La Le Pen “vuol negare il passaporto israeliano agli ebrei francesi”. Rabbia di Giuliano Ferrara

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di Maurizio Blondet

Ascolto una rassegna stampa mattutina, e  sento il ringhio, il rantolo rabbioso  fino al delirio di Giuliano Ferrara, fondatore de il Foglio, giornale neocon che voi contribuenti pagate:

“Il fiore antisemita di Le Pen si posa sull’Internazionale della demagogia  del cialtronismo” […]  in sintonia con il bellimbusto di Washington e il suo finanziatore spregiudicato di tutte le Russia”, questa “Jeanne d’Arc dei bassifondi vuole svendere [..]  il meglio dell’Europa dopo Auschwitz”. E via sbavando e  farneticando.

L’orrendo delitto, eccolo: “la candidata del Fn all’Eliseo vuol negare il passaporto israeliano agli ebrei francesi”  anzi, “anche la kippah”

Già, quasi dimenticavo: giovedì su France 2, ad  un dibattito elettorale, Marine, nell’esporre il  suo programma  al  cento  per cento sovranista (“Sapete bene che io voglio l’Europa delle nazioni in questa Europa delle nazioni penso che la Russia abbia il suo posto”)   ha detto che, se verrà eletta, chiederà agli ebrei di Francia con doppio  passaporto di scegliere.

“Israele  non è un paese europeo”, ha spiegato, “io sono contro la doppia nazionalità extra-europea”.

Orrore!  Lei vuole discriminare i  poveri ebrei!,   sono  sbottati i conduttori. Lei, tranquilla: “Non è agli ebrei , ma agli israeliani che chiedo di scegliere la  loro nazionalità”. Continua a leggere

BOLDRINI, ECCO LE “FAKE NEWS”. LE PUNISCA!

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di Maurizio Blondet

 

 

 

 

A  CORREDO DI UN ARTICOLO sul rapporto di Amnesty International   (falso, perché senza fonti) sui “crimini contro l’umanità” commessi in una prigione siriana, Repubblica usa una delle foto simbolo dell’eroismo dei soldati di Bashar al Assad: l’esecuzione sommaria di un gruppo di loro da parte delle m. jihadiste.

(Da l’Antidiplomatico)

 

 

Fonte: http://www.maurizioblondet.it/boldrini-le-fake-news-le-punisca/ Continua a leggere

“Donald” sta per finire come Virginia Raggi?

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di Maurizio Blondet

Il generale Flynn, consigliere di sicurezza nazionale, s’è dovuto dimettere: per una telefonata che ha fatto all’ambasciatore russo a Washington,  troppo amichevole.  Scoperta dai media, la telefonata ,  Flynn ha cercato dapprima di negarla, per poi cedere, e dare le dimissioni. Ma già da giorni il Dipartimento della Giustizia aveva avvertito Trump che Flynn era esposto a “potenziali ricatti di Mosca”. E la Cia  aveva negato ai collaboratori del generale la “clearance”, l’accesso ai segreti di Stato. Ora la Cia ha avuto una vittoria  contro  una presidenza a cui ha giurato guerra aperta e occulta con tutti i mezzi.

Non ci voglio  spendere troppe energie  (l’amico Copertino ha in canna un articolo sui  limiti culturali di Steve Bannon, chief strategist ossia  braccio destro strategico   di Trump) , magari solo  rilevare  l’ingenuità e poca intelligenza di un generale Flynn che è stato per  anni capo dell’intelligence militare, DIA.  Con lui, Trump perde  uno dei pochi, nella sua Amministrazione,  che conoscevano almeno la “macchina”  burocratico militare. Una grave perdita in uno “staff” presidenziale ancora incompleto , in cui   sono influenti i presuntuosi familiari ignari di tutto, come il genero Jared.

Non dico niente di originale  – certo ci avete   pensato  anche voi –  se mostro  le  analogia con il caso Raggi, la sindaca di Roma   con cui il 5 Stelle è stato chiamato a rivoluzionare una gestione incrostata di puri e semplici delinquenti. Anzitutto, la valorosa magistratura (su suggerimento PD)  ha aperto un fascicolo su Paola Muraro, che la Raggi aveva nominato assessore all’Ambiente.  La Muraro era la conoscitrice della “macchina” e, da quel che si capisce, l’asso nella manica per i progetti di cambiamento radicale che la  neo-sindaca aveva promesso. Come Flynn, la Muraro ha dapprima cercato di negare, poi ha dovuto dimettersi – su furiosa reazione della “rete”, la presunta democrazia  della pancia giustizialista e  idiota di cui vive (e muore) la Casaleggio Associati.

Sobrie immagini dei media

Subito vista la capacità di spaccare il movimento,  tutt’altro che solido, sono seguite le inchieste su Raffaele  Marra e il fratello, interrogatori di 9 ore (che manco Totò Riina), carcerazioni preventive a Regina Caeli  per 50 giorni,  media che spifferavano “ “è  l’amante di Virginia”,  la “patata bollente”  eccetera.  Infine, l’assessore all’urbanistica  Berdini –    un altro tecnico competente – che spiffera a La Stampa.  Lo staff, incompleto, decimato ogni giorno.   Non  un solo giorno  Virginia Raggi ha potuto governare, né bene né male.

Da giorni vediamo come Trump si sia incartato in un conflitto non necessario contro la  potente magistratura, per un bando  d’entrata da sette paesi islamici da cui verrebbero “terroristi”,  e che sono per caso i paesi islamici che gli Usa hanno destabilizzato – mentre il terrorismo viene nutrito dall’Arabia Saudita, con cui Trump mantiene buonissimi rapporti; anzi, a cui beneficio promette di aggravare le sanzioni all’Iran, bollato come “centrale del terrorismo islamico”  dallo stesso Flynn.  Ma c’è di peggio:  quando Trump ha telefonato a Putin   e si è messo a discutere il piano Start,   quello che gestisce la riduzione reciproca e controllata delle testate nucleari, Vladimir Vladimirovic s’è reso conto che   degli accordi Start, Donald non conosceva praticamente nulla. Aveva orecchiato qualcosa e faceva la voce grossa su una pretesa a-simmetria del disarmo, che invece non c’è. Continua a leggere

Fa’afafine, dallo spettacolo si ritirano le classi prenotate. E un insegnate del Rosmini scrive ai genitori: “A scuola rischio omosessualismo”

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Per Ugo Rossi tutto sotto controllo. “Ma sono temi delicati, sullo spettacolo sarebbe stato giusto dare informazioni aggiuntive”. E sull’insegnante: “Un po’ sopra le righe”

Di Donatello Baldo 

TRENTO. Lo spettacolo Fa’afafine che parla di un bambino che non si sente né maschietto né femminuccia dev’essere boicottato, le classi di studenti invitate al Santa Chiara per la messa in scena devono disertare. E a scuola l’educazione sessuale non si faccia, “perché è un pericolo, può portare frutti amari: la pornografia, la pedofilia, l’ideologia omosessualista, l’ipersessualizzazione dell’infanzia e dell’intera società”.

Queste non sono anatemi inascoltati lanciati da un prete tradizionalista, non sono sermoni incandescenti di qualche mullah che predica in moschea. Questa è la realtà. Siamo a Trento, anno 2017. E succede veramente, ma per Ugo Rossi, governatore e assessore all’Istruzione, va tutto bene: “Tutto sotto controllo”.

Ricapitolando: un consigliere provinciale – Rodolfo Borga, quello che ha impedito l’approvazione del ddl contro l’omofobia, e ora affosserà il ddl sulla doppia preferenza di genere – è riuscito nel suo intento: su quattro classi prenotate per lo spettacolo accusato di voler propagandare il “gender”, tre si sono ritirate. Ne rimane una. Ha vinto la paura.

Il direttore del Santa Chiara non vuole commentare, “non vuole accendere i riflettori”, sembra sia convinto nel voler mantenere in cartellone lo spettacolo, sembra intenzionato a non mollare. Ma le scuole fanno uin passo indietro, se non ci sarà nessuno sarà una sconfitta: una sala deserta è per forza un fallimento.

Borga manda gongolante un comunicato stampa dal titolo: “Fa’afafine: esito positivo dell’impegno di Civica trentina”, il suo partito. “Ora pare che le adesioni allo spettacolo teatrale abbiano subito una battuta d’arresto. Per parte nostra, non possiamo che prendere atto con soddisfazione dell’esito del nostro impegno”.

Ma, come dicevamo, succede anche dell’altro. Succede che al liceo Rosminiun’insegnante scriva una lettera ai genitori delle sue classi per metterli in allarme, per dire loro che nei prossimi giorni partiranno i corsi sulla sessualità e l’affettività, corsi nefasti, pericolosi, che possono far male ai loro figli. Motivo? Questi corsi insegnano “la disgiunzione tra la componente unitiva e la componente procreativa dell’atto sessuale”.

La dirigente, la professoressa Matilde Carollo, minimizza: “Quella della docente è una posizione personale. Non ortodossa, non in linea con l’idea di scuoladel liceo Rosmini”. Ma nessuna contromisura, nemmeno una lettera ai genitori che smentisca quella inviata dall’insegnante che di sesso e affettività non vuol parlare. Una tiratina d’orecchi? Non si sa. Sembra che la strategia sia quella “di non accendere i riflettori”, di non ingigantire un caso isolato.

“Questi corsi ci sono da anni – spiega la dirigente – sono tenuti da professionisti, da uno psicologo e una ginecologa, insegniamo il rispetto per sé e per gli altri”. Ma questa docente parla di rischio omosessualismo addirittura, questa insegna ai ragazzini. Tutto a posto? “E’ un caso isolato – ribadisce – è una precaria”. Alza gli occhi al cielo, allarga le braccia.

E Rossi cosa dice? “Sullo spettacolo nessun commento. In autonomia le classi si sono prenotate e in autonomia hanno disdettato. Ha forse vinto la paura?“Hanno cambiato idea, è una libera scelta”. Ha vinto Borga? “Ma no, però su questo spettacolo era giusto dare delle informazioni aggiuntive, proprio per dimostrare che non ci sono secondi fini”. Secondi fini? “Sono temi delicati, è importante inserirli dentro un solco che dia sicurezza dal punto di vista pedagogico”. Ma lo spettacolo… “Sullo spettacolo no, nessun commento”.

E sull’insegnante, presidente? “Ho sentito la dirigente, i corsi avvengono nei criteri di educazione consolidati”. Non le volevo chiedere della validità dei corsi: “Sull’insegnante? Diciamo che ha agito un po’ sopra le righe”.

Tutto qua. Tutto sotto controllo.

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Il patto segreto tra la Spagna e l’America di Donald Trump

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IL PATTO TRA WASCHINGTON E MADRID

Mentre tutti i governi occidentali si sono affrettati da subito ad appoggiare in modo più o meno evidente Hillary Clinton durante la campagna elettorale, e a fare una maldestra marcia indietro dopo la vittoria di Donald Trump, c’è un governo, in Europa, che ha da subito espresso appoggio al neo-presidente americano: è il governo spagnolo a guida di Mariano Rajoy.

Il leader del Partido Popular, uscito malconcio da un anno di elezioni che hanno consegnato alla Spagna un governo di “larghe intese” con l’appoggio esterno delle opposizioni, non ha mai nascosto la sua capacità di poter dialogare con il tycoon e non ha mai nascosto il suo intento di rendere ancora più salda l’alleanza che lega Madrid a Washington.

Non è un patto ideologico, non sarà un’alleanza culturale, quella che lega il timido Rajoy con l’esuberante presidente degli Stati Uniti, ma un matrimonio di convenienza, che sembra tuttavia nascere con i migliori auspici. Nell’ultima telefonata che è intercorsa fra i due leader, a parte i convenevoli diplomatici del caso, le parole pronunciate da parte di Madrid sono state franche, e sono state molto chiare, sintetizzabili nel seguente modo: la Spagna di Mariano Rajoy vuole essere l’interlocutore privilegiato della Casa Bianca nell’Unione Europea e verso i Paesi dell’America Latina. Continua a leggere

Ucraina: una guerra per procura

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Afghanistan
LIBRO € 14,50
Editore: Arianna Editrice
Collana: Un’Altra Storia
pagine: 336
Brossura – cm 15×21
Giacomo Gabellini
Ucraina – LIBRO
Una guerra per procura.

Questo volume indaga con dovizia di particolari le ragioni che stanno alla base della cronica instabilità ucraina ed evidenzia come le contraddizioni interne al più esteso Paese europeo vengano regolarmente sfruttate dalle maggiori potenze mondiali a proprio esclusivo vantaggio.

Emerge uno scenario molto distante dalle raffigurazioni preconfezionate, che mette in luce gli aspetti determinanti del problema e l’entità della posta in gioco.

 

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L’oscuro passato di Rebbekah Dorothea Kasner alias ‘”Angela Merkel”

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Angela_Merkel_1992-984x1024Segnalazione di Raimondo Gatto

di Thierry Meyssan

La foto della giovane “Merkel” (Rebbekah Dorothea Kasner) in uniforme DDR. Il sito della Bild pubblica una foto del 1972 in cui l’attuale “cancelliera tedesca” indossa un’uniforme da giovane volontaria civile della DDR. La Kasner lavorò non ufficialmente per la “STASI” il sevizio segreto della DDR. Il suo nome in codice “IM Erika”, IM: Inoffizieller Mitarbeiter, impiegata non ufficialmente.

Diventa molto più semplice conoscendo meglio la “Cancelliera” comprendere la posizione tedesca e le sue politiche di dominio ovviamente sostenute da altri poteri, leggendo gli atri allegati È Angela Merkel un Asset della CIA ?, Il lato sionista di Rebbekah Dorothea Kasner alias ‘”Angela Merkel” risulterà ancor più semplice illuminarci. Arturo Navone

Rebbekah Dorothea Kasner maschera le sue agende ideologiche e pratiche indossando il cognome di un suo primo marito Ulrich Merkel “che attraversò la sua vita come una meteora e per il quale”, per sua stessa ammissione, “non ha mai provato un granché”.

Rebbekah Dorothea con i suoi genitoriRebbekah Dorothea Kasner è la figlia di Hort Kasner morto nel 2011 a Berlino un pastore giudaico protestante a Templin e la madre polacca Herlind Jentzschr, un’insegnante di latino e inglese ad Amburgo. Si è interessata alla politica mentre studiava fisica presso l’Università di Lipsia e fu iscritta nel FDJ (Libera Gioventù tedesca), l’unico partito della DDR, per il quale lavorò nel campo della propaganda.
In seguito alla caduta del muro di Berlino, nell’anno cruciale del 1989, dopo aver aderito al Partito Socialdemocratico che nella metà di dicembre 1989 aveva mutato nome in Ritorno democratico (DA), la Kasner decise rapidamente di creare insieme alla CDU l'”Alleanza per la Germania”sottoponendosi alle prime elezioni “libere” e infine giungendo alla Camera Popolare dei GDR. Ecco come la Kasner poté ascendere con i nomi più importanti come Bärbel Bohley, Günther Krause, Rainer Ortleb, Markus Meckel Eppelmann o Reiner. Iniziando la sua carriera vertiginosa al potere. L’ultimo primo ministro della Repubblica democratica tedesca, Lothar de Maizière che la nomina Membro della RFA nel 1990. Continua a leggere

Roma, cinque stelle e le grandi manovre politiche liberaldemocratiche

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di Eugenio Orso

Roma, cinque stelle e le grandi manovre politiche liberaldemocratiche

Fonte: Pauperclass

Mi è capitato di leggere, ultimamente, due interessanti articoli sulla vicenda romana, sul cinque stelle e, più in generale, sul destino politico dell’Italia.

Il primo è “La Raggi è ai titoli di coda. Casaleggio l’avrebbe cacciata. Parola dell’ex ideologo dei 5 stelle Paolo Becchi” (intervista di Giorgio Velardi per La Notizia), pubblicato da Controinformazione e tratto dal blog di Paolo Becchi stesso:

http://www.controinformazione.info/la-raggi-e-ai-titoli-di-coda-casaleggio-lavrebbe-cacciata-parola-dellex-ideologo-dei-5-stelle-paolo-becchi/

Il secondo è “L’Italexit, il gattopardo e i sovranisti con il cerino in mano”, di Rosanna Spadini e Valdo, scritto per Come Don Chisciotte e ivi pubblicato:

http://comedonchisciotte.org/litalexit-il-gattopardo-e-i-sovranisti-con-il-cerino-in-mano/

Il primo articolo, come suggerisce il titolo, è più centrato sulla vicenda romana e sui guai che sta passando la Raggi, in odor di uscita di scena, almeno secondo il professor Becchi. L’altro post va oltre il caso, investendo tematiche che riguardano il piddì, l’eurismo e il sovranismo, ed è più favorevole ai grillini, suggerendo di sostenerli o almeno di non avversarli apertamente (in aderenza alla “linea politica” adottata da CDC negli ultimi tempi). Inutile dire che consiglio la lettura di ambedue gli articoli citati. Continua a leggere

GIUSTO PER RICORDARE A “CHI” OBBEDISCONO I MAINSTREAM MEDIA

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ernest_jouindi Maurizio Blondet

Chi governa, restando, dietro le quinte?

Rimettiamoci con Pierre Virion – una delle massime autorità cattoliche nel campo del mondialismo 2 – a uno dei più autorevoli e preparati studiosi del fenomeno massonico, a Mons. Ernest Jouin (1844-1932), con cui il Virion collaborò per anni alla redazione della celebre e documentatissima Revue Internationale des Sociétés Secrètes, fondata a Parigi nel 1912: «Io non ammetto da parte mia l’azione diretta del demonio nel governo massonico: ma comprendo che lo studio delle iniziazioni inclini lo spirito verso questa soluzione mistica, alla quale le gesta della Massoneria moderna recano un’apparente conferma. lo oppongo semplicemente a questa soluzione l’ordine provvidenziale in base al quale tutto a questo mondo è di competenza di un potere umano: e, come Cristo, capo invisibile della Chiesa cattolica, è rappresentato visibilmente quaggiù dal Papa. Parimenti, ritengo che Satana, capo invisibile dell’armata del male, non comandi ai suoi soldati che attraverso uomini, suoi accoliti, sue anime dannate, sempre liberi nel frattempo di sottrarsi ai suoi ordini e alle sue ispirazioni. Quanto a questo potere, più o meno occulto, della Massoneria e delle Società Segrete che perseguono lo stesso scopo, esso esiste per la semplice ragione che non si dà un corpo senza testa, società senza governo, esercito senza generale, popolo senza pubblico potere. L’assioma romano “tolle unum est turba: adde unum est populus”, ha qui la sua piena giustificazione: senza potere direzionale, la Massoneria sarebbe una massa più o meno smarrita in qualche idea sovversiva, ma che si decomporrebbe da sé in luogo di essere la dominatrice del mondo» 3. La citazione, pur rispondendo a criteri di buona logica, potrebbe tutta via apparire a qualcuno piuttosto di parte: ecco allora le voci di altri autorevoli protagonisti, non certo sospetti di antimassonismo: Continua a leggere

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