Verona, caso Serit, il sindaco incredibilmente tace

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Stasera entro le 24 al vaglio del Consiglio Comunale il Bilancio. Rumors di bocciatura o rinvio (che di fatto equivarrebbe ad una bocciatura)

Segnalazione di Verona Pulita

Serit, silenzio assordante del Comune: "Se accuse
confermate classe dirigente da cancellare"

Serit, silenzio assordante del Comune: “Se accuse confermate classe dirigente da cancellare”

Verona – 20 gennaio 2017 – In seguito alle perquisizioni da parte della Guardia di finanza, nelle abitazioni degli indagati per truffa e corruzione nell’ambito della vicenda “Serit”, tra cui il presidente di Serit Roberto Bissoli, l’ex amministratore delegato Maurizio Alfeo, il responsabile della ditta che sta costruendo l’impianto Marco Parolini e il funzionario della Provincia che ha autorizzato il …

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Freda, colui che predisse l’invasione di massa con decenni d’anticipo

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WINART-50318_franco_freda02gTitolo e sottotitolo sono della Redazione di Vvox

Freda, il fascista mai pentito: «è l’ora delle destre»

Sul passato legato a Piazza Fontana non rinnega «nulla». Difende il popolo che ha votato Trump. Ma boccia la politica di oggi: «tutto è in vendita»

di Matteo Castagna (in 24 ore oltre 1.600 letture sul quotidiano on-line www.vvox.it)

«Aspettate che mi metta i guanti» – intimava Franco Giorgio Freda alle guardie carcerarie durante i processi per la strage di Piazza Fontana – «ché il ferro democratico non mi tocchi i polsi». Nel 2000, citato come teste per lo stesso argomento, dopo esser stato assolto in Cassazione nel 1987 a seguito di altre due assoluzioni in appello, interruppe il pm che aveva cominciato a interrogarlo senza presentarsi, innescando una micidiale “sticomitìa”: «chiedo scusa, signore, lei chi è?», e quello: «sono il Pubblico Ministero». «La riverisco».
L’uomo di allora non è cambiato: severo, provocatore, senza rimpianti, educato ma sprezzante. Sembra immerso in una dimensione parallela, fatta di libri classici, storia e letteratura, traduzioni. Una sorta di vate per poche, selezionate persone rimastegli amiche. A sentire le donne che gli sono sempre girate intorno, pure affascinante. Un punto di riferimento per alcuni, o un folle, un cattivo maestro, un “nazi-maoista” pieno d’odio per altri

CONTINUA SU: http://www.vvox.it/2017/01/29/freda-il-fascista-mai-pentito-e-lora-delle-destre/ Continua a leggere

Verona, radiografia della guerra intestina nel centrodestra

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Risultati immagini per centrodestra diviso a VeronaSegnalazione di M.C.

A lato Stefano Casali

http://www.lettera43.it/it/articoli/politica/2017/01/27/verona-radiografia-della-guerra-intestina-nel-centrodestra/208069/

In vista del voto i tosiani, orfani di Renzi, flirtano con una Forza Italia allo sbando. Ma devono vedersela con l'”ex” Casali. E con Croce, acerrimo nemico del sindaco. Mentre la Lega resta alla finestra.

di Carlo Cattaneo

Non c’è nulla da fare: le prove d’intesa tra destra e sinistra non si risolvono come le puntate di Masterchef dove, tra tegami e mestoli, cuochi provetti riescono a cucinare dessert prelibati. Lungo lo stivale il binomio dolci-politica non porta granché bene, tanto da finire spesso fuori dai menù. Dal naufragio del “patto della crostata” di casa Letta al vassoio dimenticato su cui è appoggiato il “patto del pandoro”, esistono infatti parecchie affinità. Eppure, c’erano tutte le premesse per la città scaligera di proporsi come nuovo laboratorio politico da declinare a esempio nazionale. Un modello da copiare che, dalle Amministrative, avrebbe traguardato la costituzione di quel rassemblement trasversale chiamato Partito della nazione.

IL “FLIRT” TRA RENZI E TOSI. L’idea di un “fidanzamento politico trasversale” per il governo della città era venuta al sindaco Flavio Tosi e all’ex premier Matteo Renzi, amici di lunga data fin dai tempi delle battaglie in Anci. Per la verità nelle intenzioni di Tosi c’era soprattutto il desiderio (i ben informati sul territorio sostengono che il sindaco, in cuor suo, nutra ancora una speranza) di un supporto del governo al fine di modificare la legge elettorale. Un escamotage che gli avrebbe garantito la possibilità di presentarsi per un terzo mandato. Ovviamente dopo le dimissioni di Renzi, a seguito del catastrofico risultato del referendum di dicembre, la possibilità di dare contorni definiti a quest’opzione s’è affievolita e su Verona, ora, regna il caos.

IL SINDACO PUNTA AL TRIS. Una matassa difficile da sbrogliare che sta favorendo, nonostante i faticosi tentativi di dialogo sul territorio, una frammentazione tra liste tradizionali di partiti, civiche, capibastone vari e come da tradizione rancorosi (spesso contro l’attuale primo cittadino). Un ginepraio da cui nemmeno la sinistra è immune. Tosi, nonostante le baruffe giudiziarie che hanno riguardato la sua Giunta, ostenta una grande tranquillità figlia della convinzione di riuscire a strappare un terzo mandato elettorale. Ci fornisce testimonianza la richiesta ufficiale rivolta dallo stesso sindaco all’ex premier lo scorso inverno: «A Renzi ho solo espresso l’auspicio di poter candidarmi per un terzo mandato come sindaco di Verona attraverso una legge ordinaria adottata dal parlamento». Opportunità che sembra affossata dal cambio della guardia a Palazzo Chigi.

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Dov’è Dio?

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026-castighi-di-dio-4Una nostra assidua lettrice ci segnala quanto segue:

Scrivo per condividere con Voi il mio turbamento per un articolo che ho notato oggi su Il Giornale.it.
Nel seguente articolo
al quale fa seguito un coro di commenti piu’ o meno dello stesso tenore, l’autore propone una serie di considerazioni riguardanti la presunta ‘assenza’ di Dio in Abruzzo e, piu’ in generale, nelle innumerevoli vicende di dolore che colpiscono ogni giorno l’umanita’.
Come si puo’ attaccare Dio proprio alla luce dell’esperienza del dolore, che invece potrebbe essere occasione di ritorno a Lui?
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E’ occasione, per chi lo desidera, di commentare, rispondendo alla domanda. Noi siamo convinti, con tutto il Magistero dall’insegnamento di Cristo, che il dolore umano è frutto del peccato originale. Sappiamo, sempre per fonte biblica e teologica che più sono i peccati gravi commessi dall’umanità e più vi è il rischio del castigo divino, che può realizzarsi anche con calamità naturali inspiegabili. Vogliamo aggiungere che, nel caso dell’Abruzzo, come in altri casi ed in un altro luogo in particolare ove addirittura chi veste di bianco avrebbe dovuto rappresentare il Vicario di Cristo in Terra ha bestemmiato parlando dell’assenza di Dio, MAI vi è Dio assente. Semmai Dio consente che l’uomo sia assente! Possiamo parlare di silenzio di Dio a causa di un’umanità apostata? pare che i fatti lo dimostrino…(N.d.R.)

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Tra terremoti e nevicate, la vera emergenza è nel “sistema”

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di Mario Bozzi Sentieri

Tra terremoti e nevicate, la vera emergenza è nel "sistema"

Fonte: Arianna editrice

Fatta la tara alle polemiche strettamente politiche, chi “vince” e chi “perde” nella gestione terremoti-neve, che ha devastato ampie zone dell’Italia Centrale ? L’ onore delle armi e delle citazioni va certamente a quanti sono e sono stati in prima linea nelle difficili operazioni di soccorso: Corpi dello Stato, associazioni di volontariato, semplici cittadini hanno offerto  esempi significativi per  spirito d’abnegazione e professionalità.  E’  l’immagine di  un’Italia “bella” quella che si è vista accanto alle popolazioni segnate dalle calamità naturali, un’Italia della quale c’è da essere fieri, al di là di qualsiasi retorica d’occasione.

A mancare, dietro quegli uomini e donne, è però la capacità di programmazione e d’intervento, della quale dovrebbero interessarsi le Istituzioni. Qui il nostro Paese “perde”: nella cesura tra “apparati” e competenze, strutture amministrative e prevenzione. Si dirà: ma i Corpi dello Stato utilizzati durante le diverse emergenze non sono espressione stessa della realtà istituzionale ? La vera questione è che gli interventi dettati dalle varie emergenze arrivano a coprire, quasi sempre,   le debolezze “strutturali” del sistema-Paese, la scissione tra competenze e Istituzioni. Si corre ai ripari certamente, ma quello che manca è la capacità di programmare, di prevenire, di fare in modo che le diverse competenze siano interne alle scelte istituzionali. E perciò in grado di rendere le scelte rapide, adeguate, trasparenti. Continua a leggere

Come Obama ha aiutato l’Isis

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apertura-obama-e1485331369514-1024x551È il 22 settembre del 2016 e a New York, nella sede della Missione olandese alle Nazioni Unite, si svolge una riunione riservata; anzi riservatissima. Il Segretario di Stato dell’amministrazione Obama, John Kerry, s’incontra a porte chiuse con un gruppo di dissidenti siriani anti-Assad. Oggetto della discussione: provare a capire i possibili sviluppi della guerra e definire il ruolo degli Stati Uniti. La riunione viene registrata segretamente da uno dei presenti ed il suo contenuto è oggi integralmente reso libero da Wikileaks e accessibile sul web.

Il contesto

In quei giorni Washington e Mosca si erano accordati per un “cessate il fuoco” che avrebbe dovuto consentire interventi umanitari per Aleppo e definire meglio sul terreno la distinzione tra ribelli moderati e combattenti jihadisti. Ma quattro giorni prima di questa riunione, gli aerei americani avevano violato il cessate il fuoco bombardando (ufficialmente “per errore”), le postazioni dell’esercito arabo-siriano a Deir Ezzor, uccidendo 60 soldati di Assad che difendevano con i denti l’accerchiamento della sacca strategica dai mercenari dell’Isis.

Secondo un articolo del New York Times pubblicato il 30 settembre (di cui parleremo in seguito) la riunione vedeva attorno al tavolo circa 20 persone: oltre a Kerry e al suo staff, i rappresentanti di quattro gruppi anti-Assad che fornivano soccorso e servizi medici nelle zone controllate dai ribelli (tra i quali è facile immaginare anche i leggendari Elmetti Bianchi di cui abbiamo parlato qui) e diplomatici di almeno tre o quattro paesi della coalizione a guida Usa. Come scrive il quotidiano, la registrazione fu fatta “da un partecipante non-siriano e confermata nella sua autenticità da parecchi altri presenti”. Continua a leggere

Fuocoatrump. Salviamo il clandestino Donald !

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trump-675-2di Roberto Pecchioli

Chi scrive e chi pubblica queste righe non è un tifoso sfegatato di Donald Trump, né si attende dalla sua presidenza miracoli o rivoluzioni nell’assetto del mondo. Tuttavia, scriveva Joseph Conrad che un uomo si giudica anche dai suoi nemici, ed il neo presidente Usa, che di nemici ne ha davvero tanti, sembra meno peggiore di gran parte di loro, e comunque ha diritto ad essere messo alla prova. I sedicenti nemici dei “pregiudizi”, i sacrestani integerrimi della democrazia hanno emesso la sentenza contro di lui prima e senza processo, senza prove e diritto di replica. Alla larga da questi insopportabili talebani del Bene, del progresso, e dei “diritti”.

Bianco, maschio, eterosessuale.  Per di più credente: ha giurato da presidente degli Stati Uniti su due Bibbie, una delle quali è quella che gli donò la madre più di sessant’anni fa. Mentitore, anche, Donald Trump, archetipo del Male: ha confidato che per un uomo ricco e potente è facile ricevere favori sessuali dalle donne, il che è una vergognosa, millenaria menzogna ! Nel discorso di insediamento ha osato affermare che il potere , suo tramite, ritorna al popolo americano, cui era stato espropriato e che, massimo degli orrori, egli si impegna a difendere i confini, il popolo ed il lavoro degli Usa. Continua a leggere

Trump firma per la costruzione del muro col Messico (chiedendo che le spese se le accolli il Messico)

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4055446364_77d74a7d6d_b_yoast-keyword-660x330Segnalazione di Raimondo Gatto

«Grande giorno», Trump pronto ha firmato ieri il decreto per la costruzione del muro al confine con il Messico
Il neo-presidente ha anche dato il via libera agli oleodotti Keystone e Dakota. I progetti che minano la riserva dei Sioux erano stati annunciati in campagna elettorale, scatenando dure proteste negli Usa, coinvolgendo anche attori di Hollywood

di Raffaella Cagnazzo
Trump mostra la firma al decreto per gli oleodotti (Epa) Trump mostra la firma al decreto per gli oleodotti (Epa)

«Grande giorno domani (ieri in Italia, ndr) per la sicurezza nazionale. Tra le tante cose, costruiremo il muro!». Lo ha twittato il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. L’annuncio appare così confermare le anticipazioni del New York Times sulla firma di un decreto sull’immigrazione che sblocca i fondi per la costruzione della barriera al confine col Messico. Continua a leggere

Nuovo articolo sul “prismatico” don Innocenti

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convegno_massoniSegnalazione del Centro Studi Federici

Don Innocenti e i “cari amici” massoni, di Padre Torquemada
 
Terza puntata su don Ennio Innocenti. Il giorno dopo la pubblicazione della mia notarella su “Don Ennio Innocenti, pioniere dell’Ecumenismo a Roma” (http://www.sodalitium.biz/don-ennio-innocenti-pioniere-dellecumenismo-roma/),  un nostro attento lettore ha segnalato agli amici di Sodalitium un video molto interessante che tutti voi potete vedere al seguente indirizzo:
La presentazione del video spiega sufficientemente il suo contenuto:
La “Sacra Fraternitas Aurigarum Urbis” e il “Collegio Circoscrizionale dei Maestri Venerabili della Toscana” hanno organizzato il 12 marzo 2016, presso il centro congressi dell’Hotel Mediterraneo (Firenze), un confronto sul tema dell’INIZIAZIONE. Dopo l’iniziale saluto di Francesco Borgognoni (presidente del Collegio Circoscrizionale dei Maestri Venerabili della Toscana) hanno parlato, sotto la moderazione dello storico Gabriele Paolini, Don Ennio Innocenti e il Prof. Mariano Bianca. Per non eccedere in lunghezza sono stati tagliati gli interventi che alcune persone del pubblico, molto interessato, hanno fatto dopo i quattro interventi dei relatori.
Aggiungiamo solo che il prof. Bianca è esponente del Grand’Oriente d’Italia (abbiamo già parlato di lui su Sodalitium trattando della rivista massonica Ars Regia alla quale collaboravano Franco Cardini e Massimo Introvigne) e che tra il pubblico era presente il Gran Maestro onorario del GOI. Paolini e Bianca sono due professori universitari.
Il lettore che avrà la pazienza di ascoltare quanto detto dai partecipanti, si accorgerà che don Innocenti non fa mistero delle sue “perplessità” sulla Massoneria, per cui non è oggetto di nostra critica quanto detto da don Innocenti, quanto piuttosto quanto non detto, e ancor più dal fatto stesso di aver partecipato ad un confronto e dialogo con quelli che lui stesso chiama i suoi “cari amici” cioè i massoni.
Qualcuno dirà: ma don Innocenti, davanti a una platea di massoni, non ha esitato a criticare, seppur con garbo, la massoneria. E noi ci chiediamo allora se i massoni siano poi tutti  – per dirla alla toscana – dei ‘bischeri’. A che scopo invitare don Innocenti, se don Innocenti con la sua presenza nuocesse, e non giovasse invece, alla causa massonica?
Sì, perché non si tratta del primo incontro tra la “Sacra Fraternitas Aurigarum” del sacerdote pistoiese, e le Logge massoniche toscane.
Già due anni prima il medesimo Maestro Venerabile Francesco Borgognoni (presidente del Collegio dei Maestri Venerabili di Toscana) aveva invitato e ricevuto don Innocenti, sempre a Firenze, il 29 novembre 2014, per tenere ai Fratelli una conferenza su “La Gnosi e la modernità”:
 
Che interesse hanno i fratelli massoni a dare la parola ad un sacerdote noto per le sue pubblicazioni anti-massoniche? Andrebbe chiesto a loro; certamente, il solo fatto del ‘dialogo’ e del ‘dialogo’ tra ‘amici’ – massoni o cattolici poco importa – è già di per sé stesso una vittoria dello spirito massonico. Simili incontri ripetuti, che durano almeno da alcuni anni (se non da prima) presuppongono contatti e frequentazioni che lasciano supporre che quel che possiamo vedere sia solo, come si dice, ‘la punta dell’iceberg’.
Da laggiù, Giulio Andreotti benedice.
 
P.S. – Qualcuno si chiederà e ci chiederà come mai tanto interesse verso un venerando e ormai anziano sacerdote (sempre di vivissima intelligenza, comunque) da parte nostra. Diremo apertamente che ciò è dovuto all’influenza e al fascino che ha esercitato e crediamo eserciti ancora su sacerdoti (e laici) del cosiddetto mondo della “tradizione cattolica”: chi ha orecchie per intendere, intenda, e rifletta.
 
 
 

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Xi apostolo del liberismo globale? Per favore….

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di Maurizio Blondet

A Davos, i miliardari, economisti  di corte e politici orfani di Obama  si sono stretti attorno a Xi Jinping:  “Ultimo difensore del libero-scambio!”,  l’hanno acclamato baciandone le mani.  Si capisce dalle foto come Xi se  la rideva.

Liberista, la Cina? Sul riso importato  applica tariffe del 34 per cento.

Come tutti i paesi asiatici, del resto (il Giappone impone dazi del 300%), e  fanno benissimo:  anzitutto bisogna salvare i contadini nazionali,  sottrarli agli incerti del mercato mondiale , alle sue speculazioni  omicide; la  riserva alimentare nazionale sia assicurata.   Salvare la razione di pane, la ciotola di riso, ossia l’autosufficienza alimentare  per possibili tempi di tempesta, guerre e chiusure e tenere i coltivatori nei campi,  nel paesaggio. Continua a leggere

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