Il Vaticano recluta la papessa Naomi Klein per la battaglia sul clima

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Segnalazione di Federico Prati

L’attivista no global pronta (di nuovo) alla lotta contro l’imperialismo capitalista

“Risulta veritiero lo scenario che ci mostra ‘Hunger Games’: violenza, brutalità e diseguaglianze” Roma. A Naomi Klein, papessa laica dei movimenti no global di mezzo mondo, terzomondista, ambientalista e antiliberista, mancava solo d’essere ricevuta con tutti gli onori in Vaticano. Quel momento è arrivato: appuntamento per il 2 luglio, quando la “Signora Naomi Klein, scrittrice” (così il bollettino ufficiale della Santa Sede) prenderà la parola a margine della – citiamo testualmente – “conferenza di alto livello Le persone e il pianeta al primo posto: l’imperativo di cambiare rotta”. Domani, intanto, farà il suo ingresso solenne nella Sala stampa di Via della Conciliazione, invitata dal cardinale Peter Turkson, già presentatore dell’enciclica Laudato si’ e presidente del Pontificio consiglio per la giustizia e la pace. Teatro perfetto per rinfocolare la sua ultima battaglia, come sempre anticipata e accompagnata da un libro mandato in stampa a tempo debito, “Una rivoluzione ci salverà”, edito in Italia da Rizzoli.

ARTICOLI CORRELATI Ambiente sì, ma il cuore dell’enciclica è il degrado etico dell’uomo Giustizia climatica La curiosa parabola di Laudato si’ L’enciclica che cambia rotta alla chiesa Perché l’enciclica piace tanto a chi avversa la libertà individuale. Dai Sacri Palazzi, nelle settimane scorse, s’erano lamentati che di tutte le duecento pagine del testo papale fosse passato sui media solo il capitolo dedicato agli sconvolgimenti climatici: sarà arduo, ora, visti i conferenzieri invitati a discutere sul tema, invertire la rotta. A ogni modo, fa sapere Klein parlando della sua ultima fatica letteraria, i toni sono meno apocalittici rispetto al passato e il mondo avrà perfino una speranza di redenzione, un po’ come succede nei film catastrofici dove si vedono trombe d’ aria devastare le praterie del Kentucky o meteoriti colpire lande desolate dello Utah. Dopotutto, la scrittrice basa molte sue visioni e profezie sull’industria cinematografica hollywoodiana, come dimostra l’assunto secondo cui risulta assai veritiero “lo scenario che ci mostra ‘Hunger Games’: un futuro di violenza, brutalità e diseguaglianze sempre più feroci”.

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Il concetto di “discriminazione” per imporre l’eutanasia

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Segnalazione di Corrispondenza Romana

Tommaso Scandroglio

La parola passepartoutoggi è “discriminazione”. Viene usata dagli ideologi di ogni bandiera come grimaldello contro la vita, la famiglia, la libertà religiosa, l’educazione e molto altro ancora. Secondo costoro la vita discrimina molti – persone omosessuali, coppie che non riescono ad avere figli, atei, etc. – e quindi la legge deve riaggiustare queste discriminazioni. Ma anche la morte può discriminare, soprattutto quando è volutamente procurata dagli uomini. Vediamo perché.

Il bioeticista canadese Udo Schuklenk – favorevole tra l’altro all’infanticidio – e Suzanne van de Vathorst, docente del corso Qualità della fase finale della vita e della morte all’Università di Amsterdam, hanno scritto un articolo dal titolo Pazienti con grave disturbo depressivo resistenti alle terapie e morte assistita.

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Renzi ignora il Family Day. Unioni civili entro settembre

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Come avevamo previsto e scritto alla vigilia del Family Day del 20 Giugno…

Segnalazione di Corrispondenza Romana

di Emmanuele Barbieri

Non è vero che Renzi ha rinunciato all’approvazione delle unioni civili. La proposta di legalizzarle non è mai venuta direttamente dal governo, ma dalla senatrice Laura Cirinnà, a cui il premier ha affidato il non difficile compito di trovare i voti in Parlamento.

La manifestazione del 20 giugno a Piazza San Giovani non ha per nulla turbato Renzi che, anche questa volta, si serve di interposta persona per chiarire le sue intenzioni. Una giornalista a lui notoriamente vicina, Maria Teresa Meli, ha scritto sul Corriere della Sera che il premier intende rispettare quella “promessa” fatta già tre anni fa alla Leopolda, quando propose la civil partnership sul modello tedesco. Slitteranno forse i tempi, considerato come al Senato ci sia anche il passaggio pericoloso delle riforme costituzionali.

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Una vergogna che deve trovare dei responsabili

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GIRONE E LATORRE

Segnalazione di Corrispondenza Romana

di Danilo Quinto

Nei giorni scorsi, il Ministero degli Esteri ha annunciato di aver attivato l’arbitrato internazionale nel quadro della Convenzione delle Nazioni Unite sul Diritto del Mare sul caso dei due marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone. La decisione, dice la Farnesina, «è stata presa a conclusione della necessaria fase negoziale diretta con l’India e di fronte alla impossibilità di pervenire a una soluzione della controversia». Un comunicato che dice e non dice, che annuncia una richiesta di arbitrato internazionale dopo quaranta mesi, nel corso dei quali non sono bastati tre Governi per difendere la libertà dei due nostri militari.

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Ermeneutica della continuità

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B INTERNATIONAL

Segnalazione del Centro Studi Federici

Delegazioni del B’nai B’rith International ricevute in Vaticano da Benedetto XVI (12 maggio 2011) e da Jorge M. Bergoglio (25 giugno 2015):

http://www.zenit.org/it/articles/udienza-del-papa-a-una-delegazione-di-b-nai-b-rith-international

http://www.zenit.org/it/articles/ebrei-e-cristiani-sono-chiamati-a-pregare-e-lavorare-insieme-per-la-pace?utm_campaign=quotidiano&utm_medium=email&utm_source=dispatch

Sull’argomento consigliamo la lettura del libro di Emmanuel Ratier: “Misteri e segreti del B’naï B’rith. La più grande organizzazione ebraica internazionale” (CLS, pagg. 360, euro 15,00).

“Il B’naï B’rith ricalca l’organizzazione massonica ed è per lo più sconosciuto al grande pubblico, ma ha esercitato e esercita tuttora, un’influenza enorme sugli avvenimenti mondiali. Il libro è la prima inchiesta indipendente ad esso dedicata nel mondo intero. Contiene moltissimi documenti inediti”.

http://www.sodalitium.posteecommerce.it/sodalitium_posteecommerce_it/misteri-e-segreti-del-b-nai-b-rith-la-piu-grande-organizzazione-ebraica-internazionale.html

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GRECIA ALL’ULTIMO ATTO NELLA SLEALTA’ DELLA GERMANIA

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GRECIA VS EURO

Stiamo assistendo, in questi giorni, a quello che ha tutta l’aria di essere l’ultimo atto della tragedia euro-ellenica. La chiusura miope dell’Eurogermania al salvataggio della Grecia costringerà molto probabilmente Atene al default e getterà l’intera Unione Europea in un terreno ignoto, dimostrando che essa è soltanto una grande costruzione bancario-contabile senza alcuna anima politica che vada oltre l’interesse nazionale degli Stati più forti, in primis della Germania ordoliberale.

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Mons. Fellay è l”ala destra del Concilio: Bergoglio riconosce che la Fraternità è cattolica…

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Mons. Fellay risponde ad alcune domande sulla FSSPX e lo stato attuale dei suoi rapporti con Roma

In occasione della benedizione delle campane per la cappella della scuola di St-Michel de La Martinerie a Chateauroux, il Vescovo Bernard Fellay ha fornito a Présent un aggiornamento (pubblicato sabato 27 giugno) sulla situazione della Fraternità San Pio X, di cui è il Superiore Generale.

Présent: In un’intervista con Fideliter nel 2001, lei ha citato il «movimento di profonda simpatia di giovani sacerdoti per la Fraternità». Questo movimento è cresciuto, in particolare con il motu proprio del 2007?

Fellay: Senza dubbio! Il motu proprio ha dato nuovo slancio a questo movimento. Ed è importante persistere sull’interesse di Benedetto XVI per la liturgia in generale. Egli ha veramente voluto mettere l’intera liturgia tradizionale, non solo la Messa, a disposizione dei sacerdoti e dei fedeli; se ciò non è accaduto è perché c’era troppa opposizione. Ma i giovani sacerdoti si identificano con questa liturgia, proprio perché è senza tempo. La Chiesa vive in eterno.

La liturgia opera oltremisura, ed è per questo che è sempre giovane. Essa è vicina a Dio, è al di fuori del tempo. Quindi non è una sorpresa che il carattereimpresso dal Battesimo faccia risuonare questa armonia anche nelle anime che non hanno mai conosciuto la liturgia. E il modo in cui i giovani sacerdoti reagiscono quando scoprono questa liturgia è toccante: si ha l’impressione che un tesoro sia stato loro nascosto.

La Fraternità è stata ufficialmente riconosciuta come cattolica da parte dello Stato di Argentina, con l’aiuto del cardinale Bergoglio, che nel frattempo è diventato Papa Francesco. Questo fatto ha un’importanza puramente amministrativa o è più rivelatore?

Prima di tutto, c’è un effetto giuridico e amministrativo, senza implicazioni per quanto riguarda le relazioni generali della Fraternità che, per dirla semplicemente, riguardano la Chiesa ufficiale. Ma gli effetti secondari non sono facili da valutare correttamente. Non vi è dubbio che Papa Francesco, allora cardinale Bergoglio, aveva promesso di aiutare la Compagnia ad ottenere il riconoscimento da parte dello Stato argentino della nostra Fraternità come cattolica e che ha mantenuto la sua promessa. Quindi non abbiamo altra scelta che pensare che ci consideri cattolici.

Sulla stessa linea, lei è stato nominato giudice di primo grado da parte del Vaticano per il procedimento nei confronti di un sacerdote della Fraternità. Ciò può essere visto come un segno di buona volontà?

Non c’è niente di nuovo; è così da oltre dieci anni. È davvero un segno di buona volontà e di buon senso. È qualcosa che si può osservare nella Chiesa romana in tutta la sua storia: il suo realismo, la sua capacità di andare oltre i problemi canonici e giuridici al fine di trovare soluzioni a problemi molto reali.

Nella sua Lettera agli amici e benefattori, lei ha citato «messaggi contraddittori» provenienti da Roma. Cosa intende con questo?

Stavo pensando al modo in cui è stato trattato, o meglio maltrattato, un ordine che si stava avvicinando alla Tradizione: i Francescani dell’Immacolata. E ai diversi modi in cui veniamo trattati dalle diverse autorità romane: la Congregazione dei Religiosi, per esempio, ci considera ancora scismatici (nel 2011, hanno scomunicato un prete che si è unito nostra Fraternità); ma non è il caso di altre congregazioni, o dello stesso papa, come abbiamo appena detto.

«Pessimisti», «chiusi agli altri», «pensano che solo i fedeli della Fraternità saranno salvati»: a volte vi si riferiscono queste espressioni. Come risponde? In cosa consiste per lei lo spirito missionario?

Io non mi riconosco in queste battute. La fermezza nella dottrina è effettivamente necessaria, alla fede non appartiene la negoziazione. La Fede è, tutta integralmente, data da Dio, e non abbiamo il diritto di scegliere tra le verità rivelate. Oggi, è malvisto ricordare questi requisiti, com’è più o meno sempre accaduto. L’espressione «la lotta per la fede» fa parte della storia della Chiesa. Il missionario deve far sentire pubblicamente la voce della fede, e allo stesso tempo cercare di rafforzare coloro che già la hanno. Non si può parlare solo ai fedeli della Fraternità. La lampada illumina il mondo, la luce della fede brilla con calore. La fede deve essere sostenuta dalla carità: è così che vedo il missionario.

Qualche settimana fa, i seminari della Fraternità sono stati visitati dal cardinale Brandmüller e dal vescovo Schneider. Queste visite sono un collegamento pubblico con la «Chiesa ufficiale». Non è di vitale importanza?

Il legame con la Chiesa è di vitale importanza. Le manifestazioni di questa connessione possono variare. Le date e i luoghi per queste visite sono state lasciate a me; il Vaticano ha scelto i nomi. Io ho scelto i seminari perché mi sembrava fossero le realtà più eloquenti e rappresentative per i vescovi.

Quali sono state le prime reazioni di questi vescovi?

Erano molto soddisfatti. «Voi siete persone normali», ci hanno detto… il che dimostra la reputazione che abbiamo! Si sono congratulati sulla qualità dei nostri seminaristi. Non vi è dubbio che la loro conclusione dopo questo primo contatto più stretto è che siamo un’opera della Chiesa.

È stato in contatto con tutti i vescovi che vi sostengono con discrezione?

Certo! Quando vediamo che oggi i sacerdoti si avvicinano a noi ed entrano in contatto con noi, possiamo facilmente concludere che lo stesso è vero a livello più alto…

Nell’intervista del 2001 abbiamo già detto, ha dichiarato: «Se c’è qualche possibilità che i nostri contatti con Roma possano riportare un po’ di più la Tradizione nella Chiesa, penso che dovremmo cogliere l’opportunità». È ancora la sua posizione?

Rimane la nostra posizione, anche se non possiamo dire che è facile, soprattutto a causa dei dissensi aperti all’interno del Vaticano stesso. Queste relazioni sono delicate, ma il nostro punto di vista rimane valido come è confermato dai fatti. È un lavoro discreto, che si compie in mezzo a una forte opposizione. Alcuni lavorano in una direzione, altri nella direzione opposta.

È importante il ruolo della Fraternità nella Chiesa come elemento di equilibrio?

Questo ruolo non è una novità. Lefebvre ha iniziato, ed è questo che stiamo continuando. È facile riconoscerlo nell’irritazione dei modernisti rispetto ai passi compiuti da Benedetto XVI.

Dove si trova la Fraternità oggi? Quali sono i suoi punti di forza e i suoi punti deboli? Quale futuro prevede per essa?

Vedo un futuro di pace. Si tratta di un lavoro che è stato affidato al Sacro Cuore di Gesù e al Cuore Immacolato di Maria; tutto quello che dobbiamo fare è rimanere fedeli alla loro volontà. Questa Chiesa è la Chiesa di Nostro Signore Gesù Cristo, che rimane suo capo e non permetterà che sia distrutta.

Debolezze della Fraternità? Il rischio di separazione è grave. Guardate la caricatura della Tradizione che si definisce «resistenza”, per esempio: è uno spirito non cattolico e quasi settario. Non vogliamo aver nulla a che fare con essa; è un movimento che è ritratto in se stesso, con persone che pensano di essere gli unici uomini buoni e giusti sulla terra: il che non è cattolico. È un obiettivo, ma vi è connesso un pericolo. La maggior parte della Fraternità è sana e non cadrà in queste illusioni. Questo ci incoraggia a fare affidamento sui mezzi soprannaturali. Dio ci mostrerà ciò che vuole da noi; Egli parlerà attraverso le circostanze.

I punti di forza? La fedeltà viva che porta i suoi frutti e mostra al mondo di oggi che la vita cattolica, anche con tutte le sue esigenze, è possibile. Ma – altro punto debole – siamo uomini del nostro tempo, e sarebbe un sogno far finta che siamo immunizzati contro l’influenza del mondo moderno. Per essere più precisi, dobbiamo evitare la caricatura di desiderare una Chiesa senza rughe o macchie quaggiù: non è questo che il buon Dio ci ha promesso su questa terra. E non è quello che la «Santa Chiesa» intende; vuol dire che essa è capace di santificare con i mezzi dati da Nostro Signore: i sacramenti, la fede, la disciplina, la vita religiosa, la vita di preghiera.

Cosa ne pensa del suggerimento del Cardinale Sarah di introdurre l’offertorio tradizionale nella nuova Messa?

Non è una nuova idea; gira a Roma da dieci anni. Sono contento che sia stata ripresa. Alcuni criticano l’idea, dicendo che è un modo di mescolare il profano con il sacro. Al contrario, nella prospettiva di riportare salute alla Chiesa, penso che sarebbe un grande passo in avanti, perché l’offertorio è una sintesi dei principi cattolici della Messa, del sacrificio espiatorio offerto alla Santissima Trinità, offerto dal sacerdote a Dio in riparazione dei peccati, e accompagnato dai fedeli. E che potrebbe gradualmente riportare i fedeli alla Messa tradizionale che hanno perso.

Come vuole concludere, Eccellenza?

A mio parere, siamo alla vigilia di importanti eventi che non possiamo ancora definire molto bene. Vorrei chiedere preghiere e terminare con uno sguardo verso Dio, che ci permette di mantenere sempre la speranza.

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El Alamein, 70 anni dopo

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EL ALAMAIN

Il primo luglio del 1942 iniziò la prima battaglia di El Alamein che porterà poi, nell’ottobre dello stesso anno, al sacrificio dei soldati italiani per difendere la loro postazione

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CLUB BILDERBERG: QUESTA E’ LA VERA STRATEGIA !

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CLUB BILDENBERG

 

 

Segnalazione di Federico Prati

 

Martedì, 30 giugno 2015

DI CARLOS SANTA MARIA

 

rt.com

 

Il procuratore tedesco ha detto recentemente che ha abbandonato l’indagine sulle intercettazioni da parte dell’intelligence USA al cellulare del cancelliere tedesco Angela Merkel, allegando “mancanza di prove”, nonostante i documenti forniti dall’ex-analista della NSA, Edward Snowden, sul programma di spionaggio massiccio ai celulari su scala mondiale dal 2002. Il procuratore Harald Gamma ha minimizzato l’importanza di Washington di spiare il massimo dirigente, coincidendo con un portavoce del cancelliere, Steffen Seibert, che ha ha rifiutato di rispondere alle domande della stampa e minimizza la questione dicendo: “La questione non è stata in nessun momento il suo cellulare, ma quello di tutti i cittadini”.

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AGSM Verona: prassi che si ripetono

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TOSI E AMICICI

 

Segnalazione di www.veronapulita.it

 

 

AGSM VERONA: LA NUOVA POLTRONA DI VENTURI e L’OSSESSIONE RICORRENTE

L’allegra compagnia Ciò che è accaduto il giorno dell’insediamento del neopresidente di Agsm, Fabio Venturi, preoccupa. Me e molti veronesi i quali non hanno udito programmi di riduzione delle spese superflue, dell’indebitamento bancario, delle bollette, ma le “ossessioni” del neopresidente unite alla promessa di sovvenzionamento della Fondazione Arena (2,5 milioni per 3 anni!), facendosi vanto di regalare valanghe di soldi …

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