UNAR: firma la petizione #chiudeteUNAR di ProVita!

Firma la petizione #chiudeteUNAR per chiedere l’immediata chiusura dell’UNAR alla Presidenza del Consiglio e al Presidente della Repubblica.
L’UNAR (Ufficio Nazionale Anti-discriminazioni Razziali) si è infine mostrato per quello che è: un ufficio del Governo non soltanto inutile e pericoloso ma che sperpera soldi pubblici, destinandoli ad associazioni LGBT che promuovono orge gay e servizi sessuali gay a pagamento.
L’UNAR, che dovrebbe occuparsi solo di discriminazioni razziali e basate sull’origine etnica, ha da tempo violato i limiti delle sue competenze occupandosi di tematiche LGBT e promuovendo la teoria del gender nelle scuole. La sua famosa “strategia nazionale” diretta anche alle scuole, escludeva le associazioni di famiglie e genitori e includeva soltanto 29 associazioni LGBT. Ha anche preteso di censurare e plasmare il linguaggio dei giornalisti conformandolo ai dettami LGBT.
Caso Unar, si dimette direttore Francesco Spano. La mobilitazione di ProVita
La bufera scatenata dopo il servizio delle Iene, secondo cui l’Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali della Presidenza del Consiglio dei Ministri avrebbe finanziato un’associazione dietro la quale sarebbe occultato il business del sesso a pagamento
ROMA – Il direttore dell’Unar, Francesco Spano, si è dimesso dal suo incarico. Spano, 39 anni, avvocato, è stato convocato nel pomeriggio a Palazzo Chigi dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Maria Elena Boschi, dopo un servizio de Le iene che ha denunciato un uso improprio dei fondi di palazzo Chigi: nel servizio si accusa l’Unar di aver finanziato un’associazione di persone omosessuali a cui fanno capo circoli nei quali si praticherebbe prostituzione maschile, e il direttore dell’Ufficio di essere socio di questa stessa associazione e dunque, secondo le accuse, in palese conflitto di interesse.
“Le dimissioni – si apprende da una nota – vogliono essere un segno di rispetto al ruolo e al lavoro che ha svolto e continua a svolgere l’Unar, istituito con il decreto legislativo 9 luglio 2003, n. 215, in recepimento alla direttiva comunitaria n. 2000/43 CE contro ogni forma di discriminazione… La Presidenza del Consiglio, per quanto non si ravvisino violazioni della procedura prevista e d’accordo con il dott. Spano, disporrà la sospensione in autotutela del Bando di assegnazione oggetto dell’inchiesta giornalistica, per effettuare le ulteriori opportune verifiche. I relativi fondi, comunque, non sono stati ancora erogati”. Continua a leggere
Ungheria: sindaco bandisce moschee e gay
Il profilo del sindaco che molti vorrebbero:
Primo cittadino paesino: ‘Siamo bianchi, europei e cristiani’
BUDAPEST – Il sindaco di un piccolo comune ungherese al confine con la Serbia, Asotthalom, con un’ordinanza ha bandito il velo islamico, la costruzione di moschee e i gay. Laszlo Toroczkai, il primo cittadino del centro di 1.800 anime, è un noto estremista e fa parte della direzione nazionale del partito ultranazionalista Jobbik. “Qui siamo tutti bianchi, europei e cristiani, non vogliamo immigrati e omosessuali” …CONTINUA SU
http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/europa/2017/02/17/ungheria-sindaco-bandisce-moschee-e-gay_3db0f93d-3650-4df0-94f8-e6293cc583a0.html Continua a leggere
PD: RITRATTO DI OLIGARCHIA CORROTTA DAI MILIARDI. PUBBLICI.
di Matteo Castagna
La schiacciante vittoria del NO al referendum costituzionale del 4 dicembre 2016 ha prodotto alcune conseguenze politiche, in gran parte prevedibili e previste, almeno dagli “addetti ai lavori”. Tra queste: le dimissioni di Renzi con l’indebolimento evidente del “renzismo”, il governicchio di transizione, la frantumazione del litigioso Pd, la nascita di chances favorevoli per una riorganizzazione del centrodestra ed ancor più favorevoli per la nascita di un nuovo grande movimento nazionale identitario e la possibilità di elezioni anticipate, impensabili nel corso dell’autoritario periodo renzista…Ma, poiché queste ultime due chances non vengono colte, almeno per ora, Blondet compe questa ottima analisi, soprattutto nel finale. Chissà se a “destra” si muoverà qualcosa di serio, nuovo, pragmatico, realista…
A lato la vignetta del sito di Blondet: “dopo la Direzione del PD”
C’è chi non ha capito in cosa consista la differenza tra Renziani e anti-renziani. Sono due progetti per la nazione alternativi, quelli su cui si sono scontrati? Su cosa litigano? Si scindono o no?
I loro motivi possono essere sunteggiati così. Renzi e i renziani: “Se quelli si scindono, meglio; così’ avremo più poltrone da assegnare ai nostri”. La “sinistra” in dubbio se scindersi o no, lo è per gli stessi motivi. C’è chi dice: restiamo dentro, almeno occupano le poltrone, e c’è chi invece dice: io di sicuro non verrò ricandidato, quindi ho più possibilità se mi metto con Boldrini e Pisapia.
Sono i pensieri di una oligarchia plutocratica, inamovibile, di “ricchi di Stato”, abituata a saccheggiare impunemente. Della popolazione italiana se ne infischia, della tragedia sociale che si aggrava se ne frega , perché, loro, prendono 15 mila euro al mese – come minimo. Continua a leggere
Un inferno chiamato droga!
Segnalazione di Interris, quotidiano internazionale on-line
Cannabis, cocaina, stimolanti e allucinogeni. Questa la classifica delle preferenze, in fatto di droghe, degli studenti italiani, riportata nella “Relazione sullo stato delle tossicodipendenze in Italia“, relativa al 2015 e al primo semestre del 2016, depositata lo scorso dicembre in Parlamento ma pubblicata solo a gennaio 2017. Il tutto mentre alle Camere è fermo il ddl sulla legalizzazione delle cosiddette “droghe leggere”, di cui, complice la tragedia di Lavagna, si è tornato a parlare negli ultimi giorni.
I dati
Il quadro è preoccupante: il 34% degli scolari tra i 15 e i 19 anni ha ammesso di aver consumato stupefacenti almeno una volta nella vita e il 27% ha detto di averlo fatto nell’anno antecedente allo svolgimento della rilevazione. L’85% è monoconsumatore (cioè ha fatto uso di un solo psicoattivo), mentre il 15% è policonsumatore, vale a dire che ha assunto almeno due sostanze diverse. Continua a leggere
Sessualità a scuola, bufera sui libri proibiti
Segnalazione di Interris, quotidiano internazionale on-line
di Marco Managò
In Sardegna è scoppiata una feroce polemica a causa di un professore di religione delle scuole medie che ha chiesto di acquistare due libri (“Ho 12 anni faccio la cubista mi chiamano principessa” e “Facciamolo a skuola”) che sono stati giudicati troppo “spinti” dai genitori degli alunni.
Una comunità spaccata
La polemica ha diviso in due la comunità locale e i genitori degli stessi studenti. Come avviene spesso in questi casi, i giudizi non sono stati concordi e, a fronte di chi ha boicottato l’acquisto, c’è chi lo ha accolto come una manna dal cielo, come una sana iniezione di cultura e di emancipazione per i propri pargoli. La vicenda ricorda un po’ le note e colorite storie di Don Camillo e Peppone.
Il parere del Vescovo (conciliare, N.d.R.)
UNAR: dopo i libretti gender, orge e sesso LGBTQIA(…)?
di Notizie ProVita
Le Iene hanno mandato in onda ieri sera un servizio che contiene accuse pesanti: l’UNAR, che è un ente del Governo italiano, finanzia con i nostri soldi un’associazione LGBTQIA(…) che, dietro la facciata della sauna e del centro massaggi, organizza orge e sesso a pagamento: prostituzione. Anche prostituzione minorile.
Secondo Le Iene, l’UNAR – l’Ufficio Nazionale anti-discriminazioni razziali del Dipartimento Pari opportunità della Presidenza del Consiglio – le avrebbe dato 55mila euro.
La notizia è stata riportata da diverse testate come il Giornale, Libero, Il Resto del Carlino.
La bufera ha investito Francesco Spano (nella foto), direttore dell’UNAR. Che conclude l’intervista delle Iene, in cui dice che non ne sapeva niente (i bandi le associazioni li vincono in base ai documenti cartacei che presentano): «Chiederò se c’è una difformità rispetto a quello che è dichiarato nello statuto e quella che è la loro attività svolta. Nel caso, annulleremo questa assegnazione». Continua a leggere
Rito Massonico nella Chiesa-Madre, il giorno in cui l’Inghilterra si consacra alla Vergine di Fatima
di Maurizio Blondet
Un rito massonico nella cattedrale anglicana di Canterbury è stato permesso dall’arcivescovo anglicano Justin Welby, nello stesso giorno in cui, nella cattedrale cattolica di Westminster, l’arcivescovo Nichols riconsacrava l’Inghilterra e il Galles al cuore Immacolato di Maria, nel centenario della apparizioni di Fatima (17 febbraio 1917. La liturgia è avvenuta davanti ad una statua della Vergine di Fatima, che è stata incoronata durante la cerimonia, alla presenza di quattromila fedeli commossi.

La coincidenza non è sicuramente casuale. I massoni hanno chiesto ed ottenuto la cattedrale di Canterbury per il trecentesimo anniversario della Gran Loggia di Londra, dietro pagamento di 300 mila sterline, donazione che l’arcivescovo ha accettato, dice, perché la chiesa ha bisogno di riparazioni. Canterbury, oggi chiesa primaziale anglicana, è stata la chiesa madre d’Inghilterra dal tempo della prima evangelizzazione dei sassoni – 597 dopo Cristo, quando vi giunse il missionario monaco Agostino inviato da Gregorio Magno, fino al 1558, data della morte dell’ultimo metropolita cattolico. L’attuale edificio, in grandioso stile gotico-romanico, che risale a poco dopo il 1170 , resta uno dei grandi monumenti del Cristianesimo, anche perché vi è sepolto san Thomas Becket, ucciso all’altare della stessa cattedrale mentre diceva Messa il 29 dicembre 1170, da quattro gentiluomini che si ritenne mandati da re Enrico II.
Inchiesta choc de Le Iene: “Palazzo Chigi finanzia prostituzione gay”
Petizione: “Dimissioni immediate del direttore UNAR Francesco Spano” indirizzata a Paolo Gentiloni – Presidente del Consiglio dei Ministri
Ecco il link per firmare: http://citizengo.org/it/pc/41294-dimissioni-immediate-del-direttore-unar-francesco-spano?tc=ty&tcid=32715988
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Clicca subito qui: http://citizengo.org/it/pc/41294-dimissioni-immediate-del-direttore-unar-francesco-spano?m=5
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Le Iene svelano il finanziamento di Palazzo Chigi soldi ad una associazione gay nei cui circoli si consumerebbero rapporti sessali a pagamento. Il direttore dell’Unar: “Verificheremo”
di Claudio Cartaldo
Associazioni gay, Unar, Palazzo Chigi, finanziamenti e migliaia di euro. Sono questi i protagonisti dell’inchiesta che andrà in onda stasera su Italia 1 a “Le Iene”.




