Cosa c’è che non va nel globalismo?

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Risultati immagini per no al globalismodi Tyler Durden

Fonte: oltrelalinea

In base a quello che sino ad ora ho capito, il globalismo è uno schema elaborato dalle elites per distruggere la classe operaia e quella media attraverso la finanza globale imperialista. Ho anche il sospetto che il globalismo sia una trama ordita per eliminare le culture nazionali e le vere differenze umane sotto le ingannevoli spoglie del «multiculturalismo» e della «diversità».E’ per questa ragione che mi confondo ogni volta mi capiti di sentire una persona dire di odiare «i ricchi», di essere opposta «all’imperialismo» e di supportare «la classe operaia», pur sostenendo incondizionatamente allo stesso tempo le frontiere aperte ed un governo globale.

Come il sogno irrealizzabile del Marxismo (un’inevitabile ed irreversibile dittatura del proletariato), la seduzione più pericolosa del globalismo consiste nell’idea della sua assoluta necessità storica. La tecnologia ci ha resi un pianeta sempre più interconnesso, per cui (così dicono) l’unica vera soluzione realmente logica e morale dovrebbe essere l’istituzione su scala globale di un’autorità governativa benevola, dotata dell’autorità di tassare, imprigionare, torturare ed abusare. Continua a leggere

L’Islam la prima religione nel 2070. In 40 anni una crescita del 73%

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Risultati immagini per islamSegnalazione di Raimondo Gatto

Grazie al maggior tasso di fertilità i musulmani sorpasseranno i cristiani negli anni a venire. Calano atei e agnostici. Ungheria, Italia, Polonia e Grecia tra i Paesi più islamofobi

L’Islam diventerà la più seguita religione al mondo entro il 2070 secondo uno studio dell’americano Pew Reaserch Center. La crescita dei fedeli sarà così alta da superare quella della popolazione globale che è prevista dello 37% entro il 2050. Gli studiosi calcolano che tra il 2010 e il 2050 i musulmani cresceranno del 73% contro il 35% dei cristiani. In calo agnostici e atei.
Nel 2010 i musulmani nel mondo erano 16 miliardi mentre i cristiani contavano tra le loro fila 2,17 miliardi di persone. Ma la situazione cambierà già nel 2050 quando i fedeli delle due religioni saranno quasi alla pari: 2,75 miliardi i musulmani (30% della popolazione mondiale) e 2,92 miliardi i cristiani (31% della popolazione mondiale). Se la crescita continuerà di questo passo, dicono i ricercatori del Pew, l’Islam sarà maggioritario nel 2070.
L’Islam la prima religione nel 2070. In 40 anni una crescita del 73% Grazie al maggior tasso di fertilità i musulmani sorpasseranno i cristiani negli anni a venire. Calano atei e agnostici. Ungheria, Italia, Polonia e Grecia tra i Paesi più islamici.

Fonte: Il Giornale. it del 2 marzo Continua a leggere

Legambiente Lombardia: «Atv Verona a Milano, tagli a servizi»

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di www.vvox.it 

balotta

«È paradossale che mentre la Regione Lombardia, proprietaria di Ferrovie Nord Milano, annuncia tagli per 23 milioni di euro al trasporto locale per il 2017, la stessa FNM sborsi 21 milioni per l’acquisto del 50% di ATV, l’Azienda di trasporti di Verona». Ad affermarlo è Dario Balotta, responsabile trasporti Legambiente Lombardia, secondo il quale «così mentre cittadini lombardi vedranno un ulteriore taglio dei servizi autobus nelle periferie, serali e festivi, Regione Lombardia di fatto “regala” 21 milioni alla provincia di Verona della quale rileverà le quote. Quote peraltro messe sul mercato a 11 milioni di euro e comprate inspiegabilmente da FNM a quasi il doppio, 21 milioni di euro».

«Questo acquisto – prosegue Balotta – non risponde ad alcuna logica industriale, ma serve solo a peggiorare le condizioni di trasporto dei cittadini lombardi e ad aumentare l’influenza politica di FNM nel “Lombardo Veneto” per scimmiottare l’espansione monopolista delle FS sul territorio nazionale. Anziché puntare sull’efficienza nel proprio mercato di riferimento (quello lombardo), FNM punta ad acquisizioni che fino ad ora hanno dimostrato come col crescere delle dimensioni aziendali, vedi fusione FNM-FS che ha dato vita a Trenord, crescano solo i costi di gestione, generando diseconomie di scala piuttosto che ad economie di scala».

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Il populismo logora chi non è popolare

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Il populismo logora chi non è popolaredi Gennaro Sangiuliano

Fonte: Tempi

Nel delineare le ragioni del nichilismo europeo Martin Heidegger fa ricorso a due giganti russi, in particolare riprende il discorso di Dostoevskij su Pusˇkin del 1880, laddove lo scrittore cita il poeta nell’analisi del rapporto fra élite oligarchica e popolo. Pusˇkin identifica quello che chiama ceto dell’intelligencija, che «crede di stare di gran lunga al di sopra del popolo», responsabile di aver alimentato una «società sradicata, senza terreno», e ne censura il comportamento «svincolato dalla terra del nostro popolo». Leggendo quel testo Dostoevskij appare come un simpatizzante del populismo, che infatti è un movimento che si palesa per la prima volta in Russia nella seconda metà del XIX secolo (narodnicˇestvo).

Oggi populismo è una parola “malfamata” che sui giornali e nel lessico politico sta diventando un’etichetta dietro la quale vengono connotati fenomeni politici molto diversi fra loro. La crisi economica dell’Occidente, la perdita di quelle certezze che hanno accompagnato oltre mezzo secolo di benessere economico e sociale, hanno fatto di nuovo del populismo un protagonista, un attore in campo della politica europea, e non solo se pensiamo al fenomeno Trump. Un fantasma che riappare come la risposta, piaccia o no, alle angosce della globalizzazione. Continua a leggere

Non vogliono evitare bufale, vogliono il controllo del dissenso

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bavagliodi Giovanni Ziccardi – Eleonora Bianchini –

Fonte: Il Fatto Quotidiano, 26/02/2017

Il professore di Informatica giuridica all’Università degli Studi di Milano commenta il disegno di legge presentato al Senato. Un “testo confuso che non stabilisce neanche con quali criteri definire una falsa notizia”

Un testo confuso, che punta ad attaccare il libero dissenso in rete e confonde fake news e pedopornografia. In più, Internet non è il far west, ma un luogo già “iper regolamentato” dove non deve essere un legislatore o un provider “sceriffo” a censurare le informazioni. Giovanni Ziccardi, professore di Informatica giuridica all’Università degli Studi di Milano, commenta il ddl contro le fake news presentato nei giorni scorsi al Senato (qui il testo). Una proposta “liberticida” che vuole imporre nuove regole a siti e forum, applicando anche l’aggravante della diffusione a mezzo stampa.
Da esperto di diritto delle nuove tecnologie, cosa pensa del ddl?Credo sia inopportuno, pericoloso e censorio. Nasconde le sue reali intenzioni di controllo del dissenso. Lo trovo soprattutto impreciso, sia dal punto di vista tecnico che giuridico. Punta a soffocare il dibattito in rete caricando di responsabilità, burocrazia e sanzioni gli utenti e i provider. Dall’altra parte “salva”, per molti versi, i due principali vettori di odio, notizie false e disinformazione di oggi, cioè molti grandi media e politici. Ed equipara fenomeni eterogenei tra loro che richiedono, invece, regolamentazioni specifiche. Infatti nella relazione introduttiva si fa riferimento a “fake news”, a espressioni che istigano all’odio e alla pedopornografia. Tre universi molto diversi tra loro.

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Distruggete i populisti e salvate la globalizzazione!

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schulz-merkel-ape10di Marcello Foa

Fonte: Marcello Foa

Alcuni articoli sono rivelatori. Uno di questi lo ha pubblicato La Stampa, lo scorso 15 febbraio, a firma di Charles A. Kupchan. E voi direte: chi è? Semplice: è uno dei principali pensatori dell’establishment americano. Docente di affari internazionali alla Georgetown University e membro del Council on Foreign Relations, dal 2014 al 2017 è stato assistente speciale per la Sicurezza nazionale del presidente Barack Obama. Tanto per intenderci.

Uno dei pochi ad aver colto l’importanza di questo articolo è stato il sito di analisi Piccole Note, secondo cui ci troviamo di fronte a un Manifesto della Controrivoluzione globale.

Kupchan, da intellettuale di rango, analizza il successo della Brexit e di Trump, a mio giudizio correttamente.

In lotta per guadagnare un salario di sussistenza, a disagio con la diversità sociale alimentata dall’immigrazione, e preoccupati per il terrorismo, un numero considerevole di elettori delle democrazie occidentali ha la sensazione di aver tutto da perdere dalla globalizzazione – e vuole abbandonarla. Giusto. La legittima rabbia di questi elettori rende chiaro che i nostri sistemi politici post-industriali non hanno fatto abbastanza per gestire la globalizzazione e garantire che i suoi benefici fossero condivisi più ampiamente nelle nostre società. Qualunque cosa si pensi di Donald Trump, la sua ascesa rivela che c’è un disperato bisogno di riformulare il patto sociale che sostiene il centrismo democratico e il sostegno popolare a un ordine liberale internazionale.

Il punto, secondo Kupchan, è che Trump e i populisti non sono in grado di rispondere a tale necessità. E dunque occorre porre rimedio alla loro vacuità programmatica onde scongiurare il rischio che la Pax Americana e la Pax Britannica, che hanno fornito le basi dell’attuale mondo globalizzato, naufraghino definitivamente. Già, ma come? Continua a leggere

“TI SPOSO, TI MOLLO E CI GUADAGNO”

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Segnalazione di Interris, quotidiano internazionale on-line

sposo

di Marzia Chiocchi

Quando il 12/13 maggio 1974 gli italiani vennero chiamati alle urne per decidere se abrogare o no la legge Baslini/Fortuna, meglio conosciuta come legge sul divorzio, il quadro sociale, politico ed economico dell’Italia, era cambiato.

Gli anni della contestazione, culminata nel 1968, stavano lasciando segnali profondi, in un paese che, dal boom economico di fine anni 50 inizi 60, si sentiva vivo, proficuo, pieno di energie. Il Paese viveva in uno stato di grazia che nessuno avrebbe mai pensato potesse finire. In questo contesto, che vedeva il lento ma progressivo aumento dell’alfabetizzazione, vedeva materializzarsi una consapevolezza individuale sempre più crescente, la conquista di una nuova libertà, stava portando, sopratutto la donna, a vivere in una dimensione sociale diversa dai 2 decenni precedenti. Continua a leggere

LA LISTA DEGLI AMICI FIDATI DI SOROS NEL PARLAMENTO EUROPEO

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di Maurizio Blondet

Con parole sue: pubblicato dalla Opens Society,   la fondazione-ombrello del miliardario ebreo Soros, intitolato,  Reliable allies in the European Parliament (2014-2019), ossia “Alleati fidati nel parlamento europeo”

Il fascicolo riferisce  i nomi di 226 deputati (su 751) “amici” di Soros e delle sue battaglie radicali, globaliste, anti-sovraniste e anti-Russia.  Per ciascuno, i tirapiedi stipendiati di Soros forniscono una scheda: paese, partito politico, commissioni a cui partecipano, centro d’interesse sui quali possono essere “utili” e sono disposti a farsi “coordinare”.

Ad una prima rapida scorsa, salvo errori ed omissioni dovuti alla fretta (sto partendo per Roma alla manifestazione organizzata da Giulietto Chiesa contro la censura di Stato ai blogger), fra gli italiani vedo, senza sorprese,

COFFERATI Sergio Gaetano (Italy, S&D) ………………………………………… 62

Il ben noto sindacalista CGIL

KYENGE Kashetu (Italy, S&D) …………………………………………………………… 65

La ben nota razzista nera congolese

SCHLEIN Elena Ethel (Italy, S&D) ……………………………………………………… 67

SPINELLI Barbara (Italy, GUE/NGL) …………………………………………………. 68

La ben nota figlia di Altiero Spinelli “europeista”  comunista Continua a leggere

Se il Mercoledì delle Ceneri diventa un rito Lgbt

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Negli Stati Uniti è il Glitter Ash Wednesday, in numerose chiese i pastori impongono ai fedeli le ceneri mischiate ai brillantini. I dubbi dei cattolici

di Giovanni Vasso

Iniziata ieri la Quaresima e numerose chiese americane (e anche qualche parrocchia inglese) hanno aderito al Mercoledì delle Ceneri Glitter.

L’iniziativa, promossa dal movimento cristiano-queer di Parity di New York, prevede l’imposizione ai fedeli delle Ceneri mischiate ai brillantini. Il senso dell’iniziativa, secondo gli organizzatori, è quello di unire al messaggio cristiano il sostegno alla lotta delle comunità Lgbt.

La questione divide l’opinione pubblica americana e anche molte personalità del mondo Lgbt si sono dichiarate poco convinte dal “rito” che ha coinvolto molte comunità cristiane, specialmente metodiste, in tutti gli Stati Uniti.

Parity è un movimento religioso che si propone di combinare cristianità e tematiche queer. “Lavoriamo e preghiamo per una riconciliazione, tra le comunità e in noi stessi affinché riusciamo a creare un mondo in cui le barriere di genere e di identità sessuale non rappresentino un’ostacolo a vivere a pieno l’esistenza a cui ci ha destinati Dio”. Continua a leggere

ECCO DOVE CAPPATO HA MANDATO FABO – ESPERIENZE DI PRE-MORTE

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Near-Death-Experience-pre-morte-tunnelBENJAMIN BRUEL

Oct 18 2016, 6:44am

Normalmente le esperienze di pre-morte iniziano con una luce bianca. Lasci il tuo corpo, sali verso l’alto e rimani a osservare le tue membra inanimate su un letto d’ospedale. Ma cosa succede quando invece della luce vedi l’inferno?

Normalmente inizia tutto con una luce bianca. Lasci il tuo corpo, sali verso l’alto e rimani a osservare le tue membra inanimate su un letto d’ospedale o la barella di un’ambulanza. Dopo, risucchiato a velocità veritiginosa in un tunnel, ti ritrovi in un luogo fiabesco e irrealisticamente calmo. Immerso in uno stato di beatitudine assoluta incontri un essere fatto di luce. Dio, Cristo, il Padre, la guida. “Non è ancora la tua ora, hai una missione sulla terra,” annuncia il corpo luminoso di turno.

In quel momento il ricordo dell’universo materiale si fa più presente. Lasci quell’ambiente caldo e ovattato e riprendi possesso del tuo corpo: chi sostiene di aver vissuto un’esperienza di pre-morte (o NDE, Near Death Experience) afferma che la vita nell’aldilà esiste eccome. Ne abbiamo già parlato qui attraverso i racconti di alcuni testimoni: quando il cuore si ferma, l’anima sopravvive e se sei fortunato hai un assaggio del paradiso.

https://www.vice.com/it/article/quattro-persone-parlano-di-quello-che-hanno-visto-dopo-la-morte

Chi è sfortunato, invece, può finire—sempre per chi ha avuto esperienze di pre-morte—dalla parte del male, fatta di presenze demoniache, arpie e mostri di ogni sorta. Tra i testi che affrontano il tema della morte imminente, ce n’è uno che ha fatto scuola: La vita oltre la vita di Raymond Moody, medico e psichiatra. Pubblicato nel 1975, La vita oltre la vita è il primo documento che contenente testimonianze di persone passate attraverso esperienze di pre-morte. Tutti i racconti seguono uno schema di base: allontanamento dal corpo, tunnel, luci, luogo paradisiaco o barriere—un ruscello, un muro, una staccionata—a simboleggiare il passaggio definitivo nell’aldilà. Che però, appunto, non avviene. Continua a leggere

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