizio delicato. Da come nomineremo un fatto ne determineremo la percezione e la categorizzazione con conseguenze seconde su gli atteggiamenti ed i giudizi che prenderemo nei suoi confronti. La ricerca del nome da dare alla situazione internazionale nella quale siamo capitati, va avanti da un po’ di tempo. Si va dalla nuova guerra fredda 2.0, alla guerra ibrida, alla Terza guerra mondiale portata avanti a pezzi ma sempre passibile di precipitare in un unico vortice fuori controllo dalle conseguenze terrificanti. Le prime parti di queste definizioni però sembrano concordare sul fatto che siamo in guerra. E’ invece proprio questo fatto a dover esser discusso.

Tutte le definizioni summenzionate ed in particolare la seconda che con “ibrida” tenta di relativizzare i significati ben precisi del termine “guerra”, vertono su un concetto di cui poi si cerca di modificare il significato. In questi casi, dove si tenti ripetutamente di forzare un significato dato per allargarne lo spettro, si fa prima a cercare un altro termine, soprattutto se l’esercizio viene condotto sul termine “guerra” il cui significato è inequivoco da qualche migliaia di anni.

Guerra è decisamente ed apertamente confronto armato tra due o più contendenti. Al momento, abbiamo effettivamente una serie di guerre nel pianeta ma quella che potrebbe degenerare in una guerra mondiale è solo una, la Siria mentre in Ucraina c’è uno scontro locale ad intermittente e bassa intensità. Continua a leggere

Un mondo malato di narcisismo

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di Marcello Veneziani 

Un mondo malato di narcisismo

Fonte: Marcello Veneziani

Qual è oggi la cultura dominante nel mondo globale, il rifugio delle masse al tempo della crisi, la religione superstite dopo la perdita delle fedi ultraterrene, degli ideali politici e dei valori comunitari? È il narcisismo. L’egoismo è la sua espressione primordiale, l’egocentrismo è la sua versione artistico-puerile, l’individualismo è la sua evoluzione moderna. Il narcisismo è la celebrazione estetica e spettacolare di sé, è l’apoteosi dell’io che si specchia, si ama e vuol lasciare traccia di sé. Io sono Narciso e non avrò altro dio all’infuori di me. (anche se magari predico che Dio è Dio, ma nei fatti…n.d.r.)

Cresce nell’età globale la generazione Narciso col salva-immagine. Tre manie narcisiste dilagano nel mondo dei social media: una attiene agli smartphone, l’altra investe internet e la terza si esprime direttamente sui corpi. La prima è nota come selfie e riguarda la mania di autofotografarsi, a cominciare dai più giovani, per poi mandare in circuito, su facebook o in altri social network, la propria immagine. La seconda, invece, è nota come egosurfing ed è la ricerca di una traccia di sé nel vasto mare del web tramite i motori di ricerca e google alert: vediamo se qualcuno parla di me. La terza forma di narcisismo segue percorsi più primitivi perchè si serve del proprio corpo: sono i piercing e i tatoo. I tatuaggi sono diventati un mezzo per celebrare il proprio corpo e trasformarlo in figura, simbolo e testo. Un modo per rendere monumentale e loquace il proprio corpo, lanciare un messaggio al mondo, entrare nel mito. I murales ne sono la versione urbana, sono tatuaggi alla città, ai muri, ai treni.

L’espansione dei new media a livello di massa non ha dilatato la dimensione sociale dell’esistenza ma quella individuale: non si sono moltiplicati i rapporti umani, le amicizie vere e i colloqui ma si è allargata a dismisura la sfera dell’io, il desiderio di ergersi a giudice del mondo, di dare risonanza alla propria vita e di perpetuare ed estendere la propria immagine, fino a configurare un esibizionismo quasi autistico e di massa. Si è acuita la solitudine anche se connessa col mondo in una specie di adozione a distanza. I media sono usati come specchio prima che come finestra. Il narcisismo favorisce la disintegrazione dei contesti comunitari, dalla famiglia al partito alla comunità, la scomparsa del legame politico e del legame sociale; la perdita della realtà e dell’alterità. Navigando nel web non vogliamo conoscere ma farci conoscere, cerchiamo conferme di noi stessi. Il narcisismo è una monarchia assoluta di massa.

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Alla ricerca di un capro espiatorio

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di Thierry Meyssan

Alla ricerca di un capro espiatorio

Fonte: Megachip

Analisi del cambiamento d’ordine mondiale
A Berlino, la Germania, la Francia, la Russia e l’Ucraina hanno cercato di sbloccare i conflitti ucraino e siriano. Tuttavia, da un punto di vista russo, questi blocchi esistono solo perché l’obiettivo degli Stati Uniti non è la difesa della democrazia, di cui si vantano, ma impedire lo sviluppo della Russia e della Cina attraverso l’interruzione delle vie della seta. Disponendo della superiorità convenzionale, Mosca ha dunque fatto di tutto per collegare il Medio Oriente e l’Europa orientale. Cosa a cui è pervenuta scambiando l’estensione della tregua in Siria contro lo stop del blocco degli accordi Minsk. Da parte sua, Washington è sempre alla ricerca del modo di scaricare la sua colpevolezza su uno dei suoi alleati. Dopo aver fallito in Turchia, la CIA si rivolge all’Arabia Saudita.
DAMASCO (Siria) – Il conflitto che oppone gli Stati Uniti alla Russia e alla Cina si sviluppa su due fronti: da un lato, Washington sta cercando un possibile capro espiatorio cui dare la colpa per la guerra contro la Siria, dall’altro Mosca, che ha già collegato i dossier siriano e yemenita, tenta di legarli alla questione ucraina.
Washington alla ricerca di un capro espiatorio

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Brexit, le grandi banche se ne vanno, dal 2017 via dalla Gran Bretagna

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L’annuncio sul quotidiano Observer del presidente British Bankers’ Association (Bba) Anthony Browne: gli istituti non possono aspettare i tempi della politica sull’uscita dall’Unione Europea dopo il referendum sulla Brexit e sulle future relazioni tra Regno Unito e Ue

di Fabrizio Massaro

Le grandi banche britanniche si preparano a trasferirsi fuori dal Regno Unito all’inizio dell’anno prossimo per i timori crescenti generati dalla Brexit, mentre gli istituti più piccoli stanno approntando piani per farlo già prima di Natale a causa delle incertezze perduranti sulle future relazioni tra la Gran Bretagna e l’Unione Europea. Lo scrive sull’Observer il capo della British Bankers’ Association (Bba)

Il primo ministro britannico, Theresa May (AFP)
Il primo ministro britannico, Theresa May (AFP)

Anthony Browne. La maggior parte delle banche, all’epoca del referendum, si era schierata per rimanere nell’Unione europea. Il primo ministro Theresa May ha già detto che i colloqui formali con Bruxelles cominceranno entro marzo. Il tema più caldo sul tappeto è il mantenimento dell’accesso al mercato unico, che l’Europa però vuole concedere solo se verrà preservata da parte di Londra la libertà di movimento dei cittadini Ue in Gran Bretagna.

CONTINUA SU: http://www.corriere.it/economia/16_ottobre_23/brexit-grandi-banche-se-ne-vanno-2017-via-gran-bretagna-98bc8af0-9912-11e6-8bff-dd2b744d8dfe.shtml
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In Francia è il caos!

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Segnalazione di Sabino Debonis

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FRANCIA, LA POLIZIA MANIFESTA: LA GUERRA CIVILE È ALLE PORTE

parigi-guerrigliaIn Francia è successa una cosa senza precedenti: la polizia nazionale ha manifestato lunedì notte nella capitale. Hanno percorso a sirene spiegate le vie di Parigi, concludendo intorno agli Champs-Élysées. E le manifestazioni stanno continuando, anche nell’Essonne, a Nizza, a Marsiglia e in altre città.

Protestano, perché la situazione è diventata insostenibile, la violenza ha raggiunto livelli inimmaginabili. L’omertà dei loro media è paragonabile a quella dei boss della mafia siciliana, ma questa volta non hanno potuto tacere. L’ultimo episodio risale a tre giorni fa, quando alcuni poliziotti, a Viry-Châtillon, sono stati aggrediti con delle molotov e due di loro sono stati “bruciati vivi”, così riporta la stampa. Per fortuna non sono deceduti, ma le ustioni riportate sono molto gravi.

Questo è solo uno dei tantissimi episodi, che ormai avvengono quasi quotidianamente in Francia. Anche le scuole sono prese di mira. Proprio in questi giorni ci sono state cinque aggressioni in alcuni licei della regione parigina. Gli insegnanti delle scuole francesi sono letteralmente terrorizzati. Il 17 ottobre, per esempio, cono state lanciate delle molotov proprio in un liceo. Le risposte dei due ministri coinvolti sono semplicemente ridicole.

La polizia non riesce più a gestire la situazione e in molte zone del paese, non può più nemmeno metterci piede. Ho visto molti reportage, quando ancora abitavo in Francia, che mi hanno letteralmente sconvolta.  Ho sentito più volte i poliziotti intervistati, ma anche alcuni politici, dichiarare che in certe zone erano già alla guerra civile.

Poliziotti che se si azzardano a presentarsi in certi luoghi, per svolgere il loro lavoro, vengono presi a sassate e costretti a fuggire. Ve la immaginate la scena?  I poliziotti, quelli che dovrebbero difendere i cittadini, che scappano a gambe levate. Questo una volta succedeva solo nelle banlieues, ma ormai si verifica ovunque, anche a Parigi.

Nel video di ieri sera del TG di France2 (VEDI QUI), si vedono gli agenti, durante la manifestazione di lunedì notte, che aggrediscono il direttore generale della Polizia nazionale, praticamente il loro capo supremo. La nostra stampa tace, non una parola. Che la polizia di stato manifesti con una tale determinazione, è una fatto senza precedenti, ma è ancora più sconvolgente, se si pensa che in Francia lo stato è sacro. Nel mentre, per la cronaca, anche ieri sera hanno lanciato molotov sulla polizia, nella banlieue di Lione.

GUARDA IL VIDEO

Fonte: qui

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Un altro morto vicino ad Assange. Ma forse in Wikileaks sono i servizi Usa anti-Hillary

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http://www.maurizioblondet.it/un-altro-morto-vicino-ad-assange-forse-wikileaks-servizi-usa-anti-hillary/

di Maurizio Blondet

Aveva 76 anni  Gavin MacFadyen, direttore di Wikileaks, sostenitore e mentore di Julian Assange, e da tempo lottava col  cancro.  Ma il fatto che la sua morte, annunciata d’improvviso,  venga aggiunta dalla Rete al body count (il conto dei cadaveri) attorno a Hillary Clinton, la dice lunga sull’autorità morale che s’è  ormai guadagnato il governo Usa.   Sono note  le minacce  esplicite di morte che apparati di detto governo  (per non parlare di Crooked Hillary)  hanno lanciato  ad Assange, rifugiato nell’ambasciata equadoregna a Londra perché se uscisse verrebbe, come minimo, catturato.

A luglio s’era sparsa la voce  della morte di “Guccifer”, il taxista (!) nonché hacker romeno (Marcel Lazar Lehel,  se è il suo vero nome)  che aveva piratato  le mail di Hillary, estradato dalla Romania e incarcerato in Usa dove era stato condannato a 54 mesi. Guccifer s’è impiccato in cella, sosteneva per esempio il Christian Times; “suicidato”, concludeva la vox populi sul web. Notizie poi smentita ma non ufficialmente, bensì attraverso siti  tipo snopes.com, che sembrano ispirati da qualche servizio (ce ne sono 17).   Si è detto anche che Guccifer, rinchiuso al  Detention Center Bureau (DCB ), di  Alexandria, in Virginia, era poi stato trasferito in una località sconosciuta,  apparentemente su  ordine del Procuratore generale degli Stati Uniti, Loretta Lynch, sfegatata sostenitrice di Hillary , dopo una telefonata di Bill Clinton. macfad

EXCLUSIVE: Security Source Details Bill Clinton Maneuver to Meet Loretta Lynch

Attenzione, questi stessi pulviscoli di informazioni e smentite  possono nascere dalle stesse centrali,  per sollevare polveroni e depistaggi.

E’ certo, perché l’ha detto Assange, che era  un attivista di Wikileaks e spifferatore di informazioni riservate Seth Rich, 27 anni,  che nella sua posizione di informatico e modesto impiegato del Comitato elettorale pro Hillary (il Democratic National Commitee, DNC) era in grado di mettere le mani e spifferare notizie imbarazzanti per la  candidata.  Il 10 luglio scorso il giovane è stato ucciso a colpi di pistola da ignoti, a Bloomingdale, Washington. La polizia ha parlato di rapine, ma né soldi né orologio o altro è stato tolto a Rich. Una esecuzione punitiva di un traditore? Continua a leggere

La risposta della Clinton all’aborto è agghiacciante e dovrebbe fare più notizia dei gossip…

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Hillary Clinton (ROBYN BECK/AFP/Getty Images)di Antonio Russo

Negli USA la sfida alla poltrona presidenziale entra nel vivo, a contendersi lo scettro di vincitore sempre loro, Hillary Clinton e Donald Trump. Nella nottata del 19 si è tenuto l’ultimo atto di una campagna elettorale estenuante combattuta tutta in tv a colpi di scandali reciproci. Durante il dibattito di ieri però l’ex first lady si sarebbe schierata a favore del “partial birth abortion”, cioè l’aborto al nono mese di gravidanza. La cosa naturalmente ha fatto scandalo in America e ha attirato sulla Clinton più di un’antipatia.

In pratica la candidata a presidente degli Stati Uniti ha difesa in diretta tv il diritto di ogni madre ad uccidere il proprio bambino alla nascita, una sorta di infanticidio pre-autorizzato dal governo: “La sentenza Roe v. Wade stabilisce molto chiaramente che non ci devono essere leggi che limitano l’aborto. Il Governo non deve immischiarsi nelle decisioni più intime e personali delle donne, né può limitare la vita o la salute delle donne”. Insomma un colpo di coda che potrebbe costar caro alla Clinton o forse no. Infatti, dietro tutta questa accorata difesa dell’aborto alla nascita ci sarebbe un vero e proprio colosso, la Planned Parenthood. La società in questione si occupa da sempre di interruzioni di nascite e nel settore è leader e con ben 20 milioni di dollari ha finanziato la campagna elettorale proprio dell’ex first lady, insomma un’uscita azzardata si, ma decisamente ben retribuita.

Fonte: http://www.direttanews.it/2016/10/20/la-risposta-della-clinton-allaborto-agghiacciante/ Continua a leggere

Riforma sanità, tutto quello che c’è da sapere

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La riforma della sanità veneta approvata in consiglio regionale del Veneto, con il passaggio delle Ullss da 21 a nove e con la nascita dell’Azienda Zero costituisce una sorta di “rivoluzione” nella gestione dei servizi amministrativi, che non tocca in alcun modo i servizi e le cure sia ospedalieri che territoriali ma, al contrario, punta a potenziarli utilizzando le risorserisparmiate in burocrazia, in sovrapposizione di uffici con gli stessi compiti, in sistemi informatici non omogenei, nella produzione delle cosiddette “carte” che non fanno altro che complicare la vita agli operatori sanitari ma, soprattutto, alla gente, sia in termini di costi che di tempo dedicato.

Le novità sono numerosissime, sia di sistema che di dettaglio. Di seguito se ne evidenziano alcune significative. Secondo il provvedimento ci sarà meno burocrazia più salute perché secondo le stime tecniche la nuova organizzazione farà risparmiare circa 90 milioni l’anno in costi amministrativi, che verranno reinvestiti in cure e tecnologie sanitarie. Per le “carte” basta un ufficio perché nell’Azienda Zero verranno concentrate importanti funzioni amministrative finora svolte da uffici diversi in ogni Ullss. Si centralizzano tutti gli acquisti, risparmiando perché si compra “all’ingrosso”; magazzino unico (oggi sono decine; una sola gestione di buste paga, personale, assicurazioni, informatica.

Poi le Ullss da 21 a 9. Questa, per la Regione, è la risposta alla richiesta della gente dirisparmiare in stipendi dirigenziali. Viene più che dimezzato il costo complessivo degli emolumenti dei DG e delle altre figure di vertice. Meno scrivanie e accentramento dei servizi amministrativi, più soldi per macchinari e diagnosi. Con il nuovo provvedimento cresce l’informatica così si risparmia perché la maggiore efficienza dei servizi tecnico-amministrativi significa una gestione quanto più possibile informatizzata. Calano i tempi di ogni pratica amministrativa, si accelerano i pagamenti dei fornitori. Meno burocrazia realizza risparmi di tempo e denaro. Continua a leggere

Una pagliacciata da abolire: ecco cosa sono oggi le Nazioni Unite

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di Fulvio Scaglione

Una pagliacciata da abolire: ecco cosa sono oggi le Nazioni Unite

Fonte: linkiesta

La sai l’ultima sull’Onu Come nell’italica saga dei carabinieri, le Nazioni Unite offrono un campionario sempre più vasto di ragioni per sghignazzare, mentre dal rango di ente inutile stanno rapidamente passando a quello di ente ridicolo. L’ultima barzelletta l’ha prodotta l’Unesco (l’agenzia dell’Onu per la cultura, la storia e la scienza), approvando una risoluzione in cui il Monte del Tempio di Gerusalemme è indicato solo con il nome arabo (Al Haram al-Sharif; in ebraico Har aBayt) e in cui si nega di fatto qualunque connessione tra gli ebrei e il Monte stesso.
È un’idiozia storica e religiosa. Il tempio di Salomone fu costruito sul Monte nel decimo secolo avanti Cristo e da allora è il punto di riferimento per gli ebrei di tutto il mondo che, dopo le distruzioni portate dai Romani, venerano l’unica vestigia rimasta della costruzione originale: il Muro Occidentale.
Che sia un luogo sacro all’Islam perché, secondo la tradizione, Maometto venne assunto in cielo proprio dalla roccia situata sul Monte e oggi contenuto nella Cupola della Roccia (appunto) e sacro ai cristiani, perché su di esso si svolsero molti capitoli della predicazione di Gesù, non cambia le cose. Anzi, per l’Unesco le peggiora: perché assegnare all’Islam un monopolio che non può esistere?

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