Unioni civili: la fretta e gli interessi della Cirinnà

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Le unioni civili stanno per arrivare. Entro l’estate devono lasciare la Commissione Giustizia del Senato ed approdare in aula.

Da diverso tempo i giornali vociferano di una presunta accelerazione del ddl Cirinnà.

A noi sembra la solita strategia: far credere che ormai è fatta per fiaccare ogni forma di opposizione e costringere gli avversari al compromesso. Di certo dobbiamo stare in guardia, ma senza pensare di aver già perso. La battaglia è ancora tutta da giocare e infatti abbiamo lanciato la petizione per bloccare questo disegno di legge (vi invitiamo a firmare e far firmare qui).

Anche Monica Cirinnà mette fretta e dal suo sito ha lanciato un appello all’opinione pubblica invitandola a far sentire la sua voce e la sua richiesta di diritti, di libertà e di dignità. A dire il vero, la senatrice dovrebbe sapere che c’è un popolo che ha fatto sentire la propria voce per difendere diritti, libertà e dignità di bambini e famiglie: è il milione di persone sceso in piazza S. Giovanni il 20 giugno e i tanti altri rimasti a casa ma che la pensano allo stesso modo. Ma questi sono forse italiani di serie B, non meritevoli nemmeno di essere nominati…

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Alba Dorata: «Syriza ha tradito Ora tocca a noi»

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Il portavoce del partito parla a poche ore dal voto del Parlamento greco sulle riforme di Tsipras e attacca: «Ue usuraia, meglio guardare a Putin»

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Kasidiaris, secondo Alba Dorata Alexis Tsipras ha tradito la Grecia?

«Sì, Tsipras ha tradito la Grecia e ha consegnato la nostra sovranità nazionale agli usurai della Ue, del Fondo Monetario Internazionale e della Bce».

Voterete le riforme «imposte» dalla Ue?

«No, noi saremo contrari a queste proposte perché stanno guidando la nostra Nazione dritta nella tomba».

Si parla della volontà tedesca di «punire» la Grecia che ha osato dire «Oxi» («No»).

«I tedeschi devono al nostro Paese tanti bilioni di euro – il prestito che ci hanno costretto a prendere durante la Seconda guerra mondiale e i danni di guerra – e per questo motivo hanno dichiarato questa guerra economica ora».

Si fa strada l’ipotesi di un «governo tecnico» o di «unità nazionale» sul modello di quello di Mario Monti in Italia nel 2011. Partecipereste anche voi?

«Noi lotteremo contro un governo di questo tipo, perché purtroppo servirà gli interessi dei banchieri della Ue e non del popolo greco. Purtroppo le proposte degli usurai, cioè il famigerato terzo memorandum, passerà dal nostro Parlamento con i voti di tutti. Certamente non con i nostri».

Lo scenario della Grexit non è tramontato. Pronti all’eventuale ritorno alla dracma?

«Sì alla moneta nazionale, però non senza prima un piano per poter farlo bene. E ciò accadrà soprattutto quando risorgerà la nostra produzione nazionale».

Resta il problema del debito. Come si risolve?

«Con la revisione del debito e la cancellazione unilaterale del debito illegale».

In queste ore sia gli Usa (con il Fmi) che la Russia sono interessati al destino della Grecia. Voi da che parte state?

«Alba Dorata ha un obiettivo: vuole puntare e rafforzare la geopolitica della Grecia verso la Russia, tramite un’alleanza al livello economico, energetico e militare. Dialogare con Putin è una delle nostre posizioni principali, e abbiamo contatti con il partito di Zhirinovsky e con il consigliere del presidente Putin, Alexander Dugin».

Parlate di «sovranità» contro il «diritto inglese». Ce lo può spiegare?

«Semplice. Vogliamo denunciare il contratto di finanziamento che si basa sul diritto inglese e trasforma il nostro Paese in un territorio sotto il dominio degli usurai mondiali».

Il sistema sociale della Grecia a vostro avviso non ha delle criticità?

«Il sistema sociale è tutto distrutto in Grecia, a causa dei governi che hanno governato dal ’74 in poi ma anche a causa dell’arrivo di troppi immigrati. Noi proponiamo un taglio immediato dei privilegi del sistema politico greco, più tasse sulla ricchezza, immediata espulsione degli immigrati clandestini. Tutto questo per poter riorganizzare il nostro sistema basandoci sulla giustizia sociale».

Se si dovesse andare ad elezioni anticipate ritenete di poter rappresentare anche gli elettori delusi da Tsipras?

«La maggioranza degli elettori che ha votato Syriza e che ha votato contro questa Europa ormai non voterà più per loro. Noi siamo pronti a governare, per la nostra sovranità nazionale e la sovranità popolare. Obiettivo principale per noi è che la Grecia debba tornare ai greci».

Lei è tra gli arrestati di Alba Dorata, è stato appena scarcerato. Può spiegare ai lettori italiani perché i greci dovrebbero fidarsi di un movimento coinvolto in inchieste e arresti?

«La risposta l’ha data il numero due del governo che ci ha imprigionato. In una famosa prova-video Panayotis Baltakos, il consigliere dell’allora premier greco, diceva: “Samaras, il primo ministro, ha ordinato di imprigionare Alba Dorata per prendere i vostri voti”. Noi siamo stati vittime di una persecuzione politica assurda e il popolo greco questo lo sa molto bene. Lo sa perché noi siamo l’unica voce vera di questo Paese tra tutti i traditori e i ladri politici».

Antonio Rapisarda

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Monti vuole ancor più Europa: “Ora unione fiscale e bancaria”

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Il senatore a vita all’attacco: “Le politiche nazionali impediscono all’Europa di rafforzarsi”. E detta la roadmap per rafforzare l’Ue

In una intervista a Repubblica, Monti ammette che l’accordo preso con l’Eurogruppo è “durissimo” per tutti i greci. “Tsipras deve rimangiarsi le misure che ha preso in contrasto con il memorandum, a meno di non trovare voci compensative – pontifica il senatore a vita – si salvano i soli interventi umanitari”. E invita tutti i leader europei a imparare la lezione impartita dalla crisi greca: “Positivo è l’attaccamento all’euro dimostrato sia dagli Stati più forti che ne hanno difeso le regole, sia dalla Grecia che è disposta a tutto pur di non ad uscire dalla moneta. Ma i motivi di allarme sono molti: si deve subito riprendere il rapporto dei 5 presidenti (Juncker, Tusk, Draghi, Schulz, Dijsselbloem) e renderlo una roadmap operativa non più un documento improntato ad una cautela attendistica che l’Europa non può più permettersi”. Per il Professore è “irresponsabile” prevedere per il dopo 2017 “una serie di passi fondamentali solo perché in quell’anno ci sono le elezioni tedesche e francesi”. “È così – incalza – che le politiche nazionali impediscono all’Europa di rafforzarsi”.

Nell’intervista Monti fa poi le pulci al premier Matteo Renzi: “Non credo che abbia fatto errori. Ha però perso una grande occasione, di quelle che non si presentano frequentemente, per far salire il rating politico dell’Italia. Si poteva spiegare alla Merkel che il ruolo chiave nella mediazione con la Grecia, nell’interesse generale e per riflettere i meriti acquisiti ai quali la cancelliera è sensibile, poteva svolgerlo il presidente del Consiglio italiano, magari associando Hollande per motivi storici”.

Il presidente del Consiglio Mario Monti

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Vandea: l’insurrezione cattolica nella Francia giacobina

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VANDEANO

di Andrea Congestrì

Nel 1793, durante la Rivoluzione francese, si scatenò, nella terra della Vandea, il primo genocidio di Stato della storia occidentale. Il regime rivoluzionario di Parigi venne imposto con la forza nelle province di Francia ed ebbe in Vandea, la più Cattolica di esse, la reazione più coraggiosa e gloriosa. I Blancs (i vandeani) si contrapposero ai Bleus (i giacobini): uniti a Dio e al Re, i contadini della Vandea, con i loro amati sacerdoti e i loro generali, si distinsero per la strenua difesa contro la dea ragione ed il principio deista dell’essere supremo; perciò, a causa del loro fermissimo Credo e della loro fedeltà monarchica, vennero massacrati. Per odio ideologico perirono, in quell’ecatombe, più di 30 mila abitanti. Tuttavia di questo evento storico o si è parlato in termini negativi per esaltare i “benefici” della Rivoluzione e del Terrore sanguinario oppure lo si è del tutto omesso dai libri di storia…Il simbolo della controrivoluzione vandeana era un cuore sormontato da una croce rossa su campo bianco a simboleggiare i Sacri Cuori di Gesù e di Maria, ai quali i vandeani erano particolarmente devoti grazie alla predicazione di San Luigi Maria Grignion de Montfort; inoltre tale simbolo richiamava anche lo stemma della Vandea, anch’esso formato da due cuori rossi (quelli di Gesù e Maria) sormontati da una corona che termina con una croce e che rappresentare la regalità di Cristo. Il motto era «Dieu Le Roi» («Dio [è] il Re»).L’odio per la profonda Fede religiosa dei vandeani fu la ragione principale della spaventosa repressione e delle stragi indiscriminate. Il Terrore si scatenò contro la Fede e contro contadini che volevano continuare a vivere del loro lavoro e dei loro Valori. I primi scontri, iniziati a Cholet, portarono alla sollevazione del 13 Marzo, guidata dai capi popolari Jacques Cathelineau, Gaston Bourdic e Jean-Nicolas Stofflet, a cui si unirono alcuni nobili realisti.In giugno i ribelli, costituitisi in “Armata Cattolica e Reale”, si impossessarono della città di Saumur e di Angers. In pochi giorni 600 paesi della Vandea sono insorti contro le truppe della Repubblica, dando inizio a un tragico periodo di Combattimenti sanguinosi. I contadini devoti al Re combattono una spaventosa guerriglia; si fanno benedire dai Sacerdoti “refrattari” e poi si lanciano con coraggio inaudito contro i soldati della Rivoluzione. Di fronte al dilagare della rivolta nelle regioni circostanti, il governo rivoluzionario rispose con estrema durezza decretando la pena di morte per tutti i vandeani sorpresi con le armi in pugno e adottando la tattica della terra bruciata. La controffensiva repubblicana, che sbaragliò i ribelli a Cholet (17 ottobre),poi a Le Mans e a Savenay (Dicembre), costò ai Vandeani 15.000 Morti e fu seguita nel 1794 da feroci ritorsioni sulla popolazione civile, che fomentarono ulteriori manifestazioni di rivolta. La situazione migliorò gradualmente dopo la rivoluzione termidoriana quando nel dicembre del 1794 quando il governo repubblicano liberale annunciò l’Amnistia per gli insorti concedendo ai Vandeani la libertà di culto e l’esenzione della coscrizione obbligatoria. Un nuovo sussulto fu provocato nel giugno del 1795 in seguito allo sbarco di esuli lealisti capeggiati da Francois-Athanase Charette, uno dei leader storici della rivolta presso Quiberon, in Bretagna. Nel tentativo insurrezionale che seguì persero la vita gli ultimi 2 capi popolari della Vandea, e nel luglio 1796 le ultime sacche di resistenza furono eliminate. Alla fine della breve guerra i tribunali rivoluzionari condannarono a morte 5.000 Ribelli.

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Verona: per fingere di far lavorare i profughi, un tutor farà il loro lavoro

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Per fingere di far lavorare 49 clandestini camuffati da profughi, in sedicenti “lavori socialmente utili”, il comune di Verona dovrà fare

E’ stato infatti sottoscritto oggi un demenziale protocollo d’intesa fra Prefettura, Comune, Amia, cooperativa Il Samaritano-Caritas diocesana (nome adatto per chi incassa 35 euro per ogni clandestino), Centro cooperazione giovanile internazionale, perché una cinquantina di sedicenti profughi ospitati a Verona svolga “attività socialmente utili”.
Sembrerebbe una buona cosa. Non lo è. Per tre motivi: primo, lavori che, se necessari, potevano essere fatti da giovani italiani; secondo, oltre ai 37,50 euro al giorno già spesi per mantenerli, si dovranno anche versare i contributi per questi coloni; terzo, per fingere di farli lavorare, si dovrà impegnare per ognuno di loro ‘un tutor’.

E’ la classica manfrina politica per ‘calmere’ le acque delle proteste e dire: “vedete? lavorano”. Peccato che per fingere di far lavorare loro, dovrà lavorare un altro per loro.

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Grecia, Alba Dorata ribadisce il no alla troika- IL VIDEO

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Atene, 14 lug – Dopo il tradimento di Tsipras, che ha accettato clausole più dure di quelle rispetto alle quali aveva scenograficamente chiamato i greci alle urne, tutti guardano ora ad Alba Dorata. Il movimento nazionalista è in crescita e potrebbe ora raccogliere il voto dei delusi e degli arrabbiati, presentandosi come unica forza coerentemente anti-troika. In questo video (sottotitolato in italiano), il leader di Alba Dorata, Nikos Michaloliakos, esprime sinteticamente le ragioni del no al nuovo memorandum europeo.

 

https://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=f30_qt37Hbo

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La teoria gender esiste, anche a scuola: la prova definitiva

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Ultimamente una grande questione divide politici, intellettuali, associazioni e gente comune: l’esistenza della cosiddetta “teoria gender “. E di conseguenza, se sia reale o meno la sua introduzione nelle scuole di ogni ordine e grado.

Gender o no gender, questo è il problema.

I negazionisti del gender sostengono che la famosa “teoria” sia in realtà una invenzione di coloro che pretendono di combatterla. Forse perché questi ultimi interpreterebbero male i cosiddetti “studi di genere”. Forse perché deformerebbero volontariamente certe visioni, attribuendole al variegato mondo LGBT, in modo da avere nemico più facile da combattere e da demonizzare (il noto argomento dell’”uomo di paglia”).

Alcuni si spingono fino a dire che la teoria di genere sarebbe stata creata, per le finalità di cui sopra, in qualche stanza segreta del Vaticano …

Visto che l’argomento è di grandissimo interesse, è venuto il momento di fare un tentativo di esporre in modo più chiaro possibile le ragioni che stanno dietro alla posizione di chi sostiene l’esistenza della teoria e denuncia il fatto della sua promozione da parte di alcune istituzioni e all’interno di alcune scuole.

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Ecco come Monti, Di Paola, Passera ed una procura “assente” hanno consegnato i Marò all’India

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RIUNIONE

Segnalazione Quelsi

by Rosengarten

Che nella vicenda dei Marò ci fosse del torbido e che i due fucilieri fossero vittime sacrificali per altri interessi è sempre stato molto più di un sospetto avanzato da molte parti, a cominciare da Qelsi. Però adesso se ne ha la conferma perchè, come spesso accade, anche se immerse nella melma più vischiosa, a lungo andare spesso le cose affiorano per spontaneo e naturale processo di decantazione. Ieri è apparsa in rete una lettera che l’allora Ministro delle Giustizia, sig.ra Paola Severino, tramite il suo capo di gabinetto dott.r Eugenio Selvaggi, inviò il 13 marzo del 2013 ai colleghi del Governo Monti per spiegare le ragioni per le quali, sulla base delle rilevazioni satellitari, del diritto penale e di quello internazionale l’Italia avrebbe potuto e dovuto rifiutarsi di riconsegnare agli indiani i Marò che si trovavano in Italia per una licenza elettorale di 4 settimane. Si ricorderà, che in un primo momento il governo annunciò che i Marò sarebbero restati in Italia, decisione che però il premier Monti presto si rimangiò dietro i “saggi” consigli di due membri di quel terrificante esecutivo, il Ministro della Difesa amm. Giampaolo Di Paola e quello per lo Sviluppo Economico, nonchè ad interim anche per le Infrastrutture ed i Trasporti, Corrado Passera.

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Petitions for Sunday Precious Blood Mass

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JESUS

Segnalazione di don Anthony Cekada

Petitions for Sunday Precious Blood Mass

For info, click here,

A few weeks ago we offered a special packet of items associated with the wonderful July devotion to the Precious Blood.

We also invited you to submit your intentions which will be placed on our altar to be remembered in our High Mass this coming Sunday, July 12, the Solemnity of the Precious Blood.

If you do not wish to receive the devotional pack but would like to have your intentions remembered at the Mass this Sunday, you may submit them at this link,

We  invite you to view our 9:00 AM High Mass on July 12th, the Solemnity of the Precious Blood, at this link.

You can still receive the devotional pack, including Walz’s Devotion to the Precious Blood, via this link.

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La ‘Ndrangheta a Verona e gli strani incontri…

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CROCE

Segnalazione di www.veronapulita.it

 

 

 

LA ‘NDRANGHETA A VERONA e GLI STRANI INCONTRI (da www.vvox.it)

Alfano scopre l’acqua calda: a Verona opera l’organizzazione malavitosa calabrese. Sono anni che si dice. E si scrive. Ci voleva il Ministro dell’Interno, Angelino Alfano (con tutto il rispetto…), per informarci di ciò che tutti i veronesi sanno. Solo un folle (o un sodale..) potrebbe negare l’evidenza: la criminalità organizzata vive e vegeta dove c’è la ricchezza, non la povertà. …

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