La moschea di Segrate si schiera con la sinistra: i musulmani non devono perdere questa occasione
di Alberto Giannoni
Per chi votare? Dall’alto del minareto di Milano arriva chiara e forte un’indicazione. Anzi, di più, un «suggerimento, quasi precetto», rivolto a «musulmani elettori, loro famiglie e parentele votanti».
E il «quasi precetto» è questo: «Votare per chi ha sostenuto lo ius soli, in modo da partecipare alla formazione della maggioranza che Allah volendo lo approverà nella nuova legislatura». Così, in vista del voto, scende in campo la moschea di Segrate (l’unica ufficiale «ufficiale» del Milanese) che nel suo bollettino si rivolge a «musulmani, familiari e amici», e li avverte che «hanno un interesse fondamentale a recarsi alle urne e nel segreto della cabina, dove nessuno, tranne Allah, rifulga lo splendore della sua luce, li vede esprimere oculatamente su scheda valida il voto, mettendo la X sul simbolo di partiti…» favorevoli allo ius soli.
Fra i beneficiari dell’endorsement non c’è sicuramente il centrodestra, c’è ovviamente la sinistra, ma anche i 5 Stelle riscuotono grandi simpatie fra molti leader musulmani e allo ius soli non erano contrari. Quanto al Partito democratico, proprio il centro islamico di Milano e Lombardia ha ospitato a Segrate pochi giorni fa un incontro con il segretario milanese dei renziani Pietro Bussolati, accompagnato dalla consigliera comunale Sumaya Abdel Qader. Ad accoglierli non solo fedeli – rigorosamente donne da una parte e uomini dall’altra – ma soprattutto il fondatore-imam Ali Abu Shwaima, noto per aver giudicato sconveniente per una donna andare in bici, oltre che per la partecipazione a uno dei cortei filopalestinesi di Milano, a dicembre, quando invocò l’intifada contro i progetti statunitensi su Gerusalemme. Continua a leggere