I Gesuiti (conciliari) contro Trump: “Da lui scelte anticristiane”

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di Ivan Francese

Il Generale dei Gesuiti padre Arturo Sosa si racconta in un’intervista all’Ansa e parla a tutto campo dimostrando concezioni politiche molto simili a quelle espresse da Papa Francesco sin dall’inizio del Pontificato nel 2013.

Il superiore della Compagnia di Gesù non esita infatti ad attaccare i populismi, il cui “grande rischio” è quello di “tornare a regimi autoritari, dittatoriali”.

“Quelli che vediamo ora – dice padre Sosa – non sono proprio populismi, ma ‘personalismi’: sono persone individuali che provocano un tipo di leadership che muove la gente, o che usa i sentimenti di paura, o nazionalisti, o religiosi – come il conflitto con l’Islam – per muovere la gente. Ma non sono movimenti con radici popolari, per niente: usano emozioni popolari per avere poteri personali”.

Il superiore della Compagnia di Gesù non esita infatti ad attaccare i populismi, il cui “grande rischio” è quello di “tornare a regimi autoritari, dittatoriali”.

“Quelli che vediamo ora – dice padre Sosa – non sono proprio populismi, ma ‘personalismi’: sono persone individuali che provocano un tipo di leadership che muove la gente, o che usa i sentimenti di paura, o nazionalisti, o religiosi – come il conflitto con l’Islam – per muovere la gente. Ma non sono movimenti con radici popolari, per niente: usano emozioni popolari per avere poteri personali”. Continua a leggere

Perché Trump è pro-life: il retroscena

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downloadSin dagli esordi della sua controversa campagna elettorale, Donald J. Trump ha sempre ostentato un orientamento marcatamente “pro-life”, confermato poi dalle prime azioni di governo ed, in ultimo, dall’ennesimo botta e risposta avuto ieri con la Planned Parenthood Federation of America.

“Una cosa su di me”

Ma perché il nuovo presidente Usa è così determinato sull’argomento? A svelare un retroscena poco conosciuto è stato l’autore di besteller George Beahm nel suo “Trump contro tutti”. Nell’aprile del 2011, infatti, il tycoon – in un’intervista dai toni inusualmente confidenziali – aveva rivelato alla Cbn un episodio della sua vita privata: “Una cosa su di me. Io sono un tipo molto rispettabile. Sono pro-vita, ma ho cambiato idea molti anni fa”.

E infatti, nel lontano 1989, un tycoon ancora convintamente “pro-choice” era finito nel mirino degli attivisti antiabortisti – di cui oggi è il paladino – che, a suon di minacce, lo avevano costretto a disertare un evento di beneficenza, da lui stesso co-sponsorizzato, dedicato a Robin Duke Chandler, il presidente emerito della National Abortion Rights Action League. Continua a leggere

Nasce in Italia la rivolta organizzata contro le fake-news del mainstream (Giulietto Chiesa)

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Giulietto Chiesa

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Il battesimo della WAC si è celebrato il 2 marzo in una delle aule del Senato italiano, con il patrocinio di un gruppo di senatori indipendenti. Cos’è la WAC?

L’acronimo significa Web Activists Community, cioè “Comunità degli attivisti della Rete”. L’occasione  è stata creata, si può dire, dall’apparizione di un disegno di legge, a firma Adele Gambaro che si propone, in sintesi, di colpire la libera espressione delle opinioni sul web.

Giulietto Chiesa e Paolo Maddalena, ex giudice costituzionale, alla fondazione di WAC

Una legge che, come ha illustrato autorevolmente, durante l’incontro,  il vice-presidente emerito della Corte Costituzionale, Paolo Maddalena, è  prima di tutto palesemente anti-costituzionale. In più sensi e in violazione di diversi articoli, a cominciare dall’articolo 21 della Costituzione, che suona inequivocabilmente in questi termini: “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure”. Ma la senatrice Gambaro (seguita da uno stuolo di senatori della Repubblica che hanno il suo stesso, sovrano disprezzo per la Costituzione cui hanno giurato fedeltà) ritiene che sul Web questa libertà di manifestazione non ha ragione di essere. E, stabilendo una serie di eccezioni cervellotiche, inventa e propone sanzioni gravi, anzi gravissime — fino alla reclusione —contro i cittadini che intendono esercitarla in Rete. Continua a leggere

PSICOPATICI AL POTERE PLASMANO LA “SOCIETA’ DELLA MALEVOLENZA”

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di Maurizio Blondet

A proposito di Steve Jobs:  il fondatore di Apple, idolo  del successo  e indicato a modello ai giovani intraprendenti.  Molti dei suoi sottoposti hanno ammesso che “lavorare con lui era un inferno”; Jobs  si faceva cogliere da rabbie incoercibili, insultava, “de-motivava”. Quando si era convocati  nel suo ufficio, “era come salire alla ghigliottina”.   Chi lo ha conosciuto   ha parlato  di lui come di “uno stronzo” (asshole), un  maleducato insopportabile (jerk). Uno dei suoi migliori amici, Jony Ive  che ha lavorato al suo fianco, ha raccontato a Business Insider: “Quando era frustrato, il suo modo di  arrivare alla catarsi era  di ferire qualcuno. Pensando di averne diritto.  Come se le norme sociali non si applicassero  a lui”.

http://www.businessinsider.com/steve-jobs-jerk-2011-10?IR=T

Quelli qui evocati sono tratti di  vera e propria psicopatia,  un “disturbo antisociale di personalità”,  o un “disturbo narcisista di personalità”.  Ferire, svalutare, spregiare i sottoposti, fa  parte  del tratti principale di questo tipo di disturbati:   la totale mancanza di empatia e  di compassione, ossia di mettersi nei panni degli altri e  l’incapacità avere rimorso  per il male che fanno al prossimo.

“Volete davvero essere come lui?“

Nelle forme più gravi e conclamate, questi tipi umani finiscono in manicomio o in prigione. Esiste infatti  “una naturale  affinità tra il narcisista patologico e il criminale “ (così il dottor Sam Vaknin, un esperto delle psicologie aziendali), uniti dalla stessa “mancanza di empatia e compassione, capacità sociali deficienti, sprezzo per le norme morali e legali”.  Ma nelle forme  attenuate, certe psicopatie rendono chi ne è affetto altamente “funzionante”, e lo portano – paradossalmente, al successo  in aziende multinazionali e a capo di Stati (o di chiese).

La maggior  parte degli studi psichiatrici riguardano infatti dei carcerati.  “I  detenuti sono facili, amano incontrare i ricercatori, ciò interrompe la monotonia delle loro giornate”,  racconta lo psichiatra  Robert Hare: “Sappiamo molto meno sulle psicopatie aziendali e le loro conseguenze: gli amministratori delegati, i politici, i ministri – questi squali –   mica si fanno esaminare”.  Robert Hare, con il collega Paul Babiak,  ha condotto uno dei rarissimi studi sul  tema: P. Babiak, C.S. Neumann, R.D. Hare, “Corporate psychopathy: Talking the walk,” Behavioural Sciences and the Law, at et al 2010.pdf.

Entrambi sono d’accordo: alla testa delle grandi aziende e delle finanziarie, gli psicopatici sono uno su venti, ossia 4 su cento: se vi sembra poco, pensate che è un’incidenza quattro volte superiore ai disturbati nella popolazione generale. Secondo loro, “Wall Street potrebbe contarne uno su 10, attirati dai vuoti normativi che consentono grossi profitti”. Continua a leggere

Ungheria, parlamento autorizza detenzione per tutti i migranti

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Risultati immagini per Ungheria caccia gli immigratiSegnalazione di Raimondo Gatto

Pugno di ferro in Ungheria: il parlamento reintroduce la detenzione per i migranti. Durante le procedure di richiesta del visto saranno portati in campi container al confine con la Serbia. L’Onu: “Legge viola diritto internazionale”

Il parlamento ungherese a grande maggioranza ha approvato la reintroduzione della detenzione per tutti i migranti che arrivano nel Paese.

La misura, già in vigore alcuni anni fa, era stata accantonata nel 2013 dopo le insistenti pressioni dell’ Unione europea e dell’alto Commissariato Onu per i rifugiati (Unhcr).

La legge sulla detenzione dei migranti è stata approvata con 138 voti a favore, 6 contrari e 22 astenuti. Ecco cosa prevede la norma: i migranti vengono
collocati in “zone di transito” alle frontiere con la Serbia e la Croazia, dove saranno detenuti in attesa dell’esame della loro domanda di asilo. Continua a leggere

Wikileaks: ‘La Cia spia attraverso telefoni e televisori’

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Risultati immagini per ciaWikileaks ha diffuso migliaia di documenti riservati della Cia su un programma di hackeraggio, attraverso un ‘arsenale’ di malware e di cyber-armi. Con tali strumenti la Cia sarebbe in grado di controllare i telefoni di aziende americane ed europee, come l’iPhone della Apple, gli Android di Google e Microsoft, e persino i televisori Samsung, utilizzandoli come microfoni segreti.

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http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2017/03/07/wikileaks-la-cia-spia-attraverso-telefoni-e-tv-_37582d0a-e9c5-46c9-8f73-0d35b942cce0.html Continua a leggere

Una festa idiota

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di Marcello Veneziani

La festa della donna, quest’anno, è cominciata già da una settimana. Se ne parla da giorni, sembra quasi una celebrazione più importante di Natale e Pasqua. Quest’anno si carica di un significato polemico particolare perché in America e nei paesi come il nostro che ripetono da pappagalli, è diventata una festa contro Trump, il sessista con la cresta arancione.

Ma si tratta, lasciatemi dire, di una festa farlocca, tardo-femminista e velleitaria. A parte l’assurdo intrinseco di una festa di genere, astratta e generica, proviamo a vedere cosa ha prodotto quest’onda tardiva del femminismo.

La prima è l’abominio delle quote rosa. Se si dovesse applicare la stessa logica a tutte le categorie deboli o svantaggiate, avremmo una società divise in quote rosa, celesti, fucsia, arancione e così via, considerando i disabili, i rifugiati, gli immigrati per necessità, i giovani da proteggere e i vecchi da tutelare, i gay e i trans, i neri e i rom, e si potrebbe continuare. Sparirebbe anche l’ultima traccia di meritocrazia in un’assegnazione di posti solo per generi e minoranze.

La seconda idiozia è il reato di femminicidio. In una società giusta il diritto è universale, non si modella sui generi: uccidere un maschio, un vecchio o un bambino non è meno crimine che uccidere una donna.

È assurdo adottare queste disparità e creare reati appositi; se la legge funziona vale per tutti. Si possono nei singoli casi ravvisare aggravanti e attenuanti, generiche e specifiche, come prevede il codice penale, ma è assurdo che ci siano omicidi che per legge valgono un omicidio e mezzo e altri mezzo omicidio… Continua a leggere

Siria: Soldati Usa e forze russe a contatto attorno a Manbij

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di Maurizio Blondet

“Truppe Usa illegalmente entrate sono state avvistate in convoglio di corazzati, sabato, nella città siriana di Manbij  Sabato”,  ha annunciato Damasco. “I veicoli corazzati Usa sono concentrati nella zona Nord di Manbij per condurre la demarcazione tra le forze del Consiglio  militare di Manbij e  e  le truppe de “Euphrates Shield”.     Fra queste due entità ci sono  stati combattimenti.

Eccoli!

Alla fine,  dunque,  il Pentagono ha  mandato la truppa in Siria, ingerendosi brutalmente in una situazione intricata fino alla illeggibilità. Basti dire che truppe americane e  truppe russe sono  praticamente a contatto, pattugliano villaggi vicini   in questa zona Nord della Siria, dato   che anche russi e siriani hanno dovuto accorrere nella zona dove – udite udite – i vari alleati americani della coalizione anti-Isis, curdi, turchi,   terroristi e militanti islamisti,  hanno cominciato a spararsi tra loro. Per strapparsi uno  o l’altro villaggio.

Il sopra nominato “Consiglio  militare di Manbij” è   l’ala locale delle Syrian Democratic Forces (SDF), che in realtà sono esclusivamente curdi – che con armi e addestramento americano stanno bloccando l’avanzata delle truppe turche che Erdogan  ha mandato in Siria per ritagliarne un pezzo per sé, e allontanare dalle frontiere turche  i curdi  così ben armati dagli Usa.

Non sfuggirà l’ironia del fatto: la Turchia è il più forte alleato degli Usa nella NATO, ma qui sta combattendo alleati americani.  Sgretolando   il fragile cessate il fuoco che i  russi sono riusciti ad attuare fra tutte  le parti, fra Siria e Turchia specialmente. E’ successo che i curdi di Manbij hanno consegnato volontariamente all’esercito siriano di Assad posizioni ad ovest della città di Manbij; contemporaneamente detti curdi hanno inviato a MAnbij i corazzati americani, per esserne protetti.  Da chi? Dalle forze turche, ovviamente, e dai suoi “alleati”  miliziani locali irregolari. Continua a leggere

“Tu sei morto”: minacce israeliane ai danni di Luciano Consorti, Presidente D.e.s.i.

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Segnalazione di Pietro Ferrari

di PAMELA RONCONE

Il Presidente del Dipartimento Europeo Sicurezza Informazioni (DESI),
Luciano Consorti, ha presentato alle forze dell’ordine una denuncia cautelativa per delle minacce telefoniche dal distretto di Israele, chiedendo protezione alle autorità governative italiane. “Il giorno 27 Febbraio 2017 ricevo una chiamata sul telefono dell’organizzazione DESI alle ore 15:56 P.m. durata 21 secondi, il numero è proveniente da Israele” scrive Consorti sulla pagina Facebook. “Una persona ha detto al telefono “You Are Dead” (TU SEI MORTO), queste minacce arrivano da molto tempo, poichè il DESI ha rivelato la cattura in Iraq del colonnello del Mossad che sosteneva ISIS. La notizia che Israele potrebbe essere sospettato di un eventuale coinvolgimento in attentati in Europa è stata riportata su vari organi di informazione internazionale, pertanto il sottoscritto presidente DESI Luciano Consorti chiede protezione dallo Stato”.
Tra l’altro, il DESI, come riportato da vari organi di stampa, si sta occupando dell’organizzazione, per il 24 marzo, di un seminario internazionale a Beirut dal titolo “HUMAN RIGHTS IMPLEMENTATION AND VIOLATION IN THE MIDDLE EAST”, a cui interverranno le autorità governative libanesi e di altri Stati che non sono di certo in ottimi rapporti con lo Stato di Israele”.

Fonte: http://teramo.cq24.it/1.55997/cronaca/abruzzo-teramo/3686/tu-sei-morto-minacce-israeliane-ai-danni-di-luciano-consorti Continua a leggere

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