“Chiesa Evangelica Valdese: Bergoglio il ‘parroco del mondo’

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Segnalazione di Gianni Toffali

di Finan Di Lindisfarne

Dal sito ufficiale della Chiesa Valdese, leggiamo questo elogio al nostro Pontefice (diciamo a Bergoglio, perché non è il legittimo successore di Pietro, n.d.r.), attraverso il libro “Francesco e noi”.

(https://www.chiesavaldese.org/aria_articles.php?ref=493)

Riporto il testo completo: Continua a leggere

Se vince il NO, lascio la politica! Seeeee…

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VINCE NOTutti quelli che: “Se vince il No lascio la politica” e che sono ancora lì: Matteo Renzi, Maria Elena Boschi, Ernesto Carbone e…

Il “cambia verso” , questa volta, vale la poltrona. Durante i mesi che hanno preceduto il referendum costituzionale del 4 dicembre, in tanti hanno promesso che avrebbero lasciato la politica se la riforma fosse stata bocciata dai cittadini. Sono volati annunci eclatanti e frasi ad effetto come “ci metto la faccia”, “si chiude bottega”, “ce ne assumiamo la responsabilità”, “non campo di politica”. E ora che quasi 20 milioni di elettori hanno bocciato senza appello il testo di riforma che porta la firma Boschi, sono ancora tutti lì. Maria Elena Boschi in primis: l’ex ministra del Governo Renzi, “madrina” delle riforme (sia quella costituzionale già cassata dai cittadini, sia la legge elettorale che potrebbe uscire dalla Corte Costituzionale rimaneggiata) è uscita da Palazzo Chigi dalla porta laterale dopo che Matteo Renzi ha rassegnato le sue dimissioni. Salvo poi rientrarci da quella principale, in qualità di sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio.

Eppure fu lei, intervistata a In mezz’ora da Lucia Annunziata, a non lasciare spazio a dubbi. “Anche io lascio se Renzi se ne va: ci assumiamo insieme la responsabilità. Abbiamo creduto e lavorato insieme ad uno stesso progetto politico”. Alla cerimonia di giuramento al Quirinale della nuova (si fa per dire) squadra del governo guidato da Paolo Gentiloni, lei c’era.

Maria Elena Boschi non è l’unica a essersi rimangiata la parola. Il renziano super attivo su twitter Ernesto Carbone, a precisa domanda di Myrta Merlino, conduttrice di L’Aria che tira su La7, risponde “Sì, lascio la politica. Non si tratta di personalizzare il referendum, si tratta di essere seri. Per vent’anni abbiamo sentito quelli che ‘io avrei voluto…’ e alla fine nessuno ha mai fatto nulla. Quando tre anni fa iniziò la legislatura, il presidente Napolitano chiese tre cose: riformare la costituzione, cambiare la legge elettorale e gestire la crisi economica. Nasce questo governo con questo impegno”. E quindi, se non fosse riuscito a cambiare la Carta costituzionale “è certo che vado a casa, perché vuol dire che ho fallito: grazie a Dio non campo di politica, nella vita ho un lavoro”. A 10 giorni dall’esito del referendum, ancora non è giunta notizia di dimissioni di Carbone da deputato.

Il ministro ai Beni Culturali Dario Franceschini in un’intervista a Repubblica dichiarò che, in caso di vittoria del No, “si chiude bottega”. Finisce l’esperienza del Governo e finisce anche la Legislatura, in sintesi. E invece l’ex ministro alla Cultura con Renzi è l’attuale ministro alla Cultura con Gentiloni. Non ha dovuto neanche cambiare ufficio. “Non è una minaccia, non è una personalizzazione. A me sembra una con-sta-ta-zio-ne”, sillabava a Repubblica. “Questo governo, ed è agli atti, nasce per fare le riforme. Se le riforme non si fanno chiude bottega il governo e chiude anche la legislatura, mi pare ovvio. Anche perché non stiamo scegliendo tra due riforme diverse, che è il tema più surreale usato da alcuni costituzionalisti. Stiamo scegliendo tra la riforma e niente”.

È poi il turno di Valeria Fedeli, allora vicepresidente del Senato, che sempre a L’Aria che tira, parlando di una ipotetica vittoria del No, affermò di “non essere attaccata alla poltrona”. E in effetti l’ha cambiata: è diventata ministro per l’Istruzione del Governo Gentiloni.

Infine, il premier Matteo Renzi che ha lasciato sì Palazzo Chigi ma resta ben saldo alla guida della segreteria del Pd e punta a ricandidarsi al prossimo congresso. Per tutti i mesi che hanno preceduto il referendum le dichiarazioni sul suo addio alla politica si sprecano: “Ripeto qui: se perdessi il referendum considererei conclusa la mia esperienza perché credo profondamente nel valore della dignità della cosa pubblica”, disse il 20 gennaio davanti ai senatori nell’aula di Palazzo Madama. Il 12 marzo, ai giovani aspiranti politici assetati di insegnamenti del rottamatore, Renzi si lascia andare: “Se perdiamo il referendum è doveroso trarne conseguenze, è sacrosanto non solo che il governo vada a casa ma che io consideri terminata la mia esperienza politica”.

Quando parla ai giovani, l’ex premier dà il meglio di sè: “Io ho già la mia clessidra girata. Se mi va come spero, finisco tra meno di 7 anni. Se mi va male, se perdo la sfida della credibilità o il referendum del 2016, vado via subito e non mi vedete più. Ci hanno detto che siamo attaccati alle poltrone, ma noi siamo attaccati alle idee: non c’è un leader che resta per sempre”, disse il 20 marzo al congresso dei Giovani Democratici. Ospite da Fabio Fazio l’8 maggio scorso, il segretario del Pd rincara la dose: “Se io perdo, con che faccia rimango. Ma non è che vado a casa, smetto di fare politica”, chiosava. “Non è personalizzazione ma serietà. Lo so che si aggrappano alla poltrona ma non posso fare finta di niente”, disse il rottamatore. Se ne deduce che non si ricandiderà al prossimo congresso. O no?

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L’interminabile “mangia-mangia” degli antifascisti a scoppio ritardato

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Risultati immagini per magna magna antifaSegnalazione di Raimondo Gatto

Regalo della rossa Toscana 433mila euro ai partigiani

La Regione finanzia gli istituti della Resistenza e Stazzema. L’ira del centrodestra: e i senza tetto?

La Regione Toscana ha destinato 433mila euro agli istituti storici della Resistenza e al Comune di Stazzema.

Risulta dall’estratto del verbale della seduta di giunta del 7 marzo scorso, dal quale si evince che viene assegnato il «contributo annuale» a diversi soggetti. All’istituto storico della Resistenza in Toscana vanno 181mila euro, alla federazione toscana delle associazioni antifasciste 27mila euro, all’istituto storico grossetano della Resistenza e dell’età contemporanea 30mila euro, all’istituto storico della Resistenza di Lucca 11.600 euro, stessa cifra destinata all’Istoreco di Livorno, all’istituto storico della Resistenza senese e quello provinciale della Resistenza di Pistoia. Diecimila euro vanno, invece, alla fondazione museo e centro documentazione della deportazione e della Resistenza Luoghi della memoria Toscana e, infine, 8.600 euro all’istituto storico della Resistenza apuana. Continua a leggere

“Adult Baby Nursery”: asili nido per adulti come segno del tramonto occidentale

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di Silvia Valerio

“Adult Baby Nursery”: asili nido per adulti come segno del tramonto occidentale

Fonte: Barbadillo

L’ultima novità è che se un bel giorno vi rompete le palle dell’ennesima litigata in ufficio o del diverbio con la morosa potete stare tranquilli. Adesso finalmente c’è un’alternativa alla corsa defatigante, allo sfogo con l’amico o alla seratina al cinema. Adesso potete contattare un numero o scrivere un’email e lasciarvi tutti i problemi del mondo alle spalle. Il giorno stabilito varcherete una soglia anonima, qualcuno vi infilerà un pannolone e finalmente per un po’ di tempo potrete fare pipì e pupù distesi, farvi imboccare di gustosi omogeneizzati, giocare a quattro zampe e vivere senza pensieri alla maniera di un fagottino di pochi mesi.

Vorrei tanto dirvi che è uno dei miei soliti quadretti lisergici partoriti in un momento di vuoto ma purtroppo no, è tutto vero, e che, vi piaccia o no l’idea di vivere come un fagottino di pochi mesi, la cosa certa è che il servizio è attivo e lavora benone. Il nome tecnico è ‘Adult Baby Nursery’, ha sedi a Roma, Milano, Verona – per essere esatti si tratta di ‘associazioni culturali’ -, dove si organizzano delle giornate in cui ci si può prenotare per vivere allegramente il proprio regresso insieme a maestre pronte e attente a tutti i bisogni – e bisognini. Organizzatissimi, gli addetti infatti propongono tra le altre cose anche il kit: due pannolini bianchi a strap, un cuccio sterile, un biberon con tettarella e un bavaglino pulito e stirato. Tutto al modico prezzo di 35+20 euro. E pare che l’impresa proceda alla grande, visto che la sede di Verona, per la data stabilita, ha fatto il tutto esaurito. Continua a leggere

La rivelazione più scioccante non è lo scandalo dello spionaggio della CIA…

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comedonchisciotte-controinformazione-alternativa-20170308_ciadi Simon Black – 10/03/2017

Fonte: Comedonchisciotte

E’ successo di nuovo – un altro scandalo di spionaggio nella terra della Libertà.

Ieri  Wikileaks ha rilasciato  8,761 documenti della CIA che rivelano in dettaglio l’atto di hackeraggio fatto dall’agenzia su telefoni intelligenti, router, computer e persino su televisori.

Questi file rivelano che la CIA può e ha violato dispositivi che dovevano essere sicuri – come iPhone, iPad e dispositivi Android.

I documenti rivelano inoltre che la CIA sta deliberatamente contaminando, con spyware, i personal computer, tra cui Windows, Mac OS / X, Solaris, Linux e altri sistemi operativi.

Stanno contaminando anche router WiFi per diffondere software che controlla le attività su Internet, ed è stato trovato anche come aggirare il software anti-virus in modo che il loro spyware non possa essere rilevato. Ma sono anche riusciti a far credere al resto del mondo,  che ci siano gli hacker russi, non la CIA,  dietro a tutto questo malware e spyware.
E’ una specie di ritorno alla vecchia Mission Impossible – “Se uno qualsiasi dei vostri agenti della Mission Impossible fosse  catturato o ucciso … daremo tutta la colpa alla Russia”.
La CIA è piuttosto senza vergogna nelle sue attività, tanto da dare nomi  – ai suoi vari programmi di hacking  come “Assassino”, “Medusa” e “Brutal Kangaroo”.

Una delle rivelazioni più inquietanti è che l’agenzia è in grado di entrare nei televisori connessi a Internet, come  il Samsung Smart TV, per mezzo di  un programma chiamato “Weeping Angel”.

Fondamentalmente la CIA può trasformare un televisore in un dispositivo di ascolto, registrando le conversazioni che avvengono nella sala e  trasmettendo l’audio a un server della CIA.

Anche se pensate che il televisore sia spento, il televisore non lo è mai.

Gli hacker della CIA sono riusciti a modificare il segnale dei tasti  ON-OFF  e ad impostare il televisore in modalità di “falso off”.

Quindi : nessun dispositivo collegato con il mondo esterno è veramente al sicuro.

E prossime pubblicazioni di Wikileaks possono dimostrare che la comunità dell’Intelligence sta hackerando gli apparecchi automatici della casa e delle automobili collegati a Internet (compreso il pilota-automatico), e le intelligenze artificiali come Alexa di Amazon.

E’ difficile stupirsi quindi se il governo sta spiando anche gli alleati e i suoi propri cittadini.

Questi sono solo gli ultimi esempi dei modelli di sorveglianza e delle violazioni costituzionali in cui è stata colta in flagranza la Comunità di Intelligence degli Stati Uniti.

Ma quello che mi sembra assolutamente più preoccupante  è la mancanza di preoccupazione della gente per la pubblicazione di questi nuovi documenti della CIA.

Ora la gente ha una aspettativa tanto bassa dal governo ed è diventata tanto abituata alle sistematiche violazioni delle loro libertà civili da parte del governo stesso , che questi scandali di spionaggio non sollevano quasi più l’ indignazione di nessuno.

Ancora più importante è  il significato che dobbiamo dare a questa mancanza di preoccupazione  sul valore della “Libertà” nella Land of the Free.  La Terra delle Libertà

Eccone un esempio-

I giovani sono tradizionalmente gli attivisti politicamente più impegnati del paese.

Ma dove sono le proteste dei tanti campus universitari che chiedono libertà e privacy?

Non sta succedendo niente.

Questo perché gli studenti universitari sono troppo occupati a protestare contro le idee di cui non vogliono nemmeno sentir parlare.

Al Middlebury College, la scorsa settimana, una piccola scuola d’arte nel Vermont, un gruppo di studenti che protestavano ha aggredito fisicamente un lettore conservatore perché si sentiva offeso dalle sue idee.

Avrebbero potuto semplicemente saltare la lezione e lasciar partecipare solo gli studenti interessati . No, hanno dovuto mostrare la loro violenta censura, sopraffacendo qualsiasi idea non conforme al loro rigido pensiero.

L’unica cosa che vogliono sentire  questi cry-bullies  sono degli apologetici uomini bianchi che si umiliano per il loro privilegio di essere bianchi.

Questa è la nuova realtà nella Terra della Libertà: la libertà si è deteriorata in qualche fantasia socialista di qualche professore che studia il gender.

Le libertà costituzionalmente garantite sono diventate irrilevanti.

Dimenticatevi della “libertà di parola”.

Ogni dissenso intellettuale che non è d’accordo con un unico intollerante punto di vista della giustizia sociale è ormai considerato  “libertà di odio”.

E il Quarto Emendamento, quello che stabilisce “il diritto del popolo ad essere sicuro nella propria persona, in casa, nei suoi documenti, negli effetti personali contro perquisizioni e sequestri ingiustificati” è diventato un lontano ricordo.

Io immagino che se un bambino, cresciuto negli anni ’80, al culmine della guerra fredda, si fosse trovato in mezzo ad uno scandalo simile, avrebbe provato un gran disgusto .

Spiare i propri cittadini e gli alleati? Questo è quello che si faceva  in Unione Sovietica!

Ma oggi, qualsiasi altra cosa  è più importante.

Bagni transgender. Mettere a tacere i discorsi di odio. Obbligare i bambini delle scuole elementari a sentirsi in colpa per il loro privilegio di essere bianchi. Il polically correct  portato ai massimi limiti. #everyone-else-but-white-people’s-lives-matter (#per tutti, eccetto per i bianchi, la vita conta).

Questi sono gli argomenti che dominano la conversazione sociale, adesso nella terra della libertà.

La Privacy non è più un valore dell’Occidente.

Dopo tutto, la gente narcisisticamente mette in mostra tutta la sua vita sui social media (come se qualcuno avesse voglia di sapere quello che c’è per cena) così  Mark Zuckerberg può vendere all’asta i nostri dati al miglior offerente.

Ed è proprio questo declino dei valori che trovo più inquietante.

Tanta gente  ha la convinzione idiota che, “se non ho nulla da nascondere, non ho nulla da temere”. Questa la logica è pericolosa, per molte ragioni.

Anche l’uso della parola ‘nascondere’ è ridicolo … come se il fatto che io non carichi foto delle mie parti basse su Instagram significhi che sto “nascondendo” qualcosa.

Tutti noi abbiamo delle cose private. E’ per questo che indossiamo i vestiti, che non parliamo dei nostri soldi in una compagnia non intima e ci preoccupiamo quando il nostro numero di previdenza sociale viene rubato.

Ma ancora più importante: se non ci importa che la CIA stia monitorando i momenti più intimi delle persone, che cosa veramente deve importarci?

Continuano a camminare sul filo, e sondano sempre più a fondo nella nostra vita e stanno avvolgendo tutto il paese in uno stato di sorveglianza orwelliana.

E non si fermano … perché siamo proprio nel bel mezzo di un crollo assoluto di tutti i valori occidentali.

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Politicanti e statisti

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di Aldo Giannuli 

Fonte: Aldo Giannuli

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Uno dei miei articoli più recenti ha un po’ disorientato i lettori al punto che uno mi scrive: “Sono confuso… prima malediciamo i professionisti della politica…causa principe dell’allontanamento dalla politica dai cittadini … gente che è stata in politica per decenni, produttrice di disastri, servi dei poteri forti e allergici alla democrazia…ora me ne si esce con la necessità di avere dei professionisti della politica, gente che conosce i meccanismi istituzionali ecc… Dunque: I politici di professione. No!  Allora cittadini impreparati ma onesti, No! Allora mettiamo dei Tecnici superspecializzati, No! sarebbe un altro Monti. Mi permetta una battuta di colore: Ma chi minchia ci dobbiamo mettere al Governo? Vi ricordo che attualmente abbiamo Alfano …al ministero degli esteri …mi vorreste dire che un Di Battista o un Di Maio sarebbero peggio?? …. Mister Giannuli, questa volta mi ha proprio confuso le idee! Al che torniamo al punto di partenza…meglio un incompetente onesto alla Di Battista che un incompetente ma “professionista della politica” come quel simpaticone di Alfano!”

Insomma l’alternativa è fra politici di lungo corso, arraffoni ed incompetenti, oppure onesti sprovveduti o, al massimo, tecnocrati alla Monti. Messa così, stiamo a posto. Bene, allora è il caso di chiarirsi un po’ le idee. In primo luogo rassegniamoci all’idea che la politica è uno specialismo che, soprattutto ai livelli più alti, esige una preparazione di qualità corrispondente. Continua a leggere

Gli americani che spiano tutti sono i nostri peggiori nemici

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di Massimo Fini Gli americani che spiano tutti sono i nostri peggiori nemici

Fonte: Massimo Fini

Quando gli europei capiranno che il loro principale nemico sono gli americani? Che cosa dovrebbe ancora avvenire perché se ne rendano conto? Pensiamo, per un attimo, a una situazione invertita: che una centrale di spionaggio e di hackeraggio tedesca fosse piazzata se non proprio a Washington a Boston o in qualche altra grande città degli Stati Uniti. Si scatenerebbe immediatamente una bufera e verrebbero riesumati i fantasmi, sempre utili, di Hitler e dei nazisti. Gli americani non sono nazisti, anche se in alcune loro operazioni all’estero vi assomigliano parecchio, ma, come ammette anche Sergio Romano sul Corriere della Sera, sono militaristi e ovviamente imperialisti. Sono insieme all’ex Unione Sovietica i veri vincitori dell’ultima guerra mondiale. L’Europa è stata la sconfitta, colpevolmente sconfitta perché in un secolo è riuscita a farsi due guerre fratricide. Fra i vincitori c’è anche la Gran Bretagna, ma la Gran Bretagna avendo perso il suo impero coloniale ha avuto nel dopoguerra un’importanza decisamente minore e inoltre è europea solo a metà e una sorta di sentinella degli interessi politici e militari degli Usa nel Vecchio Continente (che sia europea a metà l’ha dimostrato la Brexit che invece che come una maledizione dovrebbe essere presa come una benedizione perché ci toglie di torno questo ambiguo coinquilino). In quanto alla Francia, che era stata fascista non meno dell’Italia, la si è fatta sedere al tavolo dei vincitori per salvare le apparenze ma, ad onta dei goffi esercizi muscolari del gollismo, ha contato poco più di nulla. Continua a leggere

DENTRO IL “DEEP STATE” E’ GUERRA APERTA

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di Maurizio Blondet

Fortuna per i media, la diffusione di “Vault 7”, ossia degli 8760 documenti compromettenti della Cia da parte di Wikileaks, ha coinciso con la Giornata della Dddonna, festa mondiale obbligatoria come lo  Shoah  Day. Sicché pagine su pagine, servizi tg su servizi tg sulle “dddonne” in piazza, servizi internazionali su uno sciopero mondiale delle “ddonne” che ovviamente non è riuscito… e su Vault 7 poco o niente.

Il fatto che la Cia abbia un programma software (UMBRAGE) che non solo  spia  i computer di qualunque ente  degli Usa,  ma anche lascia delle tracce che falsamente fanno sospettare   che siano stati i leggendari “hackers russi”,  non interessa il Washington Post né il New York Times, che sulla storia degli hacker russi che hanno falsato le elezioni presidenziali, fatto perdere la Clinton e  vincere il loro complice Trump, hanno imbastito servizi per mesi.

Il fatto che la Cia abbia “porte posteriori” (backdoors) nei programmi Microsoft che le consentono di curiosare in tutti i computer che usano Windows  sul pianeta,  e possa fare lo stesso con Apple e con Google;  che possa controllare  a distanza auto e aerei (ottimo per gli assassini mascherati da incidenti), che   abbia creato clandestinamente un colossale  apparato di spionaggio interno ai cittadini americani, il che è vietato per legge,  facendosi una specie di NSA (National Security Agency)  all’interno  con la possibilità di intercettazione di tutti, senza controllo giudiziario, non  ha preoccupato né i media né i governi esteri, né i senatori americani.  Un filo di preoccupazione è stato espresso da qualcuno per il fatto che, come ha rivelato Wikileaks, la Cia ha per giunta “perso il controllo” di  tutto il suo  arsenale di cyber-spionaggio, ossia abbia  diffuso per negligenza quei programmi e quel software nella Rete: perché adesso, oddio, “possono usarlo i terroristi”. Continua a leggere

“Oltre Gomorra”, il pentito dal Veneto: «rifiuti illegali nelle strade»

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L’ex boss si racconta nel libro del giornalista Coltro: la vita senza protezione, il business dello smaltimento, il ruolo delle grandi imprese

di Marco Milioni

rifiuti perrella

Più di vent’anni fa il pentito Nunzio Perrella, ex camorrista dal «colletto bianco», spiegava agli inquirenti il perimetro degli affari legati allo smaltimento illecito dei rifiuti. Un oligopolio al tempo intoccabile, che dalla metà degli anni Novanta sino ai giorni nostri non è stato praticamente scalfito. Anzi, si è espanso ed evoluto in senso scientifico. Il giornalista veneto Paolo Coltro, nel suo libro “Oltre Gomorra” da poco in libreria, ritrae questo limbo in cui il tempo sembra essersi dilatato sino a interrompersi, con lo stesso approccio di chi sta dietro ad un obiettivo grandagolare, vale a dire mai dimenticando “the big picture”, come dicono gli anglosassoni – e non è un caso che lo scrittore sia anche un fotografo. Nelle sue pagine trasforma la memoria di Perrella in una sorta di flashback nel quale la narrazione del secondo e l’analisi giornalistica del primo si fondono in un tutt’uno.

Vvox ha avuto la possibilità di parlare con Perrella, che vive da tempo in Veneto, «una regione di cui, durante la mia attività, ho potuto conoscere con un certo dettaglio vicende di peso come l’operazione Cassiopea». Dice di sapere bene chi sono tra i tanti «il vicentino Carlo Valle e la Servizi Costieri» che compaiono a fianco della Ecoveneta-Maltauro in una delle inchieste più importanti sulla gestione allegra dei rifiuti nel Nordest e nel resto del Paese, che fu condotta fino a sentenza definitiva grazie all’opera della procura di Venezia nell’ambito dell’affaire Nuova Esa. Ma al di là dei casi specifici sulle imprese settentrionali che hanno invaso di rifiuti illegali prima il Nord e poi il Sud (di cui il libro contiene un elenco preciso e ragionato), il pentito «oggi uscito dal programma di protezione» spiega, senza entrare nel dettaglio per ragioni di incolumità, come abbia avuto inizio la collaborazione con lo scrittore di natali vicentini: «Mi sono avvicinato a lui in punta di piedi. All’inizio Coltro pareva preoccupato, talvolta avevo l’impressione fosse un po’ incredulo. Ma siccome è una persona scrupolosa un po’ alla volta il ghiaccio si è rotto anche perché con pazienza ha avuto la possibilità di riscontrare punto dopo punto tutto ciò che io menzionavo. Io vengo da una vita difficile, per molti aspetti la mia scuola è stata la strada, parlo più o meno solo napoletano anche se so farmi capire. Ma entrambi siamo persone puntigliose, che quando si impegnano in un qualche cosa di serio pensano che debba essere fatto bene sino in fondo. Di qui siamo partiti per arrivare un po’ alla volta fino alla fine del libro. E ne avremmo ancora da dire».  CONTINUA SU: http://vvox.us9.list-manage.com/track/click?u=15cab36632ab2c19158e4bd2e&id=de4549a567&e=cf8baa9aa7

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LA CIVILTA’ E’ NATA CON I MURI (ALTRIMENTI E’ LA BARBARIE)

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Segnalazione di Redazione BastaBugie

Anzitutto il muro della casa, che difende l’intimità e gli affetti familiari, dove si può entrare solo attraverso la porta (per tener fuori estranei, ladri e assassini); poi i muri delle città…

di Gianfranco Morra

La civiltà è nata col muro. Anzitutto quello della casa, che la circonda e la difende come il luogo degli affetti familiari e dell’intimità. Dentro la quale si può entrare solo attraverso la porta, il cui simbolismo (morale e religioso) in ogni cultura è uno dei più forti. Dalla casa, dal castello e dall’abbazia si estese a quella grande Casa che è la città. E ancora oltre: gli Stati hanno eretto lunghe muraglie, come quelle di circa 120 km tra Gran Bretagna e Scozia volute da Adriano e Antonino Pio. Il primato spetta ai cinesi: una Grande Muraglia lunga 8.800 km.
Senza dubbio, per esigenze di difesa contro i nemici e per tener fuori estranei, ladri e assassini. Ma non minori erano le valenze simboliche. Muro significa identità e solidarietà. Le mura trasformavano la città in un microcosmo, di cui racchiudevano la perfezione: spesso erano circolari, come il moto delle sfere celesti. In Occidente, il loro modello erano le mura della Gerusalemme celeste, costituita da un quadrato perfetto: «un muro grande e alto munito di dodici porte presso le quali vi erano dodici angeli» (Apocalisse, 21, 12). Continua a leggere

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