Convegno su gender contro gerarchie vaticane e tradizionalisti

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Segnalato alla Redazione

 

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A Ghost is Haunting Europe: On the Uses and Abuses of the Concept of Gender

In its most common understanding, the term “gender” primarily refers today to the complementarity of femininity and masculinity, understood in turn as psychosocial identities; and so it has been used also by large sectors of feminism. The seminar aims to provide a synthetic overview of the effects produced by its diffusion in medicine, psychiatry, academic knowledge production, the public sphere and social movements. The point of departure will be the ongoing debate in Europe and Italy, where the category of gender coagulates the hostility of Vatican elites and catholic integralist movements toward the achievements of civil rights for lesbian, gay, bisexual, transsexual/transgender, queer and intersex people. This contrast is a clear example of the semantic complexity of gender, a concept or better a conceptual device, which has in short time produced numerous political cultures, often in conflict with each others.

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Vinca chi vinca, in Grecia a vincere sarà ancora l’euro

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EURO VS GRECIA

Nei giorni scorsi alcuni organi di stampa hanno riportato la notizia che la Germania non esclude l’uscita della Grecia dall’euro, sostenendo “che è una possibilità”.

In Grecia il malcontento è alle stelle, e alle imminenti elezioni potrebbe vincere Tsipras, che promette aumenti di stipendio, di rinegoziare il debito, ma ha chiarito che NON INTENDE LASCIARE L’EURO.

(E pertanto potrà fare ben poco per l’economia greca…)

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Democratici su Marte

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Segnalazione Quelsi

by Giuseppe Mele

marteRoma è divenuta un deserto politico. Un panorama di mitiche architetture, di siti divini, di magnifiche sedi, tutti svuotati e popolati solo dai fantasmi di diverse epoche e dai sogni lontane epopee, che a occhi chiusi non vogliono svegliarsi e aprire gli occhi all’incubo quotidiano. In questo deserto gli uomini e le donne titolati non sanno che farsene della propria autorità, anzi la temono. Mormorano fra sé oppure viceversa urlano biascicate oscenità e sproloqui senza senso. Tra urla e sospiri accusano e si accusano l’uno con l’altro. I grandi siti culturali inaugurati da pochi anni vivacchiano. L’Eur è fallita e la Nuvola si avvia verso il relitto storico di se stessa. Procede la piccola guerra a mercatini e tavolini da bar all’aperto mentre prosegue quella grande dell’Auditorium per divenire monopolio teatrale. Non un distretto industriale è in piedi e l’industria si sta confondendo con il commercio. I ministeri parchi di idee mollano danari solo se vedono sangue. A Roma non c’è più nessuno e nessuno ci sta più con la testa. A destra la diaspora è tale che i più si chiedono come abbiano potuto convivere. Felice, la destra d’antan riscopre il piacere di un suo ghetto sicuro e inoffensivo, dove nessuno mette in discussione nessuno. Moltissimi dai più diversi lati scoprono insospettate liason con il partito di maggioranza e citano felicemente l’anticomunismo di Veltroni. A sinistra, tra fughe, ripensamenti ed Europa, c’è il presidente Pd Orfini, un romano del quartiere Prati, cresciuto tra cinematografia e informazione patinata di sinistra, da dicembre commissario del partito romano, per il quale ha rinunciato a farsi un’istruzione. Nel solco del leader D’Alema alla cui corte, fondazione e corrente è cresciuto, già da segretario di una sezione romana. Promosso alle popolari primarie, chi più di Orfini potrebbe conoscere meglio la sua città? Lo dice anche la fisionomia da romano medio che ricorda lo stempiato di Ecce Bombo ed il Venditti liceale davanti alla scuola. Invece appena sbarcato tra i 100 circoli e gli 8mila iscritti, il 13% del tesseramento nazionale, gli è sembrato di essere su Marte. Su una terra nemica, brulla e fangosa, da radere al suolo, “ ricostruire” e portare di nuovo all’altezza del ruolo di Capitale”. Da quando però Roma non è più degna di questo ruolo? Nel retro pensiero orfiniano, probabilmente da quando la Città Eterna è entrata a pieno titolo nella Costituzione e dovunque si scrive Roma Capitale.

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Anno nuovo, sputi vecchi

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Segnalazione del Centro Studi Federici

western- wallRiproponiamo un comunicato del gennaio 2012 in quanto l’abitudine dei giudei ortodossi – compresi i bambini – di sputare davanti ai preti nei vicoli della Città Vecchia di Gerusalemme prosegue indisturbata. 

Chi sputa in cielo, in faccia gli ritorna

Il sito del Patriarcato Latino di Gerusalemme ha diffuso un comunicato che condanna la prassi degli ebrei ortodossi di sputare quando incrociano il clero cattolico o scismatico per le strade di Gerusalemme. Stupisce però che il comunicato sia stato fatto dall’Anti-Defamation League. E’ molto interessante la prima parte del comunicato, dove si denuncia la consolidata abitudine di sputare contro i religiosi cristiani. La seconda parte del testo, relativa ai presunti valori ebraici di rispetto e bontà per gli altri, risulta poco convincente alla luce di tutte le persecuzioni e le discriminazioni che in Terra Santa colpiscono la popolazione palestinese (cattolica, scismatica e musulmana) a partire dal 1948. Staremo a vedere se l’inatteso appello dell’ADL contribuirà a rendere più civili gli incivili discendenti di Caifa.

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Record di chiese dismesse in Olanda, al loro posto supermercati e piste di skate

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chiesa skate

Sono sempre più le chiese che chiudono nel Nord Europa, trasformandosi in palestre, supermercati, o addirittura scuole di circo e sale attrezzate per lo skateboard. L’Olanda è il paese dove il fenomeno è più diffuso: la gerarchia cattolica stima di dover dismettere due terzi delle proprie 1600 chiese nel prossimo decennio, mentre 700 chiese protestanti che dovranno essere chiuse nei prossimi quattro anni.

In Danimarca sono 200 le chiese che non servono più, mentre in Germania ne sono state chiuse 515 negli ultimi dieci anni. In Inghilterra se ne chiudono 20 l’annno, tanto che la Chiesa d’Inghilterra, così come quella di Scozia hanno sul proprio sito una sezione per la vendita delle chiese sconsacrate. http://www.churchofscotland.org.uk/about_us/property_and_church_buildings/properties_for_sale

https://www.churchofengland.org/clergy-office-holders/pastoralandclosedchurches/closedchurches/closed-churches-available.aspx

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Istat: a novembre disoccupazione giovanile al 43,9%, record dal 1977

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Segnalazione  Quelsi

by Vittorio Argese

OBJ LAVOROL’Istat comunica che il tasso di disoccupazione a novembre sale a quota 13,4%, +0,2% rispetto ad ottobre. Si tratta del massimo storico, il valore più alto sia dall’inizio delle serie mensili, gennaio 2004, sia delle trimestrali, ovvero dal 1977.
Il tasso di disoccupazione dei 15-24enni a novembre balza invece al 43,9%, +0,6% su ottobre. Anch’esso è il valore più alto registrato dal 1977. Risultano in cerca di un lavoro ben 729 mila under 25, in aumento di 18 mila unità nell’ultimo mese (+2,5%) e di 63 mila rispetto a dodici mesi prima (+9,4%). Gli occupati under25, a quota 934 mila, restano fermi su base mensile, mentre calano di 8 mila nel confronto annuo (-0,9%).

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Firma anche tu la petizione per fermare l’ideologia gender nelle scuole!

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PROVITA

Gentile lettore,

mi permetto di inoltrarti la precedente comunicazione per informarti che anche il Movimento per la Vita si è unito ai promotori della petizione per contrastare l’ideologia gender nelle scuole!

Inoltre è ora possibile, per più persone, sottoscrivere la petizione con il medesimo indirizzo mail

cliccando qui

E’ importante diffondere al massimo questa petizione mediante email, Facebook e Twitter per indurre il Governo ad ascoltare le famiglie: è infatti ufficiale la notizia del decreto Fedeli che vuole erogare 200 milioni di euro per l’introduzione della ideologia gender nelle scuole e nelle università.

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I debiti della famiglia Renzi pagati dal Governo Renzi. Leggi i documenti

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Segnalazione Quelsi

by Redazione

DEBITI RENZIL’azienda di famiglia di Matteo Renzi, quella in cui lui stesso è stato socio e per lungo periodo unico dirigente, ha avuto un percorso travagliato, ad un certo punto ha fatto richiesta di un finanziamento. Finanziamento che alla fine è stato pagato dal Governo Renzi e dalla finanziaria della Regione Toscana. Soldi pubblici. Alle spalle degli imprenditori in crisi che si suicidano.

Ecco qui uno schema riassuntivo e l’interrogazione che presentiamo in Regione. Ecco i documenti e le cifre corrette.

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