“Vi dico cosa sono davvero i centri sociali”: parla il giudice Guido Salvini

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di Guido Salvini

"Vi dico cosa sono davvero i centri sociali": parla il giudice Guido Salvini

Fonte: Libero Quotidiano

“Che cosa mi ha colpito di più in questi giorni? Le bombe con i chiodi a Torino contro i poliziotti”. A parlare è Guido Salvini, gip a Milano e giudice istruttore negli anni di piombo, e probabilmente anche lui verrà accusato a sinistra di essere un “fascista”. Intervistato dal Messaggero, la toga colpisce duro i centri sociali e gli antagonisti violenti: “Quelle bombe dimostrano la volontà di fare del male, non solo di manifestare in forma violenta”. Il paragone con gli Anni 70 secondo Salvini è eccessivo: “Allora si sparava e c’erano le stragi. Da molti anni non ci sono più morti causati da una guerra civile nelle strade.
La tensione oggi nasce dalla presenza alle elezioni, con un discreto seguito, di movimenti come Forza Nuova e CasaPound“. Anche in questo caso, però, l’allarme è esagerato. Laura Boldrini e Liberi e Uguali hanno già proposto di sciogliere quelle forze di estrema destra: “Non concordo – ribatte Salvini -. Si consegnerebbero alla illegalità non piccoli gruppi già al di fuori della legalità, ma decine di migliaia di persone. Oltretutto sarebbe incostituzionale”. Continua a leggere

Vecchi e nuovi opposti estremismi

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di Marcello Veneziani

Vecchi e nuovi opposti estremismi

Fonte: Marcello Veneziani

Piazzisti vs populisti
Vogliono farci credere che il tema del giorno sia fascisti contro antifascisti, o in subordine, il riaffiorare degli opposti estremismi. E invece il derby che si sta giocando in Italia è un altro: è piazzisti contro populisti.

Le quattro forze principali che si dividono il campo politico ed elettorale sono infatti due coppie asimmetriche.

Ci sono da un versante i populisti, i grillini e Salvini. E ci sono contro di loro due formidabili piazzisti, Berlusconi e Renzi. Poi ci sono le loro controfigure soft come Gentiloni, Di Maio, Tajani (Salvini non è dotato di protesi).

Se i populisti soffiano sul disagio della gente e sulla protesta antipolitica o antiimmigrati, i piazzisti fanno la loro propaganda porta a porta, puntano a prospettare mirabili vantaggi personali prima che sociali. Soldi qua, pensioni là, canoni tv graziati, sgravi prodigiosi, abbuoni miracolosi, dentiere, cibo per cani e gatti, trascurati i cavalli e i canarini.

Questo è l’avvilente spettacolo che abbiamo dinanzi. Continua a leggere

Antifascismo e la strategia degli opposti estremismi

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di Roberto Siconolfi

Antifascismo e la strategia degli opposti estremismi

Fonte: Roberto Siconolfi

Nel 2018 a distanza di quasi un secolo, parlare di anti fascismo, in assenza di fascismo sembra quasi imbarazzante se non fosse tragico. In un sistema così compiuto e raffinato, quale il neo-totalitarismo UE, l’anti fascismo è a tutti gli effetti uno strumento nelle mani delle élite per perpetrare il loro dominio. Tra l’altro, adesso che vi è un aumento di livello di consapevolezza popolare sul modus operandi dei poteri forti, tra cui le tecniche del divide et impera, ecco che a gonfie vele mainstream, intellighenzia, e socialdemocrazia armano le mani del “radicalismo anti fa”.

Ricordiamo che già negli anni ’60-’70 con l’Operazione Gladio i centri di potere politico, più o meno occulti, muovevano alternatamente i gruppi della sinistra o della destra extra-parlamentare per realizzare determinati piani governativi. Tuttavia già all’epoca esistevano voci critiche ed interessanti esperienze, seppur piccole che cercarono di superare determinati steccati, in nome di una più ampia lotta anti-sistema. Prendiamo gli esordi del Movimento Studentesco ad esempio, o le lucide analisi di Pasolini su anti fascismo e difesa della polizia. Continua a leggere

“Bus della Libertà”: censurato a Torino, accoglienza strepitosa a Verona!

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di Filippo Savarese

Venerdì scorso stavamo viaggiando da Livorno verso Torino col Bus della Libertà: il grande pullman arancione contro l’ideologia Gender nelle scuole. La quinta tappa dopo quasi duemila chilometri. Già migliaia di Manuali per Genitori Protagonisti nelle Scuole distribuiti in giro. Eravamo tranquilli. Il Comune di Torino ci aveva autorizzato l’occupazione di suolo pubblico per sabato mattina. Avevamo persino già pagato il dovuto. Insomma, tutto regolare… o almeno, così credevamo. Una revoca vergognosa.

La situazione è precipitata quando l’Assessore alle Pari Opportunintà di Torino, Marco Giusta, si è “accorto” che stavamo arrivando in città. Sai, lui era il presidente locale dell’Arcigay. Una delle più potenti associazioni LGBT d’Italia. Non ha tollerato che potessimo esprimere liberamente il nostro pensiero nella “sua” Torino.

E così… ha alzato la cornetta. Ha chiamato gli Uffici del Comune. Ha chiesto che ci fosse revocata l’autorizzazione. E ha ottenuto la revoca! Scandaloso.

Proprio cosìa meno di 24 ore dalla manifestazione, il Comune di Torino ci ha revocato l’autorizzazione (già pagata!) perché l’ex presidente dell’Arcigay e ora Assessore alle Pari Opportunità (paradossale!) non condivide le nostre opinioni. Hanno scritto, nero su bianco, che la nostra campagna non assicura il rispetto dei valori della Costituzione. Vi rendete conto? Per difendere la Costituzione (secondo loro), ci negano i più elementari diritti costituzionali.

IMG-20180225-WA0031-01.jpegMa noi abbiamo deciso di fermarci ugualmente, violando deliberatamente la revoca del Comune. Disobbedienza civile! Continua a leggere

Il vero problema delle Ong? Politico, non (solo) morale

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DA DOMANI, MERCOLEDI 21 FEBBRAIO A SABATO 24 FEBBRAIO 2018 IL SITO WWW.AGERECONTRA.IT  SARA’ OFF-LINE PER LA SECONDA MANUTENZIONE PREVISTA. CI SCUSIAMO CON I NOSTRI LETTORI PER IL DISAGIO. TORNEREMO LUNEDI 26/02 

di Fulvio Scaglione

Il vero problema delle Ong?  Politico, non (solo) morale

Fonte: Gli occhi della guerra

Io ero e resto convinto che nei primissimi anni Novanta Willy Huber, che allora dirigeva l’ospedale di Save the Children a Mogadiscio, in Somalia, mi abbia salvato la vita. In più, ho avuto decine di contatti, e in qualche caso rapporti profondi, con esponenti di Ong in varie parti del mondo. Figuriamoci quindi se posso avere una posizione preconcetta nei confronti del cosiddetto “volontariato”.

Però una crisi è una crisi. E quella attuale è assai profonda, e non riguarda solo i colossi travolti dallo scandalo come Oxfam o quelli che si stanno autodenunciando perché avevano già preso provvedimenti e non vogliono finire nel tritacarne come Save the Children o Medici senza Frontiere. Tanto profonda che la Charity Commission, l’ente che per conto del governo inglese sorveglia le Ong, denuncia di ricevere ogni anno oltre mille segnalazioni di abusi sessuali, che riguardano organizzazioni grandi, piccole e minuscole. Ed è chiaro che il cittadino di buona volontà, il cittadino-donatore ma anche il cittadino che paga le tasse e vede il proprio governo affidare decine di milioni alle Ong, fa in fretta a farsi una domanda: se questi, ad Haiti o altrove, usavano l’organizzazione come sede per le orge, chissà che fine facevano i miei soldi.

Per questo paiono molto ingenui, quando non ipocriti, gli inviti che ora compaiono sulla stampa nazionale e internazionale a non confondere i pochi che sbagliano con i tanti che agiscono onestamente, perché si rischia di cancellare risorse che vanno comunque a favore di popolazioni colpite da calamità naturali, guerre, carestie e così via. È vero, verissimo. Ma succederà comunque. Quando saltò fuori che i loro uomini rubavano, grandi e storici partiti che avevano fatto la storia d’Italia finirono a pezzi. E a nessuno venne in mente di risparmiarli perché avevano contribuito a costruire il Paese e a dare benessere agli italiani.

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Come il potere controlla i media e fabbrica l’informazione per ottenere il consenso

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Segnalazione Arianna Editrice

di Enrica Perucchietti

Come il potere controlla i media e fabbrica l’informazione per ottenere il consenso

Fonte: luogocomune

Federico Dal Cortivo per Italiasociale.net intervista Enrica Perucchietti autrice del saggio «Fake News. Dalla manipolazione dell’opinione pubblica alla post-verità. Come il potere controlla i media e fabbrica l’informazione per ottenere il consenso»  uscito ieri, 19 marzo, per Arianna Editrice.

D: Dott.ssa Perucchietti, il suo saggio esce quasi in concomitanza con l’annuncio del Viminale che in vista delle elezioni politiche partirà il nuovo servizio in rete di segnalazione di notizie false ( fake news), basterà al cittadino entrare nel nuovo sito della Polizia Postale, e fare clic su un pulsante rosso virtuale e «denunciare le notizie che a nostro parere sembrano bufale». Una sua prima impressione su come funzionerà il «nuovo servizio pubblico» e se avrà una ricaduta sulle imminenti elezioni politiche, dalla pubblicazione dei memoriali contro gli avversari alle fake news si potrebbe dire…

R: Il discorso è molto delicato. In estrema sintesi, però possiamo pensare che possa in futuro valere come una raccolta dati e dall’altro come un sistema di censura per imbavagliare il web puntando progressivamente a censurare i siti scomodi e l’informazione alternativa. Credo che questo servizio rientri all’interno di una campagna sempre più agguerrita contro le fake news che ha però come obiettivo non la tutela dell’opinione pubblica, quanto il controllo sociale.

Una volta ricevute le segnalazioni, un team dedicato del Cnaipic, un organismo specializzato della Polizia postale verificherà attentamente attraverso l’impiego di tecniche e software specifici e, in caso di accertata infondatezza, pubblicherà una smentita. In che modo, mi chiedo, si deciderà quali contenuti sono veri e quali falsi? Fino a che punto si spingerà questo sistema? Non lo sappiamo. Sappiamo però che in Europa la guerra alle fake news si sta facendo sempre più accesa e ancora pochi ricercatori, intellettuali e giornalisti si stanno opponendo a tutto ciò. Qualcosa di simile, infatti, sta avvenendo anche in Francia: nella conferenza stampa di inizio anno, Macron ha annunciato un progetto di legge per combattere le fake news e rafforzare il controllo dei contenuti su internet in periodo elettorale. Continua a leggere

Giappone, 10mila richieste d’asilo nel 2016: accettate solo 28 (PRENDERE ESEMPIO!)

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Le nazionalità d’origine più ricorrenti: sette afghani, quattro etiopi, tre eritrei e due del Bangladesh

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Imbroglio e ipocrisia: le due narrazioni (farlocche) di Iran e Israele

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Segnalazione Linkiesta

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Imbroglio e ipocrisia: le due narrazioni (farlocche) di Iran e Israele

Netanyahu a Monaco dice che l’Iran è la maggiore minaccia al mondo (bum!). E gli Israeliani da sempre si dipingono come un piccolo paese indifeso. Falso. D’altra parte l’Iran ha le sue ipocrisie, la sua voglia di egemonia. E la sua visione (perdente) sulla questione palestinese. (di Fulvio ScaglioneLEGGI)

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UN TENTATIVO RUSSO DI SEDARE LO STRESS PRE-TRAUMATICO DI BIBI

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https://www.maurizioblondet.it/wp-content/uploads/2018/02/netanyahu-dron.jpg

Diversi lettori sono allarmatissimi  per il titolo apparso su SputnikNews: “La Russia sarà al fianco di Israele in caso di attacco da parte dell’Iran”.  Cosa succede? Un rovesciamento di alleanze? …

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https://www.maurizioblondet.it/estremo-un-tentativo-russo-sedare-lo-stress-pre-traumatico-bibi/?t=1&cn=ZmxleGlibGVfcmVjcw%3D%3D&refsrc=email&iid=4f01498333ec43f9bb6f20e61ac9981e&fl=4&uid=974325840&nid=244+272699400 Continua a leggere

Rivista americana svela “l’arma più potente” della Corea del Nord

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Kim Jong-un (foto d'archivio)

I servizi segreti possono essere uno strumento efficace nelle mani di Pyongyang in caso di conflitto armato nella penisola coreana, scrive The National Interest.

Come osservato dalla rivista con riferimento ad un rapporto del Pentagono, la Corea del Nord ha due strutture di servizi segreti responsabili delle attività di intelligence. La prima è impegnata nelle operazioni di ricognizione e segrete all’estero. La seconda agenzia è responsabile del controspionaggio. Tuttavia ci sono altre due agenzie che operano in Corea del Sud.

Secondo gli analisti, la divisione dello Stato Maggiore dell’esercito nordcoreano, l’organo principale per lo spionaggio all’estero, è stata creata a immagine dei servizi segreti delle forze armate dell’Unione Sovietica. Questo dipartimento è composto da sei unità incaricate di condurre operazioni segrete, attività nel cyberspazio, raccolta di informazioni all’estero nel dialogo intercoreano.

La rivista sottolinea che i servizi segreti sono uno dei pilastri fondamentali delle forze della Corea del Nord. Gli esperti ritengono che gli agenti nordcoreani siano in grado di operare con successo all’estero. Ad esempio i servizi segreti di Pyongyang sono dietro l’omicidio di Kim Jong-nam, fratello maggiore di Kim Jong-un.

Riassumendo The National Interest definisce spietati i servizi segreti della Corea del Nord e osserva che possono essere utilizzati con successo in caso di conflitto nella penisola coreana.

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