Il Texas sfida la Corte suprema: si possono negare le nozze gay

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BANDIERA CONFEDERATA

Nello Stato conservatore i funzionari comunali potranno continuare a rifiutarsi di celebrare e trascrivere nozze tra persone dello stesso sesso

Il Texas sfida apertamente la Corte Suprema degli Stati Uniti. Nello Stato conservatore i funzionari comunali potranno continuare a rifiutarsi di celebrare e trascrivere nozze tra persone dello stesso sesso nonostante la sentenza dei nove giudici di Washington che venerdì scorso hanno annullato a livello federale ogni distinzione tra matrimoni etero e gay.

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Perché l’ideologia del gender è così invadente?

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Vi siete mai chiesti come mai tutti i grandi media ed i principali partiti in Occidente si sono schierati con l’ideologia del gender, i matrimoni e le adozioni gay e la cosiddetta educazione sessuale nelle scuole?

Ebbene dietro a queste idee vi sono due potenti forze:

-Una ideologia che si rifà alla scuola di Francoforte quindi a Marcuse, Adorno, al pansessualismo Freudiano ed alla rivoluzione sessuale di Reich. Ideologia che vuole capovolgere tutti i parametri antropologici sui quali si è basata la società umana dal suo inizio;

– i grandi interessi finanziari. Vediamo di questi i due principali business dietro all’ideologia del genere e i due che sono dietro all’educazione sessuale (che altro non è che sessualizzazione precoce dei nostri bambini).

Ideologia del Gender e omogenitorialità:

a. Cicli di fecondazione artificiale. Secondo Research and Markets, istituto leader di ricerche, il business mondiale della fecondazione artificiale si attesta attorno ai 9,3 Miliardi nel 2012 e, di qui al 2020, favorendo sempre più l’accesso a tali tecniche, potrebbe diventare di circa 21,6 miliardi;

b. Operazioni di cambiamento di sesso. Secondo varie fonti si tratterebbe di una persona su 30.000 per i maschi ed una persona su 100.000 per le femmine che cambiano sesso ogni anno. Ciò porterebbe a circa 100.000 persone che sembra una valutazione esagerata. Secondo la Reuters almeno 25.000 persone cambiano sesso ogni anno ed il numero è in crescita. Vediamo i costi dell’operazione: arrivano a 30.000 USD. Se consideriamo una media di 20.000 EURO, arriviamo così a 500 milioni di EURO senza contare i costi dei trattamenti ormonali prima e dei farmaci prima e dopo l’operazione.

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“Sotto di me il baratro”. Il diario inedito di Mussolini del 1942

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MUSSOLINI

L’epopea infinita dei diari e dei quaderni di Benito Mussolini continua. Adesso è il turno di un’agenda del 1942. Per il Duce è un anno cupo, che termina con una grande depressione. Ci sono la campagna russa e la rovinosa ritirata dell’Armir. Sul fronte africano, c’è la resa di El Alamein. Annota Mussolini, il 29 giugno, mentre è in partenza per l’Africa da Guidonia: “Due sono i mali che mi dilaniano: i traditori e le pazzie di Hitler. Sono entrambi di una importanza enorme”.

di Fabrizio D’Esposito per il “Fatto Quotidiano” del 26 giugno 2015

Poi il pensiero finale, alla data del 31 dicembre: “Ora sotto di me si è aperto il precipizio”. La scoperta dell’agenda è del mensile Storia in Rete, diretto da Fabio Andriola, storico e giornalista. Nel lungo saggio sul diario inedito, Andriola parte da un suo viaggio in Svizzera e la prima novità riguarda l’approccio con l’anonimo collezionista in possesso dell’agenda

Rivela Andriola: “ Nessuno ha chiesto o offerto denaro: non l’ha fatto Storia in Rete e non l’ha fatto chi ci ha messo a disposizione tutto quello che aveva in originale e non in copia”. Il dettaglio sui soldi non è secondario. Sin dagli Anni Cinquanta attorno ai diari del dittatore fascista si è sviluppato un florido e milionario mercato alimentato da intermediari, faccendieri, falsari e semplici imbroglioni.

Non a caso, Andriola puntualizza all’inizio che la nuova, presunta agenda mussoliniana del ’42 arriva da una filiera diversa da quella dei celebri diari falsi acquistati da Marcello Dell’Utri, il berlusconiano condannato per mafia con la passione per la bibliofilia.

La differenza con i “falsi” di Dell’Utri
Dell’Utri comprò i falsi da un commerciante di Domodossola, da poco morto, e di nome Aldo Pianta, cinque “annate” del Duce: 1935, 1936, 1937, 1938, 1939. A eccezione del 1938, i diari furono pubblicati da Bompiani tra il 2010 e il 2012. Non solo, quando poi lo stesso Dell’Utri ha tentato di accordarsi, per altre strade, con il collezionista svizzero dell’agenda del ’42 pubblicata ora da Storia in Rete, la trattativa è fallita, e non per motivi economici.

Chiarito questo dettaglio, la provenienza del nuovo diario del ‘42 poggia su un’ipotesi classica per gli specialisti della memorialistica del Duce: i misteri e i “vuoti” ancora irrisolti dell’affare Panvini. Era il 1957 e Amalia e Rosetta Panvini, rispettivamente figlia e madre, furono scoperte a Vercelli in un’intesa attività di falsificazione. Nella loro casa venne rinvenuta una quantità enorme di carte con la grafia di Benito Mussolini, una trentina tra quaderni e agende, compilate tra il 1929 e il 1939. Quali i veri e quali i falsi, scritti dalle stesse Panvini per venderli?

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Bergoglio chiama un domenicano pro-gay a lavorare in Vaticano

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Papa Francesco chiama un domenicano pro-gay a lavorare in Vaticano

Papa Francesco lo scorso 16 maggio ha nomitato il domenicano britannico Timothy Radcliffe consultore del Pontificio Consiglio Giustizia e Pace per svolgere “studi su giustizia sociale e diritti umani”,come si legge nella nomina.
Teologo attento ai segni dei tempi, rafinato predicatore e insegnante, ha ricoperto la carica di Maestro generale dell’Ordine Domenicano dal 1992 al 2001. Attualmente è presidente e fondatore del Las Casas Institute of Blackfriars, a Oxford.

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Ma in Italia la maggioranza è contraria alle unioni gay

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Soltanto il 47% degli intervistati guarda con favore ai matrimoni tra persone dello stesso sesso. I più aperti per il sì? Due under 35 su tre. Pd e M5S divisi, moderati convinti sul no

La questione delle unioni e dei matrimoni tra omosessuali continua a dividere gli italiani. Si è assistito di recente alla mobilitazione di numerosi cittadini schierati dall’una e dall’altra parte. Pochi giorni fa a Roma si è svolto il Family day nel quale sono emerse molte posizioni avverse a concedere il matrimonio tra gay. E in questi giorni si svolge a Milano la Pride week , con manifestazioni cui parteciperà anche il sindaco. L’opinione pubblica mostra un forte spostamento di posizioni al riguardo con il passare degli anni. Sino a poco tempo fa, la grande maggioranza era nettamente contraria alle unioni gay e lo era in misura ancora maggiore se si parlava di matrimoni. Ad esempio, nel febbraio 2009 un sondaggio Ispo aveva rilevato una percentuale del 25% di favorevoli ai matrimoni tra gay e i restanti intervistati contrari o (in minima parte) indecisi. Oggi una ricerca Eumetra mostra come la quota di chi accetta il matrimonio tra omosessuali sia quasi raddoppiata rispetto ad allora, salendo al 47%, vale a dire, sostanzialmente (considerando il margine di approssimazione insito in tutti i sondaggi di opinione) pari alla metà degli italiani sopra i 18 anni. D’altra parte un altrettanto recente sondaggio Demos (condotto per Repubblica ) stima la percentuale di favorevoli al 53%, un valore non tanto dissimile.

Dunque, riguardo a questa questione, gli italiani si dividono di fatto a metà. Le due parti, di opposta convinzione, appaiono però significativamente molto diverse tra loro, sia dal punto di vista demografico, sia da quello dell’orientamento politico.

Uno dei criteri di differenziazione più rilevanti è costituito dall’età. Tra i più giovani, fino ai 35 anni, il consenso per il matrimonio gay giunge a sfiorare i due terzi dei rispondenti (64%). Un valore che si accresce tra chi è studente, ove il favore giunge al 78%. Tra chi ha tra i 35 e i 45 anni i rispondenti si dividono a metà. Il quadro si inverte completamente dopo i 45 anni, sino al segmento di popolazione che ha più di 65 anni, ove tre intervistati su quattro si dichiarano contrari al matrimonio gay. È un dato che si conferma anche considerando il titolo di studio. Tra chi detiene un’istruzione di livello minore (tra costoro sono più frequenti gli anziani), l’avversità ai matrimoni gay è più accentuata.

A questa netta frattura generazionale si affianca quella di ordine politico. Come era facilmente prevedibile, chi si colloca a sinistra o nel centrosinistra è nettamente più favorevole di chi si definisce invece di destra o centrodestra o di chi non assume una posizione al riguardo. Le ostilità maggiori si manifestano tra gli elettori di Forza Italia, nel Ncd e, in misura ancora maggiore, tra i votanti per la Lega (73% di contrari). Ma anche la maggioranza di chi è indeciso o orientato all’astensione appare avversa ai matrimoni gay. Tra i votanti per il Pd e, ancor più, per Sel o per il Movimento 5 Stelle, viceversa, la gran parte è favorevole (anche se, comunque, il 45% degli elettori Pd e il 35% di quelli del Movimento 5 Stelle sono contrari). È interessante notare che, anche all’interno dell’elettorato dei diversi partiti, i giovani appaiono comunque sempre più favorevoli ai matrimoni tra gay. L’età si conferma come la variabile determinante nell’orientare le opinioni a riguardo.

Naturalmente, tutto il dibattito riguarda i matrimoni (e anche le unioni) tra gay e non l’atteggiamento verso gli omosessuali in quanto tali. Ad esempio, quasi l’80% della popolazione dichiara che non avrebbe nessun problema se il proprio figlio o la propria figlia avesse un amico gay. Ma il 37% afferma che avrebbe «molti problemi» se invece di una amicizia si trattasse di un fidanzamento. E il 18% dichiara che avrebbe comunque «qualche problema». Anche se per quasi quattro italiani su dieci (il 38%) una relazione sentimentale del figlio o della figlia con un omosessuale non creerebbe «nessun problema».

Insomma, la questione continua ad essere controversa. Anche se, come si è detto, l’atteggiamento generale della popolazione è andato fortemente mutando nel tempo (e cambia significativamente in relazione all’età), affrontare in qualche modo questa netta frattura di opinione tra i cittadini appare nel nostro Paese piuttosto complesso. Con una metà di italiani schierata da una parte e l’altra metà sul verso opposto, la problematica susciterà senza dubbio scontri e contrapposizioni molto accesi.

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“Monsignor” Paglia: “Incontro mondiale delle famiglie aperto anche a coppie gay”

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E la “chiesa conciliare” si allinea alla moda gender

“Tutti possono venire, nessuno escluso”. Con queste parole monsignor Vincenzo Paglia, presidente del Pontificio Consiglio per la famiglia, ha risposto alle domande dei giornalisti, nel corso della conferenza stampa di presentazione dell’ottavo incontro mondiale delle Famiglie in programma a Philadelphia dal 22 al 27 settembre. Interpellato riguardo alla presenza o meno, a Philadelphia, di coppie gay, monsignor Paglia ha risposto: “Seguiamo alla lettera l’Instrumentun Laboris del Sinodo. Tutti possono venire, nessuno escluso”. “E se qualcuno si sente escluso, lascio le 99 pecorelle e lo vado a prendere”, ha aggiunto con una battuta.

“L’intima connessione” tra il meeting negli Usa e il Sinodo, ha precisato monsignor Paglia, “evidentemente non è solo temporale. L’augurio è che l’incontro di Philadelphia e il Sinodo di ottobre possano realmente costruire una stagione ecclesiale e sociale caratterizzata da un rinnovato protagonismo della famiglia. Per questo vogliamo lavorare. Vogliamo che il Vangelo della misericordia sia annunciato nelle grandi città del mondo, soprattutto nei quartieri più poveri e più periferici”. (SIR)

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Cultura gay e capitalismo, una grande storia d’amore

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Cultura gay e capitalismo vanno a braccetto. Ne abbiamo già parlato diverse volte (ad esempio qui, qui, qui e qui).

Rilanciamo questo intervento di Agapo.net sempre sullo stesso tema. Si fa riferimento a quanto accaduto il 20 giugno a Milano, in concomitanza con la grande manifestazione di piazza San Giovanni a Roma. E se ne traggono amare constatazioni, che però vengono sapientemente taciute dai mass media…

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