La spietata misericordia di “El General”
Al netto del sedeplenismo dell’articolo e della scelta mancata, almeno finora, di Padre Manelli, di constatare la vacanza della Sede Apostolica e di trarne tutte le dolorose ma necessarie conseguenze, sul piano meramente umano e cristiano, ci chiediamo se chi ciancia di misericordia e carità sappia davvero di cosa parla. O si tratta solo degli slogan da imbonitore del terzo millennio, per rincitrullire le masse? (N.d.R.)
di Maurizio Blondet
Da quel 13 marzo 2013 è cominciata un’era di spietata misericordia…
Forse è finito davvero l’Anno straordinario della Misericordia, o forse non è mai cominciato, certo è che per Padre Stefano Manelli è cominciato un incubo, il suo Purgatorio in terra. Quel fulmine dell’11 febbraio 2013, che simbolicamente spaccava la Cupola di San Pietro in due, da qualche parte doveva pur cadere perché, quel parafulmine stava comunicando al mondo la sua Rinuncia, e qualcuno doveva pagare.
Così il nuovo papa, Francesco — che sta governando la Chiesa non come un pastore, ma come un generale gesuita sudamericano –, solo dopo appena quattro mesi dal suo insediamento, fa scattare senza alcuna motivazione, un commissariamento che da allora rinchiude Padre Stefano Manelli – Fondatore dei Frati Francescani dell’Immacolata (FFI) – all’interno di inspiegabili “arresti domiciliari”. Continua a leggere



C’è una «talpa» in Vaticano che fa la fronda per Donald




