Il debito greco e la farsa di Tsipras
In merito al dibattito in corso sulla possibile rinegoziazione del debito della Grecia urge sgomberare il campo da alcuni luoghi comuni che si stanno consolidando nell’immaginario collettivo, offuscando gravemente la capacità di giudizio dell’opinione pubblica e sospingendola a sua insaputa su posizioni autolesionistiche.
Innanzitutto non è affatto vero che i creditori si stiano accanendo ostinatamente e spietatamente sulla Grecia. Al contrario il debito greco è già stato ristrutturato nel 2012 per un valore superiore al 50% del PIL, come se all’Italia in proporzione venissero cancellati oggi debiti per più di € 800 Md. (!); per cui è evidente l’infondatezza delle accuse di avidità e di egoismo mosse alle istituzioni europee. Ancora più assurdo è parlare di difesa ad oltranza degli interessi degli istituti finanziari-le famigerate “banche francesi e tedesche”- a spese del popolo ellenico, viste le pesanti perdite da questi subite con la ristrutturazione a beneficio proprio del governo di Atene, che alcuni vorrebbero invece vittima dell’operazione. Se un soggetto A presta un’ingente somma a B e B non glie ne restituisce una parte consistente, è evidente che è B ad aver espropriato A e non certo il contrario.











